domenica 8 novembre 2026

Piacevoli ricordi



Io me lo ricordo questo signore. Gian Luigi Beccaria è professore di italiano e uno dei più autorevoli linguisti del nostro Paese. Quando ero ragazzino conduceva assieme a Luciano Rispoli Parola mia, una trasmissione di Rai Uno in fascia preserale interamente dedicata alla lingua italiana. Era il periodo in cui ancora si intravedevano barlumi di una televisione di qualità, che faceva cultura. Non c'erano pacchi, domande idiote e signorine più o meno vestite che giravano lettere su un tabellone illuminato.

Mi fa piacere vedere lui, vecchio professore novantenne, sfilare accanto ai giovani a cui stanno rubando il futuro. 

E comunque il suo scendere in piazza è la conferma di una costante: chi ha una cultura, in qualunque campo, non può simpatizzare per questo governo.

Patriarcato islamico per neofiti


In pratica, quindi, è successo questo: un ringraziamento normalissimo di Abdul El-Sayed a sua moglie Sarah Jukaku per aver retto la famiglia con due figlie piccole mentre lui era in giro per il Michigan a fare campagna elettorale, è stato trasformato in un processo per "patriarcato islamico". Sotto, un'orda di fenomeni col ditino alzato e schiuma alla bocca: "moglie subordinata", "e le femministe dove sono?", "ecco l'islam".

Peccato che nessuno di questi fenomeni abbia speso 30 secondi per googlare chi è la donna che starebbero difendendo: psichiatra, laurea alla Columbia, studio privato ad Ann Arbor, donna che ha parlato pubblicamente delle complicazioni dopo il parto e di quanto le sia servito il sindacato. Ma tutto questo è troppo faticoso, meglio commentare un velo visto in una foto.

Non c'è niente da fare: centinaia di migliaia di anni di evoluzione ma nella lotta tra amigdala e corteccia prefrontale, vince sempre l'amigdala.

sabato 7 novembre 2026

Tutto si collega


Queste pagine sono tratte dal saggio di sociologia Meloni Gaza. La politica estera di uno Stato satellite, di Alessandro Orsini, che sto leggendo in questi giorni. Per una curiosa coincidenza le sto leggendo mentre arrivano le notizie dell'ennesima crisi umanitaria a Gaza, dove la popolazione sopravvissuta finora allo sterminio si appresta a trascorrere l'ennesimo inverno nelle tende invase dall'acqua e dai topi.

Tutto si collega.

Louder than words

Stamattina, mentre facevo le pulizie, ho riascoltato The endless river. The endless river è l'ultimo album dei Pink Floyd registrato in studio ed è stato pubblicato nel 2014. Non è un album "vero" nel senso classico, ma nasce dalle session di The division bell, del 1993, quelle col tastierista Richard Wright ancora vivo e in forma. David Gilmour e Nick Mason, dopo la pubblicazione dell'album, si sono ritrovati con 20 ore di jam strumentali di quel periodo. Inizialmente erano dell'idea di farci un album ambient chiamato The big spliff, poi, dopo la morte di Wright nel 2008, è diventato un tributo a lui. L'hanno costruito come un unico flusso di 53 minuti di musica quasi tutti strumentali. È un album molto... "cinematografico", molto Wish you were here a livello di tastiere.

Quando uscì, David Gilmour lo definì "un album per l'ascolto, non per le radio". L'album, come del resto era prevedibile, divise molto i fan tra chi lo amò come album meditativo e chi lo trovò qualcosa meno di un insieme di scarti. A me è sempre piaciuto, forse perché amo talmente i Floyd che a volte l'obiettività tendo ad accantonarla un po'.

In questo album interamente strumentale l'unica traccia cantata è Louder than words. La musica la scrissero Gilmour e Wright e proviene da quelle session del '93, mentre il testo fu vergato da Polly Samson, moglie di Gilmour. È l'ultima traccia del disco e parla proprio di loro tre - Gilmour, Wright, Mason - che litigano, non si parlano, ma quando suonano si capiscono più che con le parole. Uno dei versi chiave del testo è infatti "It's louder than words / This thing that we do". 

