domenica 30 ottobre 2022

Teddy


Mi capita abbastanza raramente di leggere un romanzo di 400 pagine in un giorno solo. È capitato con questo, iniziato ieri sera e terminato adesso. Avvincente, spettacolare, originale, interessante e mai noioso, con una impressionante serie di colpi di scena per lo più concentrati nelle ultime cento pagine. Probabilmente il thriller più bello letto quest'anno.

venerdì 28 ottobre 2022

Cento anni fa

Cento anni fa, come oggi, ci fu la famigerata marcia su Roma. Le cose, per tutta una serie di motivi, andarono in un certo modo quando sarebbe bastato poco per farle andare diversamente (sì, mi riferisco anche a Vittorio Emanuele III). Amen, ormai è storia. 

Per chi non sapesse cosa è stata la marcia su Roma segnalo questo articolo ben scritto di Piero Sansonetti, in cui si riassume lo svolgersi degli avvenimenti e dove si spiega perché quel tipo di fascismo lì, oggi, non può tornare (su questo concordo e ne avevo già scritto su queste pagine). Ovviamente, anche se quel fascismo lì, il fascismo storico, non tornerà, ci sono altri tipi di "fascismi" a cui fare attenzione.

Diecimila euro

Io non sono un economista, ma immagino non ci voglia una laurea per capire che se si agevola la circolazione del contante l'evasione cresce, come dimostra, numeri alla mano, questo studio di Bankitalia realizzato nel 2016, quando Renzi alzò la soglia massima di utilizzo del denaro cash da 2000 a 3000 euro. 

Un paio di giorni fa, forse avrete letto, è uscito fuori Salvini (e chi, se no?) con una rivoluzionaria proposta (in realtà la proposta non è sua ma di un altro leghista, e lui l'ha rilanciata e avallata con grande impeto): portare il tetto massimo all'uso del contante a 10.000 euro. Altro grande sponsor della proposta è naturalmente la signora Meloni, la quale ha dichiarato (non sto scherzando) che un tetto troppo basso al contante "penalizza i più poveri".

È allo stesso tempo tragico e comico che nel paese che ha un tasso di evasione fiscale tra i più alti del pianeta (circa 100 miliardi di euro all'anno) si vogliano adottare misure per renderlo ancora più elevato. Ma la destra è anche questa cosa qua, per chi non l'avesse ancora capito. E poi, signora mia, lo sappiamo tutti che il male assoluto è il Reddito di cittadinanza, no?

giovedì 27 ottobre 2022

Bucanieri

Leggo nel saggio di Corrado Augias I segreti di Londra, cui accennavo in un post precedente, che il termine bucaniere, con cui generalmente si indicano i pirati del mare, in realtà ha una genesi che col mare non c'entra niente. Con questo sostantivo si indicavano infatti, in origine, quei fuggitivi riuniti in bande e coperti di stracci che cacciavano il bestiame selvatico nelle isole delle Antille, e che usavano cuocere le loro prede sulla brace. 

Il verbo "buocaner" in francese significa appunto affumicare le carni, e "boucanée" è la carne affumicata sulle braci. Col tempo il termine si specializzò e prese a indicare direttamente i pirati delle Antille, che nelle loro vivaci e semianarchiche comunità impiegavano quella tecnica per conservare i cibi.

Bello.

Francesco e la pornografia

Papa Francesco ogni tanto ha delle uscite che mi fanno sorridere. Ma lo dico non in senso ironico, in senso simpatico. Ieri, ad esempio, si è rivolto a preti, suore e seminaristi intimando loro di non guardare film porno su internet, perché - dice - il diavolo entra anche da lì e la pornografia corrompe l'anima. 

Ora, sorvolando sulla simpatica e un po' infantile ingenuità insita nell'idea che esista un diavolo che si insinua nell'anima delle persone per corromperle, mi chiedo cosa sia la vera pornografia. Sono forse i video su Pornhub e simili? Sì, tecnicamente è pornografia. Ma a mio avviso la vera pornografia sono le trasmissioni tipo quelle della De Filippi, dove si mette a nudo non il corpo, ma l'anima delle persone.

