domenica 29 gennaio 2023

Pensieri sulla guerra

Il parlamento approva l'invio di armi all'Ucraina per tutto il 2023 e a me qualche perplessità, che in realtà ho avuto fin dall'inizio, viene. Io non sono un esperto di geopolitica o di strategie militari, mi limito nel mio piccolo a osservare ciò che succede e a provare a tirare qualche conclusione senza alcuna pretesa, e una delle cose che osservo è che nonostante l'Europa stia mandando armi di ogni tipo all'Ucraina da un anno, mi pare non si vedano risultati. Che poi quali erano i risultati sperati? Ufficialmente si mandano armi a Kiev per aiutare il paese invaso a difendersi dall'invasione russa e per ottenere la pace. Stoltenberg, d'altra parte, l'ha detto senza perifrasi o giri di parole: Le armi sono una via per la pace (spero che Gino Strada non si stia rivoltando nella tomba).

Come dico, io non sono un esperto, ma mi limito a una considerazione che vuole essere il più possibile semplice e razionale. Siamo di fronte a un problema, che è il conflitto russo-ucraino, e si decide di risolvere questo problema in una certa maniera. Se dopo un anno si vede che la soluzione adottata non porta risultati, a qualcuno non viene il dubbio che forse non sia la soluzione giusta? E che continuare a mandare armi non sia la soluzione giusta mi pare sia palese; lo stesso Lucio Caracciolo ha ammesso che la Russia ha più uomini, risorse e mezzi, e alla luce di questa evidente discrepanza ha addirittura ipotizzato che se la Nato non interverrà direttamente e militarmente, che significa guerra aperta Nato-Russia, l'Ucraina non ha speranze.

Molti analisti osservano che l'idea di continuare a mandare armi all'Ucraina nella speranza che la Russia torni a più miti consigli è pura utopia, per il semplice fatto che quella della Russia è una guerra di esistenza. La sua più grande paura, infatti, non è la Nato ma la sua dissoluzione. Ma qui entriamo in concetti che sono fuori dalla mia portata. Il problema di fondo, che rimane, è se sia una soluzione continuare a mandare armi all'Ucraina. Da alcuni sondaggi, che ovviamente vanno presi per quello che sono, la maggioranza degli italiani è oggi contraria (non lo era all'inizio della guerra) a continuare ad armare l'Ucraina, e pure paesi come la Germania cominciano a mostrare una certa prudenza e a mettere paletti.

Prevengo già l'obiezione che conosco: un paese aggredito non ha diritto di difendersi? Certo che ce l'ha, ma forse si arriva a un punto in cui qualche dubbio sulle modalità usate per difendersi occorre porselo. Dato che la Russia non ha alcuna intenzione di cedere nulla e, oltretutto, si sta organizzando per portare il suo esercito a 1.500.000 uomini entro il 2026, come si può sperare di arrivare alla pace, come auspicano Stoltenberg e altri qui da noi, continuando a imbottire di armi l'Ucraina? Mi sembra un po' come voler spegnere un incendio buttando benzina. 

Io non ho ancora sentito nessuno dei "grandi" fare un minimo accenno a proposte di dialogo o mediazioni, si parla solo di armi. Putin si sa che di dialogo non vuole sentire parlare, ma io non ho mai sentito nemmeno Biden o Zelensky dirigersi in questa direzione. Anzi, lo stesso ministro degli esteri americano ha pubblicamente detto non molto tempo fa che loro hanno tutto l'interesse che la guerra prosegua. Io non ho soluzioni, figurarsi, mi limito solo a osservare come dopo un anno di guerra non si intravedano spiragli o segnali utilizzando le armi. Da qui in poi ogni strada è aperta.

Cemetery road


Mi è capitato raramente di imbattermi in un romanzo che cattura a tal punto da fare dimenticare perfino di pranzare. Questo, che ho appena terminato, è uno di quelli. Un libro geniale, ingegnoso e ipnotico a metà tra romanzo morale e crime psicologico. Credo di poterlo inserire già adesso tra i libri più belli che avrò letto quest'anno.

sabato 28 gennaio 2023

Terremoto e Andreoli

Mi è capitato raramente di sentire un terremoto. Quello di stamattina l'ho invece sentito distintamente, anche perché il letto che ha "ballato" per alcuni secondi e il tintinnio di piatti e bicchieri nei pensili della cucina sarebbe stato impossibile non sentirli. Da qualche giorno la zona della Romagna è alle prese con un certo numero di scosse di varia entità e anche giovedì mattina ce n'è stata una che ha creato parecchio trambusto (nella scuola in cui insegna mia figlia è scattato l'allarme e sono usciti tutti fuori). Spero che sia finita qui, credo ci siano poche cose che creano inquietudine come i terremoti.

