lunedì 17 agosto 2026

Incredibile


Durante la lettura di questo libro a volte ho avuto la sensazione di stare leggendo Piergiorgio Odifreddi, in particolare mi veniva in mente Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), un suo saggio di critica al cattolicesimo che uscì molti anni fa e che, comprensibilmente, fece parecchio rumore. Anzi, ho avuto spesso l'impressione che alcuni concetti espressi in questo libro siano stati presi pari pari da quello di Odifreddi. 

In realtà John Shelby Spong, morto nel 2021, non era un ateo militante come Odifreddi ma è stato filosofo, teologo cristiano e vescovo americano. Fino al 1979 è stato a capo della chiesa episcopale degli Stati Uniti, mentre dal 1979 al 2000 è stato vescovo titolare della diocesi di Newark, nel New Jersey. 

Incredibile. Perché il credo delle chiese cristiane non convince più è uno dei libri più noti della sua vasta produzione letteraria, ed è anche quello che ha provocato più mal di pancia nel mondo cristiano statunitense e non solo. L'autore l'ha scritto per mettere in guardia da un pericolo reale: la scomparsa del cristianesimo. Non è quindi un libro contro il cristianesimo - sarebbe quanto meno curioso che un libro del genere lo scrivesse un teologo cristiano - ma un libro che ha lo scopo di tentare di salvarlo dal declino ormai irreversibile di cui è vittima ormai da tanti anni. Per l'autore, l'unico modo per salvarlo è rifondarlo, in quanto il problema non è necessariamente Gesù o la ricerca spirituale. Il problema è che si è confuso il messaggio cristiano con le formulazioni teologiche attraverso cui gli uomini del passato lo hanno espresso, concetti questi in parte espressi anche da Umberto Galimberti nel suo saggio Cristianesimo, la religione dal cielo vuoto. Per questo, nel libro, attacca parecchie idee tradizionali: l'immagine di Dio come una sorta di persona soprannaturale che sta "lassù", l'idea del peccato originale, alcune concezioni dell'inferno, la lettura letterale della Bibbia e gli elementi soprannaturali della narrazione evangelica. In particolare, Spong ha elaborato quelle che sono note come Le 12 tesi. Queste:

1) DIO. La comprensione di Dio nei termini teistici, come di "un essere" dal potere soprannaturale, che risiede da qualche parte fuori del mondo e capace d’intervenire nel mondo con potere miracoloso, non è più credibile. La maggior parte del parlare su Dio nella liturgia e nel discorso è diventata allora insignificante. Ciò che dobbiamo fare è trovare il significato cui la parola Dio rimanda. ​

2) GESÙ IL CRISTO. Se Dio non può più essere pensato in termini teistici, allora concepire Gesù come l’incarnazione della divinità teistica è diventato anch’esso un concetto fallimentare. Possiamo esprimere l’esperienza del Cristo con parole che abbiano senso? ​

3) PECCATO ORIGINALE. Il racconto biblico della creazione perfetta e completa da cui gli esseri umani sono caduti nel "peccato originale" è mitologia pre-darwiniana e assurdità post-darwiniana. Dobbiamo trovare un modo nuovo per dire l’antico racconto. ​

4) NASCITA VERGINALE. La nascita verginale intesa come biologia letterale è completamente non credibile. Invece di essere un baluardo a difesa della divinità di Cristo, la nascita verginale in realtà distrugge quella divinità. 

5) MIRACOLI. In un mondo post-newtoniano, le invasioni soprannaturali dell’ordine naturale, attuate da Dio o da un "Gesù incarnato", semplicemente non sono spiegazioni plausibili di ciò che è realmente accaduto. I miracoli non implicano mai la magia. ​

6) TEOLOGIA DELL’ESPIAZIONE. La teologia dell’espiazione, soprattutto nella sua forma più bizzarra, quella "sostitutiva", ci presenta un Dio barbaro e un Gesù che è vittima, e ciò trasforma gli esseri umani in poco più che creature piene di colpa. La frase "Gesù è morto per i miei peccati" non è solo dannosa, è assurda. La teologia dell’espiazione è un concetto da cui dobbiamo allontanarci. ​

7) PASQUA. L’evento di Pasqua ha dato vita al movimento cristiano e continua a trasformarlo ma ciò non significa che Pasqua sia stata la rianimazione fisica del corpo morto di Gesù che rientra nella storia umana. Le prime testimonianze bibliche riportano che "Dio l’ha risuscitato". All’interno di che cosa? dobbiamo chiederci. La realtà dell’esperienza della risurrezione dev’essere separata dalle sue successive spiegazioni mitologiche. 

