giovedì 29 febbraio 2024

Retorica di guerra


È noto, o almeno dovrebbe essere noto, che le parole hanno un peso. A maggior ragione ha un peso la loro associazione, anche se spesso, complice la fretta con cui generalmente scorriamo i titoli e passiamo oltre, non è immediatamente percepibile. 

Nel caso specifico mi sembra che l'equiparazione tra armi e vaccini abbia un peso notevole e veicoli il messaggio che sia le une che gli altri si possono mettere sullo stesso piano semantico.

Ovviamente non è così. I vaccini servono a salvare vite, e durante la pandemia ne hanno salvate milioni; le armi, al contrario, servono a distruggere vite. Questo sul piano strettamente oggettivo. Sul piano delle narrazioni e degli artifici retorici, che a noi piacciono tanto, l'associazione può avere invece una sua plausibilità, anche perché tutti ricordiamo bene la retorica della pandemia vista come guerra e i vaccini come armi, una retorica che a me francamente è sempre stata sulle balle.

Tutto questo per dire che l'uscita della Von der Leyen l'ho trovata parecchio infelice.

martedì 27 febbraio 2024

La Nato al fronte?

Non so se e quanto ci sia da preoccuparsi riguardo alle voci di un impiego diretto di soldati della Nato nella guerra in Ucraina, specialmente riguardo a eventuali implicazioni. Qui ci sono alcune interessanti riflessioni di Diciotto brumaio.

Coi piedi per terra


La prima cosa da fare è restare coi piedi per terra. La Sardegna ha un milione e mezzo di abitanti, poco più della sola Milano, e di questo milione e mezzo metà è rimasta a casa. Quindi calma e gesso, non mi butterei a capofitto a pensare che questo risultato intacchi qualcosa a livello nazionale.

Detto questo, è fuori di dubbio che è arrivata la prima vera scoppola per la caciottara e soprattutto per il felpato, che dopo l'imbarazzante 3,8 percento rimediato (meno di quello che ha preso Unione sarda), dubito che si farà rivedere a breve da quelle parti. 

Come molti hanno già osservato, una cosa che si può capire da ciò che è successo ieri è che la peggiore destra dell'occidente non è imbattibile e non è neppure quel monolite che dà l'impressione di essere. Sì può battere anche a livello nazionale, a patto che il PD faccia pace con tutte le sue anime, le sue contraddizioni e i suoi personalismi interni, abbia il coraggio di darsi una linea univoca in nome di un bene maggiore e getti via i vecchi screzi che impediscono una sintonia piena coi Cinquestelle.

Il tempo per riuscire a fare tutto questo c'è. La volontà non so. Speriamo. 

domenica 25 febbraio 2024

Sulla paura della morte

Queste sono forse le considerazioni più intelligenti e serie che abbia mai letto sulla morte e sulla paura della morte. E sorrido sempre ogni volta che penso a tutto quello che l'uomo si è inventato e immaginato per tentare di lenirla.

Carlo Rovelli
L'ordine del tempo

La civiltà dell'argomento fantoccio

Dopo i fatti di Pisa e Firenze abbiamo assistito a un'esplosione della tecnica retorica chiamata argomento fantoccio. Si tratta di una fallacia logico-retorica che ha il fine di controbattere a un argomento rappresentandolo in maniera volutamente errata o distorta ricorrendo a false deduzioni, estremizzazioni, semplificazioni e altri trucchetti. È una tecnica usata da sempre nella comunicazione politica pubblica ma che negli ultimi anni ha visto un esponenziale aumento del suo utilizzo. 

È stato pubblicato qualche anno fa un ottimo saggio di Gianrico Carofiglio chiamato Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose, in cui lo scrittore descrive questa e altre fallacie logiche nella comunicazione politica pubblica. È un saggio breve, poco più di un centinaio di pagine, ma istruttivo e illuminante nell'analizzare queste tecniche.

