giovedì 31 marzo 2011

Il quartier generale racconta/55


Chissà se Torquato Tasso si starà rivoltando nella tomba. No, perché quel "Lampedusa liberata", sparato da Sallusti in prima pagina sul Giornale di stamattina qualche timore potrebbe farlo venire. Ma è l'editoriale che l'accompagna che è qualcosa di travolgente.

"Tre giorni per svuota­re-Lampedusa dall’onda­ta di profughi, poche setti­mane per ripristinare la normalità, più un piano di rilancio dell’isola (per dare un segnale ha com­perato in pochi minuti una villa da due milioni di euro) e uno di inden­nizzo per gli abitanti (niente tasse per un an­no)". Bello, non trovate? Talmente bello che a qualche lettore del Giornale potrebbe venire qualche dubbio sulla fine che faranno tutte queste promesse. Ma ecco che Sallusti è lì apposta per tranquillizzare anche il lettore più dubbioso.

"Sembra un libro dei sogni, ma già due volte questo governo ha mante­nuto promesse altrettan­to azzardate: la prima per i rifiuti in Campania, la se­conda per l’emergenza terremoto in Abruzzo". Come no? A Napoli l'emergenza è stata risolta talmente bene che giusto in questi giorni le cronache raccontano di qualcosa come 1.600 tonnellate di rifiuti sparse allegramente per le strade, con relativi timori per l'avvicinarsi della Pasqua. Anche a L'Aquila, naturalmente, il miracolo è perfettamente riuscito. Poi, vabbè, ci sono ancora quasi 40.000 persone che a vario titolo si trovano nella provvisorietà, senza contare che di ricostruzione ancora non si vede l'ombra, ma queste sono quisquilie, l'hanno detto anche a Forum che tutto è a posto.

Poi, però, forse conscio di avere un tantino esagerato, il Sallusti fa una parziale retromarcia: "Se poi a Napoli e a L’Aquila le cose si sono arenate non è certo colpa dell’ese­cutivo. I pasticci li hanno combinati in seguito gli enti locali, i burocrati, i magistrati". Eccolo lì. Anche qui la colpa è dei magistrati. Chissà, penso che un giorno Sallusti riuscirà a incolpare i magistrati pure se arriva un'alluvione. E poi, come al solito, una stoccatina anche per quei cattivoni dell'opposizione, colpevoli di aver protestato perché mentre il premier raccontava balle a Lampedusa sotto i riflettori, nel frattempo i suoi galoppini con un blitz in parlamento gli confezionavano l'ennesima leggina su misura.

"Ci manca poco che parlino di un piano ad personam, messo in atto non per salvare cittadini italiani ma per distrarre da altre questioni". Non mi capacito di come possa essergli venuta in mente a Sallusti un'idea simile. Un vero mistero. "Una nor­ma di civiltà [la prescrizione breve, ndr] in vigore in tutti i Paesi occidentali". Eh, certo, come no? E' sterminato l'elenco dei paesi in cui la prescrizione per reati finanziari viene dapprima dimezzata da 15 a 7 anni e mezzo (ex-Cirielli), e poi, per salvare qualcuno in particolare, accorciata di un altro pelino. Così l'interessato la fa franca e nel contempo 150.000 processi vanno al macero (stima dell'ANM). Sarebbe stato bello che Sallusti avesse fatto il nome di qualche paese in cui si concepiscono simili bestialità giuridiche (quelle che lui chiama "norme di civiltà"). Ma sentite questa, che è bellissima:

"L’opposizio­ne, bluffando, sta cercan­do di farla passare come legge pro Berlusconi, che evidentemente, essendo come tutti noi cittadino italiano, in futuro potrà le­gittimamente avvalerse­ne se se ne presentasse l’occasione". Già, chissà se gli capiterà mai l'occasione di avvalersene. E' un bel dilemma, direte voi. Una legge pensata per tutti gli italiani che, en passant, potrebbe all'occorrenza essere usata da Berlusconi. Gli italiani, naturalmente, sono tutti contenti di questa cosa. E' da anni infatti che tutte le centinaia di migliaia di persone che sono state truffate dai vari Tanzi, Cragnotti e compagnia bella chiedono una legge che dia a questi galantuomini una possibilità in più di sfangarla. E Sallusti l'ha capito al volo.

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