8) ASCENSIONE. Il racconto biblico dell’ascensione di Gesù presuppone un universo a tre livelli, un concetto che è stato congedato circa cinquecento anni fa. Che l’ascensione di Gesù sia stata un evento letteralmente storico, è qualcosa che va oltre la capacità delle nostre menti del ventunesimo secolo di accettarlo o di crederlo. L’ascensione ha qualche altro significato o dobbiamo difendere l’astrofisica del primo secolo? ​

9) ETICA. La capacità di definire e separare il bene dal male non può più essere raggiunta con appelli a codici antichi come i Dieci comandamenti o anche il Discorso della montagna. Le norme morali contemporanee devono essere messe a punto nella comparazione tra i principi morali che affermano la vita e le situazioni esterne. Nessuna persona moderna ha altra scelta se non quella di essere situazionista. ​

10) PREGHIERA. La preghiera, intesa come richiesta fatta a una divinità teistica esterna di agire nella storia umana, è poco più di un isterico tentativo di mettere il Sacro a servizio dell’umano. La maggior parte delle nostre definizioni di preghiera derivano dal passato e dipendono quindi da una concezione di Dio che non esiste più. Cerchiamo invece di pensare la preghiera come la pratica della presenza di Dio, l’atto di abbracciare la trascendenza e la disciplina di condividere con l’altro i doni del vivere, dell’amare e dell’essere. ​

11) VITA DOPO LA MORTE. Se vogliamo parlare della vita eterna con un qualsiasi grado d’integrità intellettuale, dobbiamo analizzarla come una dimensione della realtà trascendente e dell’amore infinito: una realtà e un amore che, una volta sperimentati, ci fanno condividere l’eterno. ​

12) UNIVERSALISMO. Siamo chiamati da questa fede nuova a una radicale connessione. Il giudizio non è una competenza umana. La discriminazione nei confronti dell’essere umano sulla base di ciò che è un "dato" è sempre male e non contribuisce all’obiettivo cristiano di portare "vita in abbondanza" a tutti. Qualsiasi struttura nel mondo secolare o nella Chiesa istituzionale che sminuisca l’umanità di qualsiasi figlio di Dio su un’esteriore base di razza, genere od orientamento sessuale dev’essere messa pubblicamente e vigorosamente allo scoperto. Non ci può essere alcun motivo nella Chiesa di domani per scusare o perfino perdonare prassi discriminatorie. La "sacra tradizione" non deve mai più fornire una copertura per giustificare il male della discriminazione. La chiamata all’universalismo dev’essere il messaggio del cristianesimo.

Ora, tornando a Odifreddi, a me pare che certe posizioni di John Spong siano addirittura più radicali e provocatorie di quelle del matematico, ma se ci si pensa il parallelo regge fino a un certo punto: se il primo usa infatti la ragione scientifica come una ruspa per radere al suolo l'edificio della fede, Spong la usa come un bisturi da chirurgo. La sua non è un'invettiva dall'esterno, ma un grido d'allarme dall'interno. In sostanza Spong ci dice che se il cristianesimo continua a pretendere che si creda a concetti scientificamente e moralmente superati, è destinato all'estinzione, e i fatti dimostrano quanto sia vero questo assunto.

Comunque, dopo aver letto questo libro, due cose le devo dire. La prima è che non sono sicuro che Spong sia morto di morte naturale (vabbe', passatemi la battuta); la seconda è che, pur essendo io ateo almeno dalla tarda adolescenza, se un giorno il cristianesimo si trasformasse nel senso indicato dal teologo, vedi mai...

domenica 16 agosto 2026

Italianità in atletica

Non seguo granché gli europei di atletica di Birmingham, ma mi pare di capire che molti degli atleti e delle atlete che stanno dando lustro all'Italia con ori e bronzi abbiano caratteristiche somatiche, sociali, religiose e familiari non proprio in linea (eufemismo) coi canoni di italianità propugnati da certi generali in questo periodo. 

