È un saggio divulgativo che prova a correggere molte delle percezioni sbagliate che abbiamo sullo stato del mondo. Rosling utilizza dati statistici concreti per mostrare che, nonostante il flusso continuo di notizie negative, in molti ambiti il mondo sta migliorando: salute, povertà, istruzione, aspettativa di vita, uguaglianza di genere. E non lo fa con slogan ottimistici, ma con grafici, numeri, serie storiche. Ogni affermazione è supportata da statistiche solide. Non è un libro di opinioni ma di dati rigorosi.
Riguardo alla semplicistica suddivisione del mondo a cui accennavo poc'anzi (Paesi ricchi e poveri), Rosling spiega come in realtà la stragrande maggioranza della popolazione mondiale viva a metà strada lungo la scala di reddito. Non si tratta del nostro ceto medio occidentale, ma neppure di povertà estrema. I figli di chi si trova in questa forbice vanno a scuola, vengono vaccinati. È una fotografia del mondo molto più sfumata di quella che di solito tendiamo a immaginare. Passo dopo passo, anno dopo anno, il mondo migliora. Non da ogni singolo punto di vista e non ogni singolo anno, ma nel complesso sì.
A questo punto l'autore prova a spiegare perché allora lo vediamo sempre peggio e qui entra in gioco la parte più interessante del libro: l'analisi dei dieci "istinti" che distorcono la nostra percezione della realtà. Tra questi, l’istinto della negatività è probabilmente il più potente. Tendiamo a notare molto di più ciò che va male rispetto a ciò che va bene. Un piccolo esempio: un aereo pieno di passeggeri che cade occupa le prime pagine per giorni, 40 milioni di voli che ogni anno atterrano regolarmente senza nessun incidente non fanno notizia. Scrive l'autore, nel capitolo in cui spiega come la paura distorca le nostre percezioni:
La paura può essere utile, ma solo se diretta verso le cose giuste. Tale istinto, infatti, è una pessima guida per la comprensione del mondo. Ci induce a puntare l’attenzione sugli improbabili pericoli che ci spaventano di più e a trascurare i rischi effettivi. Questo capitolo parla di eventi terrificanti: calamità naturali (0,1 per cento dei decessi complessivi), incidenti aerei (0,001 per cento), omicidi (0,7 per cento), fuoriuscite radioattive (0 per cento) e terrorismo (0,05 per cento). Tutte insieme queste cause non uccidono nemmeno l’1 per cento delle persone che muoiono ogni anno nel mondo, eppure sono tutte oggetto di un’enorme copertura mediatica. Naturalmente, dobbiamo darci da fare per ridurre anche questi tassi di mortalità, ma i dati dimostrano quanto l’istinto della paura distorca la nostra visione. Per capire cosa dovremmo temere davvero e come proteggere i nostri cari dal pericolo dobbiamo soffocare questo istinto e misurare i bilanci effettivi delle vittime. «Spaventoso» e «pericoloso», infatti, sono due cose diverse. Qualcosa di spaventoso rappresenta un rischio percepito. Qualcosa di pericoloso, un rischio reale. Soffermarsi troppo su ciò che è spaventoso anziché su ciò che è pericoloso – cioè prestare troppa attenzione alla paura – crea una tragica dispersione di energie nelle direzioni sbagliate.
Rosling spiega che l'effetto distorsivo della paura dipende da tre fattori: ricordiamo il passato in modo impreciso (spesso lo idealizziamo), i media selezionano notizie eccezionali e drammatiche, ci sembra quasi crudele dire che le cose migliorano finché esistono ancora problemi. Il risultato? Una visione del mondo sistematicamente più pessimista dei dati reali. L'autore non dice: "Va tutto bene, rilassatevi". Dice piuttosto: "Preoccupatevi per le cose giuste". Non invita a ignorare i notiziari ma a ignorare il rumore e a concentrarsi sui grandi rischi globali reali, a mantenere lucidità.
Un altro punto molto interessante è il controllo dell’istinto dell’urgenza. Quante volte una decisione viene presa istintivamente sull'onda emotiva del "adesso o mai più"? Factfulness significa anche aspettare, chiedere più tempo e più informazioni, non agire impulsivamente. Meno reazioni emotive automatiche e più verifiche dei fatti. In definitiva, è un libro che aiuta a riallineare lo sguardo sul mondo.