Oggi pomeriggio andrò alla Biblioteca Malatestiana di Cesena ad assistere a una conferenza di Vittorino Andreoli, uno psichiatra che amo molto e i cui libri affollano la mia libreria. Un buon pretesto per distogliere la mente dal pensiero del terremoto.

lunedì 23 gennaio 2023

Perché gli devo pagare lo stipendio?

 

 

Di solito non amo generalizzare. Ci sono politici e politici, tra cui molti appassionati, onesti e competenti, ma perché coi soldi delle mie tasse si deve pagare lo stipendio a chi non sa niente? Non distinguere il concetto di meteo dal concetto di clima significa non sapere l'ABC di queste tematiche. Tematiche fondamentali su cui si basa la qualità del futuro nostro e delle generazioni a venire.

E non è meno grave l'ipotesi che Malan questa differenza la sappia ma abbia voluto lo stesso scrivere una scemenza del genere, magari per lisciare il pelo ai tanti negazionisti climatici che trovano nel becerume e nell'ignoranza di questa destra il loro ambiente naturale. No, non è meno grave, anzi forse è addirittura peggio.

sabato 21 gennaio 2023

Grandi Dei

 

Ho letto questo libro dopo averne sentito citare alcuni concetti da Telmo Pievani in una sua conferenza. Ara Norenzayan è professore di psicologia alla University of British Columbia e ha pubblicato questo interessantissimo saggio con lo scopo di spiegare in che modo le grandi religioni monoteiste e politeiste, le religioni appunto dei Grandi Dei, si sono diffuse conquistando la maggior parte delle menti nel mondo. È quindi un libro che spiega questi meccanismi, ma soprattutto, ed è l'aspetto ancora più interessante, è un libro che spiega come funziona il nostro cervello e la nostra mente. Il libro è molto corposo, articolato ed esaustivo e non posso certo riassumerlo in un post, mi limiterò quindi ad accennare brevissimamente alcuni degli aspetti che ho trovato più interessanti.

Uno di questi, a cui generalmente non si presta molta attenzione, è che per il 99,9% della storia umana le manifestazioni religiose hanno sempre avuto caratteristiche sciamaniche e politeiste. Il monoteismo come lo conosciamo oggi, tipico delle grandi religioni di massa (cristianesimo, islam, ebraismo, ecc.), è recentissimo e data più o meno a partire dall'avvento del cristianesimo. Ma anche la valenza morale delle religioni è altrettanto recente. Oggi facciamo molta fatica a immaginare che religione e moralità possano essere due cose distinte, ma per gran parte della storia umana è stato così, in particolar modo finché le comunità erano composte da piccoli gruppi. La moralità è sempre esistita nell'uomo, e il nucleo degli istinti morali si è evoluto molto prima che la religione si diffondesse nei gruppi umani.

La nascita progressiva di grandi dei onnipotenti, onniscienti, spesso immaginati con tratti fisici e psicologici compatibili con quelli umani, dei addirittura "controllori" delle attività umane, è stata graduale e concomitante alla trasformazione, cominciata nell'Olocene con l'invenzione dell'agricoltura, delle società da piccoli gruppi in grandi gruppi strutturati in maniera complessa. L'ascesa delle religioni è stata inarrestabile nel tempo e oggi, nonostante negli ultimi duecento anni molti abbiano predetto la loro scomparsa, la maggior parte delle persone in quasi tutte le società umane è ancora profondamente religiosa. Scrive l'autore: "Nel complesso, quasi due miliardi di persone, oggi, si definiscono cristiane. Anche la religione islamica, con 1,3 miliardi di fedeli, è in espansione; le tendenze fondamentaliste, inoltre, stanno crescendo in tutte e tre le fedi abramitiche. Il fondamentalismo cristiano, in particolare, si sta diffondendo al pari di un incendio incontrollato in luoghi come la Cina e l'Asia sudorientale e, soprattutto, nell'Africa subsahariana. Curiosamente, tra i paesi più religiosi ci sono gli Stati Uniti, che rappresentano la società più potente in termini economici e la più avanzata dal punto di vista scientifico. Oltre il 90% degli statunitensi crede in Dio, il 93% crede nel paradiso, l'85% crede nell'inferno; più o meno uno statunitense su due crede nell'interpretazione letterale della Genesi."

