lunedì 19 aprile 2021

A nome nostro

Tra le dichiarazioni più irritanti (sono quasi tutte irritanti) pronunciate da Salvini dopo il rinvio a giudizio per la faccenda Open Arms, c'è quel "ci vado a nome vostro". Già fa salire il crimine la storiella della difesa dei confini (da cosa ha difeso i confini, da un centinaio di disperati?); ma dover anche sentire che andrà a processo a testa alta e in nome nostro fa girare ancora di più le appendici pendule. 

Non è la prima volta che usa questa espressione, con cui ammanta le sue porcate di una sorta di legittimazione popolare urbi et orbi che non esiste, e questo ideale "spalmare" su ogni italiano la responsabilità di ciò che ha fatto dà, più di ogni altra cosa, la misura della pasta di cui è fatto l'uomo.

A nome mio non ci vai, non ti ho mai concesso alcuna delega di rappresentanza, né mai lo farò, e non voglio in alcun modo essere idealmente associato alle tue porcate. Mamma mia, che fastidio...

sabato 17 aprile 2021

Maria Bassi

Il Google Doodle di oggi celebra Maria Bassi, fisica italiana e prima donna a ottenere una cattedra universitaria. Questa cosa mi ha fatto venire in mente che anni fa iniziai a scrivere quello che nelle mie intenzioni voleva essere un romanzo, che intitolai Il mistero della terza statuetta (non ridete, per favore). 
Il lavoro rimase incompiuto - mi fermai al sesto capitolo - e ancora oggi riposa beatamente in una cartella del mio PC. Uno dei personaggi si chiama appunto Maria Bassi e nel mio romanzo è la donna che regolarmente va a casa del prete (don Alfio) per fare le pulizie e tenere in ordine. Chissà, forse Google, col suo Doodle, ha voluto spronarmi a riprenderlo.

mercoledì 14 aprile 2021

Vaccino e trombosi


Circola in rete da qualche giorno l'immagine che vedete qui sopra, che ha lo scopo di rappresentare graficamente l'incidenza del vaccino AstraZeneca nell'insorgenza di eventi trombolitici rispetto ad altri fattori. 

L'iniziativa grafica è a mio parere lodevole ma, temo, totalmente inutile, per il semplice motivo che chi ha interiorizzato la diffidenza o la paura nei confronti del vaccino, in genere non ragiona su base razionale e/o numerica ma emotiva e/o ideologica, per cui non c'è numero che tenga, e le folte schiere di no-vax sono lì a dimostrarlo. 

Più in generale: da una parte abbiamo un vaccino che provoca una reazione grave ogni milione di somministrazioni, dall'altra un virus che da oltre un anno provoca centinaia di vittime ogni giorno. Non ci sarebbe neppure discussione, in un paese mediamente in grado di mettere questi due dati sul piatto di una bilancia e tirare le conclusioni. Ma noi non siamo quel paese, purtroppo.

lunedì 12 aprile 2021

L'altro principe Filippo

Mentre lentamente comincia a scemare e a ritirarsi lo tsunami mediatico generato dalla dipartita di Filippo di Edimburgo, c'è chi, andando contro corrente rispetto al profluvio di incensamenti della sua persona da parte dell'informazione mainstream, racconta anche i tratti della sua storia e della sua vita che tutti hanno accuratamente evitato di menzionare. A tal proposito, un esaustivo post l'ha vergato il sempre ottimo Diciottobrumaio qui.

Vecchi amici

5:30 di stamattina. Mi fermo al bar per un cappuccino e un cornetto. Al banco c'è un vecchio amico che non vedo da almeno una quindicina d'anni. Mi riconosce lui. Ci salutiamo. Ciao, come va? cosa fai adesso? I classici convenevoli. Lo guardo. Mi sembra molto invecchiato e un po' mi dispiace. Poi penso che io devo aver fatto a lui la stessa impressione. Ci salutiamo e ognuno va per la propria strada. Magari ci rivedremo tra altri 15 anni, chissà.

sabato 10 aprile 2021

Figli sì o figli no?

Ogni tanto mi capita di imbattermi in discussioni intorno a questo tema: una donna che genera figli è più "completa" di una che, per i più disparati motivi (compreso la scelta volontaria di non volerne avere), non ne genera? Oppure: la vita di una donna che mette al mondo dei figli ha più senso di una che non lo fa?

