sabato 12 marzo 2011

Il quartier generale racconta/53


Ieri Marco Travaglio ha pubblicato sul Fatto un editoriale piuttosto critico nel confronti di Giuliano Ferrara, in procinto di partire coi suoi 5 minuti quotidiani in coda al Tg1 (lo spazio occupato a suo tempo dal compianto Enzo Biagi).

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, non ha gradito e ha deliziato stamattina i fedeli lettori del prestigioso quotidiano con un editoriale dal titolo più che eloquente: "La vera storia di Travaglio, prof di giornalismo". Cosa contiene questo articolo? Sostanzialmente si tratta di una cronistoria dei vari procedimenti, prevalentemente civili, in cui è stato coinvolto il giornalista a partire dall'anno 2000 fino ai giorni nostri.

C'è da precisare, ovviamente, che Sallusti pubblica solo quelli in cui a Travaglio è andata male, a volte anche solo a causa di banali errori di omonimia, ma non fa alcun accenno ai casi in cui Travaglio è stato assolto. Strano, vero? Se si fa la cronistoria giudiziaria di un giornalista, dovrebbero essere riportate sia le cause perse che quelle vinte. Ai lettori del Giornale, evidentemente, meglio far sapere solo le prime. Quelli che invece vogliono sapere le cose come stanno realmente possono dare un'occhiata alla Wikipedia.

E' abbastanza curioso (si fa per dire) anche il fatto che Sallusti eviti accuratamente di menzionare che nessuno dei procedimenti contro Travaglio si è tramutato in condanna definitiva. Strano, no? Quelli del Giornale, ispirati dai vari tromboni di governo, ci hanno abituato da anni alla tiritera "nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva" quando si tratta di politici, e poi questa cosa non vale più se si parla di un giornalista avversario? Misteri del Giornale.

Ma, a parte la lista delle "nefandezze" fatte dal Travaglio, l'articolo contiene alcune perle che sarebbe un peccato non segnalare. "Travaglio ha sentenziato che Ferrara non è un giornalista. La prova? Il Foglio vende molto meno del suo Fatto". In realtà Travaglio non ha affatto detto questo; ha solo evidenziato che chi viene pagato dal presidente del Consiglio non può scrivere del presidente del Consiglio. Così come chi possiede televisioni non può (in teoria) legiferare in materia di televisioni. Si chiama conflitto di interessi. Può scrivere in maniera oggettiva di un personaggio un giornalista pagato dal personaggio stesso?

Naturalmente Sallusti ha capito benissimo, ma è meglio evitare che capiscano anche i lettori.

Altra perla: "Quando Indro ebbe la sciagurata idea di mollare la sua creatura per fondare La Voce, Travaglio lo seguì, 'uno dei tanti, nulla di più', ricordano oggi i compagni di avventura rimasti". Già, quelli rimasti. Quelli come Montanelli, che invece purtroppo non ci sono più, stranamente se lo ricordavano un po' meglio.

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