Confesso che il fatto che metà degli americani creda nel mondo creato da Dio in sette giorni, in Adamo ed Eva, l'albero, il serpente, la mela e tutto il resto, mi ha lasciato sconcertato, ma gli americani, si sa, sono sempre in grado di stupire. 

Ma quali sono i motivi del successo delle religioni? Su questa domanda è imperniata l'intera stesura del libro. Nonostante questo interrogativo rappresenti ancora per gran parte un rompicapo, gli studiosi sono in maniera concorde orientati verso due risposte: il nostro cervello e la cooperazione, ma soprattutto il primo. Perché c'entra il nostro cervello? Perché nella nostra specie, già nei bambini molto piccoli, sono presenti facoltà cognitive che sembrano avvicinare le menti umane alla credenza religiosa. Una di queste è chiamata teoria della mente o mentalizzazione, cioè la capacità di vedere persone o cose come agenti intenzionali provvisti di menti. A questa si aggiunge la teleologia, ossia la sensazione che eventi naturali o cose materiali esistano per uno scopo. Scrive Norenzayan: "Le intuizioni teleologiche compaiono in età molto precoce nel pensiero dei bambini e sembrano non essere inculcate dall'esterno. Già all'età di cinque anni, ad esempio, i bambini intuiscono che i leoni esistono perché noi possiamo andare a vederli allo zoo, le nubi servono per far piovere e le montagne per arrampicarsi. Anche gli adulti hanno simili convinzioni, qualche volta apertamente, altre volte in maniera più nascosta."

In pratica, quindi, già alla nascita il nostro cervello è "programmato" per pensare in termini deterministici di causa-effetto, che sono gli stessi termini su cui si impernia il pensiero religioso, che sostanzialmente vede il dio di turno come colui che ha creato tutto e quindi tutto esiste a causa sua. Ne consegue che, in linea generale, per la nostra specie il pensiero religioso è facile, immediato e intuitivo, mentre viceversa il pensiero razionale, scientifico e analitico è controintuitivo. Questo probabilmente spiega, ipotizza l'autore, perché il pensiero religioso è così diffuso mentre la cultura scientifica stenta così tanto ad affermarsi ed è generalmente considerata ostica.

La questione della cooperazione, invece, di cui parla Norenzayan, era già stata descritta magnificamente da Yual Noah Harari in Sapiens, da animali a dèi, e si fonda sull'assunto che gli appartenenti a grandi gruppi religiosi possono cooperare tra loro e fidarsi reciprocamente pur non conoscendosi. Quando i nostri antenati erano cacciatori-raccoglitori i gruppi umani erano formati mediamente da alcune decine di persone che si conoscevano personalmente tra loro e la fiducia e la cooperazione reciproche erano basate su questa conoscenza. Con l'invenzione dell'agricoltura e il conseguente allargamento dei gruppi umani, la religione è stata uno dei tanti sistemi (ce ne sono molti altri) che ha consentito il mantenimento di questa fiducia e cooperazione reciproche. Oggi in piazza san Pietro si ritrovano centomila persone che non si conoscono, ma si fidano (e all'occorrenza cooperano) reciprocamente in virtù dell'appartenenza allo stesso credo religioso. Un musulmano di Casablanca e un musulmano di Parigi possono incontrarsi e fidarsi reciprocamente grazie al solo credo che li accomuna. Questo è l'altro fattore che ha decretato il successo delle religioni (e della nostra specie): l'aggregazione sociale creata dalla religione.