La vera pornografia credo sia mettere in piazza in tv, di fronte a milioni di persone, i propri sentimenti, il proprio "io" interiore, la propria intimità; è spogliarsi completamente, a favore di telecamera, di ogni lato interiore. Questa è pornografia, non un video su internet dove si vedono scene di sesso. Sarebbe bello che papa Francesco dicesse qualcosa anche su questo.

martedì 25 ottobre 2022

Matrimoni (economici)


Leggendo queste pagine, tratte dal saggio di Corrado Augias I segreti di Londra, che sto leggendo in questi giorni, mi è tornata alla mente una conferenza di Umberto Galimberti, ascoltata qualche tempo fa, che trattava dell'evoluzione storica del concetto di famiglia. Vi si diceva che, storicamente, il matrimonio come lo conosciamo oggi, ossia la libera unione di due persone che si scelgono per amore, è una conquista recentissima che nel nostro paese risale alla prima metà del Novecento. 

Per tutto il lunghissimo arco di tempo precedente, il matrimonio è stato sempre inteso come un contratto di tipo economico. Le unioni venivano infatti stabilite dalle famiglie per suggellare accordi dinastici, territoriali, lavorativi, familiari, di prestigio sociale. Come scrive lo stesso Augias, innamoramento, attrazione e amore erano visti come fastidiosi e pericolosi inciampi per il semplice motivo che l'inevitabile loro scemare poteva portare alla fine del matrimonio.

Tra l'altro, il matrimonio basato sulla libera scelta di due persone che si amano è prerogativa tipicamente occidentale. Ci sono tantissime zone del mondo dove ancora vige il matrimonio imposto dalle famiglie per motivi economici. In Turchia, ad esempio, ancora oggi in molte celebrazioni matrimoniali lo sposo conosce la sposa (entrambi scelti dalle famiglie) il giorno stesso delle nozze. 

In pratica, ciò che a noi oggi sembra un'assurdità è stata la regola per secoli, da quando l'istituto del matrimonio è stato inventato, e in buona parte del mondo è ancora così. Tutto questo anche per fare notare l'assurdità di espressioni, oggi molto in voga, come "famiglia naturale" basata sul matrimonio. Non c'è niente di naturale nell'istituto familiare come lo intendiamo oggi qui in occidente (papà e mamma che si sposano, possibilmente in chiesa, e generano prole). Si tratta semplicemente di un prodotto culturale, e basta mettere un attimo il naso fuori dal nostro piccolo ombelico per rendersi conto che forse niente come il matrimonio è appunto un prodotto culturale che con la natura non ha niente a che vedere.

domenica 23 ottobre 2022

Da Torriana a Montebello (e ritorno)

Complice la giornata estiva (qua oggi c'erano 26°), ho approfittato per fare una camminata in solitaria tra boschi e castelli sulle colline di Poggio Torriana. Da casa, sono arrivato con la macchina fino al parcheggio della chiesa di Torriana e da lì, a piedi, mi sono incamminato verso Montebello tagliando per il bosco. Una camminata di due ore e mezza circa. Qualche foto.
Nella foto qui di seguito, l'entrata del castello di Torriana, detto anche castello dalle due torri.

Da qui ho proseguito poi verso Montebello.

Ed ecco, finalmente, Montebello, nelle foto qui di seguito.

Alcune immagini del castello di Montebello, all'interno del quale vive - si dice - il fantasma di Azzurrina.

Il castello l'avevo già visitato, in passato, quindi non sono entrato. Diciamo che ha rappresentato solo la mèta della mia camminata.

Alcune vedute della valle del Marecchia da Montebello.

