lunedì 21 gennaio 2019

Gino

Per un certo numero di anni ho dato il mio 5x1000 a Emergency, poi ho cambiato perché ho ritenuto ci fossero altre organizzazione egualmente meritevoli. Da quest'anno ricomincio a darlo all'organizzazione di Gino Strada.

Click to pray

Mi chiedevo come si concilierà la nuova app per pregare, lanciata ieri da Bergoglio, che tra l'altro ha anche l'opzione Prega in rete, col passo evangelico dove si dice: "...quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Matteo, cap. 6).

Non per polemizzare, eh, solo così, giusto per capire.

domenica 20 gennaio 2019

Sono i like

In caso non si sia capito, e credo siano pochi quelli che non l'hanno capito, il modo di operare del ruspista non è dettato da convinzioni personali. La politica dei porti chiusi e la durezza facile nei confronti dei poveracci, solo per fare un esempio, non sono politiche che attua perché convinto che sono la soluzione ottimale per risolvere il problema dell'immigrazione, ma semplicemente perché sono quelle che gli procurano più like su facebook. E questo vale per tutto il resto: dalla legittima difesa alla quota cento ecc.

Nel momento in cui una maggiore quantità di like derivasse da un'apertura dei porti, i porti verrebbero aperti senza nessun problema. L'input che lo spinge ad agire è quello, nient'altro. Certo, non è il primo e non sarà neppure l'ultimo ad agire così, ma a certe vette era da tempo che non si arrivava.

I miei due centesimi sull'immigrazione

Non credo di poter aggiungere nulla di rilevante a ciò che ormai da anni si dice sul dramma dei migranti che dall'Africa tentano di attraversare il Mediterraneo per giungere in Europa. Provo, da semplice osservatore privo di qualunque autorevolezza in materia, a mettere in fila quelli che secondo me sono alcuni punti fermi, tentando di affrancarmi da valenze ideologiche e/o politiche alla luce delle quali in genere si tende ad affrontare il problema.

La prima considerazione, su cui credo nessuno, alla luce dei fatti, possa obiettare alcunché, è che la politica dei porti chiusi non paga e non è di alcuna deterrenza al fenomeno delle partenze. In primo luogo perché i porti tecnicamente non sono chiusi, checché ne dica Salvini, in secondo luogo perché per chi tenta la traversata non fa probabilmente alcuna differenza che i porti siano chiusi o aperti. La traversata è solo l'ultimo atto di un viaggio della disperazione iniziato spesso mesi prima, a volte anni, e quando ormai la mèta è a un pugno di chilometri e al suo raggiungimento ne mancano solo una manciata, da affrontare su un barcone, non esiste alcuna deterrenza così forte da portare chi la ambisce a rinunciarvi: o la va o la spacca. E allora si parte, con la piena coscienza che qualora si rinunciasse le alternative sarebbero fare a ritroso il lungo e periglioso viaggio fino al punto da cui si è partiti, oppure soggiornare a tempo indeterminato in uno dei tanti e confortevoli lager libici o sparsi sulla costa nordafricana, strutture da anni oggetto di dettagliati reportage dell'orrore.

Quindi, quando si sente chi dice a reti unificate, ogni santo giorno, che coi porti (non) chiusi si bloccano le partenze e si pone fine alle stragi in mare, si sente una palese falsità. E non perché lo dico io, ma perché basta leggere un giornale o seguire un tiggì per capirlo. E neppure risponde a verità l'altra menzogna che gli sbarchi sulle nostre coste sono crollati. Basta dare un'occhiata al sito del ministero dell'Interno per rendersene conto. Più di trecento persone sono sbarcate solo nel mese di dicembre, ad esempio, persone che arrivano spesso con piccole imbarcazioni e attraccano dove possono, come è a accaduto recentemente a Crotone, Taranto ecc. Casi di cui non si parla per non disturbate lo storytelling governativo sulla fine degli sbarchi.

C'è poi il discorso degli scafisti. E qui a mio avviso occorre mettere un altro punto fermo: non è vero che la politica dei porti (non) chiusi porterà alla diminuzione di questa attività criminale, per il semplice fatto che le partenze non si sono mai fermate né si fermeranno, e finché moltitudini di disperati continueranno a voler partire ci sarà sempre qualcuno che continuerà a prendere queste persone e a metterle sui barconi facendosi pagare per il suo sporco lavoro. Ovviamente stendiamo un velo pietoso sulla asfissiante campagna mediatica che equipara scafisti e ONG, mettendo sullo stesso piano chi lucra sulla vita di questi disgraziati e chi si prodiga per salvarli, secondo me una delle campagne mediatiche più odiose e stronze degli ultimi tempi, messa in atto con l'evidente intento di delegittimare chi, col suo operato, mette in luce l'ipocrisia della narrazione governativa. Ci hanno sempre raccontato che i poveretti partivano perché in mare c'erano le navi delle ONG ad attenderli. Sono tutte balle, come dimostra la tragedia di ieri.