Un altro fattore non meno importante che ha determinato il successo delle religioni è quello che nella tradizione giudaico-cristiana è noto come l'occhio di Dio, ossia l'idea che Dio veda tutto. Sia nel vecchio che nel nuovo testamento ci sono parecchi riferimenti in merito e chi di noi, quando è andato a catechismo, non si è sorbito le ammonizioni del prete a fare attenzione perché "Dio ti vede"? Non è prerogativa del dio cristiano, intendiamoci, tutte le grandi religioni monoteiste hanno un dio (che poi è sempre lo stesso con nomi diversi) che vede tutto, e l'idea di un essere sovrannaturale che ti sorveglia ("Chi è sorvegliato si comporta bene") ed è pronto a sanzionarti se sgarri è probabilmente la più ingegnosa e "terribile" forma di controllo sociale che l'uomo abbia mai inventato, e che ovviamente ha contribuito al successo del pensiero religioso.

Gli argomenti trattati nel libro sono ancora molti ma mi fermo qui. Se con queste brevi descrizioni ho acceso la curiosità di qualcuno, l'invito che faccio è di leggere questo libro. Non tanto e non solo per capire le connessioni tra la religione e la nostra vita di gruppo, ma anche solo per capire in maniera dettagliata come funzionano il cervello e il modo di ragionare di noi umani. E capire e comprendere se stessi è sempre un buon viatico per capire il mondo e starci dentro nel modo giusto.

mercoledì 18 gennaio 2023

Le dietrologie dietro l'arresto di Matteo Messina Denaro

L'arresto, ieri, di Matteo Messina Denaro ha dato la stura a una marea di dietrologie e ipotesi di complotto come non si vedevano, forse, dai tempi degli attentati alle torri gemelle. Del resto era inevitabile che fosse così, viste le modalità e il contesto, anche territoriale, in cui è stato arrestato. 

Ora, che i complotti esistano è una cosa ovvia, e quello della trattativa stato-mafia degli anni novanta ne è una prova, dal momento che un tribunale ha stabilito che ci fu; ma esistono complotti reali e complotti immaginari, come si distinguono? Umberto Eco, grandissimo esperto di complotti e cospirazioni, indicava un metodo molto semplice: i complotti reali vengono generalmente smascherati quasi subito, i complotti inesistenti durano per sempre. 

Tornando al caso in questione, mi è molto piaciuto il video di Massimo Polidoro che ripubblico qui sotto, in cui il segretario nazionale del Cicap mette in fila gli elementi che depongono a favore dell'inesistenza di complotti dietro l'arresto del boss mafioso. Ovviamente, come correttamente specifica lo stesso Polidoro, non si tratta di una verità assoluta, si tratta di una valutazione desunta dagli elementi oggettivi conosciuti della vicenda. Valutazione che a me convince.


martedì 17 gennaio 2023

Il nuovo rapporto Oxfam di cui non frega niente a nessuno

Mentre il dibattito pubblico è incentrato su questioni vitali come Dante e la destra, le accise, il ponte sullo stretto e i cantanti del prossimo Sanremo, è passato praticamente inosservato, come del resto accade ogni volta, l'annuale rapporto Oxfam sullo stato dell'economia italiana e mondiale. 

Per quanto riguarda noi, il livello di diseguaglianze ha raggiunto proporzioni mai viste, col 10% dei patrimoni italiani che alla fine del 2021 possedeva oltre sei volte la ricchezza della metà più povera della popolazione a cui va aggiunto un numero di famiglie in povertà assoluta che è raddoppiato tra il 2005 e il 2021. A questo si aggiunge un tasso di inflazione (11,6% in dicembre) che non si vedeva da 35 anni, che sommato a un caduta dei salari reali che nei primi nove mesi ha raggiunto i 6,6 punti percentuali costituisce una bomba sociale potenzialmente pronta ad esplodere ma di cui nessuno si cura. Attualmente nel nostro paese ci sono circa due milioni di famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta, che significa non avere neppure i soldi per comprarsi da mangiare.  

Quello dell'aumento delle disuguaglianze non è un dramma solo italiano ma globale. "L’1% di persone super ricche del mondo ha guadagnato quasi il doppio della ricchezza rispetto al restante 99 per cento. Nel frattempo, almeno 1,7 miliardi di lavoratori vivono in paesi in cui l’inflazione sta superando la crescita salariale. Questo anche se le fortune dei miliardari aumentano di 2,7 miliardi di dollari al giorno."

