venerdì 30 giugno 2023

I "Pilati" di oggi

Continuo a chiedermi perché Italia Viva si sia astenuta dal voto in Senato per l'autorizzazione a procedere contro Salvini dopo la denuncia per diffamazione presentata da Carola Rackete. Non occorre essere giuristi per capire che quegli insulti non hanno niente a che vedere con la libera espressione di opinione di un parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni. Sono insulti, ingiurie. Stop.

Ho una mia idea: Italia Viva avrebbe voluto votare palesemente no alla richiesta di autorizzazione a procedere, ma ciò avrebbe comportato una troppo evidente sintonia col governo. Meglio quindi tenere una posizione più "pilatesca", più sfumata, in modo da evitare che quelli (credo ormai pochi) che ancora pensano che Italia Viva sia un partito di opposizione mangino la foglia.

In realtà l'affiatamento tra il partito di Renzi e il governo più a destra della storia repubblicana è un segreto solo per chi ha il prosciutto davanti agli occhi. Appena stamattina Tommaso Foti, capogruppo di FdI, ha dichiarato: "Italia Viva vota più col governo che con l'opposizione". A questo punto, allora, perché non gettare la maschera? Italia Viva ufficializzi l'appoggio esterno al governo o entri direttamente nella maggioranza, ponendo fine una volta per tutte a questa patetica sceneggiata.

L'astensione non è mai indice di neutralità, specie in casi come questo, e nello specifico significa avallare surrettiziamente ciò che ha fatto Salvini. Per Renzi e i suoi, quindi, è perfettamente legittimo che un senatore insulti e diffami una persona comune facendosi scudo dell'immunità parlamentare, che è in definitiva la trasposizione istituzionale del famoso "io sono io e voi non siete un cazzo".

Ricordo che Francesco Guccini ha usato parole di fuoco contro i tanti "Pilati" della politica: "Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito, a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia, o sceglie a caso per i tiramenti del momento, curando però sempre di riempirsi la pancia". Non so se ci siano versi più adatti per descrivere la politica di oggi e certi politici di oggi.

mercoledì 28 giugno 2023

La scienza della felicità



Francesco Cavalli-Sforza è filosofo e Luca Cavalli-Sforza è stato genetista e antropologo italiano. Insieme hanno scritto questo saggio, uno dei più belli che abbia letto quest'anno, forse addirittura più interessante di Sapiens, da animali a dèi, di Yual Noah Harari.

È un'indagine sulla felicità umana vista attraverso la ragione scientifica e la storia e al tempo stesso è la storia delle idee politiche, filosofiche, etiche e religiose che sono state sviluppate dalla nostra specie nel corso dei millenni.

È un libro che rompe gli schemi, problematizza modi di pensare consolidati, illustra modi differenti e inaspettati di vedere le cose. Un libro da cui si esce totalmente diversi da come ci si è entrati. Splendido.

martedì 27 giugno 2023

Uguaglianza tra droghe

Nella polemica innescata dal battibecco tra Magi e Meloni non entro, non mi interessa. Mi interessa invece la stupidaggine che ha detto la signora urlante a proposito delle droghe: "Le droghe fanno male tutte, non esistono distinzioni, chi dice una cosa diversa dice una menzogna. Dire che ci sono droghe che possono essere usate è un inganno."

Do una notizia alla signora urlante e a chi prende per oro colato le sue corbellerie populiste e antiscientifiche: le droghe non sono tutte uguali. Ce ne sono di diverse gradazioni di pericolosità, e alcune droghe, nei paesi più avanzati e sotto supervisione medica, vengono addirittura usate per fini terapeutici.

Qui c'è una classifica redatta dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet che elenca le più diffuse per ordine di pericolosità. Si nota come ai primi posti ci sono eroina e cocaina e, prima della tanto vituperata cannabis, ci sono alcol e tabacco, chissà perché (dài, su, è facile) mai menzionati da chi si scaglia contro le droghe bollandole come tutte uguali.

