Questa notte, all'ospedale di Rimini, è nata una bellissima bambina, paffutella, con occhi scuri e tanti capelli, e il tenutario del blog, qui, è diventato nonno.
Una delle cose bellissime che possono capitare nella vita :-)
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
Questa notte, all'ospedale di Rimini, è nata una bellissima bambina, paffutella, con occhi scuri e tanti capelli, e il tenutario del blog, qui, è diventato nonno.
Una delle cose bellissime che possono capitare nella vita :-)
A mio avviso, il problema di questa situazione è uno solo: aprire le porte di un policlinico universitario pubblico a una naturopata, indirettamente "eleva" la dignità di questa figura equiparandola a quella di un medico, di un chirurgo, di un anestesista, tutte figure qualificate, con una laurea in medicina e una o più specializzazioni. Magari questa naturopata girerà per l'ospedale con la stessa divisa dei medici e i pazienti saranno indirettamente portati a pensare che in fondo tra le due figure non ci sia differenza.
Ma io non ce l'ho con la naturopata né, in generale, con la naturopatia. Se uno vuole farsi curare una infezione alle vie urinarie con la calendula o i fiori di Bach, chi sono io per impedirglielo? Io ce l'ho col policlinico che ha assunto, pagandola con soldi pubblici, questa signora. Se in un policlinico, che per definizione è il luogo dove ogni attività è strettamente ancorata a rigorosi presupposti scientifici, si dà credito a una pratica che di scientifico non ha niente, allora crolla tutto.
In effetti, pensandoci, viviamo ormai in una società dove parecchie cose stanno crollando.
Alessandro Barbero è andato al BSMT di Gianluca Gazzoli e i due hanno fatto una bellissima chiacchierata di oltre due ore. Una delle parti che mi è piaciuta di più inizia dal min. 1:40. Qui Barbero racconta la genesi del suo primo romanzo, ovviamente storico: Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo, un libro che ho da molto tempo nella mia wishlist e che adesso leggerò sicuramente.
Barbero, dopo svariati saggi accademici, decise di scrivere un romanzo e cominciò un po' alla chetichella, nei ritagli di tempo (era già professore universitario). Neppure sua moglie sapeva che lo stava scrivendo. Una volta terminato (la stesura richiese quasi 10 anni) e stampato in maniera casereccia con una stampante, inviò le prime 50 pagine ad Aldo Busi, del quale trovò l'indirizzo sull'elenco telefonico, e Busi dopo una settimana lo chiamò al telefono di casa per farsi dare l'intero manoscritto. Gli piacque talmente tanto che gli procurò un contratto con la Mondadori. Il romanzo vincerà poi lo Strega nel 1996.
Episodio a parte, se avete un paio d'ore di tempo e, come me, siete fan del grande divulgatore, ascoltate tutta la chiacchierata tra lui e Gazzoli, merita davvero.
Oggi ho scoperto una cosa nuova: esiste un sociologo di origine ungherese che si chiama Frank Furedi. Il sociologo in questione ha scritto un testo che si chiama I confini contano, e da questo testo, manco a dirlo, è stata tratta una delle tracce della maturità di quest'anno.
Spulciando un po' le note biografiche del tipo si scopre però una cosa interessante: è nato in Ungheria, poi è scappato con la famiglia in Canada dopo la fallita rivolta del '56, poi dal Canada si è trasferito nel Regno Unito dove vive attualmente. Quindi c'è da immaginare che per Frank Furedi i confini contino, sì, ma fino a un certo punto.
Quando fanno una porcata, sanno che è una porcata, quindi cercano di farla sembrare meno porcata giocando con la semantica e contando sul fatto che la maggior parte di chi legge crederà a ciò che viene raccontato. Vale anche per la riforma della caccia che sta per vedere la luce. In questo contesto, i cacciatori non sono più "bioregolatori" (faceva già ridere così) e la caccia diventa "una attività utile alla conservazione della tutela della biodiversità e degli ecosistemi".
Belle le parole "biodiversità", "ecosistemi", "tutela", no? Così, il povero di spirito che legge pensa: Cavolo, bella questa cosa, fanno una riforma della caccia in senso ambientalista. Quando invece, se si legge attentamente, questa porcata va in senso esattamente opposto: aumentano le specie cacciabili, aumentano le aree di caccia consentite, come spiagge e aree protette. Si potrà cacciare nelle aziende faunistiche private, visto che viene meno la norma che prima permetteva ai proprietari di imporre uno stop per motivi etici, e tante altre belle cose che vanno nella direzione opposta rispetto a concetti come "biodiversità", "ecosistemi", "tutela", "conservazione". Nella realtà le uniche cose che vengono tutelate, anzi rafforzate, sono gli interessi di chi ancora indulge alla crudele, stupida, anacronistica e dannosa pratica della caccia.
Vado a memoria, ma credo che il cardinale Ruini sia il personaggio pubblico che ho maggiormente disprezzato. Per tutta una serie di motivi che adesso, qui, sarebbe lunga spiegare (ne ho già scritto parecchio, all'epoca, su queste pagine).