Forse è giusto snobbare queste notizie, sempre uguali (peggiori) ogni anno che passa. Tanto, comunque, noi non possiamo farci niente perché siamo su una barca guidata da altri, e poi è sempre bello e rincuorante pensare che il mondo funzioni bene.

lunedì 16 gennaio 2023

Dante è stato il fondatore del pensiero di destra in Italia? (O forse non è questo il problema?)

Non conosco a sufficienza Dante per dire se sia stato o no il fondatore del pensiero di destra in Italia, come afferma il ministro Sangiuliano. Mi limito solo a segnalare che personalità di spicco della cultura come Massimo Cacciari e Luciano Canfora hanno parecchio da ridire in merito. Di mio mi limito banalmente a osservare che destra e sinistra sono categorie ottocentesche che nel Trecento neppure esistevano, e forse già solo questo è sufficiente a definire l'uscita del loquace ministro.

Per il resto, a me sembra che un'uscita di questo genere sia da parte di Sangiuliano sintomo di una errata interpretazione della carica che ricopre. Un ministro dovrebbe esercitare la sua funzione con spirito ecumenico, se così si può dire, non farsi patrocinatore di una cultura di destra tirando capziosamente per la giacchetta questo o quel personaggio storico a fini propagandistici. Mi spiace che non ci sia più Umberto Eco, mi sarebbe piaciuto leggere un suo commento. Ma probabilmente avrebbe lasciato perdere.

domenica 15 gennaio 2023

Silvia Wakte

Ieri sera, a Cesena, per una caso abbastanza fortuito ho assistito a un concerto di Silvia Wakte, musicista originaria di Faenza di cui non avevo mai sentito parlare e che ha riproposto in versione acustica pezzi di Dolly Parton, Janis Joplin, Joan Baez, Patti Smith e altre musiciste americane (tra l'altro ho scoperto che la celeberrima Because the night, di Patti Smith, non è sua ma è stata scritta da Bruce Springsteen che gliel'ha poi donata in segno di amicizia). Sono rimasto incantato dalla sua voce e dal suo talento chitarristico. Ho girato un paio di video col mio cellulare ma la qualità è troppo scadente per ripubblicarli qui, quindi ripiego su uno di quelli presenti sul suo canale Youtube. Andrò sicuramente ad ascoltarla ancora.


sabato 14 gennaio 2023

Sottovalutavo la professoressa

Sto leggendo Pulvis et umbra, di Antonio Manzini, e la scena di Rocco Schiavone che incontra sul pianerottolo, la mattina presto, Gabriele che gli chiede una mano per l'imminente interrogazione di latino mi ha fatto venire in mente un episodio che mi capitò ai tempi delle medie.

Si era nell'ora di italiano e storia, l'ora della temibile professoressa Poli (il nome non lo ricordo più). Aveva terminato di spiegare la lezione e siccome restava ancora del tempo decise di interrogare. Panico in classe, ovviamente. Io alzai la mano per fare una domanda. Non sapevo di preciso cosa le avrei domandato ma speravo che la risposta alla mia domanda durasse abbastanza da arrivare alla fine dell'ora, in modo che non restasse tempo per le interrogazioni.

Mi schiarii un po' la voce - ero molto timido - e le chiesi: "Prof, in quell'epoca quale lingua si parlava nell'impero romano?" La signora Poli sorrise. "Bella domanda, Sacchini", mi rispose, poi cominciò una appassionata spiegazione che ovviamente non riporto qui, anche perché non la ricordo di certo. 

Il termine della spiegazione, alla quale mi mostrai estremamente interessato (è noto che se un prof vede gli allievi interessati è più invogliato a dilungarsi e a profondersi in particolari), coincise quasi con la fine dell'ora: lo scopo che mi ero prefisso era raggiunto! Quando suonò la campanella la signora Poli, dopo aver raccolto i suoi libri e i suoi appunti, prima di congedarsi da noi si girò verso di me e mi disse: "Sacchini, la domanda era interessante, ma so perché me l'hai fatta, e comunque la prossima volta interrogo."

Mi aveva sgamato! E lì mi resi conto che sperando che non si accorgesse del doppio fine della mia domanda l'avevo sottovalutata.

Pensieri sulla guerra

Il parlamento approva l'invio di armi all'Ucraina per tutto il 2023 e a me qualche perplessità, che in realtà ho avuto fin dall'...