Ma torniamo all'argomento fantoccio. Un esempio a caso tra i tanti che si potrebbero menzionare è evocare "processi alle forze dell'ordine", come ha fatto ieri Tajani. Dove si nasconda qui la fallacia logica è abbastanza evidente. Chi infatti chiede che le forze dell'ordine rispondano di eventuali abusi non invoca processi generalizzati a tutti, ma solo a chi si è reso responsabile dei suddetti abusi. La generalizzazione di Tajani è una fallacia logica che ha lo scopo di spostare surrettiziamente la discussione sul secondo argomento (processi generalizzati a tutti gli appartamenti delle forze dell'ordine) per contrastare il primo (processi ai soli responsabili di abusi). Lo scopo è di buttarla in caciara ed evitare di affrontare il nocciolo della questione.

È una tecnica utilizzatissima anche sui social, spesso in maniera del tutto involontaria. Mi è capitato, sempre in riferimento alle proteste per chiedere il cessate il fuoco a Gaza di venerdì, di leggere ad esempio cose tipo: "Ci dovrebbero essere motivi più seri per cui protestare, come lavoro, sanità..." Anche qui l'evidenza della fallacia logica, che in questo caso fa leva sul noto "benaltrismo", è evidentissima: il secondo argomento è fittizio e viene messo in campo con lo scopo di evitare di dibattere sul nocciolo della questione (gli abusi) e mettere così in difficoltà l'interlocutore.

Il modo per venirne fuori è abbastanza semplice: restare sul punto. L'interlocutore ti vuole portare fuori dal nocciolo della questione? Tu tieni il punto. Rimani sul nocciolo. Non è sempre facile farlo, anche perché la tentazione di seguire l'interlocutore nel suo tentativo di cambiare oggetto del dibattere è spesso fortissima, ma bisogna farlo. E con un po' di allenamento ci si riesce.

sabato 24 febbraio 2024

Manganellate

Non so se, come scrivono alcuni, le manganellate di ieri agli studenti di Pisa e Firenze riportino al clima del G8 di Genova. Quello che è certo è che non esiste alcuna giustificazione reale di quanto è successo. Gli studenti sfilavano in corteo pacificamente, come dimostra ogni video in circolazione. E non è una giustificazione nemmeno il fatto se la sfilata fosse autorizzata o meno e se, eventualmente, avesse deviato dal percorso prestabilito. Quando si sfila in maniera pacifica per strada, niente giustifica violenza e manganelli.

La giurista Vitalba Azzollini, su X, commenta così il comunicato della Polizia di Stato col quale si cerca, grottescamente, di giustificare quanto successo. Mi pare non serva aggiungere altro.

 

venerdì 23 febbraio 2024

La vita è bella?


Mamma mia che palle questa eterna e puerile retorica della vita che è bella. La vita non è per definizione né bella né brutta, può essere entrambe le cose. Può essere anche un inferno e gravata da carichi di dolore e sofferenza tali da portarti al suicidio. Non è che perché a te è andata bene allora va bene a tutti.

E invece no, persiste indisturbata in ogni dove questa grottesca e stucchevole retorica. Non è ora di crescere e di cominciare a raccontare le cose come sono?

giovedì 22 febbraio 2024

Galimberti da Augias

Nell'ultima puntata de La torre di Babele Corrado Augias ha avuto ospite Umberto Galimberti, filosofo che a me piace molto. Hanno parlato per un'oretta di nichilismo, giovani, insegnamento, scuola, società. Avendo letto quasi tutti i suoi libri e avendo visto millemila sue conferenze sapevo già come avrebbe risposto alle domande di Augias, ma è comunque stata una puntata molto interessante.

Sia i libri di Augias che quelli di Galimberti affollano da sempre la mia libreria, quindi è stato un po' come ritrovare in video due vecchi amici.

