Il blog di Andrea
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 4 maggio 2026
Siamo tutti contro natura
La peste
Mi ripromisi di leggere questo libro ai tempi del covid, quando Telmo Pievani lo citava in ogni sua conferenza e in ogni intervista. La storia raccontata è inventata, ma è ambientata in una città reale, Orano, in Algeria, paese natale dello scrittore.
Quello che sorprende è il racconto delle dinamiche umane, praticamente identiche a quelle generate dal covid. Camus descrive con lucidità l’incredulità iniziale, la paura che cresce, le resistenze verso le restrizioni, fino alla gioia collettiva per la fine dell’epidemia. E poi, forse la cosa più inquietante: la tendenza a dimenticare, a rimuovere tutto una volta che il pericolo è passato, esattamente come è successo a noi. L'autore, nelle ultimissime pagine, rimarca come l'agente patogeno, mentre la comunità festeggia, è già in viaggio per guastare la serenità di un'altra comunità.
Il dottor Rieux, uno dei protagonisti principali del romanzo, chiude infatti il racconto ricordando che la fine di un'epidemia non corrisponde alla morte dell'agente patogeno che l'ha generata, il quale, se noi gliene diamo la possibilità, può sempre dare inizio ad altri disastri. Difficile non rivedere in queste pagine ciò che abbiamo vissuto durante il covid. Cambiano i contesti, ma le reazioni e i comportamenti umani restano sempre uguali.
sabato 2 maggio 2026
Genitori e insegnanti
Ovviamente io non sono un esperto, ma ho avuto alcune letture su questi argomenti e, se c'è una cosa che ho capito, è che dal punto di vista pedagogico e psicologico l'affermazione di Valditara è parecchio problematica e in vistoso contrasto con quanto affermano molti esperti di scienza dell'educazione e psicologia dello sviluppo.
La pedagogia moderna distingue infatti nettamente tra la funzione genitoriale e quella docente. La famiglia, quindi il ruolo genitoriale, si fonda su un legame affettivo primario, biologico ed emotivo. È una relazione incondizionata: il genitore ama e accetta il figlio a prescindere dal suo rendimento o comportamento. La scuola, quindi il ruolo del docente, si fonda invece su una relazione oggettiva e istituzionale. Il docente valuta le competenze e il comportamento in base a criteri condivisi e ha il compito di traghettare il ragazzo verso la società, non verso il nucleo privato.
Sovrapporre i due ruoli rischia di generare confusione nel bambino o nell'adolescente. Ricordo che Umberto Galimberti scriveva spesso che il passaggio dalla famiglia alla scuola comporta la prima vera divaricazione affettiva del bambino. L'affettività, prima è esclusivamente "verticale" (la famiglia), poi diventa "orizzontale" (insegnanti e amici), e se questi due ruoli vengono confusi si rischia di generare nell'alunno sfiducia sia verso i genitori che verso gli insegnanti.
Ora, io mi chiedo come un ministro dell'Istruzione che si definisca tale possa non essere a conoscenza di questi concetti. Poi guardo il livello medio di competenza dei ministri di questo governo e tutto si spiega.
Panchine
venerdì 1 maggio 2026
giovedì 30 aprile 2026
Cambiamenti
Leggo che la Meloni ha condannato fermamente il sequestro dei 211 attivisti della Global Sumud Flotilla da parte di Israele e ha chiesto il loro immediato rilascio. Poi, perplesso, ho controllato su un altro paio di siti per verificare e in effetti pare l'abbia detto davvero. Ho quindi pensato a cosa potrebbe essere successo nel lasso di tempo trascorso tra la precedente spedizione della Flotilla, considerata un ostacolo alla pace e a cui il governo non avrebbe pagato neppure i biglietti per il volo di ritorno, e quella attuale.
Non so, magari la signora che urla si sta rendendo conto che appoggiare incondizionatamente un criminale di guerra come Netanyahu comincia a non pagare più come un tempo, anche alla luce della crescente indignazione generale verso quello che Israele sta continuando a fare a Gaza (anche se non se ne parla più) e verso i crimini di guerra che sta commettendo l'IDF in Libano. E magari questo cambio di tono potrebbe in qualche modo essere correlato alla sepoltura sotto 15 milioni di voti al referendum, oppure alla fine che ha fatto il suo grande amico Orbán (un altro che ti raccomando).
Poi, intendiamoci, la Meloni con Netanyahu non romperà mai, così come non romperà con l'altro criminale di guerra che sta alla Casa Bianca, ma credo si stia rendendo conto che in certi ambiti le cose sono cambiate, e anche parecchio.
mercoledì 29 aprile 2026
Gesù non l'ha mai detto
Volendo riassumere questo libro in una frase si potrebbe dire che non esiste una sola parola, in tutto il nuovo testamento, di cui si abbia sicurezza che sia corretta, che cioè corrisponda alle reali parole contenute nei testi originali. Anzi, nessuno sa neppure più - non esiste oggi studioso in grado di dirlo con certezza - quali siano i testi originali da cui sono derivati i vangeli che leggiamo oggi.
In genere siamo abituati a pensare, e lo pensavo anch'io prima di leggere libri come questo, che i testi ufficiali CEI siano le riproduzioni fedeli di quanto detto e fatto da Gesù durante la sua epopea terrena (lo stesso identico discorso vale per l'antico testamento). Non è cosi. E a dire il vero non servirebbe neppure leggere libri del genere per rendersene conto, sarebbe sufficiente vedere le macroscopiche differenze ad esempio tra i quattro vangeli canonici.
Uno degli aspetti curiosi di questo saggio è che l'autore non è nato ateo o scettico. Da giovane era un cristiano evangelico "nato di nuovo" che credeva che ogni singola parola della Bibbia fosse ispirata direttamente da Dio e priva di errori. Ha iniziato a studiare le lingue antiche (greco, ebraico, latino) proprio per leggere la "parola di Dio" nel modo più puro possibile. Più studiava, però, più si rendeva conto delle migliaia di varianti e alterazioni nei manoscritti, cosa che lo ha portato gradualmente a perdere la fede, pur mantenendo un amore immenso per lo studio storico.
Ehrman è uno dei massimi esperti mondiali di critica testuale. In parole povere, il suo lavoro consiste nel confrontare migliaia di frammenti di papiri e codici antichi per capire quale fosse la versione "originale" di un versetto e come è stata cambiata dai copisti nel corso dei secoli (a volte per errore, altre per motivi teologici).
Uno dei tantissimi esempi riportati da Ehrman nel libro riguarda il passo di Matteo 1,41 in cui Gesù guarisce un uomo affetto da una malattia della pelle. I manoscritti superstiti conservano il versetto 41 in due forme diverse. Fra parentesi quadre sono evidenziate entrambe le versioni:
Scrive l'autore:
Non è difficile capire perché, in questa situazione, possa essere invocata la compassione. Non conosciamo l'esatta natura della malattia dell'uomo, molti commentatori preferiscono pensare che si trattasse di un disturbo di desquamazione piuttosto che della carne in putrefazione di solito associata alla lebbra. In ogni caso, era senz'altro possibile che fosse soggetto alle disposizioni della Torah che vietavano ai lebbrosi di ogni sorta di vivere una vita normale; essi dovevano essere isolati, emarginati dalla popolazione, considerati impuri (Lv 13-14). Impietosito, Gesù stende una mano amorevole, tocca la sua pelle malata e lo guarisce.
Il semplice pathos e la comprensibile emozione della scena possono senza dubbio spiegare perché traduttori e interpreti non prendano, di regola, in considerazione il testo alternativo scoperto in alcuni manoscritti. A tutta prima, infatti, la formulazione di una delle nostre più antiche testimonianze, il Codex Bezae, confermata da tre manoscritti latini, è sconcertante e bizzarra. Qui non viene detto che Gesù prova compassione per l'uomo, bensì che si adira. In greco si tratta della differenza fra le parole "splaghnistheis" e "orgistheis". Data la sua attestazione in testimonianze sia greche sia latine, la seconda versione è in genere riconosciuta dagli specialisti testuali come risalente almeno al II secolo. Ma è possibile che sia proprio ciò che Marco scrisse?
Come abbiamo già visto, non si può affermare con assoluta certezza che, quando la grande maggioranza dei manoscritti riporta una versione e solo un paio ne presentano un'altra, la maggioranza sia nel giusto. Qualche volta alcuni manoscritti sembrano essere corretti anche se tutti gli altri sono discordanti. Ciò accade in parte perché la grande maggioranza dei nostri manoscritti è stata prodotta centinaia e centinaia di anni dopo gli originali, trascritta non da questi ultimi, bensì da altre copie, assai più tarde. Una volta che si fosse fatto strada nella tradizione dei manoscritti, un cambiamento poteva essere perpetuato fino a essere esso stesso trasmesso con maggiore frequenza della formulazione originale. Nel caso in questione, entrambe le versioni sembrano essere molto antiche. Qual è originale?
Questa parte del libro è forse la più intima di Ehrman. Qui descrive il momento esatto in cui la logica ha prevalso sulla sua fede giovanile: se Dio è onnipotente e vuole comunicare con gli uomini, perché avrebbe permesso che le sue parole venissero cambiate da scribi stanchi o distratti? Comunque, nonostante le sue posizioni critiche, Ehrman difende fermamente l'esistenza storica di Gesù. In un altro suo celebre libro, Did Jesus Exist?, si scaglia addirittura contro chi sostiene che Gesù sia solo un mito, usando proprio le prove storiche per dimostrare che un predicatore ebreo di nome Gesù è realmente esistito nella Galilea del I secolo. Consiglio questo libro a quei credenti "abitudinari" o "leggeri", quelli che nel loro percorso si sono sempre limitati ad ascoltare passivamente ciò che racconta loro il prete la domenica: c'è molto altro oltre a quello.
martedì 28 aprile 2026
Tra Newton e T. S. Eliot
Forse se ne dovrebbe andare
Io non so come finirà l'affare Minetti, so solo che se alla fine sarà accertato che il ministro della giustizia ha mentito al presidente della Repubblica, non vedo a quali appigli possa aggrapparsi per restare al suo posto. Sarebbe comunque il primo caso della storia repubblicana e, se veramente decidesse di non lasciare, vorrebbe dire che a questo punto vale tutto e che siamo veramente una repubblica delle banane.
Ora, alcuni robusti sospetti riguardo alla possibilità che l'Italia sia una repubblica delle banane aleggiavano già da alcuni decenni nell'aria, grosso modo dal '94 in qua. Questa sarebbe solo la conferma definitiva.
Per quanto riguarda questa benedetta grazia, col senno di poi viene da chiedersi, come fa ad esempio Alessandro Capriccioli, se era veramente il caso di concederla a Nicole Minetti.
A bocce ferme, cioè ancora prima delle bugie e delle omissioni di cui si parla in questi giorni, sarebbe interessante capire per quale ragione il Quirinale abbia accettato di accordare la grazia a Nicole Minetti, la quale per quanto ho capito manco stava in galera ma ai servizi sociali, quando - immagino - sarà subissato da migliaia di domande da parte di associazioni, intellettuali ed esponenti della società civile che segnalano per un possibile provvedimento di clemenza persone a loro dire meritevoli per le ragioni più varie e mentre le carceri - questo non lo immagino ma lo dico per personale e ripetuta conoscenza - traboccano di disgraziati, derelitti, reietti, malati, indigenti, diseredati, emarginati, non pochi dei quali genitori di figli piccoli che versano nella miseria, nella trascuratezza e talora nell’abbandono.
lunedì 27 aprile 2026
10.000
Stavo calcolando che, se avessi scritto un post al giorno, senza saltarne nemmeno uno, avrei iniziato circa 27 anni fa. Invece questo blog è un po' più giovane e festeggerà 20 anni il prossimo ottobre. Quantità non significa qualità, naturalmente, e in fondo io sono sempre il solito scribacchino verboso di 20 anni fa, che riversa in queste pagine quello che gli passa per la testa senza alcuna coerenza. Comunque mi piace ancora scrivere qui e al momento non ho intenzione di smettere.
Curiosità: in alcune culture orientali (Cina, Giappone, Vietnam), il numero 10.000, indicato dal carattere 万 - wàn, è sinonimo di "infinito" o "tutte le cose".
Comunque, 10.000 post e non ho ancora capito bene dove sto andando. Ma finché c'è spazio sulla pagina e voglia di scrivere, la coerenza può aspettare altri vent'anni.
Siamo tutti contro natura
Sì, lo so, ho già vergato più di un post su questi argomenti. Ma leggo che tante (troppe) persone non riescono a fare entrare il concetto ch...
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