Ieri, però, Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti ha pubblicato, senza pensarci due volte, stralci di mail – peraltro estrapolati da una discussione ben più complessa ed articolata di quanto non sia stata raccontata – scambiate tra magistrati nell’ambito di una mailing list ad accesso limitato e riservato. Il Giornale di Sallusti, peraltro – in modo quasi del tutto incomprensibile e, certamente, ingiustificato – ha ritenuto di sbattere sulle proprie pagine addirittura gli indirizzi mail privati dei magistrati partecipanti alla discussione, rendendoli così, evidentemente, contattabili da milioni di persone e potenziali destinatari di ogni genere di comunicazione minatoria da parte delle centinaia di migliaia di persone con le quali, quotidianamente, si scontrano e confrontano nell’esercizio del loro dovere.
Guido Scorza fa notare l'incongruenza di chi, ad esempio il Giornale, strilla un giorno sì e l'altro pure in difesa della privacy (sempre utile per avallare la porcata sulle intercettazioni) e poi pubblica mail private con tanto di indirizzo.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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