sabato 7 marzo 2026

Dimenticarsi i limiti


"I figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti."

Questa è la chiusa del post indignato con cui la presidente del consiglio, evidentemente a corto di cose più urgenti di cui occuparsi, se la prende con la magistratura (tutta) perché una giudice di un tribunale ha deciso l'allontanamento della madre dai figli all'interno dell'ormai tristemente famoso caso della famiglia nel bosco.

Al di là della evidente strumentalizzazione politica della vicenda, che solo chi ha il prosciutto sugli occhi non vede, l'assurdità giuridica di ciò che ha scritto è palese. Se infatti è ovvio che i figli sono dei genitori (qui, ovviamente, l'espressione è da intendersi non nel senso di possesso ma di responsabilità e cura: sempre meglio precisare), quando i genitori per qualsiasi motivo non sono in grado di prendersi cura dei figli è previsto dalla legge che sia qualcun altro a farlo al posto loro, che di volta in volta può essere una comunità protetta, altri parenti, un'altra famiglia, un istituto di accoglienza. L'affidamento di minori a una di queste strutture alternative alla famiglia di origine non viene disposto da un tribunale perché la magistratura "ha dimenticato i suoi limiti", una stupidaggine da qualsiasi parte la si guardi, ma perché in quella data circostanza è interesse preminente del minore venire affidato a una struttura alternativa.

Tutti quelli (tanti) che hanno sciacallato mediaticamente e politicamente su questa tragica vicenda, dimenticano di dire che ciò che è successo a questa famiglia non è un caso eccezionale e isolato. Secondo i dati più recenti dei servizi sociali e dell’Istituto degli Innocenti, attualmente in Italia circa 33.000 minori vivono fuori dalla famiglia di origine (in affido familiare o in comunità). Considerando anche i minori stranieri non accompagnati si arriva a 42.000, che equivale a un tasso di affidamenti di circa 3,4 minori ogni 1.000 residenti: tra i più bassi in Europa. Alla faccia della magistratura che dimentica i suoi limiti.

Un rapporto sulla giustizia minorile (dati 2022-2024) indica che i tribunali per i minorenni hanno emesso nel periodo preso in esame 4.608 limitazioni della responsabilità genitoriale, 7.307 decadenze della responsabilità genitoriale (cioè perdita della potestà), 4.082 affidamenti in comunità, alcune centinaia di allontanamenti urgenti previsti dal codice civile. In Italia l’allontanamento di un minore dalla famiglia non può essere deciso liberamente dai servizi sociali: la decisione spetta sempre a un giudice, il quale basa le sue ordinanze in ossequio al principio cardine del diritto italiano secondo cui il bambino deve restare nella propria famiglia quando possibile. Quando questo non è possibile - e lo stabilisce un tribunale, non la Meloni o Salvini - il minore viene affidato ad altri, sempre nel suo maggiore interesse possibile.

Alla luce di tutto questo, chi "ha dimenticato i suoi limiti" non è la magistratura, che cerca di adempiere come meglio può ai suoi spesso delicatissimi compiti, ma sono certi politici imbarazzanti, che invece di cercare miseramente di raccattare briciole di consenso sciacallando su tragedie come questa, di cui tutti sparlano senza sapere niente, sarebbe meglio si occupassero di cose più urgenti. E ce ne sono tante di cose piu urgenti di cui occuparsi. Tantissime.

Ancora la famiglia nel bosco

La presidente del consiglio che mentre il mondo crolla non trova di meglio da fare che vergare post indignati sulla famiglia nel bosco non deve né stupire né irritare. Chi si stupisce o si irrita non ha ancora capito niente di lei e del suo modo di intendere la politica e la comunicazione politica. Lo scopo del suo agire da quando, ormai quasi quattro anni fa, è andata al governo di questo disgraziato Paese è solo uno: il consenso. Nient'altro. E per inseguirlo e cercare di mantenerlo ogni mezzo è lecito, compreso quello, ormai abusato, di cercare di raccattarne qualche briciola sull'onda emotiva generata da questa o quella vicenda balzata alle cronache.

Ma questa non è la normalità in un Paese che aspiri a definirsi democratico e civile. L'attacco sistematico di un governo nei confronti di un altro ordine dello Stato, o di singoli esponenti di questo ordine, specie in presenza di sentenze non gradite, è un'anomalia. Gigantesca. Un'anomalia che purtroppo non siamo più in grado di vedere e riconoscere come tale perché ormai sdoganata e resa normale a partire dai tempi tragici del berlusconismo. È un corto circuito che molti non sono più in grado di riconoscere come tale.