Questione delle droghe a parte, l'episodio mostra perfettamente come il governo, perfino su un tema estremamente complesso come quello della dipendenza da sostanze, si rivolga alla platea pubblica con superficialità, populismo e sprezzo della scienza. Ora, intendiamoci, non si può pretendere qualcosa di scientifico da chi ha raggiunto il successo politico parlando alla pancia delle persone. Scienza e pancia sono infatti antitetici; scienza e capacità di raziocinio (cervello) vanno d'accordo, e se il raziocinio e la capacità di analisi critica fossero diffusi nella società la Meloni dovrebbe probabilmente trovarsi un lavoro.

lunedì 26 giugno 2023

Le croci


Non capisco tutti gli strali che sono piovuti su Tajani, che è di destra ma è una persona colta (ogni tanto succede), per questo tweet. 
 
L'Europa ha radici cristiane, è innegabile che sia così. In realtà le due matrici dell'Europa sono grecità e cristianesimo, poi la grecità si è persa per strada, rimanendo solo nelle etimologie di molti termini che utilizziamo quotidianamente, ed è rimasto il cristianesimo. Ci sarebbe molto da discutere sul fatto se l'Occidente da queste radici ci abbia più perso o guadagnato, ma sarebbe lunga.

Casomai ci sarebbe da rimproverare a Tajani di essersi accodato a una polemica sul nulla riguardo ai crocifissi sulle cime delle montagne, che nessuno vuole togliere, creata da Salvini e Santanché travisando strumentalmente titoli tendenziosi dei soliti giornali di famiglia. Tutto qua.

(Va ricordato, a margine, come del resto su queste pagine ho fatto più volte, che a Salvini, Santanché ecc. del crocifisso non frega una beata fava, se non come strumento di propaganda e clava anti-islamica, ma credo che ai più questa cosa sia già nota.)

domenica 25 giugno 2023

Cose che mi sorprendono: la dislessia non è un disturbo dell'apprendimento

Ci sono poche cose che mi sorprendono, ormai, ma ascoltare e leggere Telmo Pievani è sempre una sorpresa. Per me lo è stato, ad esempio, scoprire che dislessia e discalculia, comunemente definiti disturbi dell'apprendimento, sono in realtà le condizioni normali in cui è strutturato per natura il nostro cervello. Leggere e scrivere correttamente, semmai, possono rappresentare condizioni di anormalità. Ne parla il grande biologo qui a partire dal min. 34 circa.

La lezione che ho linkato qui sopra merita di essere ascoltata per intero perché è straordinaria, almeno per chi è interessato a sapere come è fatto e come funziona l'essere umano, ma capisco che dedicare un'ora e mezzo di tempo a una sola cosa, specie nell'epoca della velocizzazione del tempo (cit.), può essere un problema, quindi mi limito a portare all'attenzione dei miei 32 lettori solo un altro punto, che trovate dal min. 26: la impressionante imperfezione dell'essere umano.

Quando sentite - un vecchissimo luogo comune - che l'essere umano è una macchina perfetta e meravigliosa, potete sorridere e fare ascoltare al vostro interlocutore i dieci minuti a partire appunto dal min. 26, e magari potete provare a chiedergli cosa ne pensa del mal di schiena, del nervo laringeo, del fatto che la vicinanza di esofago e trachea provoca milioni di morti ogni anno, oppure del fatto che siamo la specie di mammiferi in cui il parto produce più morti che in tutte le altre specie, e tante altre cose interessanti.

Non siamo affatto una specie perfetta, siamo un accrocco (sostantivo con cui Rita Levi Montalcini amava definire il nostro cervello) di imperfezioni, ma noi siamo convinti del contrario, amiamo illuderci così.

Quale Dio può mai demonizzare il sesso?


(da La scienza della felicità - Francesco e Luca Cavalli Sforza)

sabato 24 giugno 2023

Rassegne stampa


Sfogliando la rassegna stampa di stamattina mi sono imbattuto nella prima pagina del Riformista. Non so se sia un'impressione mia, ma mi sembra di notare lo stesso stile grafico che caratterizza le prime pagine di Libero, Giornale, insomma quella roba lì: immagini ritoccate e modificate con montaggi costruiti ad arte per avallare, tramite discutibili doppi sensi, il messaggio che si vuole veicolare. 

Ora, che Renzi veda con terrore l'ipotesi di una intesa tra PD e Cinquestelle è normale. D'altra parte è a capo di un partito che mi pare viaggi tra l'uno e il due percento, e una eventuale intesa dei due summenzionati soggetti lo condannerebbe a un ulteriore aumento dell'irrilevanza in cui ristagna da tempo. Certo è che prime pagine così spiegano molto bene la considerazione che Il Riformista nutre per i propri lettori (in sostanza li considera al livello di chi legge Libero o Novella 2000). Contenti i lettori...

