lunedì 31 agosto 2026

Dibba

Alessandro Di Battista è stato deputato per i Cinquestelle dal 2013 al 2018. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 ha ricoperto invece il ruolo di vicepresidente della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera. Nel novembre 2017, quando annunciò che non si sarebbe ricandidato alle politiche del 2018, Di Battista affermò esplicitamente che si trattava di una scelta personale e non di una rottura con il Movimento. Disse che avrebbe continuato a fare politica, ma "fuori dai palazzi" perché voleva tornare a una vita più normale e dedicarsi alla famiglia, specie dopo la nascita del suo primo figlio, Andrea. Aveva già annunciato l'intenzione di non ricandidarsi per un secondo mandato da deputato nel 2014 ed è stato coerente (merce rara nella politica di oggi). 

Nel 2019 gli fu proposta la candidatura alle Europee: rifiutò nuovamente, spiegando in maniera molto coerente (di nuovo) con la scelta del 2017 che non voleva andare a Bruxelles.

Nel 2017 Di Battista non lasciò il Parlamento perché fosse in rotta con il M5S: scelse volontariamente di non ricandidarsi perché voleva dedicarsi alla famiglia, alla scrittura e a una forma di attività politica fuori dalle istituzioni. Il vero distacco politico dal M5S arriverà più tardi, con la partecipazione del Movimento al governo Draghi nel 2021.

Di Battista può piacere o non piacere, ma gli vanno riconosciute una passione politica e una coerenza che ce ne fossero, oggi.

domenica 30 agosto 2026

Comunicazione politica

Credo che una lezione la vicenda Bonaccini la possa insegnare - una lezione ovvia, ma tant'è -: la comunicazione politica, oggi, nell'era dei social media, è completamente diversa dalla comunicazione politica dell'era precedente. 

Nell'era precedente, l'intervista a Bonaccini sarebbe stata pubblicata su un giornale e i lettori l'avrebbero letta integralmente. Leggendola integralmente, il senso di ciò Bonaccini voleva dire sarebbe staro chiaro. Nell'era dei social le interviste integrali non le legge più nessuno perché nessuno legge più i giornali. In virtù di questo, i pensieri e i concetti, filtrati dai social, vengono spezzettati, parcellizzati, e chi ha interesse a mettere in cattiva luce un avversario politico non deve fare altro che estrapolare una sua breve frase da un discorso articolato e darla in pasto ai propri followers. Una singola frase estrapolata da un contesto più ampio può cambiare completamente il senso di ciò che l'autore vuole esprimere. 

Meloni, prendendo quella singola frase e dandola in pasto ai milioni di followers che la seguono, ha enfatizzato una parte reale del discorso di Bonaccini e ne ha ignorato il significato politico complessivo. Bonaccini ha effettivamente associato il voto a destra a minore istruzione, condizioni economiche peggiori e appartenenza alle periferie/aree interne, cose oggettivamente vere, ma un conto è affermare che "chi vota a destra è ignorante", altro conto è dire: "Statisticamente, le destre raccolgono una quota maggiore del loro consenso tra persone con minore istruzione e condizioni economiche più difficili; questo dovrebbe essere un problema per la sinistra, che deve recuperare quei voti".

La seconda è molto più vicina a ciò che Bonaccini stava effettivamente dicendo, ma questo concetto è di difficile comprensione se dedotto da una singola, breve frase opportunamente tagliata. Piaccia o no, oggi la politica si fa per gran parte sui social, dove quasi niente è come sembra.

mercoledì 26 agosto 2026

Il SAFE

Quindi, se ho capito bene, il governo italiano ha formalmente chiesto alla Commissione europea circa (la cifra esatta ancora non è nota) otto miliardi di euro da spendere per la difesa. Inizialmente Tajani, uno dei tanti ministri di questo governo che il mondo ci invidia, aveva dichiarato che l'Italia avrebbe chiesto l'intero ammontare della cifra disponibile: 14,9 miliardi di euro. Poi ha fatto sbrigativamente retromarcia.

Questi otto miliardi di euro da spendere in armi - giova ricordarlo - non sono soldi concessi a fondo perduto ma costituiscono un prestito che andrà restituito. Con calma e a tassi agevolati, certo (per le armi questo e altro), ma è comunque altro debito che verrà caricato sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Una prospettiva entusiasmante, se si considera che l'Italia è il terzo Paese al mondo per entità del debito pubblico, no? Ma d'altra parte come si fa a non capire che si tratta di una spesa assolutamente necessaria? Metti che la Russia ci invada... come facciamo a difenderci? 

Mentre il governo si indebita per otto miliardi di euro per le armi, molti italiani si indebitano per riuscire a fare il pieno alla macchina, visto che la benzina ha allegramente superato il tetto dei 2 euro al litro fuori dalle autostrade e il gasolio, terminata questa tornata di riduzione per decreto delle accise, arriverà probabilmente a 2,5 euro al litro. Il povero Giorgetti va avanti a mini-decreti di due giorni in due giorni per riuscire a tamponare la situazione provocata dal grande amico di Meloni che sta oltre oceano e per riuscire a trovare le coperture non sa più dove sbattere la testa.

