sabato 26 marzo 2011

Una boiata pazzesca


Bruno Tinti, sul Fatto di oggi, spiega perché la responsabilità civile dei magistrati non sta né in cielo né in Terra.

2 commenti:

  1. la mia idea è semplice, ci sono giudici che commettono errori esattamente come i medici e su questo non ci piove

    solo che la probabilità che si verifichi un errore diminuisce solo se si creano i presupposti giusti

    tu puoi anche puntare una fucile ad un medico dicendogli che se sbaglia viene fucilato all'istante ma questo non lo farà sbagliare di meno

    però se tu prendi bravi medici, crei una struttura efficiente, gli dai gli strumenti migliori eccetera allora gli errori diminuiscono

    credo che la stessa cosa possa valere in altri settori

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  2. Concordo, sostanzialmente. Eviterei solo di fare il paragone tra medici, o qualsiasi altra categoria di lavoratori, e magistrati. Per un motivo molto semplice: il medico te lo scegli e te lo paghi. Il magistrato no: non lo scegli e non lo paghi.

    Se io ad esempio devo fare un'operazione al cuore, prima mi informo: chiedo chi è in una data struttura il migliore professionista in circolazione, chiedo qual è il prezzo dell'operazione, ecc... E quindi è abbastanza ragionevole che se qualcosa va storto, o se il medico sbaglia, chieda un risarcimento danni.

    Col magistrato questa cosa non ha senso, perché il magistrato non lo scelgo io, non lo pago io. Il magistrato rappresenta lo stato (la dicitura "Pubblico Ministero" non è casuale); per questo non è pensabile chiedere civilmente i danni direttamente a un magistrato che sbaglia (poi il termine "sbaglia" andrebbe approfondito).

    Oltretutto, i vari Alfano, Ghedini e soci, sanno benissimo che la responsabilità dei magistrati per dolo e colpa grave esiste già dal referendum del 1988. Se un magistrato sbaglia per questi motivi, chiunque può fare causa allo stato, il quale risarcisce il danneggiato e poi si rivale sul magistrato.

    Consentire che chiunque possa fare causa tranquillamente a un giudice o un pm perché magari è scontento di una sentenza servirà solo a rallentare la già oberata giustizia italiana. Che forse è quello che vogliono.

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