A margine ci sarebbe da evidenziare come Matteo Renzi a termini di legge non può essere direttore responsabile di niente per il semplice fatto che a tutt'oggi non risulta iscritto all'Ordine dei giornalisti, cosa che la legge impone come condizione primaria (art. 2 legge 47/1948) per poter essere direttore responsabile (a meno che non si tratti di riviste di carattere tecnico, professionale o scientifico, casi in cui non rientra Il Riformista).

Uno potrebbe dire: ma in fondo chi se ne frega? Chi leggerà mai il Riformista? E in effetti il ragionamento potrebbe anche essere valido. La tiratura dichiarata del Riformista è infatti di 15.000 copie, ma ovviamente quelle vendute sono molte di meno, anche se i dati non sono noti. Si ipotizzano 3-4000 copie vendute, e se si considera che Santarcangelo di Romagna ha grosso modo 25.000 abitanti è facile capire come quello "diretto" da Renzi sia un giornale letto praticamente da nessuno, giusto qualche amico o parente.

Credo che anche Libero e Giornale vendano di più. Anzi, ne sono quasi sicuro.

Gli attori

Dice Briatore che lavoratori che prendono 300 € al mese non esistono, sono attori. 

La cosa dal suo punto di vista è comprensibile: uno che vive su Marte non può sapere cosa succede sulla Terra. Se vuole, mi offro di accompagnarlo a vedere come funzionano le cose in certe cooperative che offrono lavoro in subappalto. Oppure, in subordine, mi offro di linkargli i report annuali dell'ISTAT sull'andamento della povertà in Italia; oppure un giretto in certe campagne del sud dove schiavi importati dall'Africa raccolgono pomodori, o in qualche chinatown toscana dove si lavorano pellami o qualsiasi altra cosa lui voglia.

Non ho mai capito perché questa gente (intendo Briatore come epitome di una certa cultura imprenditoriale e di una certa cultura di destra) disprezzi i poveri fino al punto di negare la loro esistenza. O forse è fin troppo chiaro.

venerdì 23 giugno 2023

La maledizione del Titanic

Riguardo alla vicenda del Titan ho già letto cose come "la maledizione del Titanic", come se il relitto del transatlantico affondato più di un secolo fa abbia avuto un ruolo nella tragedia dei cinque facoltosi avventurieri. 

Questa inclinazione del cervello umano a ragionare in termini di causa-effetto - ne ho già scritto in passato e non ci torno sopra - è perfettamente naturale nella nostra specie. Per motivi legati all'evoluzione e all'adattamento, infatti, a noi risulta controintuitiva la casualità, non ci viene cioè spontaneo pensare che due eventi che si verificano nelle stesse circostanze o nello stesso lasso di tempo non abbiano una correlazione, proprio non ce la facciamo (se volete approfondire questi temi vi consiglio libri come il bellissimo Nati per credere, del biologo evoluzionista Telmo Pievani e del neuroscienziato Giorgio Vallortigara).

Quindi sì, se la cosa ci è in qualche modo di conforto o ci piace, possiamo tranquillamente pensare che gli influssi malefici del Titanic abbiano avuto qualche ruolo nell'implosione del Titan. In fondo, che male c'è? :-)

Non è un paese per vecchi


Non mi riferisco al nostro, ovviamente, il quale è notoriamente un paese vecchio e per vecchi. Mi riferisco a questo romanzo di McCarthy terminato poco fa.

Cormac McCarthy è morto qualche giorno fa e, incuriosito dalla marea di recensioni positive su molti suoi romanzi, ho voluto leggere qualcosa. Sono così andato in biblioteca e ho trovato Non è un paese per vecchi e Suttree, che inizierò a breve. 

Non è un paese per vecchi, che narra una vicenda legata al contrabbando di droga sul confine tra Texas e Messico, l'ho trovato un romanzo che inchioda alle pagine, soprattutto per lo stile veloce e asciutto che contraddistingue la prosa del grande narratore texano. I dialoghi tra i protagonisti sono veloci, incisivi e spesso spiazzanti. Ma è soprattutto un libro che induce a riflettere sulla deriva morale del genere umano, sulla presenza di "disegni" che stanno dietro alle scelte che ognuno compie e, più in generale, suscita più di una riflessione sul senso della vita. Molto molto bello.