La puntata integrale, per chi fosse interessato, è qui.

mercoledì 21 febbraio 2024

Visibilità diverse

Non so se i media mainstream siano corrottissimi, come dicono il professor Orsini e altri, ma è un fatto che sulla vicenda Navalny si continuano a riempire pagine su pagine su pagine, mentre per trovare qualcosa su Julian Assange (oggi si deciderà sulla sua estradizione negli USA) bisogna andare a pagina 15 e cercare in un piccolo trafilettino in basso a destra.

La vicenda Navalny è piu importante della vicenda Assange? Evidentemente sì. Ma perché devono essere i media a deciderlo? Perché per leggere che Netanyahu ha ammazzato finora 30.000 persone di cui il 70% bambini devo andare sui siti di Medici senza frontiere, Save the children, Emergency ecc. e non lo posso leggere su Corriere e Repubblica?

Io voglio vivere in un mondo dove l'informazione dà tutte le notizie, va a guardare tutto quello che succede e lo riporta con visibilità nei limiti del possibile paritaria, in modo che sia io lettore a valutare cosa è più importante. Non ho bisogno di una balia che mi curi e mi protegga e che mi dica quello che devo o non devo sapere. A me 'sta cosa fa girare le scatole in una maniera assurda.

martedì 20 febbraio 2024

L'inquinamento e noi


Vivere in uno dei posti più inquinati del pianeta - no, vabbe', non esageriamo, diciamo d'Europa, via - può fare venire in mente alcune cose.

A me ad esempio viene in mente una bellissima lezione di Telmo Pievani in cui il grande biologo parlava del problema della plastica in mare che entra nel ciclo alimentare dei pesci, e quindi arriva poi sulle nostre tavole, facendogli concludere che noi Sapiens siamo l'unica specie su questo pianeta a cibarsi dei rifiuti che produce. 

Vista la situazione della Pianura Padana, direi che siamo anche l'unica specie del pianeta a respirare i veleni che produce. Non male, vero?

lunedì 19 febbraio 2024

Limitazioni e identificazioni

Magari dico una stupidaggine, ma credo che su questo punto Piantedosi abbia ragione: essere identificati non è di per sé una limitazione della libertà personale, altrimenti lo sarebbe anche il normale controllo dei documenti quando si viene fermati per strada. 

Si può (e si deve) invece discutere sulla valenza di quelle identificazioni, ossia sul loro scopo più o meno recondito. Qui, forse, materiale per dibattere ce n'è.

domenica 18 febbraio 2024

Inasprimento della pena

In seguito alla tragedia di Firenze, la ministra Calderone valuta una stretta normativa e l'introduzione di una nuova fattispecie di reato: omicidio sul lavoro. Prosegue così una tendenza, specchio di un vero e proprio tratto culturale, tipica di ogni governo di destra, che vede nell'aumento della repressione la soluzione di ogni problema. 

A livello socio-psicologico ormai la storia insegna che certi problemi socialmente rilevanti non si risolvono con repressione e inasprimento di pene. Negli stati USA dove esiste la pena di morte non ci sono meno reati rispetto agli altri; per restare qui a casa nostra, l'introduzione del reato di omicidio stradale non è stato un deterrente e non ha concorso a una maggiore responsabilizzazione degli automobilisti, e si potrebbe continuare.

Pensare che introdurre il reato di omicidio sul lavoro possa arginare il fenomeno delle morti bianche è una pia illusione che, esattamente come l'omicidio stradale, fonda la sua ragione d'essere sull'onda emotiva del momento e sa molto di populista.

Dal punto di vista della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, l'Italia è uno dei paesi più avanzati, almeno alla pari coi maggiori paesi europei. Quindi il problema non è la carenza di leggi in materia di sicurezza, il problema è farle rispettare, esattamente come non serviva il reato di omicidio stradale ma si sarebbe dovuto intervenire maggiormente su educazione e potenziamento dei controlli su strada.