Era da parecchio tempo che non andavo più a camminare in questi posti, veramente tanto, devo dire che mi ha fatto piacere tornarci. E sto già pensando a un altro itinerario da fare domenica prossima.

sabato 22 ottobre 2022

Yesterday

La celeberrima Yesterday - leggo nel libro di Corrado Augias I misteri di Londra - fu scritta nel 1965 da Paul McCartney e John Lennon nel seminterrato di The Ashers' House, al 57 di Wimpole Street, dove i due si ritrovavano a suonare e a cazzeggiare. Qui è nato questo capavoro.

Governo

Mi hanno colpito almeno due cose, della composizione di questo governo. La prima è che uno come Calderoli, nel 2022, sia stato incredibilmente nominato ministro di un governo di un paese occidentale. Per i corti di memoria, Calderoli è colui che nel 2013 diede pubblicamente dell'orango alla ministra per l'integrazione dell'allora governo Letta Cécile Kyenge (si beccherà una condanna in primo grado per diffamazione con l'aggravante dell'odio razziale); nel 2006 dichiarò che "La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni"; nel 2009 disse che "gli immigrati musulmani vengono a chiederci di togliere i nostri crocifissi o di rinunciare al nostro Natale e ai nostri presepi! La porta è sempre aperta: tornino giù nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie!" L'elenco di autorevoli dichiarazioni di questo simpatico signore, che da svariati decenni staziona in parlamento lautamente retribuito da tutti noi, è ancora lungo, ma mi fermo qui per decenza.

L'altra sorpresa riguarda la nomina di Eugenia Roccella a ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità. La signora Roccella, nata politicamente nei radicali come femminista (curò un libro dal titolo Aborto, facciamolo da noi), è oggi tra le personalità politiche più reazionarie e negatrici di diritti del panorama politico attuale, rigidamente contraria ad aborto, eutanasia, diritto di decidere sul fine vita, fecondazione assistita, unioni omosessuali e quant'altro. La versione femminile di Pillon, si potrebbe dire. Credo che i tanti timorosi circa la piega che potrà prendere nel prossimo futuro la lotta per i diritti, abbiano ogni ragione di essere preoccupati.

Per il resto mi pare che, ad esclusione di Tajani, ministri di una qualche caratura internazionale non se ne vedano, e non è cosa di cui non preoccuparsi, oggi, se si considera che le grandi decisioni che impattano sulle nostre vite si prendono a livello globale ed europeo. Fanno a questo proposito quasi sorridere quelle diciture aggiunte ai nomi di alcuni ministeri, come lo Sviluppo economico a cui si è aggiunto "e del made in Italy"; quello dell'Agricoltura a cui si è aggiunto "e della sovranità alimentare"; quello dello Sport a cui si è aggiunto "e dei giovani"; quello della Famiglia a cui si è aggiunto "e della natalità", come se bastasse cambiare il nome a un ministero per risolvere il problema (ammesso che quello della denatalità lo sia realmente). Scorrendo queste denominazioni sembra un po' di scorgere accenni di vecchie reminiscenze del Ventennio, condite con un certo, ridicolo, sovranismo alla casereccia con cui - strillavano in campagna elettorale - si pretenderebbe di far capire all'Europa che "la pacchia è finita". Auguri a noi.

martedì 18 ottobre 2022

Associazioni

Miranda, la protagonista del romanzo L'estate dell'incanto, che sto leggendo in questo giorni, racconta che il giorno della sua laurea indossava un cappotto con un piccolo collo di pelliccia, e a me è venuto subito in mente: "Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona". 

La mente fa le sue associazioni.

lunedì 17 ottobre 2022

Le estati di allora

Mi capita spesso di ripensare con nostalgia alle estati che, da bambino, trascorrevo da mia nonna Tina alla "casa vecchia". Giornate infinite, lunghissime e bellissime. Le corse in bicicletta sulla Santarcangiolese non ancora asfaltata, i campi, il piazzale della fabbrica. 

La "casa vecchia" di mia nonna Tina era circondata da un grande orto su cui c'erano il fico, il mandorlo, il pero, il noce e altri alberi da frutto. Il mandorlo era un albero possente. Io, Gianni e Marco, i due amici che erano sempre con me, ci arrampicavamo sui suoi rami per andare a mangiare le mandorle. Ne facevamo scorpacciate, anche quando ancora erano verdi, acerbe. Ma a noi piacevano.

