lunedì 14 settembre 2026

Studiare per amore


Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmente adatto a me, che ai miei tempi mollai la scuola in terza superiore, pentendomene poi amaramente.

Nicola Gardini, latinista, professore a Oxford, molisano trapiantato a Milano e poi nel mondo, fa un'operazione semplice e radicale: prende la parola "studiare" e la porta fuori dall'aula, nella vita di tutti i giorni. Oggi la parola "studiare" fa venire in mente dovere, ansia, prestazione, voto, esattamente come vivevo io lo studio ai miei tempi. Gardini la riporta al suo significato latino: studium, da studēre, che non è fatica, ma amore, passione, dedizione. E a noi imputa la colpa di aver impoverito questa parola, trasformando un innamoramento in un dovere. Ecco perché l'ho trovato particolarmente adatto a me: perché ho detestato la scuola fino a mollarla per poi ridurmi, oggi, a leggere mediamente un centinaio di libri all'anno di cui metà saggi. 

Il suo punto di partenza è bellissimo: il primo atto di studio non è leggere, è guardare. Contemplare una rosa, un tempio, un cielo stellato, un verso, la via di una città. Restare lì. Cogliere i rapporti tra le cose. Studiare, dice Gardini, non è accumulare nozioni ma esercitare lo sguardo fino a quando il mondo - fuori e dentro di noi - diventa più nitido.

Questo libro va letto perché libera dal senso di colpa: non si studia per essere produttivi. Si studia perché studiare, leggere, approfondire rende liberi, originali, migliori. Niente utilitarismo, solo piacere. Ma è anche un libro per chiunque sia curioso, indipendentemente dall'oggetto della curiosità: botanica, manga, astrofisica. Fa lo stesso. Siate curiosi e soddisfate la vostra curiosità.

Boicottare Müller?

Una volta mangiavo spesso yogurt della marca Müller, poi ho smesso. Non perché il proprietario fosse simpatizzante dell'AfD, cosa che neppure sapevo, semplicemente perché ne ho trovati altri migliori. Adesso la notizia che il signor Müller ama l'AfD è diventata di dominio pubblico e ovunque sono partiti gli appelli al boicottaggio, perché un signore che simpatizza per un partito che molti definiscono neonazista va punito. Così, a sentimento, sono d'accordo, ma non sono così sicuro che a essere danneggiato sarebbe eventualmente il titolare dell'azienda.

Müller è una multinazionale lussemburghese che produce latticini, conta circa 24.000 dipendenti ed è altamente improbabile che siano tutti simpatizzanti dell'AfD. Quindi perché dovrebbero andarci di mezzo loro a causa dell'orientamento politico di chi dà a loro lavoro? A mio avviso non ha molto senso ed è pure ingiusto. Müller a parte, in generale sono sempre stato molto scettico riguardo a questa forma di lotta proprio per questo motivo.

domenica 13 settembre 2026

L'IA e la fine del mondo

Gli scenari apocalittici paventati da Amodei e Coxon riguardo a un'intelligenza artificiale che prenderebbe il controllo di tutto e sottometterebbe al suo volere l'umanità mi fanno abbastanza sorridere, mi ricordano ciò che scriveva Asimov, riguardo alla robotica, in certi suoi romanzi risalenti agli anni Cinquanta del secolo scorso. Questi terribili scenari - secondo Coxon molti ingegneri che lavorano allo sviluppo dell'IA credono che essa possa ucciderci tutti entro la fine di questo decennio - sono permeati di un catastrofismo allarmistico che mi sembra abbastanza puerile. 

Luciano Floridi, probabilmente il maggior esperto e studioso di intelligenza artificiale che abbiamo in Italia, ha replicato a questo allarmismo dalle colonne della Stampa un paio di giorni fa bollandolo come fantasioso e, per quel che vale, concordo con lui (cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggere l'intervista).