Quello delle morti sul lavoro è un problema che ha radici culturali e anche economiche (la vita umana subordinata al profitto) e fa sorridere (amaramente) pensare di risolverlo per via repressiva.

sabato 17 febbraio 2024

Siamo degli eterni Peter Pan

Sono tornato adesso da una bellissima camminata in collina e, tra le altre cose, ho ascoltato questa strepitosa lezione di Telmo Pievani. Se questi argomenti vi interessano, prendetevi mezz'oretta e godetevela.

venerdì 16 febbraio 2024

Navalny e noi

Chi ha letto La Russia di Putin, di Anna Politkovskaja, o qualunque altro suo libro, forse non è troppo stupito della morte di Navalny. Nella Russia di Putin, come in molti altri posti al mondo, non si può dissentire né contestare il potere se non pagando prezzi molto alti, purtroppo.

Detto questo, a me piacerebbe che la stessa, sacrosanta indignazione per la morte di Navalny fosse dedicata a Julian Assange, perché anche noi abbiamo le nostre pagine oscure.

mercoledì 14 febbraio 2024

Ringraziamenti

Una delle cose che ho apprezzato di più del bellissimo monologo di Allevi a Sanremo è stata il sentito ringraziamento ai medici, agli scienziati e alla ricerca scientifica. È infatti grazie a tutti questi soggetti se è potuto tornare, dopo due anni dalla scoperta della malattia, a spingere i tasti di un pianoforte.

Non è una cosa da poco. In casi simili si è abituati a sentire pazienti che ringraziano Dio, oppure gridano al miracolo, senza rendersi conto della enorme fallacia logica di questo assunto (se Dio ha avuto il potere di guarire qualcuno, aveva anche quello di evitare che quel qualcuno si ammalasse. A che scopo permettere una malattia per poi guarirla?).

Non è una polemica, la mia, intendiamoci, solo un segnale di apprezzamento per questa dimostrazione di razionalità e serietà, oggi così latitanti.

martedì 13 febbraio 2024

Procrastinare

Toh, ad un tratto scopro che la tendenza a procrastinare, che alberga nel mio DNA fin da quando sono venuto al mondo, non ha la valenza negativa che tutti pensano. 

Tutt'altro. 

Scoprire questa cosa mi ha parecchio ringalluzzito, e da ora in avanti indulgerò alla nobile arte della procrastinazione eliminando quel piccolissimo barlume di senso di colpa che ogni tanto fa capolino quando rimando a domani (eufemismo: ai giorni successivi) ciò che potrei fare oggi.

Grazie, Zygmunt Bauman, mi hai cambiato la giornata :-)


domenica 11 febbraio 2024

Ghali e il genocidio


Non ho capito bene perché l'ambasciatore israeliano in Italia se l'è presa con Ghali per aver chiesto che Israele interrompa il genocidio dei palestinesi. Io non so se tecnicamente ciò che sta facendo Israele sia genocidio, pulizia etnica o altro, ma non credo che il succo della questione cambi granché. E alla luce di quello che sta succedendo, quando Netanyahu dice che la guerra non finirà finché Hamas non sarà estirpato immagino che intenda dire finché tutti i palestinesi saranno estirpati.

Guardi, caro ambasciatore, che tutti noi abbiamo ben presente il pogrom del 7 ottobre, e tutti noi ci siamo indignati per i 1300 israeliani uccisi da Hamas. Ma la risposta di Israele: 30.000 vittime finora di cui grandissima parte civili (uomini, donne, vecchi, bambini), bombardamenti sistematici di scuole, ospedali, campi profughi non hanno alcuna giustificazione e non c'entrano più niente col diritto di difendersi. Abbiamo smesso di credere a babbo natale tanto tempo fa.

(Sulla richiesta di Gasparri che la Rai si scusi con Israele non mi pronuncio per decenza.)

sabato 10 febbraio 2024

Emolumenti

Anche a me infastidisce il compenso di Amadeus, ma non ha molto senso prendersela con lui e continuare a raffrontare i suoi emolumenti con quello del pensionato a 450 euro al mese che va a cercare ortaggi scartati al mercato. È il sistema economico che abbiamo costruito e su cui si basa ormai tutta la nostra civiltà che semmai va messo sul banco degli imputati, ossia l'ultra liberismo economico, quello che Guccini definiva "lo spietato capitale".