La cosa non sorprende, ovviamente. Già a Tokyo 2020, per esempio, il Corriere censiva 46 azzurri nati all'estero, oltre agli atleti nati in Italia da genitori stranieri. Tra i casi citati c'erano Marcell Jacobs, nato negli Stati Uniti; Yeman Crippa, nato in Etiopia e adottato da una famiglia italiana; Frank Chamizo, nato a Cuba; e Daisy Osakue, nata a Torino da genitori nigeriani. 

La cosa è ancora più evidente se guardiamo alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, dove l'Italia ha ottenuto 30 medaglie, il suo record assoluto ai giochi invernali, con 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Il CONI stesso ha sottolineato la presenza di storie e provenienze molto diverse nel suo Italia Team.

Temo che se gli atleti italiani fossero rappresentati solo da individui con caratteristiche "vannacciane", il carniere dei nostri atleti sarebbe ben più misero, ma magari sbaglio, eh.

sabato 15 agosto 2026

Ferragosto da nonno rincretinito


Questo è il mio primo Ferragosto da nonno. Del Ferragosto non mi importa granché, di mia nipotina Emma, invece, che tra una decina di giorni avrà due mesi, mi importa eccome. Avevo messo in conto fin da quando seppi della gravidanza di mia figlia maggiore che l'arrivo di una nipote, anche se allora non sapeva che sarebbe stata una "una", avrebbe cambiato parecchie cose in tutti noi, ma sinceramente non immaginavo che sarei completamente rincretinito. Invece è successo: sono completamente rincretinito.

Diventai papà trent'anni fa e oggi, con l'arrivo di Emma, mi sono accorto che diventare papà è molto diverso dal diventare nonno. Non è una questione di quantità di bene in più o in meno che si vuole a un figlio rispetto a un nipote (adoravo allora le mie figlie esattamente come oggi adoro Emma), è una questione, credo, di diversa sensibilità e, nel mio caso, di diverse condizioni "ambientali", diciamo così. Trent'anni fa, ad esempio, il lavoro mi portava via il doppio di tempo rispetto a quello che mi richiede oggi, avevo problemi da risolvere che oggi non ho più, quindi non ho potuto dedicare alle mie figlie le attenzioni e il tempo che oggi posso dedicare a Emma. In più, oggi non sono la stessa persona che ero trent'anni fa, perché trent'anni sono una fetta importante di vita e possono anche cambiare completamente una persona, sia dal punto di vista fisico (e lì non ci si può fare niente), che dal punto di vista caratteriale, mentale e psicologico. Da questo ne deriva, probabilmente, che un'età più matura consente di rendersi conto meglio del valore della vita, e in fondo anche del suo scorrere.

Comunque sia, sono rincretinito. Anzi, siamo rincretiniti, perché su mia moglie l'effetto è il medesimo. Ogni volta che mia figlia viene a trovarci con la piccola Emma è una festa, e vorremmo che poi non tornasse più a casa in modo da poterla spupazzare e coccolare all'infinito. Ma poi deve tornare a casa. 

Vabbe', buon Ferragosto da un nonno rincretinito :-)

venerdì 14 agosto 2026

Notizie passeggere


Stamattina un paio di quotidiani, Corriere e Repubblica, hanno messo in prima pagina (stranamente) una notizia relativa all'oppressione perpetrata dai famigerati coloni israeliani nei confronti dei palestinesi della Cisgiordania. Cosa ha spinto i due maggiori quotidiani italiani, entrambi neppure troppo velatamente filo-sionisti, a farlo, dal momento che questo genere di notizie qua in Occidente è sempre stato tabù? Gli USA. Ieri, infatti, per la prima volta, l'ambasciatore USA in Israele ha definito terroristi i coloni. Considerato che l'occupazione illegale dei territori palestinesi della Cisgiordania, da parte dei coloni israeliani, va avanti dal 1967, verrebbe da dire "alla buon'ora!"

In realtà c'è una spiegazione: Washington ha iniziato a protestare, scrive Reuters, dopo aver appreso che la casa di un palestinese-americano era tra quelle sotto assedio a Qusra. Quindi, finché le vittime delle violenze e dei soprusi in Cisgiordania sono palestinesi non c'è problema, se però si scopre che due palestinesi hanno passaporto americano, ecco che i coloni diventano per gli USA dei pericolosi terroristi.