Per quanto mi riguarda, da tempo uso l'IA con una certa frequenza, facendole le richieste più disparate riguardanti ogni argomento che mi interessa: attualità, storia, antropologia, evoluzione, musica, libri, scrittori. Ma anche chiedendole chiarimenti su argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni. Ieri, ad esempio, le ho chiesto alcune cose sul modello di condizionatore che abbiamo montato in casa all'inizio dell'estate e mi ha spiegato molti aspetti tecnici che non conoscevo. Tempo fa mi sono fatto scrivere da ChatGPG la lettera per chiedere la disdetta di un contratto fibra con Vodafone che sul sito non riuscivo a trovare (chissà come mai). Utilissima anche per risolvere dubbi grammaticali, un mio pallino da sempre. Ma anche l'aspetto ludico dell'IA è interessante. L'immagine qui sotto raffigura Il sanatorio di Paimio, dell'artista finlandese Alvar Aalto. Stephen King con un mano una copia di It l'ho fatto aggiungere io a Meta AI. 




Non credo allo spauracchio dell'IA che prenderà il sopravvento sul genere umano o che in qualche modo porrà fine alla sua esistenza. Il genere umano aveva già cominciato ad avviarsi all'estinzione ben prima che arrivasse l'IA.

sabato 12 settembre 2026

Forse l'inferno è finito

Stamattina ci sono 19° e piove. Esco di casa quasi rammaricandomi di non aver indossato una felpa e un paio di pantaloni lunghi, e penso che oggi, probabilmente, l'inferno che stiamo per lasciarci alle spalle riceverà il suo colpo di grazia. Il CNR ha già pubblicato i dati che certificano che l'estate 2026 è stata la più calda da quando esistono le rilevazioni e a breve, sicuramente, altri istituti lo certificheranno. 

Ovviamente non servono certificazioni ufficiali: chiunque, credo, se ne sia reso conto da sé. Ho notato che anche i negazionisti climatici, almeno quelli che conosco, hanno cambiato atteggiamento, passando dall'ormai famoso "ha sempre fatto caldo" al silenzio. Forse ci sono evidenze che anche il più ottuso dei negazionisti non può negare. 

Io generalmente non soffro il caldo e ho sempre vissuto le estati con una certa tranquillità, comprese quelle solitamente indicate come più "feroci", come quella del 2023 e altre. Quest'anno, invece, ho sofferto e mi sono salvato solo perché in casa abbiamo deciso di installare un condizionatore. 

Adesso arriverà lentamente l'inverno e il caldo feroce e il disastro climatico che abbiamo creato se ne andranno in soffitta. Lo ritireremo fuori a partire da maggio 2027, quando, alla fine di un'estate ancora più "cattiva" di questa, si farà il conto delle vittime. Tutto normale, in fondo siamo sempre una specie che agisce sulle contingenze, non sulla lungimiranza.

venerdì 11 settembre 2026

Tutta la vita che resta


Questo è il romanzo di esordio di Roberta Recchia ed è stato un caso editoriale nel 2024. Mi è piaciuto tantissimo, l'ho trovato a tratti commovente e struggente. 

Siamo nella Roma degli anni '50, nella bottega di sor Ettore, dove Marisa e Stelvio si innamorano. Sembrano una di quelle coppie dei film in bianco e nero, tipo La dolce vita, di Fellini. Tutto questo fino a quando la loro vita non viene spezzata dopo che la figlia sedicenne Betta viene uccisa sul litorale laziale.

Mi è piacito come l'autrice racconta non solo il lutto ma il silenzio che viene dopo. Quell'affetto che sparisce, la vergogna, i pregiudizi di un'indagine che giudica la vittima perché "troppo esuberante", preludio del famoso e triste "un po' se l'è cercata" molto in voga ancora oggi. Notevole anche la figura di Miriam, la cugina timida che quella notte era lì con Betta e che porta da sola il peso di una violenza indicibile e di un segreto che si trasforma in un macigno.

È un romanzo doloroso e durissimo ma mai morboso. Si intravede una luce con l'entrata in scena di Leo. Non è solo un giallo, è una storia sulla forza dei legami, sulla cura e su cosa resta dopo uno strappo così grande. Molto bello.

mercoledì 9 settembre 2026

Ninna nà per Emma :-)

Quando ero giovinetto frequentavo la parrocchia e ricordo con simpatia un prete, don Giancarlo, che era fissato col movimento dei Focolarini di Chiara Lubich. Questo movimento cattolico, con qualche tratto un po' settario, aveva al suo interno un gruppo musicale che si chiamava Genrosso. Tecnicamente erano musicisti molto bravi e negli anni '80 e '90 ebbero un certo successo anche fuori dall'ambiente ecclesiastico. Pure a me piacevano e qui in casa dovrei ancora avere da qualche parte alcuni loro dischi e musicassette.