Anche a me risulta intollerabile che Cristiano Ronaldo guadagni in un'ora quello che io guadagno in un mese, ma ormai non ci si può fare più niente. E non è colpa né di Ronaldo né di Amadeus. Se proprio si vuole trovare un colpevole occorre cercarlo nel sistema di cui sopra, dove il denaro chiama denaro e dove la vita delle persone è decisamente insignificante rispetto alle strutture economiche che la governano. Un sistema che per definizione è generatore di disuguaglianze perché si basa sull'accumulazione fine a sé stessa. Se poi ci aggiungiamo l'innata passione umana per il denaro, il cerchio si chiude.

Il problema si potrebbe risolvere adoperando una parolina magica: redistribuzione. Redistribuzione del reddito, della ricchezza, del cibo (oggi si produce una quantità di cibo che sarebbe sufficiente a sfamare 12 miliardi di persone, eppure larga parte dell'umanità muore di fame mentre un'altra parte muore per problemi legati all'obesità). Ma è una parola, redistribuzione, che non si può nominare, e qualsiasi governo che la proponesse come punto di un suo programma avrebbe la matematica certezza di non governare mai.

Quindi non se ne esce. Se ne uscirà, forse, e allora saranno dolori, quando l'intero sistema collasserà. Perché prima o poi collasserà. Sfido qualsiasi teorico dei sistemi a scommettere che un sistema così squilibrato e sballato potrà durare ancora a lungo. 

Nel frattempo prendiamocela pure con Amadeus.

Luciano Canfora

Conoscevo già Luciano Canfora, ma qui mi ha spiazzato. Una cultura sterminata come forse neppure Eco aveva; capace di passare con nonchalance da Churchill a san Paolo, da Anassimandro a Croce. Grandissimo. Mezzora di dialogo tra Augias e Canfora vale più di 100 Sanremo.

mercoledì 7 febbraio 2024

M90


M90. Neanche un nome hanno dato a questa povera bestia. Una sigla alfanumerica, come se fosse il pezzo di ricambio di un elettrodomestico invece che un essere vivente come noi.

D'altra parte viviamo nella società e nella cultura degli allevamenti intensivi lager, dove gli animali sono oggetti, cose, e vengono fatti nascere solo per poi essere uccisi, per soddisfare la voglia di carne della parte più piccola e ricca (e viziata) della popolazione del mondo, ché la stragrande maggioranza, quella più povera, non se la può permettere.

M90, come un cestello di una lavatrice.

martedì 6 febbraio 2024

Rendere bene i concetti


(Vittorino Andreoli - L'educazione (im)possibile)

Valditara e le "punizioni"

Boh, non sono un esperto, ma Valditara che di fronte alle recenti aggressioni a professori propone una legge per rafforzare il valore del voto in condotta mi lascia parecchio perplesso. La finalità - dice - sarebbe quella di obbligare gli studenti che si rendono colpevoli di tali atti a svolgere attività di solidarietà sociale in modo che possano riflettere e imparare il rispetto per gli altri.

A mio avviso gli studenti che fanno queste cose sono perduti, e se nessuno li ha educati quando sarebbe stata ora; se nessuno gli ha fatto fare il passaggio dalla fase pulsionale a quella emotiva e poi sentimentale, non credo che lo faranno le imposizioni che vuole Valditara. Ma magari sbaglio, eh.