Non so a quanti dei miei 32 lettori interessi il tema dell'IA generativa. A me, da qualche tempo, molto. Ho deciso quindi di buttarmi su questo interessantissimo saggio di Alfio Ferrara, professore di informatica all'Università degli Studi di Milano, per capire in maniera approfondita cosa sono e come funzionano questi benedetti LLM.
Il testo è interessantissimo ed esaustivo, anche se alcune parti, specie nella prima metà del libro, le ho trovate piuttosto ostiche (purtroppo non ho una laurea in matematica :-). Ferrara la prende da lontano partendo proprio dall'ABC (ogni lettera, spazio o segno di interpunzione che digitiamo viene rappresentato all'interno del computer come una sequenza di bit, cioè di 0 e 1) per arrivare alla nascita dei primi modelli di generazione del linguaggio che oggi abbiamo sui nostri smartphone.
Uno dei punti principali del testo sta nello smontare una leggenda piuttosto diffusa, quella secondo cui l'IA pensi. No, non pensa, non riflette, non ha alcuna comprensione dei concetti, almeno nel senso in cui intendiamo noi: l'IA calcola e genera parole (in realtà lunghissime sequenza di 0 e 1) correlate le une alle altre secondo parametri meramente statistici e probabilistici. In pratica ChatGPT e tutti gli altri prendono miliardi di testi scritti dagli esseri umani, trasformano le parole in numeri e coordinate geometriche (vettori) e calcolano la probabilità che una parola ne segua un'altra, e quando lo fanno non riflettono sulla risposta e sui concetti che esprimono, si limitano (si fa per dire) a calcolare qual è la parola statisticamente più probabile da inserire dopo quella precedente, basandosi su tutto ciò che hanno letto.
Se la prima parte del saggio è piuttosto "tecnica", la seconda molto meno. Qui l'autore si profonde in articolate riflessioni etiche e anche filosofiche sul rapporto tra noi e queste macchine; riflessioni inevitabili, dal momento che l'IA è la prima tecnologia creata dall'uomo in grado di imitare la sua caratteristica più sacra: il linguaggio.
A molti l'IA incute qualche timore, ma non esiste alcun motivo razionale per averne. Una nota massima popolare dice che si ha paura di ciò che non si conosce. Nel caso dell'IA generativa non può essere più vera.
Per un De Gregori che non sceglie, non prende parte, non si sbilancia, c'è un Roger Waters che (da sempre) sceglie, prende parte, si sbilancia, molto spesso con toni ruvidi, duri, poco inclini alla diplomazia. Toni che possono piacere o non piacere, ma lui è cosi: prendere o lasciare. Il grande musicista inglese ha riscritto e pubblicato qualche giorno fa una versione totalmente inedita di Comfortably Numb (una delle ballate più belle di The Wall) interamente dedicata alla Palestina e alla situazione a Gaza, una versione realizzata con la collaborazione della musicista palestinese Mona Miari.
Le strofe cantate da Mona Miari sono in arabo (sottotitolate in inglese nel video) e raccontano in modo straziante il dolore di chi ha visto la propria casa distrutta e i propri affetti cancellati dalle macerie. Le modifiche apportate al brano da Waters hanno quasi completamente stravolto il senso della canzone originaria. Se nel 1979 cantava "I have become comfortably numb" ("Sono diventato piacevolmente insensibile/addormentato") per criticare il cinismo della società, in questa versione 2026 urla "I'll never become comfortably numb". Diventa cioè un manifesto politico: l'impegno a non voltarsi mai dall'altra parte e a non cedere all'indifferenza davanti al dramma dei civili palestinesi. Da notare che, nelle sue parti cantate, Waters ha impostato il brano come una sorta di lettera aperta in cui l'Occidente chiede scusa alla popolazione di Gaza per gli anni di silenzio e apatia di fronte ai conflitti nella regione.
Con la quotazione in borsa di SpaceX Elon Musk, che era già l'uomo più ricco del mondo dal 2021, è diventato il primo trilionario della storia (in dollari), vedendo il suo patrimonio superare la cifra di 1,1 trilioni di dollari (1.100 miliardi di dollari). Quelli del Post hanno provato a spiegare come si può rappresentare questa cifra, difficilmente immaginabile per la mente umana. Ho mandato Gemini in giro per il web per cercare a cosa si può paragonare una tale quantità di soldi. Ecco cosa mi ha risposto:
Un patrimonio di 1,1 trilioni di dollari (ovvero 1.100 miliardi di dollari) è una cifra talmente astronomica che per la mente umana è quasi impossibile da visualizzare.
Per capire meglio l'enormità di questa ricchezza, possiamo tradurla in alcune equivalenze e paragoni con il mondo reale:
Se consideriamo che gran parte di questa crescita è avvenuta negli ultimi anni, il calcolo della sua velocità di guadagno è impressionante:
Quelli di Geopop, ma non solo loro, possiedono un dono: espongono in modo efficace e in pochi minuti argomenti spesso piuttosto complessi. Tipo questo, ad esempio, che per alcuni aspetti mi riguarda molto da vicino. Come del resto credo riguardi molti lettori.
Questa notte, all'ospedale di Rimini, è nata una bellissima bambina, paffutella, con occhi scuri e tanti capelli, e il tenutario del blo...