mercoledì 8 aprile 2026

Il Broker


Il Broker mi ha piacevolmente sorpreso. È un thriller legale e di spionaggio internazionale, come più o meno tutti i libri di Grisham, ma allo stesso tempo mi è sembrato una lettera d'amore a Bologna, città in cui si svolge gran parte della storia. 

Il romanzo narra ​la storia di Joel Backman, ex lobbista potente e caduto in disgrazia che viene "nascosto" dalla CIA proprio tra le mura della citta di Dalla e Guccini. La narrazione si snoda tra i dettagli storici delle torri, delle piazze e dei leggendari portici della città. Molto belle le pagine dedicate al lunghissimo portico (4 km di lunghezza e 666 archi) che da Porta Saragozza sale fino all'abbazia di San Luca, che ho visitato giusto un anno fa. ​È curioso che un autore americano sia capace di cogliere l'essenza di una città italiana senza cadere nei soliti cliché. D'altra parte John Grisham non ha mai nascosto il suo amore per il nostro Paese, e quando ha dovuto scegliere dove "nascondere" sotto falso nome il protagonista del suo romanzo la scelta è caduta abbastanza facilmente sulla "Dotta".

​Bellissimo racconto, direi a metà tra romanzo e saggio storico.

Mi ha fatto venire voglia di tornare a visitare Bologna.

domenica 5 aprile 2026

Se questo è un presidente


Quando ho letto la notizia ho pensato a una esagerazione, o magari a una fake news. Mi sono quindi turato il naso e ho fatto un giro sul suo social: Truth. L'ha scritto davvero: 


"Martedì sarà il giorno delle Centrali Elettriche e il Giorno dei Ponti, tutto in uno, in Iran. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il fottuto stretto, brutti bastardi pazzi, oppure vivrete all’inferno – STATE A GUARDARE! Sia lodato Allah. Presidente DONALD J. TRUMP"


Questo è il presidente dell'America, colui che in virtù del ruolo che ricopre dovrebbe avere una postura istituzionale e un contegno mediatico conseguenti, mentre invece usa lo stesso linguaggio e lo stesso tono di un ubriaco al bar (linguaggio scurrile e uso massiccio di punti esclamativi sono i tratti tipici di persone con livelli culturali molto scarsi). Lo stesso signore che si vantava di aver chiuso otto guerre (quali?) e pretendeva quindi il Nobel per la pace.

Lo stesso signore che, assieme al suo degno compare Netanyahu, è responsabile del casino globale in cui siamo precipitati, casino che nel prossimo futuro pagheremo a prezzi elevatissimi. La miseria morale di questo individuo è imbarazzante. Sarebbe interessante che i tanti simpatizzanti trumpiani, che abbondano un po' dappertutto e che in occasione della sua elezione giubilavano festanti, dicessero qualcosa.

L'uomo che guardava passare i treni


Credo che questo di Simenon si possa definire un romanzo sul risveglio (non dal sonno), il risveglio brutale di un uomo "perbene". Kees Popinga, il protagonista, decide di fuggire, non solo dalla polizia; scappa da decenni di mediocrità piccolo-borghese, da una vita fatta di orari svizzeri, doveri familiari e poltrone comode.

A un certo punto capisce che quella che chiamava "normalità" era solo una gabbia strettissima. E allora decide di evadere, puntando dritto verso Parigi, per essere finalmente l'unico autore del proprio destino, anche a costo di distruggersi.

​È un noir psicologico e spietato sulla scoperta che la libertà, quella vera, non ha nulla a che fare con la sicurezza. ​Mi sento di sconsigliarlo a chi si sente troppo al sicuro nel proprio salotto.

sabato 4 aprile 2026

Il mondo su misura


Raramente ho trovato un saggio che analizzi con questa lucidità le radici del negazionismo scientifico. ​In sostanza l'autore spiega che il negazionismo non è (solo) un problema di ignoranza o di mancanza di informazioni, è piuttosto un meccanismo psicologico e sociale. Chi nega certe evidenze lo fa perché si costruisce un "mondo su misura" dove i fatti devono piegarsi alle sue convinzioni, alla sua identità di gruppo o ai suoi timori, e non viceversa. Un meccanismo, tra l'altro, che ha precise ragioni evolutive.