Nel frattempo, nell'indifferenza generale, secondo l'UNICEF tra gennaio 2024 e luglio 2026 l'esercito israeliano ha massacrato 174 bambini palestinesi in Cisgiordania, mentre a Gaza, dove lo sterminio prosegue indisturbato anche se non ne parla più nessuno, dal (finto) cessate il fuoco dello scorso ottobre sono 300 i bambini palestinesi massacrati da Israele, una media di uno al giorno. Ma noi dobbiamo parlare di Lavitola, la precedenza sempre alle cose importanti.

mercoledì 12 agosto 2026

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo:

"Riforma della cittadinanza italiana: ripristino del corretto significato della cittadinanza come effettiva appartenenza ad una civiltà, ad una storia e ad un popolo. Futuro Nazionale rifiuta categoricamente e senza possibilità negoziale proposte come ius soli e ius scholae. Per richiedere la cittadinanza italiana sarà necessario aver dimorato regolarmente per almeno 20 anni sul territorio nazionale, dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1, non aver riportato condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana."

Ora, lasciamo perdere la barzelletta dell'assimilazione. Mi interessa quel C1 come requisito minimo di padronanza della lingua italiana. Ho fatto una velocissima ricerca ed ecco il risultato:

"Il livello C1 è un livello di padronanza linguistica avanzato, secondo il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER/CEFR). È il penultimo livello: sopra c'è soltanto C2, che corrisponde a una padronanza pressoché completa. Per l'italiano, una persona di livello C1 è generalmente in grado di comprendere testi complessi, anche lunghi, cogliendone significati impliciti, ironia, sfumature e registro; seguire senza particolari difficoltà film, programmi televisivi, conferenze e conversazioni anche quando il linguaggio non è semplificato; parlare con scioltezza e spontaneità, senza dover cercare continuamente le parole; utilizzare un vocabolario ampio, compresi termini astratti, tecnici e idiomatici; adattare il proprio modo di esprimersi alla situazione: linguaggio colloquiale, formale, professionale, accademico ecc.; scrivere testi chiari, strutturati e articolati, come saggi, relazioni, recensioni o interventi argomentativi; sostenere un'argomentazione complessa, presentando tesi, obiezioni, esempi e conclusioni in maniera coerente; utilizzare con buona sicurezza la grammatica, comprese strutture sintattiche relativamente complesse."

Ora, questi sono i requisiti minimi di competenza linguistica che i vannacciani pretendono dagli stranieri per concedere la cittadinanza italiana. Eppure, leggendo i commenti in calce ai post di Vannacci (ma anche di altri), sono convinto che almeno a metà degli italiani che lo voteranno la cittadinanza andrebbe revocata.

martedì 11 agosto 2026

Intossicazioni

Domenica scorsa Meloni ha pubblicato una notizia (ammesso che fosse una notizia) falsa sui suoi canali social: dei presunti sindacalisti della Cgil avrebbero girato le spalle durante il discorso di La Russa alla commemorazioni dei minatori morti nella tragedia di Marcinelle. In realtà non si trattava di sindacalisti della Cgil ma di affiliati a un sindacato belga, che tra l'altro hanno rivendicato il gesto come dimostrazione di disprezzo verso i fascisti. Qui c'è una interessante analisi della vicenda del sempre bravo Mantellini. Qui, invece, sempre Mantellini fa notare che, a quattro giorni dell'accaduto, Meloni non ha né rettificato né cancellato il post.

lunedì 10 agosto 2026

Salvini e De André

A Salvini piace De André, non è un segreto. O almeno questo è ciò che va affermando da anni. Sì, lo so, conosco l'obiezione: cosa c'entra un tizio che ha costruito una intera carriera politica sul razzismo e il disprezzo per gli ultimi e gli emarginati con un cantautore che ha cantato per tutta la vita gli ultimi, i disperati, gli emarginati? Niente, ma questo non impedisce che alcune sue canzoni possano piacere a un razzista di destra. D'altra parte anche alla Meloni piace Guccini (poi che Guccini la schifasse è un altro discorso).

Quindi a me non ha stupito che Salvini sia andato all'annuale concerto commemorativo che si tiene nella tenuta del cantautore in Sardegna (ormai l'unica cosa che mi stupisce è che ci sia ancora qualcuno che voti un soggetto simile), così come non mi ha stupito la contestazione della ragazza, una contestazione ferma, decisa, ma corretta.