Altro punto fermo, questo generalmente sempre ignorato. Il flusso di immigrazione dall'Africa attraverso il Mediterraneo rappresenta appena il 13/14% del flusso totale di immigrati che arrivano nel nostro paese. Del restante 86/87%, principalmente composto da persone provenienti dall'Europa dell'est che entrano con un normale visto turistico e poi ciao, non parla nessuno. Avete mai sentito Salvini in tv strillare contro questi qui? Io mai. Ci si focalizza a reti unificate contro una componente molto minoritaria dei flussi migratori in entrata e si stende un silenzio totale sulla stragrande maggioranza in entrata di questi flussi. Perché? Non si sa. Anzi, si sa benissimo, ma non credo serva spiegarlo ancora qui.

Bene. A questo punto, preso coscienza che nonostante i porti (non) chiusi e la cacciata della navi umanitarie dal Mediterraneo le persone partono comunque, cosa si fa? Non lo so. Non ho soluzioni. L'unica che a questo punto, dato il fallimento della linea dura governativa, potrebbe essere valida è quella dell'istituzione di corridoi umanitari come si è già provato a fare nel recente passato. Quello che è certo è che non è più accettabile che accadano tragedie come quella di ieri perché non si è potuto (o voluto, a seconda delle versioni) fare niente per evitarle. E soprattutto non è più accettabile che ministri cinici e stronzi vadano ogni ora in televisione a strumentalizzare tragedie di questo genere e a lavarsi la coscienza scaricando responsabilità su chi non ne ha. Come ha già detto qualcuno, non ricordo chi, prima si faccia il possibile per salvare queste persone, poi si chieda eventualmente nome e cognome.

sabato 19 gennaio 2019

Il crollo dei luoghi comuni

Chi aveva già realizzato, anche solo parzialmente, che tutto ciò che ha raccontato Salvini in questi mesi sull'immigrazione era solo un'accozzaglia di balle, falsità, stereotipi e luoghi comuni, non aveva bisogno che si verificasse una tragedia di queste proporzioni che lo confermasse.

Adesso che la conferma è arrivata, serve altro perché si aprano gli occhi anche a quelli che li hanno sempre tenuti chiusi?

Sabato

Nell'antichità, se ci fosse stato il sole per tutta la settimana e il venerdì sera fosse cominciato a piovere, con ottime probabilità che anche tutto il weekend ne venisse investito, si sarebbe incolpata qualche divinità, tipo ad esempio Giove pluvio, o magari qualche astro in posizione sfavorevole. Oggi, che da quei tempi e quella mentalità ci si è bene o male affrancati, o almeno si dovrebbe, si tende più a incolpare la sfortuna. Che poi, alla fine, tra incolpare la sfortuna e Giove pluvio forse non passa neppure tutta questa differenza.

E va bene, facciamo buon viso a cattivo gioco, che per me è abbastanza facile non avendo programmato niente in particolare tranne leggere. E anche qui il salto è stato notevole. Terminato il pesante (qui l'aggettivo va inteso nel suo significato letterale) tomo di Oz, ho cominciato il ben più leggero (qui l'aggettivo va inteso nella sua duplice valenza) Il giovane Holden, di Salinger, uno dei tanti classici (classici?) che mi sono perso da ragazzo e che affollano l'incasinato reparto della mia libreria che raccoglie i libri in attesa.

Per ora è gustosissimo, divertente. In certi punti, ad esempio quello in cui lui incontra sul treno la madre del suo compagno di scuola stronzo, mi sono dovuto addirittura fermare, togliere gli occhiali e asciugare gli occhi dalle lacrime provocate dall'ilarità della scena descritta. Credo, se non ricordo male, che il grande Roberto Vecchioni abbia scritto una canzone su questo libro. O forse era Guccini? Boh, dovrei andare a controllare.