Carne e pubblicità


È cosa abbastanza risaputa che uno dei maggiori veicoli di menzogne e illusioni, oggi, è la pubblicità. Per capire fino a che punto, è sufficiente leggere libri come questo. Ma anche senza leggere libri, è sufficiente guardare un qualsiasi spot per capirne la natura menzognera.

Mi sono venuti in mente questi pensieri mentre guardavo su una rivista la pubblicità qui sopra, che reclamizza carne di manzo. Cosa si vede? Due bovini che pascolano tranquillamente e in solitudine in una specie di paradiso terrestre composto di prati verdi, cieli azzurri, mare blu. Il richiamo alla natura è contenuto anche nello slogan che accompagna la pubblicità: "buona per natura". Insomma, il messaggio che passa è che mangiare una bella bistecca di manzo non solo è perfettamente naturale ma è anche un gesto che aiuta la natura. 

La realtà è invece che la produzione e il consumo di carne, e in particolar modo carne bovina, sono tra le attività umane quelle che hanno i maggiori impatti sul clima del pianeta e che producono i maggiori disastri a livello di consumo di acqua, suolo, biodiversità.

Diciamo che se quella pubblicità fosse realistica, come sfondo alla bistecca dovrebbero esserci immagini che ritraggono deserti, inondazioni, alluvioni, migrazioni, fame, guerre, innalzamento degli oceani, eventi meteorologici estremi e quant'altro. Ma allora non sarebbe pubblicità.


mercoledì 21 giugno 2023

I libri e mio padre


Ieri sera, tornato tardi dal lavoro, ho trovato una pila di libri sul tavolo sotto il portico e naturalmente mi sono chiesto come potevano essere arrivati lì. Stamattina ho scoperto che li ha recuperati mio padre da uno scatolone abbandonato di fianco ai cassonetti dell'immondizia, e sapendo lui che ho una leggera (molto leggera) passione per i libri, dopo averli disinfettati con l'alcol li ha lasciati lì in caso me ne interessi qualcuno. 

Ho già fatto una selezione, adesso provo a mandare via dalle mani l'odore di alcol :-)

Padova, la politica immobile e la società che cambia

Ciò che è successo a Padova, dove da un giorno all'altro 33 bambini perderanno un genitore e 33 genitori (non biologici) perderanno il proprio figlio, è conseguenza di un vuoto normativo a cui non si vuole (non si riesce?) porre rimedio. Da anni Consulta, tribunali, Corte europea dei diritti dell'uomo invocano una legge che metta ordine in una giungla normativa che continua a creare solo caos e dove i vari soggetti si muovono in ordine sparso.

Perché il governo non si decide una volta per tutte a legiferare su questo tema? Lo faccia, in un senso o nell'altro, proibendo definitivamente la trascrizione dei figli nati tramite GPA o consentendola. Punto. Qualsiasi norma si adotti sarà sempre meglio dell'assenza di norme. Non è il governo, questo, che un giorno sì e l'altro pure parla di sostegno della famiglia, interessi della famiglia, tutela della famiglia? A meno che, sempre il suddetto governo, non intenda un tipo solo di famiglia, e si immagina facilmente quale.

Ma, come diceva se non ricordo male Stefano Rodotà, in una società sana quando ci sono cambiamenti è la politica che si deve adeguare ai cambiamenti della società, non è la società a diversi adeguare alla politica. Questo in una società sana, appunto.

martedì 20 giugno 2023

Intro a Pessoa

Ho appena iniziato a leggere Il libro dell'inquietudine, di Pessoa (in realtà è una rilettura, lo lessi tanti anni fa), e già l'introduzione è bellissima. Credo sia estremamente attuale la frase "lo spirito umano tende naturalmente a criticare perché sente, non perché pensa".

Due brani particolarmente significativi dell'introduzione.