Stamattina, al lavoro, per qualche oscuro motivo ho cominciato a fischiettare una loro vecchia canzone: Ninna nà, che avevo completamente dimenticato, e ho pensato che sarà una di quelle che suonerò alla mia nipotina Emma tra qualche mese :-)


martedì 8 settembre 2026

Aggiornamento dell'orrore


Un'inchiesta ONU dello scorso luglio, ovviamente non riportata dai media mainstream, ha aggiornato il numero dei bambini uccisi e feriti da Israele a Gaza, numeri confermati dall'UNICEF. Secondo la Commissione, tra l'ottobre 2023 e l'ottobre 2025 le forze israeliane hanno ucciso più di 20.000 bambini palestinesi e ne hanno feriti oltre 44.000. Le indagini dell'UNICEF dicono inoltre che, a febbraio 2026, il bilancio delle vittime a Gaza era salito a 21.289 bambini uccisi e 44.500 feriti. Save The Children ha calcolato che dal 7 ottobre 2023, giorno di inizio dello sterminio dei palestinesi, 10 bambini al giorno si sono visti amputare uno o più arti. Lisa Doughten, direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ha dichiarato recentemente: "Gaza ospita la più grande coorte di bambini amputati della storia moderna".

"Secondo un’analisi di Oxfam, pubblicata il 1° ottobre e che include le guerre in Iraq e Siria, nell’ultimo anno a Gaza sono state uccise dall’esercito israeliano più donne e bambini che in qualsiasi altro conflitto degli ultimi due decenni. Israele sta conducendo una guerra contro i bambini, ha detto a The Lancet Juliette Touma, portavoce dell’UN Relief and Works Agency for Palestine (UNRWA), nominata per il premio Nobel per la pace di quest’anno. 'Nessun bambino dovrebbe assistere a ciò che hanno visto e non ci sono le parole giuste per descrivere ciò che sta accadendo e il loro livello di trauma', ha detto. 'I colleghi piangono quando ci dicono che non possono proteggere i loro figli e altri dicono che preferirebbero morire. Abbiamo perso 228 colleghi, il numero più alto di personale ONU ucciso in un singolo conflitto, compresi dottori e infermieri'. Per chiarezza, questi dati sono riferiti solo ai bambini. Le vittime totali non si sa con certezza quante siano, si stima un numero superiore alle 100.000, mentre Oxfam stima che almeno 50.000 palestinesi siano attualmente sepolti sotto le macerie. 

Nessuno ne parla, anche se questo sterminio sta avvenendo nell'epoca dei social. L'Europa tace, l'Italia tace, tutti si girano dall'altra parte. Israele, stato terrorista e genocidario, continua a fare ciò che vuole senza che nessuno fiati e senza nessuno che proponga di comminare qualche sanzione. Guai! Sono nostri amici, non si toccano. Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina alla Russia sono stati comminati 22 pacchetti di sanzioni, a Israele 0. Vietato disturbare.

lunedì 7 settembre 2026

AfD

I titoli dei giornali raccontano l'exploit di AfD in Sassonia-Anhalt col tono con cui si descrive un terremoto inaspettato o un meteorite piovuto dal cielo, facendo finta di ignorare che di inaspettato non c'è proprio niente. AfD aveva già preso il 30,6% alle regionali di settembre 2024, quasi lo stesso risultato della CDU, ed era già all'epoca il primo partito votato dai giovani uomini. E non regge nemmeno più il racconto del suo successo solo a est, dal momento che anche in land dell'ovest come Baden-Württenberg e Renania-Palatinato viaggia abbondantemente sopra il 20% (vedi elezioni del 2025).