Massì, che piova pure, fuori.

venerdì 18 gennaio 2019

Una storia di amore e di tenebra

Alla fine il celebre romanzo di Amos Oz non mi ha entusiasmato più di tanto, e le aspettative che mi ero creato leggendo pareri favolistici in rete sono state in parte disattese. Certo, rimane comunque un bel romanzo, scritto divinamente, e non guasta il fatto che attraverso di esso si ripercorrano ampi stralci della storia della Palestina, sia nell'epoca del protettorato inglese che a partire dalla suddivisione del territorio per mano delle Nazioni Unite, a metà degli anni '40, in due parti con la fondazione dello stato di Israele e relativa guerra civile, innescata dagli arabi da sempre contrari all'attuazione del progetto.

Accanto a pagine di rara bellezza narrativa ce ne sono altre in cui la prolissità si fa importante, specie nella prima parte del romanzo, quasi esclusivamente dedicata alla storia delle varie migrazioni (Polonia, Romania, Russia, Stati Uniti) di genitori, nonni e bisnonni dell'autore nella sconquassata Europa pre Seconda guerra mondiale. Voto? Diciamo sette meno meno, via. Ah, dopo aver letto il libro si sa tutto su Begin e Ben Gurion, e per chi è un po' appassionato di storia è certamente cosa buona.

Reddito e Quota 100

E così, alla fine, il famoso decreto che dà il via libera da quest'anno alle due misure cardine dei gialloverdi è arrivato. Impossibile, naturalmente, giudicarlo ora, in ossequio alla medesima filosofia che impone di non giudicare un film prima di averlo visto, quindi per valutare la bontà di tutto il progetto occorrerà attendere. Gli osservatori sono mi pare equamente divisi tra chi sostiene che il Rdc sarà un inutile e dispendioso regalo ai fancazzisti e chi sostiene che invece rappresenterà un formidabile strumento per sconfiggere la povertà (quella della sceneggiata sul balcone, ricordate?) e rilanciare la nostra economia in perenne stato di coma. Stessa cosa per Quota 100. Vedremo.

Nel frattempo non si può non notare lo stile clownesco e infantile col quale il decreto in questione è stato approvato e annunciato. Li avete visti, no, i tre moschettieri, in piedi, a favore di telecamere. Ognuno che stringeva tra le manine il suo bravo cartelloncino con su indicati i nomi dei provvedimenti, stile recita dei bambini delle elementari. Perché questo, ormai penso sia chiaro a tutti, è un governo che ha sempre tenuto in particolare conto l'effetto scenografico, gli slogan, strumenti tipici utilizzati dai grandi imbonitori per irretire i poveri di spirito - c'è da dire che anche Renzi su questo versante si diede a suo tempo parecchio da fare.

Ciò che si può dire con una certa sicurezza è che, checché ne dica Salvini, Quota 100 non è né un superamento della legge Fornero né, figurarsi, una sua abrogazione, quella che ha strombazzato per anni in campagna elettorale: si tratta semplicemente di una deroga a tempo. Per tre anni a partire da quello in corso, chi lo desidera, previa raggiungimento dei necessari requisiti, può lasciare il lavoro con le nuove regole, per tutti gli altri rimangono invece quelle della Fornero, legge che rimane ben stabile al suo posto senza essere minimamente scalfita. Diceva iera sera il felpato che la signora Fornero si farà un altro bel pianto, dopo l'approvazione della Quota 100, ma è più probabile che si farà invece una risata (amara, ahimè) al pensiero di quanti crederanno che la sua legge sarà superata mentre invece è ancora lì salda al suo posto. Ma si sa che all'elettorato leghista si può far credere ciò che si vuole.

Sarà interessante, tra l'altro, vedere quanti saranno disposti ad usufruirne, dal momento che questa possibilità di uscita anticipata costa una decurtazione dell'assegno mensile che può arrivare fino a un quarto dello stesso, cosa questa ben poco strombazzata nelle sceneggiate pubbliche. Così come del resto è passato rigorosamente sotto silenzio il fatto che le due misure, Quota 100 e Rdc, saranno costantemente monitorate e non è escluso che possano essere bloccate e/o rimodulate in caso di richieste superiori a quelle previste. Ovviamente, neppure una parola sull'accettazione da parte del governo di due clausole di salvaguardia che si attiverebbero in caso le cose si mettessero male, una delle quali è l'aumento dell'IVA a partire dal 2020, cioè ancora più tasse per tutti, nonostante Di Maio e Salvini abbiamo fino ad oggi giurato che il rialzo dell'IVA non si sarebbe mai fatto. E niente, speriamo di non farci troppo male.