Viva il fa#-

E niente, stamattina cazzeggiavo al pianoforte e mi sono accorto di questa cosa qui :-)

domenica 18 giugno 2023

Il tradimento sessuale

Penso che leggerò il libro del professor Edoardo Vallauri. L'argomento è abbastanza spinoso, visto che tratta di società e morale sessuale, ma alcune cose che l'autore dice nel video di presentazione mi hanno fatto pensare, e a me piace chi dice cose che vanno contro il senso comune e contro consuetudini consolidate che noi consideriamo naturali ma che in realtà sono sovrastrutture culturali. Ad esempio il tradimento. 

La nostra società dà per assodato e naturale che la forma principale di tradimento, quella più grave, sia l'approcciarsi sessualmente con una persona esterna alla coppia. In realtà, dice il professor Vallauri, oltre a quella sessuale ci sono infinite forme di tradimento, dalle più apparentemente insignificanti alle più significative, che nel sentire comune sono considerate poco importanti o comunque non abbastanza importanti da portare a una rottura del rapporto tra due partner. Ad esempio un insegnamento a un figlio diverso, da parte di uno dei due partner, da ciò che entrambi avevano preventivamente concordato. Anche questo può essere considerato tradimento. Più in generale, ogni comportamento messo in atto da uno dei due partner che cozza contro ciò che si era comunemente deciso è un tradimento. 

Ma tutti questi tradimenti, diversi da quello sessuale, non sono considerati gravi come quello sessuale, non costituiscono quasi mai motivo di messa in discussione del progetto comune su cui si basa un rapporto. Quello sessuale sì. Perché? La risposta può sembrare banale: perché è infinitamente più grave venire meno al patto di fedeltà sessuale stipulato quando si comincia una relazione che venire meno ad altri tipi di accordi stipulati nella medesima occasione. Sì, ma perché è più grave? Per il fatto che il tradimento sessuale è ontologicamente grave in sé o perché esiste una sovrastruttura culturale (meglio: una "morale"), in cui siamo immersi, che da svariati millenni dice che il tradimento sessuale è un comportamento biasimevole? 

La risposta prodotta dal senso comune è indubbiamente la prima: il tradimento sessuale è ontologicamente grave in sé, ma se ci si pensa bene lo è perché la cultura in cui viviamo l'ha sempre descritto così. Se la medesima cultura in cui siamo immersi avesse per due millenni stabilito che la forma più grave di tradimento è, da parte di uno dei due partner, quella di un insegnamento alla prole diverso da ciò che ciò che si era concordato, oggi sarebbe questo il tradimento più grave, e forse non quello sessuale. Ma a dire queste cose, oggi, c'è il rischio di venire bollati come eretici, quindi meglio soprassedere. Il libro comunque lo leggerò :-)

Anthony Fauci a Siena

Su La Stampa di oggi Annalisa Cuzzocrea intervista Anthony Fauci, forse il più grande immunologo vivente e consigliere scientifico di sette presidenti USA, intervenuto per una lectio sul COVID all'università di Siena. 

Fauci è l'uomo che negli anni Ottanta e Novanta salvò milioni di vite grazie ai suoi studi pionieristici sull'AIDS e che ha dato un contributo determinante nella lotta al Sars-CoV-2. Un uomo che oggi, incredibilmente, deve girare scortato per le minacce di morte dei novax. Due dei passaggi più significativi dell'intervista.




venerdì 16 giugno 2023

La colpa

Io non so se sia colpa dei social o del cellulare. Non credo ci sia un colpevole unico. Non so neppure se il concetto di colpa sia corretto da utilizzare. Non voglio dare l'idea di voler sminuire, giustificare o sollevare da responsabilità la tecnologia, mi limito solo a osservare che tragedie del genere accadevano anche quando i cellulari non esistevano. 

Quando ero giovane io le persone si ammazzavano per strada, esattamente come oggi, a causa della velocità, dell'alcol, della droga, dell'imprudenza, della spavalderia, dell'incoscienza, della disattenzione (ho svolto il servizio militare nel vigili del fuoco e ho visto cose che voi umani...), e anche oggi è così, con l'aggiunta se vogliamo del cellulare.

Ma il problema, oggi come ai miei tempi, credo stia a monte, e credo sia molto più grave. Mi pare una semplificazione abbastanza puerile e troppo comoda additare un colpevole unico.

Vince Tempera

Ieri sera, all'interno della rassegna I luoghi dell'anima, qua a Santarcangelo c'era Vince Tempera. Chi è costui? si chiederanno sicuramente i miei 32 lettori. 