Se però si trovano con facilità otto miliardi di euro per la difesa, è estremamente difficile trovare soldi da mettere dove servirebbero davvero. Penso, che ne so?, alla scuola (abbiamo gli insegnanti peggio pagati in Europa, il problema delle classi pollaio, una drammatica carenza di insegnanti di sostegno, senza contare che stiamo tirando su una generazione di analfabeti funzionali). Penso al dramma delle liste d'attesa nella sanità pubblica, alla drammatica carenza di infermieri e di medici, tanto che siamo costretti a farli arrivare dall'altra parte del mondo: Pakistan, Cina ecc. E poi la drammatica carenza di asili nido che obbliga tante donne a evitare la maternità o ad abbandonare il lavoro qualora decidano di fare un figlio. E si potrebbe continuare all'infinito. 

Certo, otto miliardi nel bilancio di uno Stato non cambiano la vita, ma in quante cose più utili dell'acquisto di armi si sarebbe potuto investire con quei soldi? Sì, lo so, il programma europeo SAFE, che ha messo a disposizione degli Stati membri i fondi, è concepito esclusivamente come forma di finanziamento per spese militari, ma questi sono dettagli di cui non frega niente a chi prenota una TAC e si sente rispondere che deve aspettare otto mesi.

Woke

Sarò strano io, ma a me tutta 'sta discussione sulla cultura woke innescata da Conte sembra surreale. Così come mi sembra surreale che a meno di un anno dal voto questi ridicoli figuranti del cosiddetto campo largo stiano ancora lì a misurare chi ce l'ha più lungo. Tra meno di un anno si vota: vogliono continuare così per tutto il tempo, col rischio concreto di beccarci altri cinque anni di Meloni al governo e La Russa al posto di Mattarella dal 2029?

(A scanso di equivoci, preciso che io non ho niente contro la cultura woke intesa nella sua accezione originaria di lotta per la tutela dei diritti delle minoranze, anzi. Ce l'ho con le distorsioni e le manipolazioni strumentalmente messe in campo dalle destre, sia in Europa che negli USA. Per chi vuole approfondirne la storia, le origini e le degenerazioni, suggerisco questo breve ma interessante intervento di Annalisa Girardi.)

lunedì 24 agosto 2026

Destra e vaccini


Se si fa una ricerca a ritroso nel tempo, si verifica facilmente come siano numerose le prese di posizione sui vaccini da parte di esponenti della destra italiana. Quelle di Salvini non si contano, ma anche dalle parti dei fratellini non si scherza. La maggior parte delle volte non si tratta di posizioni inequivocabilmente contrarie ai vaccini: sono più spesso posizioni pilatesche, sfumate, apparentemente prudenti, ma capaci di instillare dubbi e perplessità.

Salvini, per esempio, ha dichiarato più volte di essersi vaccinato e di avere vaccinato i figli, ma contestualmente ha sostenuto che la vaccinazione non dovesse essere obbligatoria e ha contestato l'idea di impedire ai bambini non vaccinati di frequentare la scuola. È una forma di paraculaggine piuttosto evidente: da una parte si strizza l'occhio a chi diffida dei vaccini e dall'altra si mantiene una posizione sufficientemente ambigua da non perdere il consenso di chi invece è favorevole alla vaccinazione.

In generale, il rapporto tra una parte della destra italiana e la galassia no-vax è stato tutt'altro che episodico. E questo rapporto ha una conseguenza che non dovrebbe essere sottovalutata: grazie alla potenza di fuoco mediatica di politici con milioni di follower, certi messaggi raggiungono inevitabilmente anche persone che hanno meno strumenti, meno tempo o meno possibilità di verificare autonomamente informazioni scientifiche complesse.

Quando queste persone devono scegliere tra un medico che prova a spiegare, con tutta la complessità del caso, i benefici e i rischi della vaccinazione e un politico che, invece, enfatizza problematiche inesistenti o amplifica rischi marginali, non è affatto scontato che scelgano il primo. Ed è proprio qui che la responsabilità della comunicazione politica diventa enorme.

King e le donne


Sto rileggendo It, di Stephen King (sono alla terza rilettura negli ultimi 30 anni). Una delle tante vette di questo ineguagliato capolavoro credo che sia il racconto del "risveglio" di Beverly Marsh. Per risveglio intendo la presa di coscienza della donna riguardo al livello di tossicità del suo matrimonio, matrimonio contratto con un "uomo" che ha fatto dell'umiliazione, sia fisica che psicologica, e delle angherie l'impronta di questa relazione. King racconta come solo lui sa fare la presa di coscienza di Beverly e la conseguente, rocambolesca, fuga dal suo aguzzino. Stupende le pagine in cui la donna, una volta aperti gli occhi, cerca di capire come è stato possibile che sia rimasta tanto tempo con lui, e non riesce a darsi una risposta.