Il tema è delicato, naturalmente, perché va a toccare la sfera della soggettività, dell'identità, dei valori e anche della visione della vita e del retaggio culturale che è proprio di ogni persona, aspetti sui quali io non mi sogno neppure di mettere becco. In linea generale, ed è abbastanza ovvio che sia così, chi ha figli tende a considerare inconcepibile l'idea che si possa non averne; chi invece non ne ha (qui mi riferisco ovviamente a chi non ne ha per libera scelta) ritiene che la vita abbia comunque perfettamente senso e pari dignità di chi ne ha.

Ammesso che la vita abbia un senso (la questione meriterebbe riflessioni a parte, quindi lascio stare), io tendo a trovarmi in sintonia con chi ritiene che non siano i figli a darglielo, che non sia l'essere madre (o padre, il discorso ha una sua plausibilità anche per gli uomini) a dare alla vita patente di completezza. Il senso che ogni persona dà alla propria vita credo sia definito da ciò che ognuno sente liberamente di voler fare, da ciò che riesce a realizzare, dai comportamenti che decide di attuare come riflesso delle proprie convinzioni e idee.

Alla luce di questo, mi riesce estremamente difficile comprendere perché una vita senza figli non debba avere senso o non possa essere completa, e tendo, correndo naturalmente il rischio di sbagliare, a pensare che questa idea sia niente di più che il lascito di un certo retaggio culturale piuttosto che un'idea fondata su basi razionali. La società odierna è figlia di una cultura storica di stampo patriarcale che ben conosciamo. Uno dei pilastri del fascismo, ad esempio, è stato quello di concedere alla donna una qualche considerazione sociale solo nella misura in cui partoriva prole, e questa idea non è sparita con la fine del fascismo ma, in maniera più o meno latente, è viva ancora oggi.

Si tratta di una visione che continua a essere mantenuta in vita, oggi che il fascismo non c'è più, almeno formalmente, dalla politica e dalla Chiesa, entrambi uniti con una sole voce a deplorare il gravissimo problema della denatalità e della catastrofe incombente come conseguenza, ed entrambi impegnati con solerzia a predicare le gioie insite nel fare figli (se non ricordo male, c'è pure un rituale che vede il papa ricevere e benedire pubblicamente, una volta all'anno, una famiglia numerosa in Vaticano).

Davanti a questo scenario, questi rituali e questa incessante propaganda, tutti volti a sottendere che la vita ha senso solo nella misura in cui si generano figli, è tutto sommato normale che tale idea abbia una vasta diffusione e sia largamente condivisa e accettata, che sia ancora metabolizzata come psiche collettiva, e temo che la strada da fare per uscire da questo modo di pensare sia ancora lunga e impervia.

venerdì 9 aprile 2021

WhatsApp e noi

"Ti ho mandato un messaggio su WhatsApp, perché non mi hai risposto?" Oppure: "Ti avevo fatto un audio, ma tu l'hai ascoltato tardi." A voi non capita mai di chiedervi se WhatsApp sia solo uno strumento a nostra disposizione o se siamo noi a essere semplici strumenti al suo servizio? A me ogni tanto viene da chiedermelo. Dico WhatsApp per indicare tutto l'armamentario di comunicazione tecnologica che ha fagocitato più o meno le vite di tutti e che ci ha fatto entrare a tutti gli effetti nell'era della velocizzazione del tempo.

Ricordo una conferenza di Paolo Crepet in cui il noto psichiatra, per cercare di far capire ai suoi ascoltatori la differenza tra essere padroni o essere succubi della teconologia, raccontava di quando nell'appartamento in cui abitava sua nonna fu installato per la prima volta il citofono. Per l'anziana signora fu una rivoluzione il fatto di poter sapere chi fosse a suonare il campanello sollevando la cornetta e di poter aprire la porta semplicemente spingendo un pulsante, ma il ruolo del citofono si esuriva lì e la nonna, pur felice di questa rivoluzionaria novità, non passava l'intera giornata attaccata alla cornetta.

L'esempio del citofono è naturalmente una forzatura, ma mi sembra che abbia una sua efficacia nel far capire la differenza tra le due situazioni.

A nome nostro

Tra le dichiarazioni più irritanti (sono quasi tutte irritanti) pronunciate da Salvini dopo il rinvio a giudizio per la faccenda Open Arms, ...