Comunque mi pare che le cause che hanno portato al suo dilagare siano più o meno chiare, meno chiaro è capire cosa fare adesso.

domenica 6 settembre 2026

Senza patria

Ieri sera ho sfidato la calura asfissiante e sono andato a un concerto degli Aironi Bianchi, una cover band dei Nomadi con un certo seguito qui in Emilia-Romagna ma anche fuori. Tra le tante canzoni proposte, una a cui sono particolarmente legato è Senza patria. Fu pubblicata nel 1990 all'interno dello splendido album Solo Nomadi ed è ispirata a un fatto storico poco o niente conosciuto: l'invasione della Carnia da parte dei cosacchi. 



La canzone prende le mosse da un romanzo storico di Carlo Sgorlon che nel 1986 vinse lo Strega e che racconta appunto quei fatti: L'armata dei fiumi perduti, che io lessi anni fa. Augusto Daolio, il compianto e mai dimenticato leader e cofondatore dei Nomadi, lesse questo libro e ne restò folgorato.




Brevemente, ecco la storia.

Durante la guerra civile russa i cosacchi, fedelissimi dello Zar, erano nemici giurati dei bolscevichi. Quando Hitler invase l'URSS nel 1941 nella famosa Operazione Barbarossa, molti di loro (non solo cosacchi del Don, Kuban e Terek, ma anche caucasici, osseti, mongoli) si arruolarono coi tedeschi pensando che i nazisti li avrebbero aiutati a battere Stalin e a tornare a casa. Ma il fronte crollò e nell'estate 1944 iniziarono la ritirata con tutto al seguito: mogli, bambini, vecchi, cavalli, persino cammelli. I cosacchi erano in totale circa 30.000 persone ma i tedeschi non seppero dove metterli. Il comandante delle SS a Trieste, Odilo Globocnik, ebbe quindi l'idea di usarli come truppa anti-partigiana in Carnia. La zona era appena stata liberata dai partigiani (la famosa Repubblica libera della Carnia) e bisognava riconquistarla. Nacque così l'Operazione Ataman: 50 treni merci portarono tutti in Friuli con la promessa di una nuova patria. Occuparono Tolmezzo, Verzegnis, Cavazzo, Trasaghis. I cosacchi si installarono con la forza nelle case, nelle scuole, requisirono cibo e letti. La convivenza fu durissima: per i carnici fu come un'invasione barbarica. L'arcivescovo di Udine li definì "flagello di Dio". Ci furono furti, incendi, violenze sistematiche contro le donne, usate come arma di terrore per dividere la popolazione dai partigiani. Però Sgorlon, nel suo libro, ha avuto il merito di raccontare anche l'altra faccia: i cosacchi furono a loro volta un popolo senza patria, sradicato, strumentalizzato, che credette davvero di aver trovato una terra promessa.

Il 2 maggio 1945, sapendo che gli inglesi stavano arrivando, scapparono tutti verso l'Austria attraverso il Passo di Monte Croce Carnico. Il 9 maggio si arresero agli inglesi a Lienz. E qui avvenne il tradimento finale: in base agli accordi di Yalta, gli inglesi li consegnarono ai sovietici e Stalin li considerò traditori. Finirono nei gulag, nei processi sommari, nelle fucilazioni. Si stima che solo la metà di quei 30.000 sopravvisse. Da qui il nome che i Nomadi diedero alla canzone: Senza patria. Una canzone che, per interpretazione estensiva di significato, utilizza questa pagina drammatica di storia per parlare di tutti quelli che covano sogni e si ritrovano senza terra, senza radici.

A volte si discute di cosa sia la musica oggi e di cosa fosse la musica della mia generazione. Credo che storie come questa illustrino come meglio non si potrebbe questa differenza.


sabato 5 settembre 2026

It e AI

A un certo punto di It si parla di una misteriosa casetta al numero 29 di Neibolt Street, a Derry, casetta in cui Bill e Richie stanno per entrare. L'ho immaginata in un certo modo seguendo la descrizione fatta da King, poi ho provato a dare in pasto la descrizione a Meta AI chiedendole di creare un'immagine della casa.




Devo dire che io e Meta AI non avremmo potuto immaginarla più diversamente.

(E niente, ogni tanto qua si cazzeggia con l'IA :-)

Studiare per amore

Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmen...