giovedì 12 febbraio 2026

Glovo e dintorni

Come siamo arrivati ai ciclofattorini, i cosiddetti reider, ossia persone che per pochi spiccioli, in bicicletta e con un enorme zaino sulle spalle, con ogni clima, di giorno e di notte, con orari sempre più lunghi, consegnano a casa dei clienti del cibo? Prima di chiederci chi sono questi fattorini è necessario chiedersi chi sono i clienti. Forse anche tu che stai leggendo queste righe utilizzi regolarmente e trai vantaggio dai servizi di consegna a domicilio in bicicletta. Mi chiedo: che razza di gente siete, come vivete, di quali schifezze vi nutrite, ma soprattutto non vi vergognate?

Volevo scrivere due righe sulla vicenda della schiavitù nella societa contemporanea, ma l'ha già fatto molto bene Marie Gouze.

mercoledì 11 febbraio 2026

Zichichi

Zichichi è stato un grande scienziato, credo che nessuno lo possa mettere in dubbio. Poi, come a volte capita, anche i grandi scienziati possono avere lati controversi (basta pensare ad esempio a Luc Montagnier). Zichichi ne aveva almeno due, giganteschi: era un negazionista delle responsabilità antropiche del cambiamento climatico e negava l'evoluzione darwiniana, in particolare della specie umana. Negare l'evoluzionismo darwiniano è un po' come negare il teorema di Pitagora o negare che la Terra sia sferica: non c'entra granché con la fede in un dio, c'entra con l'ignoranza (qui il sostantivo va inteso nella sua accezione classica: non sapere). 

Quindi direi: ricordiamo Zichichi come lo scienziato che ha fatto importanti studi e osservazioni sull'antimateria e le interazioni forti e lasciamo perdere il resto.

Nuovi convincimenti

Mi sto sempre più convincendo che la politica e l'attualità non vadano seguite sui social, né su testate "partigiane" afferenti a partiti (quasi tutte, purtroppo). Un buon 90 per cento di quanto confezionato da questi organi non ha lo scopo di informare ma di suscitare reazioni e esasperare polarizzazioni. Mi sono convinto di questo dopo quasi un mese di astinenza da facebook e dal suo ambiente tossico. Sto cominciando a prendere l'abitudine di informarmi su siti "neutri", pur conscio che la neutralità in senso assoluto non esiste e forse è normale che non esista. Penso a siti come Il Post, Valigia Blu, oppure Reuters o The Guardian, organi che, a mio giudizio, riportano e approfondiscono solo quelle notizie che meritano di essere definite tali. In questo modo riesco meglio a farmi un'idea su un singolo problema proprio perché viene riportato in maniera neutra e analizzato nelle sue varie sfaccettature.

Senza contare, cosa non da poco, che a non restare invischiati nelle diatribe tossiche e improduttive sui social si libera un sacco di tempo che può essere dedicato ad esempio a leggere. Infatti, sorprendentemente, nel mese di gennaio appena concluso ho letto moltissimo. Non si tratta di disinteressarsi alla politica o di chiudersi in una bolla. Si tratta di scegliere con più attenzione le fonti e i luoghi in cui decidiamo di sostare. Non tutto merita la nostra reazione immediata, non tutto richiede un commento. Informarsi meglio, ho scoperto, significa anche reagire meno. Reagire meno significa pensare di più.

La cosa che più mi ha sorpreso, però, non è stata solo la maggiore chiarezza mentale. È stato il tempo, il tempo liberato, tempo non speso a discutere con sconosciuti. Tempo non consumato in indignazioni lampo: tempo che si è trasformato in pagine lette. Forse informarsi meglio non significa leggere più notizie, ma leggerle con più criterio. Volevo chiamare questo post La scoperta dell'acqua calda :-)

lunedì 9 febbraio 2026

L'era della dopamina


Devo dire che questo libro, che ha tra i suoi fili conduttori le dipendenze, mi ha spinto a fare un esame di coscienza, facendomi sospettare che il mio rapporto coi libri non sia del tutto sano. Certo, la dipendenza da libri è sicuramente meno deleteria della dipendenza da alcol, fumo, gioco, social media, pornografia ecc., ma si può inquadrare comunque come dipendenza. Del resto l'autrice stessa, nella prima parte del libro, racconta di una sua dipendenza non sana dai libri, specialmente romanzi rosa, avuta in gioventù, e in certe dinamiche raccontate mi ci sono abbastanza riconosciuto.

Comunque sia, il libro spiega con chiarezza come la nostra ricerca continua di gratificazione (dai social media agli snack, dai videogiochi alle piccole abitudini quotidiane) possa alterare il nostro cervello e il senso del piacere. Non è un manuale moralistico: è un viaggio nella mente moderna, con storie reali (l'autrice prende spunto da esperienze fatte coi suoi pazienti, col loro permesso ovviamente) e riflessioni scientifiche che aiutano a capire perché ci sentiamo spesso "sazi" ma insoddisfatti, spiegando i meccanismi che portano a questo.

In sintesi, L’era della dopamina non solo spiega come funzionano il desiderio e la gratificazione nel nostro cervello, ma offre anche strategie concrete e riflessioni profonde per sopravvivere in una società, quella attuale, che ha collocato sugli altari la ricerca del piacere e ha messo al bando il dolore. Un libro che aiuta a comprendere il rapporto tra cervello, piacere e società contemporanea.

domenica 8 febbraio 2026

Competenza

La lunga serie di imbarazzanti gaffe sparate in mondovisione da Paolo Petrecca durante la cronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, è l'esempio perfetto di cosa determina, in termini pratici, la sostituzione della competenza con l'asservimento politico: nocumento. Nient'altro. Sia nei confronti di giornalisti più preparati (era facilissimo trovarne) ma meno allineati, sia nei confronti dell'immagine e della credibilità dell'azienda RAI, o di quel poco di immagine e credibilità che ancora le resta.

sabato 7 febbraio 2026

L'uomo della terza fase


La collana Urania inserisce questo romanzo nel genere fantascienza, ma a me ha dato più l'impressione di un classico di avventura di Verne o Salgari. Probabilmente l'impressione nasce dal fatto che Cooper ha scelto di ambientare la storia in un futuro che è tornato al passato, e quando la tecnologia viene bandita dalla Chiesa Luddista, l'estetica del mondo diventa automaticamente quella di un romanzo d'avventura dell'Ottocento - la costruzione artigianale della macchina volante di Kieron mi ha fatto tornare alla mente il Nautilus di Nemo.

In ogni caso è un bel romanzo e l'ho letto in un fiato tra ieri e oggi. Cooper usa il pretesto del futuro per scrivere una grande storia sulla curiosità umana, che in fondo è il tema universale di ogni grande libro d'avventura.

Piccola curiosità. La Chiesa Luddista di cui si parla nel romanzo è ispirata a Ned Ludd ed eredita l'odio per le macchine del movimento storico, ma lo porta all'estremo fondamentalista. Probabilmente l'autore ha voluto con questo collegamento mettere alla berlina i lati più fondamentalisti di ogni religione.

Parlateci di Bibbiano



Adesso che, nell'indifferenza più o meno generale, sono sono state pubblicate le motivazioni della sentenza di appello che ha demolito quasi integralmente il castello accusatorio del cosiddetto caso Bibbiano, sarebbe bello che tutti i politici di destra e dei Cinquestelle (Alessandro di Battista compreso) che all'epoca, siamo a cavallo tra il 2019 e il 2020, avevano a lungo sciacallato sulla vicenda, tornassero nel piccolo paese in provincia di Reggio Emilia a chiedere scusa a tutti. Ma ovviamente non lo faranno mai, figurarsi. 

Scrive Avvenire:

C’era una volta il partito di Bibbiano, c’erano i mostri gender che rubavano i bambini, c’erano alcuni politici – i nomi sono fin troppo noti – che mostravano dal palco delle feste di partito minorenni colpevoli solo di essere nati in una famiglia vulnerabile, e che con il caso Bibbiano non c’entravano nulla, raccontando di averli strappati dalle mani delle assistenti sociali infedeli. Non era così. Ora l'impianto accusatorio contro il presunto sistema illecito di affidi di minori nella val d'Enza reggiana è crollato. E un giorno ci renderemo conto quanto male abbia inoculato questo assurdo polverone nel nostro sistema di protezione dei minori fuori famiglia che già mostrava, e tuttora mostra, non poche fragilità. Non sono stati screditati soltanto servizi sociali e giudici minorili, ma – quel che più dispiace – sono i bambini e le loro famiglie ad aver riportato danni gravissimi «con conseguenze non calcolabili». Non solo, nell’impianto accusatorio sono state disseminate «erronee individuazioni delle fattispecie di reato» e valutazioni segnate da «debolezza sotto il profilo scientifico e metodologico degli elaborati delle consulenti tecniche del pubblico ministero». Lo si legge nelle 1.650 pagine di motivazioni diffuse dal Tribunale di Reggio Emilia che spiegano perché, dei 14 imputati coinvolti dal 2019 in una delle inchieste più clamorose degli ultimi anni, con coinvolgimenti politici serviti solo per esacerbare i toni e confondere le valutazioni, alla fine ne siano stati condannati solo tre.

In pratica, i mostri non erano né gli assistenti sociali, che hanno svolto impeccabilmente i loro compiti, né i giudici minorili che sovrintendevano alla gestione dei singoli casi. I mostri sono stati tutti coloro, politici e media, che hanno miserevolmente utilizzato la vicenda per i propri, altrettanto miserevole, scopi. È una delle tante, troppe vicende che dovrebbe spingerci a riflettere sul livello etico e morale in cui è precipitata la nostra società.

(Nella seconda immagine in alto si vede Salvini nel pieno della sua campagna di sciacallaggio su Bibbiano. La signora al suo fianco si chiama Maricetta Tirrito, che Salvini esibì al a una manifestazione definendola "madre coraggiosa", per essere stata una vittima assieme a sua figlia dei servizi sociali di Bibbiano. Si scoprì poi che la "signora" non era di Bibbiano e la bambina mostrata sul palco non era sua figlia. Nel febbraio 2025 la "signora" in questione è stata condannata a otto anni di reclusione con le accuse di circonvenzione di incapace, autoriciclaggio, falso ideologico e abuso edilizio in relazione a una struttura per anziani che gestiva nel frosinate. In pratica derubava gli anziani ospitati nella sua RSA abusiva sottraendo loro beni e proprietà.)

Da oggi nessuno parlerà più di Bibbiano, c'è da scommetterci.

venerdì 6 febbraio 2026

Se pianto un albero posso mangiare una bistecca?


Era da tempo che avevo in programma di leggere questo saggio di Giacomo Moro Mauretto, il biologo che sta dietro il bellissimo canale Youtube Entropy for life, e finalmente ho potuto leggerlo. Se l'obiettivo di Mauretto era quello di fare chiarezza nel caos di informazioni (e spesso di sensi di colpa) che riguardano l'ecologia e l'ambientalismo, ci è riuscito perfettamente.

A cominciare dal titolo, volutamente provocatorio, che già indica la direzione che intende prendere l'autore: smontare l'ambientalismo da inutili romanticherie e simbolismi. È un testo interamente basato sui dati scientifici, sui numeri, non su slogan. L'ambientalismo che Mauretto mette in discussione è quello appunto fatto di infantili semplificazioni nei confronti di tematiche che invece, per loro natura, sono estremamente complesse. 

Quante volte abbiamo sentito, ad esempio, che per compensare le emissioni di CO2 nell'atmosfera bisogna piantare tanti alberi? È un'immagine che piace, che fa breccia, ma che ha molto di idealistico e ben poco di utile. Quali alberi? Quanti? Dove? Siamo tutti persuasi che riforestare sia la soluzione a ogni male. Il libro spiega perché la piantumazione indiscriminata può essere inutile o addirittura dannosa per gli ecosistemi locali se non gestita con criteri ecologici rigorosi. Un albero non è un credito di carbonio universale. In linea di principio è vero che piante e alberi assorbono CO2, ma con molti distinguo. Non tutti gli alberi la assorbono allo stesso modo, e soprattutto non lo fanno per tutta la loro vita. La capacità di "trasformare" anidride carbonica in ossigeno è legata alla fase di crescita: una volta raggiunta la maturità, il bilancio cambia, e in determinate condizioni può persino invertirsi. Insomma, il meccanismo è molto più complesso di quanto suggerisca la versione da slogan.

Un altro esempio di cui probabilmente tutti abbiamo sentito parlare riguarda il problema della scomparsa delle api. Mauretto chiarisce che l'ape mellifera (quella da miele) è quasi un animale da allevamento e non è affatto a rischio estinzione. Il vero problema riguarda invece gli impollinatori selvatici e la perdita di biodiversità, un tema molto più complesso del semplice "salviamo le api".

C'è poi il tema del consumo di carne. È vero che, in linea generale, consumare carne è dannoso per la salute e l'allevamento degli animali allo scopo di produrre carne ha impatti molto rilevanti sul consumo di suolo, di acqua e in termini di emissioni globali, ma ci sono molti distinguo da fare perché i tipi di carne sono diversi (rosse, bianche, lavorate ecc.) e non impattano tutte allo stesso modo sulla salute e sull'ambiente. Un allevamento intensivo di pollame destinato alla produzione di carni bianche, ad esempio, è molto meno climalterante in termini di emissioni rispetto a un allevamento estensivo di bovini, oppure a grandi estensioni di terreno per la produzione di soia. Il problema è complesso, articolato, ricco di sfaccettature. 

Mauretto fa proprio questo: spiega quali sono le azioni che pesano davvero sul pianeta e quali sono invece gocce nel mare che servono a poco se non inserite in un cambiamento sistemico. Ciò che rende questo libro estremamente interessante, oltre al fatto di approfondire temi come alimentazione, energia, trasporti, conservazione della biodiversità, è il coraggio di sfatare molti luoghi comuni sull'ecologia e di sfidare alcuni dei pilastri dell'ambientalismo più mediatico, più "pop". Non per spirito di contrarietà, ma con la forza dei dati scientifici. Se questi argomenti vi interessano, questa lettura è imprescindibile.

mercoledì 4 febbraio 2026

Tutto è funzionale al Sì

Ho vissuto, e ne ho scritto parecchio su queste pagine, l'epopea berlusconiana, ma pure in quell'epoca infausta non ricordo livelli di malafede, inganno e mistificazione come quelli che vediamo (li vedono tutti?) oggi. Questi mentono su tutto. Checché ne dicano Meloni e soci, il referendum del prossimo marzo non sarà indifferente per l'andamento del governo, e loro lo sanno bene. È questo il motivo della asfissiante campagna di menzogne che a social e media unificati quotidianamente propinano alla gente.

L'ultima menzogna l'ha pronunciata Salvini, sciacallando sugli scontri di Torino di sabato scorso per fare campagna per il Sì. Il messaggio lanciato è surreale: se vincerà il Sì niente più scarcerazione facili. Tutto questo ben sapendo che l'istituto della custodia cautelare c'entra con la separazione delle funzioni e il raddoppio del CSM come uno stracchino con la ferrovia. Come dimenticare poi la signora urlante, quando l'estate scorsa dal palco del Meeting strillò che se vincerà il Sì non ci saranno più casi Garlasco? (Ne avevo scritto qui.) Falso anche quello. Ogni vicenda giudiziaria che sale agli onori della cronaca viene strumentalizzata per delegittimare la magistratura e fare credere che se vincerà il Sì tutti i problemi della giustizia si risolveranno. Falso.

Purtroppo vinceranno i Sì. Sono largamente in vantaggio e i quesiti sono troppo tecnici per essere compresi da chi andrà a votarli, quindi la stragrande maggioranza dei votanti voterà a partire da basi ideologiche e identitarie. Di pancia, in pratica. La potenza di fuoco mistificatoria (TV, giornali, social) a disposizione di questo governo farà il resto.

Rotture

La rottura tra il peggiore politico della storia repubblicana e l'ex generale della Folgore folgorato sulla via della Lega, in un Paese mediamente serio sarebbe inserita in qualche trafiletto a pagine 28. Da noi conquista fior di prime pagine sui più blasonati media del panorama (dis)informativo e lunghi e articolati dibattiti nei talk show, con tanto di approfondimenti, dietrologie, scenari futuri, implicazioni, prospettive. Anche da questo si capisce il baratro in cui siamo precipitati.

Glovo e dintorni

Come siamo arrivati ai ciclofattorini, i cosiddetti reider, ossia persone che per pochi spiccioli, in bicicletta e con un enorme zaino sulle...