Sul cortile antistante la "casa vecchia" c'era un pozzo da cui mia nonna Tina attingeva l'acqua per lavarsi e per le faccende domestiche. L'acqua corrente non c'era sempre, andava e veniva. Mia nonna riempiva una mastella di acqua la mattina e la lasciava tutto il giorno sotto il sole, alla sera era caldissima e io facevo il bagno in quella mastella.

Ho dei bellissimi ricordi di quel periodo della mia infanzia, così come ho dolcissimi ricordi di mia nonna Tina, abbreviativo di Argentina, la mamma di mia mamma. Era una donna di una volta, nata e cresciuta in un tempo in cui, come dice Guccini, "la vita tirava il lotto ogni sera". La "guerra" quotidiana consisteva nel riuscire a mettere insieme un paio di pasti al giorno (quando andava bene). Una donna coriacea, dura, di quelle vissute in tempi in cui non c'era tempo di starsela a menare, c'era da darsi da fare. Ma anche dolce e affettuosa, che sapeva quando la giusta severità poteva cedere il passo alla gentilezza e alla comprensione. Capace di alternare sapientemente gli irrevocabili NO ai tanti, spesso inaspettati, SÌ. 

Nonna Tina e la "casa vecchia", i ricordi più belli della mia infinita infanzia.

Don Chisciotte

Oggi pomeriggio avevo voglia di suonare questo vecchio pezzo di Guccini. Gli chiedo scusa anticipatamente e spero non passi di qui :-)

domenica 16 ottobre 2022

The Loneliest

The Loneliest, la canzone dei Måneskin uscita qualche giorno fa, mi piace per una serie di motivi. Innanzitutto per il testo, molto vicino al mio sentire, alle mie "corde". Dal punto di vista musicale, che in fondo è ciò che più mi interessa essendo io musicista, apprezzo invece l'originalità di certi passaggi melodici, tipo la sequenza a scalare semitono/tono/tono dell'ohohohohoh che si sente nel secondo inciso di ogni strofa: molto coinvolgente. 

Altro passaggio molto bello è quella pregevolissima successione armonica Re Maggiore/Fa#7/Si minore con cui si apre il ritornello, una combinazione armonica piuttosto diffusa sia nella musica leggera e rock ma anche in un certo progressive. Damiano e soci sono riusciti a congegnarla con una certa originalità, e il risultato è piuttosto spiazzante anche per orecchie "allenate" come le mie.

Non mi piace, invece, il modo in cui è stato modificato il timbro della batteria, sia dei singoli tamburi che dei piatti (parlo di charleston e crash, il ride è praticamente assente, anche se io l'avrei inserito per accompagnare l'assolo di chitarra. Vabbe', sono scelte). Non mi piace perché ricorda il suono delle "fredde" batterie elettroniche nel pop, prive di calore, di groove. Io sono un po' all'antica: la batteria va registrata senza sofisticarne il timbro, microfonando i singoli pezzi senza intermediazioni, magari inserendo giusto un po' riverbero, nient'altro. Peccato, a mio giudizio avrebbe dato una resa migliore dal punto di vista della godibilità del suono. Ma anche qui sono scelte.

Nel complesso, credo comunque che questi ragazzi abbiano scritto un altro gran bel pezzo.

Rastrellamenti e memoria (persa per strada)


È naturale che la seconda carica dello stato cerchi, adesso, in ossequio al prestigio ecumenico rappresentato da tale funzione, di affrancarsi da un certo passato omettendo cose. E considerando che, generalmente, la memoria storica di gran parte delle italiche genti arriva giusto a cosa si è mangiato la sera prima, La Russa ha buon gioco nel calare questa carta.