Senza stare a scomodare Wikipedia, Vince Tempera è un musicista italiano noto ai più per essere stato per una vita il tastierista di Guccini. Altri forse lo ricorderanno per le sue innumerevoli apparizioni a Sanremo in veste di direttore d'orchestra ("Dirige l'orchestra il maestro Vince Tempera!"). Qualcun altro, forse, ma credo pochi, lo conoscerà per aver scritto le musiche delle sigle di alcuni cartoni animati molto noti ai tempi in cui ero bambino io. Penso ad esempio a Goldrake, Anna dai capelli rossi e altre.

Comunque sia, per una mezz'oretta ha chiacchierato col pubblico raccontando aneddoti sulla sua carriera, sugli inizi, sul suo incontro con Guccini, su Quentin Tarantino che in un suo film ha voluto una sua canzone (non ricordo il titolo del film). E ha chiuso improvvisando qualcosa al pianoforte elettrico (qui). Grande Vince Tempera! :-)

lunedì 12 giugno 2023

Ha fatto anche cose buone

Non c'è niente di più stucchevole della retorica, molto in voga in queste ore, secondo cui sì, avrà anche fatto cose poco commendevoli ma ha dato lavoro a tanta gente. E allora? Era un imprenditore e gli imprenditori questo fanno: creano posti di lavoro. Ma essere imprenditore e dare lavoro non è un paravento sotto cui nascondere o con cui edulcorare la montagna di nefandezze compiute in vita.

Chi mi legge da tempo sa cosa io pensi di Berlusconi, su questo blog ci sono anni di post su di lui, e la retorica buonista ed ecumenica con cui si usa ipocritamente ammantare le dipartite di personaggi noti, qui non ha casa. Il mio pensiero su di lui non cambia di una virgola: il male che ha fatto a questo paese è incalcolabile, da ogni punto di vista. Non si tratta di pregiudizi ideologici, si tratta di biografia, di Storia, supportate da una documentazione e una letteratura vastissime che sono lì per chi le vuole leggere.

Per tutti gli altri ci sono televisioni e giornali ipocritamente ossequianti che ci ammorberanno per un futuro indefinito.

sabato 10 giugno 2023

Ho sposato un comunista


Sinceramente non mi ha convinto più di tanto questo romanzo, mi aspettavo qualcosa di più. Ci sono pagine splendide, specialmente quelle in cui Roth indaga gli abissi e le vette dell'umano (e lui è sempre stato maestro in questo), alternate a pagine pesanti, noiose, prive di mordente. 

Tra le cose positive, ci si fa una idea precisa di cosa è stato il maccartismo e ci si rende conto del livello di paranoia anti-comunista della società americana dell'epoca. Diciamo che ho apprezzato maggiormente altre opere di Roth. Penso a Nemesi, Il lamento di Portnoy, La macchia umana, Pastorale americana.

Questo... così così, via.

giovedì 8 giugno 2023

Dal ponte alla bicicletta

Ieri era il ponte, oggi la bicicletta. Una vita intera passata a dire tutto e il contrario di tutto senza soluzione di continuità. La ricerca del consenso come unico faro. Nient'altro. Un uomo fantastico.