Per pura casualità sto leggendo in questi giorni un saggio di Vittorino Andreoli sull'educazione, e credo che se lo leggesse anche Valditara, si convincerebbe da sé circa l'inutilità di posticce misure di educazione forzata.

domenica 4 febbraio 2024

Tre cose

Sono stato un paio di giorni al Passo Sella. Era da un po' che non andavo in Trentino e tre cose mi sono rimaste impresse, la prima bella, le altre così così. La cosa bella è Francesca, mia figlia minore, che è voluta andare a fare la stagione invernale lassù e che ho riabbracciato dopo quattro mesi che non vedevo. L'ho trovata felice e serena, soddisfatta del lavoro e dell'ambiente che ha trovato, e se i figli sono sereni, i genitori lo sono di più.

Una cosa così così, invece, riguarda il meteo. Ieri e oggi a Canazei ci sono stati sole, temperature elevate e poca neve. Nel primo pomeriggio c'erano 8° e 8° da quelle parti in febbraio non sono normali, per niente. La titolare del rifugio in cui lavora Francesca ci ha detto che temperature simili in febbraio non si sono mai viste. C'è qualcosa che non va, è palese, non so come facciano molti a negare ancora che il clima sta impazzendo.

La terza cosa così così sono... come definirli... quelli che nelle autostrade a tre corsie per senso di marcia si ostinano a viaggiare a 100 km/h in quella del mezzo. Ma porca trota, qual è la tara cognitiva che impedisce a questi individui di capire che non sono il centro dell'universo e che l'universo non ruota intorno a loro? 

Fosse un normale giorno feriale, vabbe'. Uno può dire: la corsia di destra è piena di camion, sto in quella centrale. Ci sta. Ma oggi è domenica, i camion sono rari come una cosa intelligente detta da Pillon, vuoi stare a destra senza costringere il prossimo a prodursi in una gara di slalom? 

Niente, non ce la possiamo fare. Uno vede tre corsie e sta nel mezzo. Perché tutto ruota attorno a lui, carreggiata o universo che sia.

venerdì 2 febbraio 2024

Forse tutto è cominciato qui (patriarcato, maschilismo ecc.)


Vittorino Andreoli - L'educazione (im)possibile 

Libero arbitrio?

Quando Fabio Fazio, intervistando papa Bergoglio a Che tempo che fa, gli ha chiesto come è possibile che l'uomo uccida e faccia il male se è fatto a somiglianza di Dio, il papa ha risposto come rispondono tutti in questi casi: Dio ha creato l'uomo ma l'uomo è libero di scegliere cosa fare, come comportarsi, come agire, perché ha il libero arbitrio. È la risposta classica che chiunque riceve andando dal proprio parroco a chiedere la stessa cosa. Una risposta che a mio avviso non sta in piedi per almeno un paio di motivi.

Il primo è che l'arbitrio non è libero. Il libero arbitrio è un concetto filosofico, ma anche teologico, secondo il quale le scelte che facciamo originano esclusivamente da noi, senza influenze ed interventi esterni. Ma in realtà non è così, perché quelle influenze ci sono e sono originate dall'educazione che abbiamo ricevuto, dai libri che abbiamo letto, dai maestri che abbiamo avuto. Che sono tutte influenze esterne. Per essere davvero libero, il nostro arbitrio dovrebbe appoggiarsi a una specie di... come dire... tabula rasa educativa, a una assenza di qualsiasi forma di educazione e di indirizzo della nostra vita. Il libero arbitrio, quindi, per essere davvero libero dovrebbe basarsi su mere pulsioni. Ma ciò, a meno che non si sia cresciuti in una giungla in totale assenza di altri esseri umani, non è possibile, evidentemente.

Esempio. Io ho la possibilità di ingannare una persona. La ingannerò, oppure non la ingannerò, non basandomi su una pulsione (libero arbitrio) ma in base al tipo di educazione ricevuta (arbitrio influenzato). Se i miei genitori e i miei maestri mi avranno inculcato il valore dell'onestà, io, molto presumibilmente, non la ingannerò. Ma se invece sono cresciuto in un ambiente familiare e sociale in cui la furbizia e l'inganno non sono considerati atteggiamenti riprovevoli, probabilmente la ingannerò. Tutti agiamo e facciamo scelte in base alla formazione che abbiamo ricevuto, non in base al caso o alle pulsioni. Ecco perché, a mio avviso, il concetto di libero arbitrio non regge.