It è uno dei tanti romanzi con cui King dimostra tutta la sua sensibilità e capacità nel narrare l'universo femminile.

sabato 22 agosto 2026

Migranti e cartacce

In una puntata di In Onda di un paio di giorni fa, in cui si parlava di migranti, a un certo punto è intervenuta Brunella Bolloli, giornalista di Libero, la quale, tra le altre cose, ha detto che le navi umanitarie devono smetterla di andare in giro per il Mediterraneo a raccattare migranti. Luca Telese, uno dei due conduttori, le ha quindi fatto notare che il verbo raccattare si usa per l'immondizia, non per le persone. I migranti, semmai, vengono salvati, non raccattati.

Ora, è vero che in certi casi, come scrive anche il Treccani, il verbo raccattare può essere usato per le persone, ma ammette che il suo utilizzo in questo caso è poco comune, mentre è molto più comune utilizzarlo per indicare ad esempio uno spazzino che raccatta cartacce in un parco. E comunque sono sicuro che la signora Bolloli, qualora vedesse un'ambulanza che soccorre una persona a terra, non penserebbe mai che la suddetta ambulanza la stia raccattando.

Sembra un episodio marginale, quello della Bolloli, anche insignificante tutto sommato, ma non lo è. Il linguaggio che usiamo definisce infatti i pensieri che abbiamo: dimmi come parli e ti dirò cosa pensi. Viviamo ormai da molti anni in un periodo storico dove una certa, asfissiante propaganda politica ha contribuito a disumanizzare i "diversi", siano essi stranieri, poveri, persone con orientamenti sessuali diversi da quello "canonico" ecc. Nel caso dei migranti, e in generale degli stranieri, questa propaganda, sapientemente orchestrata dalle pagine social di certi personaggi politici, ha raggiunto livelli parossistici, al punto che oggi viene naturale equiparare i naufraghi in mare alle cartacce in un parco.

venerdì 21 agosto 2026

La giornata più calda?

Ieri, attorno alle 13, nel comune di Santarcangelo di Romagna l'app meteo del mio smartphone segnava 37° di temperatura reale e 41° di percepita. Ho cercato di andare indietro con la memoria ma non sono riuscito a ricordare una temperatura simile nel passato. Poi magari è successo ancora, non so (ricordo ad esempio che anche l'estate del 2022 fu tosta), dovrei fare qualche ricerca in rete ma non ho voglia. È andata un po' meglio in azienda, dove attorno a mezzogiorno c'erano poco più di 33°.



Quello che posso dire con un certo grado di sicurezza è che non ci sono mai stati anni con periodi di calore intenso (adesso le chiamano ondate) cosi prolungati, e dovremo abituarci - dicono - perché questa sarà la nuova normalità. 

giovedì 20 agosto 2026

Processo a Meta

Leggo che Meta è attualmente sotto processo negli Stati Uniti per il modo in cui avrebbe progettato Facebook e Instagram, soprattutto nei confronti dei minori. Il processo è iniziato il 18 agosto 2026 in un tribunale federale di Oakland, in California. La causa è stata promossa da 29 Stati americani, anche se in questa fase processuale sono direttamente coinvolti quattro Stati: California, Colorado, Kentucky e New Jersey. Quali sono le accuse? Principalmente tre: 

1) aver progettato Instagram e Facebook per creare un uso compulsivo, sfruttando caratteristiche psicologiche particolarmente sensibili negli adolescenti: scrolling infinito, notifiche, sistemi di raccomandazione e altri meccanismi pensati per aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme. 

2) aver saputo dei possibili danni alla salute mentale dei giovani ma aver dato priorità all'engagement e ai ricavi pubblicitari invece di intervenire adeguatamente. 

3) aver raccolto dati di bambini sotto i 13 anni senza il necessario consenso dei genitori, oltre a non aver fatto abbastanza per impedire che bambini troppo piccoli utilizzassero i social.

Ovviamente si tratta di accuse, poi sarà il processo a stabilire la loro fondatezza. Certo è - lo sa chiunque bazzichi sui social ed è la famosa scoperta dell'acqua calda - che questi servizi sono effettivamente concepiti per tenere gli utenti collegati il maggior tempo possibile, anche perché i volumi degli introiti aumentano in proporzione. Insomma, più si cazzeggia e si scrolla su faccialibro e più Zuckerberg incassa. Anche io ho un account su faccialibro e mi rendo conto, a differenza di tanti, di quanto effettivamente sia potente il potere attrattivo del suo algoritmo (cascate di dopamina!). Però so regolarmi. Dalle statistiche elaborate dal mio smartphone vedo infatti che, rispetto a Facebook o Whatsapp, è molto maggiore il tempo di utilizzo di MLOL, l'app per leggere ebook. Per non parlare del tempo che dedico ai libri cartacei. Diciamo quindi che il "vizio" di leggere libri sopravanza ancora lo scrolling compulsivo su faccialibro, e la cosa mi dà una certa soddisfazione.

Dibba

Alessandro Di Battista è stato deputato per i Cinquestelle dal 2013 al 2018. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 ha ricoperto invece il ruol...