mercoledì 7 giugno 2023

Fare il proprio lavoro

"M… che pigna che gli ho dato». «Gli ho fatto una presa, gli ho calciato fuori e poi l’abbiamo portato dentro insieme, e vabbè gli abbiamo tirato due, tre schiaffi a testa, no, ma così, giusto per…». Parlava così, vantandosi con la sua fidanzata tra una risata e l’altra, uno dei poliziotti accusati di aver compiuto ripetuti pestaggi ai danni di cittadini fermati nel corso di controlli di routine – quasi sempre stranieri. Il caso deflagrato questa mattina sta scuotendo la città di Verona e le forze dell’ordine. Un ispettore e quattro agenti del Nucleo Volanti sono stati arrestati e posti ai domiciliari per i presunti atti di violenza – avvenuti tra luglio 2022 e marzo 2023 – nei riguardi di persone sottoposte, a vario titolo, alla loro custodia. I cinque dovranno rispondere di accuse pesantissime: tortura, lesioni aggravate, peculato, rifiuto e omissione di atti di ufficio e falso ideologico in atto pubblico per aver successivamente truccato i verbali in modo da allontanare qualsiasi sospetto. A dare il senso di ciò che avveniva nelle stanze della Questura di Verona quando i fermati erano in servizio è l’ordinanza del gip, che descrive le vessazioni imposte ai malcapitati. [...] In uno dei casi di violenza ricostruiti, due poliziotti non avrebbero solo malmenato una persona sottoposta a fermo, ma l’avrebbero anche costretta a urinare per terra, per poi spingerla in un angolo, farla cadere e a terra e usarla «come uno straccio per pulire il pavimento». In un altro caso un agente sferrò uno schiaffo al volto di uno dei fermati, si legge nell’ordinanza, così potente da fargli perdere i sensi per alcuni minuti. «Stai zitto, altrimenti entro dentro e vedi cosa ti faccio», diceva poi uno degli agenti a un altro dei fermati. Oltre a calci e pugni, i malcapitati – di regola stranieri, senzatetto o affetti da gravi dipendenze – venivano minacciati anche con altri strumenti atti a offendere, come lo spray al peperoncino. «Ti spruzzo nel c…o», avvertiva uno dei poliziotti. Che non lesinavano pure, per completare il quadro, insulti razzisti di accompagnamento." (fonte)


lunedì 5 giugno 2023

Il Titanic delle pensioni


Quando mi capita di leggere libri come questo mi chiedo sempre perché lo faccia. Dovrei smetterla, leggere solo romanzi, cullarmi nelle loro fantasiose finzioni e non sapere niente. Credo che starei meglio. E invece alla fine la curiosità ha il sopravvento e ci ricasco sempre.

Questo saggio di Sergio Rizzo, uscito in questi giorni, purtroppo non è finzione e racconta la storia di come è stato gestito il sistema previdenziale italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, una gestione che definire criminale è un eufemismo.

Qualche giorno fa la signora Meloni, incontrando i sindacati, tra i vari temi affrontati ha toccato quello spinoso delle pensioni, dicendo di volere adoperarsi per evitare "il manifestarsi di una bomba sociale nei prossimi decenni." 

Da quanto ho letto in questo libro mi pare che sia stata parecchio ottimista, la Meloni, ad indicare una scadenza temporale di decenni prima dello scoppio della bomba sociale. Se non si farà qualcosa adesso, e finora non si sta facendo, già tra una quindicina d'anni il banco potrebbe saltare, lo Stato cioè potrebbe non essere più in grado di pagare le pensioni. Tutto questo non per una sorta di ineluttabile fatalità, ma per puri irresponsabilità e menefreghismo di chi ha amministrato la cosa pubblica negli ultimi settant'anni. Nessuno escluso. 

Un sistema previdenziale per essere sostenibile necessita di una condizione essenziale: i contributi versati da chi lavora devono coprire la spesa per le pensioni, ma per fare questo occorre che il numero degli occupati sia superiore (o almeno uguale) al numero di pensioni pagate. Oggi siamo quasi al pareggio e ci stiamo avviando verso un futuro (a breve) in cui ci sarà l'infausto sorpasso, cosa che renderà l'intero sistema insostenibile.

Il motivo principale sta appunto nella gestione sciagurata e criminale della previdenza nel nostro paese. Il tema della gestione delle pensioni è infatti sempre stato affrontato in termini di consenso elettorale. Per decenni, in particolare nel ventennio che va dal 1970 al 1990, si sono fatte leggi su leggi che permettevano ad alcune categorie privilegiate e protette nel settore pubblico di poter andare a riposo prestissimo: ferrovieri, postali, lavoratori del comparto telefonico, insegnanti, dipendenti delle regioni, piloti, assistenti di volo ecc. 