Il secondo motivo per cui la risposta del papa (e dei preti) è fallace è che il libero arbitrio non è compatibile con l'onniscienza di Dio. Uno dei pilastri su cui si basa la religione cattolica (ma anche le sue varianti) è che Dio è onnipotente e onnisciente. Quando io ero un imberbe giovinetto e andavo a catechismo, don Natale ci spiegava che il concetto di tempo non esiste per Dio, perché lui conosce ciò che è successo, ciò che succede, ciò che succederà. La fine e l'inizio degli accadimenti dell'universo sono già tutti sotto i suoi occhi. Ma se sa già ciò che succederà, significa che sa anche come mi comporterò io, se ad esempio ingannerò l'altra persona oppure no. Allora qui si entra in un corto circuito: se le mie scelte e il mio agire sono già conosciuti da Dio, il libero arbitrio va a farsi benedire. E qui, quella che Massimo Cacciari definirebbe come aporia è evidentissima. 

Ecco perché ho sempre pensato che la faccenda del libero arbitrio sia tutto sommato niente di più di un comodo alibi, comodo ma epistemologicamente inconsistente. Se infatti è vero, come è vero, che l'uomo voluto da Dio da quando ha messo piede sulla terra ha sempre ammazzato i suoi simili e che la conflittualità è da sempre la principale forma di interazione tra gli esseri umani, qualcosa non torna. E qui nasce il sospetto che con l'argomento del libero arbitrio si voglia sollevare Dio dalla responsabilità di aver creato un essere con spiccatissime ed evidentissime propensioni a fare il male. 

Naturalmente queste sono speculazioni basate sulla razionalità, quindi per principio incompatibili con l'irrazionalità, che non solo è propria di chi crede ma è propria dell'essere umano (credente o non credente che sia). Nelle questioni religiose, del resto, la fede precede sempre la ragione, tanto che pure sant'Agostino diceva che per poter capire bisogna credere, anche se io sarei più propenso a dire che credere serve semmai ad accettare, non a capire.

Il Salvini che è in noi


Se qualcuno si chiede come sia possibile che certi politici raggiungano simili livelli di abiezione - sì, mi riferisco a come Salvini ha sfruttato il dramma di Ilaria Salis per raccattare un pugno di voti - sappia che quei politici siamo noi.

La storia insegna che la classe politica esprime sempre il paese che governa. Forse non in tutti, ma in tanti di noi si nasconde un piccolo Salvini opportunista, cinico, razzista, sessista, egoista, furbo, menefreghista. Basta uscire di casa e entrare in un bar, per la strada, in piazza per sentire gli stessi discorsi dei Salvini, delle Meloni e compagnia cantante. 

Non ne usciremo mai se non cominceremo da noi.

giovedì 1 febbraio 2024

L'ultima missione di Gwendy


Non capita spesso che mi commuova leggendo un romanzo, ma questo mi ha fatto venire gli occhi lucidi. 

È un fantasy, certo, ma il genere letterario è solo il "contenitore", e dentro ci si può mettere tutto. E qui c'è tutto: i rapporti genitori-figli, le scelte morali, il tema del fine vita, il bene e il male. Ho anche imparato molto sull'Alzheimer e su come può influire relativamente alla qualità della vita.

Gli amanti di King scopriranno, disseminate qua e là, tracce e collegamenti con personaggi, situazioni, luoghi iconici dell'universo kinghiano, ed è come tuffarsi nel tempo che fu.

In conclusione, un romanzo splendido.

Anarchici in famiglia

A volte invidio la vita "anarchica" di Francesca, mia figlia minore, anche se spesso non concordo con le sue scelte. Anarchica nel...