Mi ha sorpreso maggiormente vedere Dori Ghezzi in prima fila accanto a Salvini, questo sì. Così come mi ha stupito che, dopo la contestazione, la compagna di De André abbia preso le sue difese e non quelle della ragazza che lo ha contestato, dicendo che la musica deve unire e non dividere. Può darsi. Ma io non ricordo un solo testo di De André, e sfido chiunque a trovarlo, in cui si predichi o si faccia cenno a qualsivoglia forma di ecumenismo o pacche sulle spalle con appartenenti alla categoria di Salvini. 

In ogni caso, ci ha pensato Alice De André, nipote del grande cantautore, a mettere qualche puntino sulle i.

Emergenze inesistenti


Il Po è in secca. Nella zona di Cremona il livello è sceso a - 8,59 metri sotto lo zero idrometrico, mentre alla foce l'acqua salata dell'Adriatico è risalita nel letto del fiume per oltre 25 chilometri causando disastri all'agricoltura. Altri grandi fiumi europei non se la passano meglio: Reno, Danubio, Volga, Loira, Elba sono tutti alle prese con gravi problemi di siccità. Il Post ha pubblicato un servizio fotografico in cui si vedono i parchi di Londra, solitamente verdeggianti anche in estate, ingialliti dalla siccità a causa dell'assenza di pioggia e delle elevatissime temperature. In tutto il mese di luglio a Londra è piovuto pochissimo e lo stato di siccità è stato dichiarato in sette zone dell’Inghilterra, principalmente nel sud, zone che da sole coprono la metà della superficie della nazione.

Qualche giorno fa nel Mediterraneo è stata registrata, nella zona di Maiorca, la temperatura record di 33,02°, un valore mai registrato da quando esistono le rilevazioni, e quando arriverà l'autunno - mettono in guardia gli esperti - tutta questa energia accumulata favorirà fenomeni meteorologici estremi. 

Nell'estate del 2003, la più calda degli ultimi decenni, in Italia i decessi attributi al caldo sono stati 18.000, nel 2022 18.010, nel 2023 12.700, nel 2024 19.000. L'estate 2026 è già avviata a superare e spazzare via tutti questi "record". Nel periodo 2022 - 2024 i morti che l'OMS attribuisce al caldo sono stati, in Europa, 181.000. Qualche esperto, ad esempio il biologo Stefano Mancuso, ha già cominciato a fare raffronti coi numeri di decessi del covid, immaginando come reagiremmo se ogni sera fosse pubblicato, esattamente come durante la pandemia, un bollettino dei decessi per caldo. Forse servirebbe a svegliarci un po' e a uscire dal torpore e dal "climafreghismo" in cui generalmente ci culliamo tutti.

E invece niente, neppure a livello istituzionale. Nessuno ne parla, se si escludono i soliti patetici e ridicoli "in estate ha sempre fatto caldo" e quella barzelletta ambulante di La Russa che parla di "caraibizzazione" del clima ma che problema c'è? Ai Caraibi mica muoiono per il caldo. Per dire il livello. L'unica emergenza (immaginaria) che vedono è quella inesistente di Ceuta, delle emergenze vere chi se ne frega?

domenica 9 agosto 2026

Campagna elettorale al via

Boh, non so. Magari è esistito un periodo storico in cui la valutazione dei governi veniva espressa in base a quanto riuscivano a realizzare di ciò che avevano promesso. Nel senso che un partito, o una coalizione di partiti, in campagna elettorale prometteva di fare alcune cose: se riusciva a realizzarne una parte sufficiente ad accontentare l'elettorato veniva rivotato la volta successiva, altrimenti il voto andava ad altri. Se quel periodo storico, quello in cui si dava fiducia in base ai fatti, è esistito, direi che ormai da qualche decennio non esiste più. La conquista del consenso è infatti passata da ciò che si realizza a ciò che si dichiara di aver realizzato. Se poi dietro quelle dichiarazioni c'è il vuoto, pazienza.