Giova però ricordare, e La Russa lo sa benissimo, che il rastrellamento del ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre del 1943, fu messo in campo dalla Gestapo con la collaborazione dei funzionari fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Così, giusto per completezza di informazione.

sabato 15 ottobre 2022

Mille splendidi soli


Avevo iniziato questo romanzo con buone aspettative, anche perché il precedente Il cacciatore di aquiloni, dello scrittore statunitense di origine afghana Khaled Hosseini, mi era piaciuto tantissimo. 

L'ho invece trovato abbastanza al di sotto delle aspettative. Merita per il fatto che racconta nel dettaglio la condizione delle donne in Afghanistan durante i conflitti che si sono succeduti partendo dall'invasione sovietica fino a oggi, ma la storia raccontata è, dal punto di vista dell'interesse della trama, abbastanza carente.

Interessante la genesi del titolo, che è tratta da alcuni versi del poeta afghano Saib-Tabrizi, il quale riferendosi a Kabul scrisse: "Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri".

* * *

Oggi questo blog compie 16 anni e li dimostra tutti: è vecchiotto, un po' malandato, un po' trascurato dal titolare, come quelle persone anziane che a volte vengono un po' abbandonate a se stesse. Però lo tengo, mi piace tornare ogni tanto a scriverci qualcosa. In fondo qui mi sento a casa, e alla propria casa bene o male ci si affeziona, anche se magari a volte la si trascura un po'.

giovedì 13 ottobre 2022

La Russa

Quindi, salvo sorprese dell'ultima ora, a presiedere il Senato nella legislatura che sta per iniziare sarà un fascista. Non un fascista così, all'acqua di rose, con alle spalle qualche segnale di ravvedimento o di messa in discussione di un certo passato. No, un fascista vero, a tutt'oggi orgoglioso di esserlo, con una carriera politica iniziata prestissimo, nei primi anni Settanta, nel MSI di Almirante e proseguita fino a oggi in quel solco. 

Per una beffarda ironia della sorte, a presiedere la seduta inaugurale del Senato, oggi, sarà Liliana Segre, la quale cederà poi lo scranno a La Russa, magari pensando a suo padre Alberto Segre, mai tornato da Auschwitz.

Boh, non so, penso che viviamo ormai in un'epoca e una società dove tutto cambia, dove non c'è più alcun punto fermo, una società fatta di simbolici punti di non ritorno, dove limiti che si pensava non valicabili vengono valicati con nonchalance. Una società liquida, ondivaga, senza più riferimenti, senza uno straccio di memoria storica. In un paese come la Germania uno con una storia politica come La Russa sarebbe disoccupato, da noi può essere tranquillamente eletto seconda carica dello stato. Così, senza pudore.

mercoledì 12 ottobre 2022

Treni e sogni

Stanotte ero su un treno. Questo treno viaggiava molto velocemente, poi rallentava nelle curve, negli scambi, nei cambi di binario. A un certo punto si è materializzato un altro treno che procedeva in direzione opposta sul medesimo binario. Panico, ovviamente. Ma entrambi i treni sono riusciti a rallentare e a fermarsi prima dell'impatto. Poi si sono agganciati, hanno formato un unico convoglio e hanno proseguito la corsa insieme. 
Boh, non so dare una spiegazione a questo sogno. Forse ha voluto significare che la vita fa di noi ciò che vuole e noi non possiamo farci granché. Chissà...

domenica 9 ottobre 2022

Tra fascismo e problemi di rappresentanza democratica

La narrazione, molto in voga sui social, secondo cui con le ultime elezioni è tornato il fascismo è una ingenuità, naturalmente. Non ci sono i presupposti, oggi, perché qualcosa che si richiami alle forme del fascismo storico possa tornare. Il vero problema di oggi (e non da oggi) sta semmai nella qualità scadente delle nostre democrazie e delle rappresentanze parlamentari. 
Otto minuti, qui, di un sempre grande Alessandro Barbero.

sabato 8 ottobre 2022

Non ti muovere

Ho preso in mano per caso, stamattina, Non ti muovere, di Margaret Mazzantini. Ce l'avevo nel reparto della libreria in cui tengo i libri in attesa da tempo, forse anni. Ricordo che lo vidi su una bancarella di libri usati, a Santarcangelo, e lo comprai per un paio di euro. Beh, questo libro mi sta stregando. Crudo, sanguigno, tagliente, a tratti brutale, con una prosa originalissima e spiazzante. Credo che forse lo finirò stasera, e soprattutto credo che leggerò altri libri di questa autrice.