Il libro analizza concetti affascinanti come la "mentalità complottista" e la "fabbricazione del dubbio", mostrando come spesso dietro il rifiuto di una verità scientifica (clima, vaccini ecc.) ci sia il bisogno di proteggere il proprio ego o il proprio stile di vita. È anche una buona guida per capire come mai, in un'epoca di informazioni illimitate, è così difficile mettersi d'accordo sulla realtà dei fatti. ​Consigliatissimo per chi ama la psicologia e vuole un po' raccapezzarsi nel caos della post-verità.

venerdì 3 aprile 2026

Proroghe

La proroga del taglio delle accise fino al primo maggio costerà alle casse dello Stato circa mezzo miliardo di euro. Come verranno reperiti questi soldi? Giorgetti ha detto che 200 milioni arriveranno dall'aumento dell'IVA, 300 milioni dai fondi ETS (sono proventi delle quote sulle emissioni di CO₂). Il meccanismo relativo all'IVA sui carburanti è abbastanza paradossale. Quando il prezzo alla pompa sale aumenta anche il gettito IVA, che è proporzionale al prezzo, quindi lo Stato incassa di più. Col decreto sulle accise lo Stato usa quindi una parte di questo extra gettito per finanziare il taglio delle accise. Qual è il paradosso? 

In Italia il prezzo della benzina è composto dal prezzo industriale più le accise. Sulla somma di questi due valori si applica l'IVA (22%), che in sostanza è una tassa sulla tassa perché viene calcolata anche sulla accise, che di fatto sono già tasse. Lo Stato, quindi, fino al primo maggio non farà altro che rinunciare all'extra gettito generato dagli aumenti per tagliare le accise: fondamentalmente si tratta di una partita di giro. Ma la domanda è un'altra. 

Quando la signora che oggi è a capo del governo era all'opposizione e faceva campagna elettorale, si divertiva a confezionare video (sono ancora reperibili su youtube) in cui lei si recava al distributore, tirava fuori 50 euro dal portafoglio e si lamentava con furore, a favore di videocamera, che solo metà di quei 50 euro andavano nel serbatoio, l'altro metà erano tasse e si trattava di un abominio. "Le accise vanno abolite!" strillava.

Domanda: se per diminuire (non tagliare: diminuire!) le accise per due mesi il governo ha dovuto trovare un miliardo di euro raschiando i fondi di tutti i barili che è riuscito a trovare, la signora indignata che andava al distributore come pensava di abrogarle una volta che fosse andata al governo? Non sapeva che nessuno, oggi, può azzardarsi a toglierle perché crollerebbe lo Stato? 

Le ipotesi sono due. La prima: non lo sapeva. Se fosse vero, la cosa sarebbe abbastanza grave ma non stupirebbe (stiamo sempre parlando di una con la maturità alberghiera). La seconda: lo sapeva ma contava sul fatto che la stragrande maggioranza di chi la segue sa poco o niente e abbocca a quasi tutto. Diciamo che la seconda ipotesi mi sembra la più realistica. Detto in altre parole: se nel 2022 avete votato la Meloni perché avete creduto alle palle sull'abolizione delle accise, beh, un po' ve la siete cercata.

giovedì 2 aprile 2026

Esempi pratici di suicidio

L'età della pietra

Se non fossimo all'interno di una cornice tragica, certe uscite di Trump, per non dire tutte, potrebbero essere etichettate come esilaranti. Tipo questa, ad esempio: "Colpiremo l'Iran in modo estremamente duro nelle prossime due, tre settimane. Li riporteremo all'età della pietra a cui appartengono."

Frase indubbiamente ad effetto. Peccato che gli iraniani con l'età della pietra non c'entrino niente. Per convenzione, infatti, gli storici e gli archeologi indicano "età della pietra" il periodo compreso tra 2,5 milioni di anni fa e il 3000 a.C. Gli iraniani attuali sono i discendenti dell'antico impero persiano che, nella sua forma più strutturata e organizzata, nasce grosso modo attorno al V secolo avanti Cristo con l'impero Achemenide di Ciro il grande.
 