I meccanismi che orientano il comportamento dell'elettorato sembrano essere ormai definitivamente passati dalla razionalità alla pancia. Un politico può quindi raccontare ciò che vuole: pochi andranno a controllare se quello che dice ha qualche fondamento di verità. E anche quando qualcuno lo fa, poco male: la valenza ideologica è spesso sufficiente a giustificare anche le balle. È in questo contesto che, a mio avviso, vanno inquadrate le ultime polemiche innescate da questo governo: la presunta e pretestuosa chiusura di Schengen dopo i fatti di Ceuta e l'accusa alla Cgil di aver mancato di rispetto a La Russa, e di riflesso a Mattarella, nelle commemorazioni della tragedia di Marcinelle. Cos'hanno in comune questi due episodi? La polemica e il vittimismo fini a se stessi. Nient'altro. E la spiegazione va cercata, un po' paradossalmente, proprio nella longevità di questo governo, di cui molti esponenti si fanno costantemente vanto.

Perché se sei il governo più longevo della storia repubblicana e, dopo quattro anni, non hai niente di concreto da mettere sul tavolo; se non hai migliorato la vita di nessuno, se non hai mantenuto quasi nulla di ciò che avevi promesso quando hai chiesto la fiducia, con cosa ti presenti alle prossime elezioni? Cosa puoi vantare di aver fatto? Con quali promesse mantenute vai davanti agli elettori che quattro anni prima ti hanno votato? Con niente. E allora, visto che non puoi rivendicare risultati concreti, non ti resta che grattare qualche briciolo di consenso imbastendo polemiche sul nulla.

La chiusura unilaterale dello spazio Schengen con un Paese, la Spagna, che fisicamente non confina nemmeno con l'Italia, è una mossa puramente politica e propagandistica. Non c'è bisogno di inventarsi chissà quali motivazioni: basta guardare al risultato che produce sul piano della comunicazione. Ed è inutile perfino sbandierare motivi di sicurezza - ormai la sicurezza è diventata il paravento buono per giustificare qualsiasi stupidaggine - e raccontare che dietro ogni provvedimento ci sia un'emergenza epocale. È una panzana alla quale possono credere, forse, quelli che riescono a infilare dodici errori di ortografia e grammatica in tre righe nei commenti ai post di Meloni e soci.

Stesso discorso per la polemica sui fatti di Marcinelle. Prima ancora di capire cosa fosse realmente successo - non è stata la Cgil a voltare le spalle a La Russa, ma alcuni esponenti di un sindacato belga - Meloni e i suoi giannizzeri avevano già invaso i social dando addosso a Landini e, per riflesso, alla sinistra tutta. La solita storia. Ed è inutile aspettarsi, dopo, post riparatori e scuse per aver preso un abbaglio. Perché il punto è proprio questo: non si sono sbagliati. La polemica era il risultato cercato che volevano ottenere. Così come è successo col gioielliere, con la famiglia nel bosco ecc.

E da adesso in poi, visto che siamo ormai di fatto in campagna elettorale, questi episodi puramente polemici verranno probabilmente innescati con frequenza sempre maggiore, partendo da ogni più piccola inezia. Perché quando non hai fatti da portare agli elettori, quando non hai risultati da rivendicare e promesse mantenute da ricordare, per grattare le ultime briciole di consenso rimangono soltanto la polemica, il vittimismo e la propaganda.

E voglio credere che non basteranno.

giovedì 6 agosto 2026

Addio, Francesco


Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini con occhi di parte e quindi non posso essere obiettivo.

Non scrivo niente. Gli ho dedicato talmente tanti post, nel corso degli anni, che non saprei cosa aggiungere. 

Difficile dire se l'abbia amato più come cantautore o come scrittore, coi suoi dischi che affollano le scansie nella sala e i suoi libri nella mia libreria. 

La prima cosa che mi viene in mente è una vecchia intervista in cui ammetteva che ogni tanto, da ragazzino, rubava qualche fumetto. Ma si giustificava dicendo che suo padre glieli proibiva perché temeva che i fumetti lo disabituassero alla lettura, quindi era costretto a "prenderne" qualcuno qua e là, quando poteva. E in fondo Guccini è stato più letterato, poeta e scrittore che cantautore. La musica è stata un accessorio capitato quasi per caso, la sua vita sono sempre stati i libri, quelli letti (una montagna) e quelli scritti.

Addio Francesco, e grazie di tutto ❤️

Incredibile

Durante la lettura di questo libro a volte ho avuto la sensazione di stare leggendo Piergiorgio Odifreddi, in particolare mi veniva in mente...