Chi conosce la storia dei Pink Floyd sa che, specialmente quando della band faceva ancora parte Roger Waters, sono stati un gruppo litigioso e che ha sempre comunicato male a parole ma benissimo in musica. Polly Samson dichiarò di aver scritto il testo guardandoli provare dopo anni, vedendo come si guardavano appena ma, allo stesso tempo, come si ritrovavano immediatamente appena la musica partiva. È un pezzo molto intenso ed evocativo e rappresenta il titolo di coda della carriera straordinaria di una band altrettanto straordinaria. 


mercoledì 4 novembre 2026

La Caporetto di Trump

Secondo me Trump sta maledicendo il giorno in cui ha deciso di aggredire l'Iran. Poi, certo, non è stata solo questa guerra idiota e conseguente aumento del costo della vita (soprattutto del carburante) a infliggergli una sconfitta di dimensioni epocali, peggiore di ogni più pessimistica previsione dei sondaggi, ma sicuramente ha contribuito parecchio. C'è da aggiungere, più in generale, lo scontento nei confronti della sua presidenza e della sua gestione del Paese.

Alcuni analisti, però, osservano che una vittoria elettorale così ampia non significa necessariamente che gli americani abbiano improvvisamente abbracciato l'intero programma democratico. Può anche essere in larga parte un voto di protesta. I democratici hanno riconquistato il Congresso, ok, ma resta da capire se abbiano riconquistato anche una parte stabile dell'elettorato americano oppure se abbiano soprattutto beneficiato del malcontento verso Trump.

Comunque sia, godiamoci questa bellissima giornata politica in cui il bullo americano ha (per ora) dovuto per forza abbassare la cresta.

martedì 3 novembre 2026

Passerelle


Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Romagna, si presentava da queste parti così. 

Oggi veniamo a conoscenza che nella manovra economica appena licenziata dal governo sono stati tagliati (oltre a tutto il resto) 1,21 miliardi di euro al comparto della prevenzione delle pubbliche calamità secondo questo schema:

- 448,9 milioni nel 2027

- 412,1 milioni nel 2028

- 350,9 milioni nel 2029

Dopo otto (8) decreti sicurezza, scopriamo che gli unici concetti di sicurezza che hanno questi qui sono quelli (mediatici) contro i maranza, la sicurezza del territorio è meno mediatica e non conviene investirci su, anzi lì si può anche tagliare tanto non se ne accorge nessuno. Se poi per sfiga affoga qualcuno o migliaia di persone perdono la casa e tutto quello che hanno, pazienza, l'importante è preservare le vetrine di Milano e Roma.

Poi, ovviamente, al prossimo disastro provocato da una alluvione, altra passerella e tutto passa in cavalleria.

lunedì 2 novembre 2026

Libri e IA

Dopo il caso di Thélyson Orélien, lo scrittore escluso da un prestigioso premio letterario perché accusato di aver fatto scrivere il suo libro dall'IA, molti autori stanno cominciando a correre ai ripari. Come? Alcuni tornano a scrivere a mano, altri con la macchina da scrivere, altri ancora con un normale word processor su computer, preferibilmente scollegato dalla rete, in quest'ultimo caso tenendo traccia cronologica di ogni correzione da esibire in caso di accuse analoghe a quelle rivolte a Orélien.

Ora, è noto che l'IA, da sola, non può scrivere un romanzo intero per limiti intrinseci suoi. Uno di questi limiti è la mancanza di una memoria a lungo termine che le consenta di scrivere un testo coerente. Intendiamoci, io posso anche chiedere a un LLM di scrivere un romanzo per me, ma il risultato sarebbe totalmente sconclusionato e incoerente, ai limiti del ridicolo. Un personaggio, ad esempio, potrebbe avere 50 anni all'inizio del libro per poi ritrovarsi ad averne 40 a metà. E questo proprio a causa della mancanza di memoria dell'IA calibrata su un romanzo. Discorso diverso sarebbe chiedere all'IA di revisionarne delle parti a livello grammaticale o sintattico. E qui, credo, non ci sarebbe niente di male. Da sempre, quindi da ben prima dell'avvento dell'IA, gli scrittori che consegnano il loro manoscritto a una casa editrice se lo vedono revisionare e sistemare da un correttore di bozze, una persona (o più) che ha il compito appunto di visionare il testo per correggere errori, sistemare periodi ecc. E se lo può fare una persona, perché non potrebbe farlo l'IA?