Quindi, tra la fine dell'età della pietra e l'arrivo degli antichi predecessori degli attuali iraniani c'è uno scarto di circa due millenni e mezzo. Che è sempre meno dello scarto che c'è tra Trump e qualsiasi barlume di conoscenza della storia.

Un amore


Leggere Buzzati equivale a fare un viaggio nel tempo, un viaggio a ritroso tramite il quale è facile comprendere come la lingua non sia qualcosa di statico, di granitico, ma qualcosa in continua evoluzione. Lo si capisce da parole come "valige", "ciliege", da espressioni come "andare in letto" invece di "andare a letto", o da periodi che oggi considereremmo permeati da una consecutio temporum traballante. Tutti approcci alla lingua che, nel 2026, metterebbero in allarme e farebbero storcere il naso a molti insegnanti di italiano.

Questo romanzo è stato pubblicato la prima volta nel 1963 ed è abbastanza fuori dagli schemi della produzione del grande scrittore bellunese. Narra le vicende di un affermato architetto milanese di mezza età che si invaghisce perdutamente di una giovanissima prostituta conosciuta in una casa di appuntamenti. Ma la ragazza non manifesterà mai alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere sentimentalmente, preferendo mantenere il rapporto su un piano esclusivamente sessuale. L'ossessione dell'affermato architetto per la giovanissima ragazza lo porterà sull'orlo dell'autodistruzione. 

È un romanzo sui conflitti, quello tra l'uomo più che maturo attratto dalla giovinezza e quello sociale che contrappone la borghesia benestante al proletariato. Entrambi questi conflitti vengono messi in scena da Buzzati nel contesto di una Milano fredda, veloce, presa dalle sue urgenze economiche, la Milano del boom che mostra già i prodromi della "Milano da bere" che arriverà una ventina di anni dopo. La metropoli milanese è una presenza costante nel romanzo, sembra quasi un personaggio della narrazione, presenza che lo scrittore richiama spesso con vivide descrizioni di angoli, strade, case, palazzi, atmosfere. 

Ho letto pochi libri di Buzzati, ma ogni volta è una piacevolissima sorpresa.

mercoledì 1 aprile 2026

Priorità

Ho richiesto una visita dermatologica in una struttura pubblica. Primo posto disponibile: 12 agosto 2027 all'ospedale di Rimini. Ticket da pagare: 25,40 euro. Non ho sbagliato a scrivere (magari qualcuno pensa che volessi scrivere 12 agosto 2026): il primo posto disponibile è tra un anno e mezzo. Naturalmente, in una struttura privata, pagando 5 volte tanto avrei trovato posto dopo Pasqua. 

Si capisce, no, l'importanza per il Paese Italia della separazione delle carriere?

martedì 31 marzo 2026

Viaggio in Italia


Quella descritto da Carofiglio in questo libro non è la tipica rassegna turistica di alcune delle maggiori città italiane. È il racconto di un viaggio, e c'è enorme differenza tra i concetti di viaggio e turismo, nonostante noi spesso tendiamo ad associarli. 

Palermo, Bari, Napoli, Cagliari, Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Milano, Torino, Genova. Carofiglio racconta queste città partendo in qualche modo dai loro angoli più nascosti, sconosciuti, magari considerati poco importanti, e riporta aneddoti, storie, miti, leggende, situazioni, personaggi noti o sconosciuti legati a queste città. È una sorta di viaggio compiuto senza fretta, senza ansia di dover visitare tutto di corsa senza poi aver capito niente di ciò che si è visto, come in genere siamo abituati a fare. È un viaggio lento e riflessivo, fatto di incontri e conversazioni con bottegai, librai, persone comuni radicate saldamente nelle vie e negli angoli di queste grandi città.

Un modo sicuramente diverso, e molto più profondo, di conoscere i posti più belli (a volte anche i più disperati) del nostro Paese.

Il Broker

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