A ciò va aggiunta l'infinita serie di assurdi privilegi di cui godono ancora oggi i parlamentari, i consiglieri regionali, a cui si continua a elargire la doppia pensione con i contributi figurativi pagati dalla collettività. Calcoli attendibili dicono che, di questo passo, entro il 2046 la voragine delle pensioni arriverà a 200 miliardi, una somma superiore all'intero gettito Irpef. E ancora oggi, nonostante siamo sull'orlo del baratro, si continua incoscientemente a elargire "regalini" inutili e costosi per puro tornaconto elettorale. Mi riferisco a cose come ad esempio la famigerata Quota 100 di salviniana memoria, che ha contribuito ad allargare la voragine previdenziale di svariate decine di miliardi portando in cambio pochi o nulli benefici, col debito generato che non andrà a carico dei pochi fortunati che riusciranno a utilizzare Quota 100, ma a carico delle generazioni future che quel beneficio non lo vedranno mai. Come dimenticare, per tornare a tempi più recenti, la promessa in campagna elettorale di Berlusconi di portare tutte le pensioni a 1000 euro? Una truffa. Se infatti, per ipotesi, il netto di tutte le minime fosse portato a 1000 euro il sistema collasserebbe la mattina dopo. E Berlusconi questa cosa la sa benissimo.

Ora, intendiamoci, ogni politico ha diritto di fare campagna elettorale come vuole, ma dovrebbero esistere dei limiti dettati dalla responsabilità e dall'etica che impediscano ai politici di truffare gli elettori. Limiti ignorati perché l'unico faro che guida la politica, oggi, è il consenso immediato, non la lungimiranza e le visioni a lunga scadenza. Ecco allora che è tutto un florilegio di slogan come "Meno tasse!", "Più soldi in busta paga!", "Bonus e superbonus a tutti!", con la promessa più gettonata che riguarda naturalmente sempre le pensioni: le aumenteremo, vi manderemo in pensione prima e via dicendo. E ovviamente non c'è promessa elettorale più efficace nel Paese più vecchio d'Europa in cui a votare sono per la maggior parte gli anziani.

Quindi oggi siamo qui, con un sistema previdenziale ormai non più sostenibile e che tra pochi lustri non sarà più in grado di pagare le pensioni. Forse è meglio che torni a leggere romanzi, va'.

domenica 4 giugno 2023

La donna che rise di Dio

E niente, è in uscita il nuovo libro di Roberto Mercadini, e quando esce un nuovo libro di Mercadini è sempre una festa.

(Ricordo ancora il suo primo libro, Storia perfetta dell'errore. Mi stregò.)

sabato 3 giugno 2023

Gli altri e noi (occidentali)

Il pregiudizio più difficile da sradicare di cui siamo vittime noi occidentali è di essere il centro del mondo. E siamo anche persuasi che i miliardi di persone (la stragrande maggioranza degli esseri umani) che sono fuori dall'occidente ambiscano a vivere come noi, anelino alla nostra "way of life", e se ancora non ci sono arrivati è perché magari sono un po' scemi ma prima o poi ci arriveranno. 

Non è così per niente. Noi occidentali siamo poco più di un miliardo e, pur con diverse gradazioni, ai restanti 7 miliardi di individui di noi non frega assolutamente nulla, né gli 
frega niente dei nostri "valori". Anzi, mediamente ci schifano proprio. 

Altro pregiudizio da sfatare è che le democrazie liberali, come quella in cui viviamo noi, siano l'unica forma di governo che permette ai popoli di esprimere i suoi voleri e le sue istanze. Falso. I popoli, le persone, esprimono sempre ciò che vogliono, indipendentemente dalla forma di governo che utilizzano, comprese le autocrazie, le dittature ecc. L'Italia è una democrazia liberale dal '46 ma non è che in tutti i millenni precedenti gli italici non abbiano sempre fatto ciò che volevano. Semplicemente, lo facevano con altre forme di governo. 

Stesso discorso per la famosa transizione ecologica, che noi occidentali consideriamo (giustamente, a mio avviso) un tema imprescindibile per tutto il mondo. Falso. Per gran parte delle popolazioni del pianeta non è affatto un tema centrale. Anzi. Lo è limitatamente ai vantaggi economici, politici, strategici e imperiali che nei diversi contesti geopolitici ne possono derivare. Nulla di più, nulla di meno.

Se imparassimo a smetterla di considerarci presuntuosamente l'ombelico del mondo e riuscissimo ad ampliare un po' lo sguardo, magari facendo un bagno rigenerante di umiltà, forse riusciremmo a capire meglio certi meccanismi che apparentemente ci sembrano assurdi.

Retorica di guerra

È noto, o almeno dovrebbe essere noto, che le parole hanno un peso. A maggior ragione ha un peso la loro associazione, anche se spesso, comp...