[...]

giovedì 6 ottobre 2022

Urlare (quando si è opposizione)

Giulio Cavalli fa notare come sia facile, dai banchi dell'opposizione, strillare cose come "la pacchia è finita", l'Italia "libera dalle catene dell'Europa", "l'Europa ribaltata", i barconi affondati e via andare. Poi può capitare, come è capitato, che dall'opposizione si passi al (futuro) governo, ove occorre dare peso e concretezza ai proclami e alle promesse strillati quando si era opposizione. Ed è tutto un altro paio di maniche.

martedì 4 ottobre 2022

Alessia Piperno

Un giorno Sartre fece un'escursione in montagna e si ruppe una gamba. Durante la convalescenza in ospedale andò a trovarlo il suo amico filosofo Maurice Merlau-Ponty, il quale gli disse: "Jean-Paul, perché sei andato a fare quella pericolosa escursione da solo? Non potevi prendere una guida?" Risposta di Sartre: "Maurice, secondo te io sono uno che va in montagna con una guida?"

Cosa ha voluto dire, Sartre? Ha voluto dire che noi non siamo liberi di essere qualcosa di diverso da ciò che siamo, da quella che è la nostra indole. Per come era fatto, Sartre non sarebbe mai andato in montagna con una guida. Stesso discorso per Alessia e la sua grande passione di girare ogni angolo del mondo. Se hai questa passione, non sei libero di non assecondarla, perché non ce la fai, anche se sai che può essere pericoloso.

I poveri di spirito che blaterano cose come: "Ah, ma c'era bisogno di andare proprio a Teheran?" non capiscono che l'essere umano non è solo razionalità, freddo calcolo, mera ponderazione; essere umani significa anche (anzi, soprattutto) avere quel fuoco dentro, che va assecondato perché non si può fare diversamente, accettandone anche tutti i rischi.

sabato 1 ottobre 2022

Voto di scambio

L'analisi della composizione dei flussi elettorali evidenzia come le regioni in cui il M5S è andato meglio siano quelle col maggior numero di percettori di Reddito di cittadinanza. Da qui la narrazione secondo cui questo nesso configurerebbe un voto di scambio. La locuzione "voto di scambio" è sempre stata identificata con una valenza semantica negativa, se ci si pensa, retaggio di una certa cultura di stampo mafioso secondo cui un determinato politico chiedeva il voto in cambio di favori personali.

Ma cos'è un voto di scambio? Potenzialmente, in senso lato tutto può essere considerato voto di scambio. Anche una campagna elettorale (io, partito, chiedo a te elettore il tuo voto in cambio della realizzazione del mio programma). 

Per quanto riguarda il RDC le cose sono in realtà più complesse, e studi e ricerche abbastanza seri e documentati, come questo pubblicato da ValigiaBlu o questo da Il Post, dimostrano quanto sia azzardato e inesatto parlare di voto di scambio nel caso della misura anti-povertà voluta dai pentastellati. 

Restando sul generale, sempre in riferimento al voto di scambio, faccio notare l'ottima osservazione di Carlo Gubitosa: "Al di là del conclamato analfabetismo numerico e statistico, vorrei capire perché i poveri che votano chi gli garantisce un sussidio legale fanno voto di scambio, ma non i ricchi che votano chi gli fa i condoni edilizi e fiscali premiando l'illegalità."

Un mondo senza lavoro

  In un futuro forse non troppo lontano le persone che lavoreranno saranno poche, a causa soprattutto dell'inarrestabile processo di aut...