Dato che oggi l'IA c'è e, volenti o nolenti, non si torna indietro, è impossibile non porsi alcune domande. Se io, ad esempio, chiedo a un LLM di scrivere un racconto che sviluppi una mia idea e gli do indicazioni ben precise sui personaggi e sulla trama, quel racconto è mio o è dell'IA? A chi pensa che sia dell'IA io posso obiettare che un architetto non costruisce un palazzo o un ponte, ma si limita a progettarli, la realizzazione materiale sta poi agli operai. Di chi sono, quindi, alla fine, quel ponte o quel palazzo? Gli operai li hanno materialmente costruiti, ma sull'idea, i disegni e le indicazioni dell'architetto. A nessuno verrebbe in mente di dire che il Centre Pompidou di Parigi non è di Renzo Piano ma degli operai che l'hanno costruito, credo. O no?

In ogni caso, mi sento di rassicurare i miei 32 lettori: tutti i racconti che ho scritto io sono vecchi abbastanza da non destare sospetti :-)

domenica 1 novembre 2026

Renzi sì, Renzi no

Uno dei nodi più difficili da sciogliere all'interno del cosiddetto campo largo riguarda Renzi: imbarcarlo nella coalizione o lasciarlo fuori? Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno da tempo opinioni antitetiche in proposito e solo da un paio di giorni sembrano avere raggiunto una specie di accordo: prenderlo dentro ma a patto che Schlein si faccia garante della sua affidabilità. La faccenda è comunque delicata e su questo argomento gli animi tendono a scaldarsi con facilità, come testimonia lo scontro verbale di venerdì sera tra Scanzi e Carofiglio.

Personalmente sono dell'idea che Renzi andrebbe accolto. Non perché mi stia simpatico, anzi (ci sono pagine e pagine di questo blog che testimoniano quanto io lo detesti), ma siamo arrivati a un punto in cui non si può guardare tanto per il sottile né fare gli schizzinosi, e io sarei disposto a votare anche topo Gigio se servisse a mandare a casa questo governo di pericolosi cialtroni. Questo Paese non può permettersi altri quattro o cinque anni di Meloni e soci.

venerdì 30 ottobre 2026

Reintegro dei medici no vax?

Tramite il sempre attento Mantellini scopro che il reintegro dei medici no vax, di cui si parla tanto in questi giorni - ne ha parlato anche un incavolato Mattarella -, in realtà non esiste. O meglio, è previsto, ma previa superamento di ostacoli molto elevati; non esiste alcun automatismo. In pratica, il governo ha messo in campo una grande operazione mediatica per lisciare ancora una volta il pelo al folto elettorato no vax, che così viene raggirato due volte: la prima facendogli credere che verranno reintegrati, la seconda non reintengrandoli.

mercoledì 28 ottobre 2026

Scarcerazioni e tempistica

Notavo che tra il primo lancio dell'Ansa (14:24) in cui si dava notizia della scarcerazione di Yussef e l'immancabile post indignato della presidente del consiglio è passata circa mezz'ora. Una solerzia notevole e una altrettanto notevole velocità di lettura, dal momento che l'ordinanza della giudice consta di 37 pagine. In queste 37 pagine, che la presdelcons ha sicuramente letto, la Gip spiega con dovizia di particolari le motivazioni dell'inesistenza di ogni presupposto per tenere quella persona in carcere. 

Purtroppo per la signora presidente del consiglio - in campagna elettorale vita natural durante - viviamo ancora in un Paese dove vige lo Stato di diritto e dove le sentenze le emettono i tribunali, non i giornali e nemmeno il governo (almeno per ora). Faccio anche notare (forse a molti sfugge) che nel caso Yussef il Gip ha espresso parere contrario a PM e Procura. No, lo dico perché una delle bufale più asfissianti della destra durante la campagna referendaria sulla giustizia era che i Gip si conformano sempre alle posizioni dei PM e che serviva il Sì al referendum per evitarlo.

Ci sarebbe anche da fare notare come non esiste in nessun Paese civile e democratico che un primo ministro attacchi un giudice perché emette una sentenza non gradita. Ma è uno dei tanti frutti avvelenati del berlusconismo.

Piacevoli ricordi

Io me lo ricordo questo signore. Gian Luigi Beccaria è professore di italiano e uno dei più autorevoli linguisti del nostro Paese. Quando er...