Chi è a capo di un governo non attacca chicchessia strumentalmente, aggrappandosi a singole sentenze per screditare un'altra istituzione e perorare la propria causa. Chi è a capo di un esecutivo parla dell'attualità, di cosa succede nel mondo, di cosa ha intenzione di fare e come muoversi il governo di cui è a capo rispetto a tutto ciò che si muove intorno. Dopo quasi quattro anni di governo, un presidente del consiglio che sia tale prova magari a tracciare un bilancio di quanto fatto finora rispetto a ciò che aveva promesso in campagna elettorale: pressione fiscale, sbarchi, accise sui carburanti, lavoro, sanità, progresso (inteso in senso pasoliniano: stare meglio di una popolazione). Ma forse è questo il motivo per cui è meglio deviare sulla famiglia nel bosco.

venerdì 6 marzo 2026

Cesare


Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, specialmente gli operai pendolari, lo vedeva e spesso si fermava per una carezza e magari per lasciargli un avanzo di cibo.

Finché Cesare è morto dopo una decina di giorni di agonia: è stato preso a calci da un bastardo che passava di lì. Uno dei tanti bastardi di cui è piena la specie umana.

Maltrattare e uccidere gli animali non è solo un gesto stupido e crudele che si esaurisce in se stesso. Diversi studi in ambito psicologico e criminologico hanno evidenziato che la crudeltà verso gli animali può essere un segnale di rischio per comportamenti violenti anche verso le persone. La bassa empatia (la difficoltà a percepire la sofferenza degli altri) è spesso unita a una tendenza alla dominazione e al controllo, e a un'aggressività difficile da contenere.

Gli stessi studi hanno osservato che diversi criminali violenti, da giovani avevano maltrattato animali. Questo ovviamente non significa che chi lo fa diventerà per forza un assassino, ma è comunque considerato un serio segnale di allarme.

Io, da sempre, diffido e tengo le distanze da chi disprezza gli animali: è il primo e più forte indizio della possibile presenza di uno dei tanti bastardi appartenenti alla nostra specie.

Ciao, Cesare 💔

Il No spiegato bene

Leonardo è uno di quei pochi blogger che riesce a perorare le sue istanze come pochi altri sanno fare.

mercoledì 4 marzo 2026

Guadagni


Pensavo a Pedro Sánchez, il quale ha fatto imbestialire oltre misura Trump vietando agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari congiunte sul territorio spagnolo per operazioni contro l'Iran. Divieto che significa niente decolli, in quanto Madrid ha negato l'autorizzazione al decollo di aerei americani dalle basi di Rota (Cadice) e Morón de la Frontera (Siviglia); ma significa anche ritiro dei mezzi USA. A seguito di questo rifiuto il Pentagono è stato costretto a ritirare una decina di aerei cisterna KC-135, fondamentali per il rifornimento in volo dei caccia, spostandoli fuori dalla Spagna. ​Sánchez ha spiegato che l'operazione militare congiunta USA-Israele non rientra nei trattati bilaterali e non ha un mandato dell'ONU, rendendo l'uso delle basi illegittimo secondo la legge spagnola.

Sánchez ha chiarito ulteriormente la posizione della Spagna utilizzando quattro semplici parole: "No a la guerra", e ha poi evocato la storia, ricordando le conseguenze disastrose dell'invasione dell'Iraq del 2003 e avvertendo che un attacco all'Iran rischia di alimentare il terrorismo e provocare un disastro globale. Cosa distingue un uomo di Stato da un politicante qualunque? La giustificazione delle sue scelte alla luce della storia; impensabile, alle nostre latitudini.

Non è da meno il distinguo morale del ministro degli Esteri Albares, il quale ha chiarito che si può essere fermamente contro il regime degli Ayatollah senza per questo sostenere un intervento militare ingiustificato. Un concetto semplice, lineare, disarmante nella sua logicità e chiarezza. Talmente chiaro e logico che nessuno di quella congrega di scappati di casa che sta al governo qui da noi è stato capace di pronunciare. Cosa ha ottenuto Sánchez? Niente: gli strali e le minacce di Trump, gli attacchi di Israele e l'isolamento politico rispetto al resto dell'Europa. Apparentemente ha avuto tutto da perdere. In realtà ha guadagnato tutto quello che c'era da guadagnare in dignità e coerenza.

Letture di febbraio

C'è da segnalare, tra le mie letture di febbraio, L'uomo della terza fase, un romanzo di fantascienza. Sono sempre stato abbastanza lontano dalla fantascienza, non è mai stato il mio genere prediletto, anche se nella mia lunga carriera di lettore qualche titolo appartenente a questo filone l'ho affrontato. Devo comunque ammettere che l'ho apprezzato molto e potrebbe essere un buon incentivo per leggere, finalmente, qualcosa del grande Isaac Asimov. Asimov è da sempre un autore che per vari motivi mi incute un certo... "timore reverenziale", ma quest'anno ho intenzione di rompere questo tabù.












martedì 3 marzo 2026

Provare a capirci qualcosa

Capire qualcosa e riuscire a raccappezzarsi riguardo a quello che sta succedendo in Iran è difficile, almeno per me. I ragazzi di Nova Lectio, a mio avviso uno dei migliori canali di divulgazione attualmente in circolazione, hanno realizzato un video non troppo lungo (circa 25 minuti) in cui in maniera molto chiara hanno messo in fila tutto ciò che è successo da quando, sabato notte (non è casuale né il giorno né l'ora), Trump ha annunciato con un video l'inizio delle operazioni militari in Iran, analizzando i motivi che l'hanno spinto a lanciarsi in questa follia e le possibili conseguenze. È un contributo aggiornato a oggi, quindi è probabile che nei prossimi giorni molte cose potranno cambiare. Ma a mio avviso vale la pena darci un'occhiata.

Non capire un cazzo come stile di vita (*)

 


Riguardo a questo post del felpato, scrive sulle sue pagine social la giurista Vitalba Azzollini:


L’efficacia delle strette normative, dei giri di vite sanzionatori si misura con il metro della deterrenza, cioè con la capacità di evitare gli illeciti contemplati. In altre parole, a fronte delle nuove disposizioni legislative, le persone dovrebbero preferire non sopportare il costo della sanzione, e quindi non commettere l’illecito. E il ministro si vanta quando la deterrenza non funziona e l’illecito viene commesso comunque? Complimenti!

 

(*) In realtà queste cose le sa benissimo, ma come al solito conta su quella parte di elettorato non in grado di capire le sue mistificazioni.

domenica 1 marzo 2026

Su Schettini

"Una masterclass su come NON gestire una crisi" credo sia il video più completo e utile per capire davvero tutte le sfaccettature del caso Schettini. L'ha realizzato Matteo Flora, docente universitario e esperto di reputazione digitale, comunicazione e intelligenza artificiale. 

Nella descrizione del video ci sono i link relativi ai vari argomenti trattati tra cui, naturalmente, quello più spinoso: la commistione tra l'insegnamento in classe e quello extra-scolastico sulle sue piattaforme social. In particolare, Flora ha analizzato 255 Live su youtube negli anni compresi tra il 2017 e il 2023, dove risulta evidente che la partecipazione extra-scolastica alle sue lezioni on-line produceva punteggio (voti ufficiali annotati sul registro), una pratica che ovviamente penalizzava chi, per qualsiasi motivo, non aveva possibilità di seguire le lezioni extra-scolastiche e si limitava a quelle regolari in classe.

Non è un video contro o pro Schettini, è un video che analizza tutte le componenti e le "criticità" relative al suo ruolo di professore/influencer nel contesto sociale e scolastico odierno. Lo so, dura quasi un'ora, un'era geologica per i tempi e la velocità della società di oggi, ma è veramente istruttivo.

La guerra vista da loro


Certa stampa non si smentisce mai. Siamo davanti a un'azione militare illegale che fa strame di ogni regola di diritto internazionale (qui vale il ritornello nauseante dell'aggressore e dell'aggredito?); che ha già provocato centinaia di vittime civili tra cui un'ottantina di studentesse di una scuola femminile; che sul medio termine apre scenari imprevedibili e potenzialmente esplosivi (anche per noi) a livello economico, politico, sociale; che se ne frega dei risultati di disastrosi precedenti come Iraq, Afghanistan, Siria, Libia ecc. 

E l'unica cosa che sanno fare questi qui è ridurre tutto a una questione politica interna di piccolo cabotaggio all'insegna della ormai stucchevole e puerile diatriba destra vs sinistra. Atteggiamento che la dice lunga anche sulla considerazione di certa stampa per il livello intellettivo medio dei suoi lettori.

Dimenticarsi i limiti

"I figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che...