martedì 16 aprile 2024

Anarchici in famiglia

A volte invidio la vita "anarchica" di Francesca, mia figlia minore, anche se spesso non concordo con le sue scelte. Anarchica nel senso che la vive senza fare della pianificazione un'ossessione. Lei non sta mai in un posto, cambia lavoro spesso, va dove le pare, gira, ama conoscere posti nuovi, gente nuova, ma sempre facendo conto solo su se stessa, senza chiedere supporto o aiuto di qualsiasi tipo a nessuno. 

Anche se le sue radici sono saldamente ancorate qui, lo spirito è libero. Mi sarebbe piaciuto, quando avevo la sua età, essere come lei.

Sanzioni

Niente da ridire sulla proposta delle cancellerie occidentali di comminare sanzioni all'Iran. Piccolo problema: l'Iran ha un pacco di sanzioni che arriva al soffitto, che USA ed Europa hanno cominciato a infliggergli a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso dopo la rivoluzione khomeinista, e non sembra, almeno stando a quanto dicono i maggiori analisti, che finora ne abbia sofferto granché. Anzi. 

Detto questo, non si capisce perché, contestualmente, nessuno proponga di comminare sanzioni a Israele per l'attacco al consolato iraniano a Damasco, che tra l'altro per numero di vittime è stato molto più grave della risposta missilistica iraniana (zero vittime e danni risibili).

In aggiunta, sarebbe bello che si spiegasse finalmente perché nessuno ha ancora osato proporre sanzioni a Israele per i quasi 35.000 morti (metà dei quali bambini) fatti a Gaza, mattanza che continua nonostante non se ne parli quasi più. 

Putin, per aver provocato in due anni un decimo delle vittime civili fatte da Netanyahu in sei mesi, è stato raggiunto (giustamente) da un mandato di cattura internazionale e alla Russia sono state inflitte (giustamente) fin da subito pesanti sanzioni. Israele, che ha un procedimento aperto all'Aja per genocidio, non viene disturbato da nessuno e per Netanyahu nessuno spicca mandati di cattura. Perché?

Senza polemica, eh, solo curiosità mia.

sabato 13 aprile 2024

Acquisti libreschi

Oggi e domani qua a Santarcangelo c'è il Campo lavoro. Ovviamente non potevo mancare e per la modica cifra di 6 euro ho portato a casa tutto questo ben di dio.

Il libro di Asimov lo cercavo da un po' perché mi era stato segnalato da Andy nei commenti a un mio post precedente. Oltretutto, del grande Asimov non avevo mai letto niente (colpevolmente!) prima d'ora, quindi trovare quel libro è stato un po' come vincere alla lotteria. 

Di Alicia Giménez-Bartlett avevo letto qualche anno fa Riti di morte, uno splendido thriller/noir (ne avevo scritto qui) che mi aveva inchiodato alle pagine. Ravanando sui banchi mi è capitato per le mani Un bastimento carico di riso: potevo lasciarlo lì?

L. A. Confidential, di James Ellroy, lo conosco per via indiretta. Nella mia cdteca ho una raccolta di musiche di Ennio Morricone e, tra queste composizioni, ce n'è una chiamata appunto L. A. Confidential, che presumo faccia parte della colonna sonora del film tratto dal romanzo. Ecco perché ho preso il libro.

Colui che sussurrava nel buio, di H. P. Lovecraft, l'ho invece preso perché, se non ricordo male, fu inserito da Stephen King, nell'autobiografia On writing, tra i libri che nella vita bisogna assolutamente leggere. 

Il signore degli anelli l'ho preso perché... beh, perché è Il signore degli anelli, e sebbene l'abbia già letto da giovane, una copia da tenere a casa mi mancava. E comunque ho intenzione di rileggerlo a breve.

Soddisfattissimo.







venerdì 12 aprile 2024

Pagine di America

Sto leggendo America. Viaggio alla riscoperta di un Paese, di Federico Rampini. È un libro splendido e utilissimo per capire davvero com'è la cultura di quel grande e controverso Paese. Lascio qui qualche pagina. 


Francobolli

Il fatto che venga emesso un francobollo dedicato a Berlusconi invece che a Piero Angela, oppure Umberto Eco, o ad altri di pari spessore, spiega come meglio non si potrebbe lo stato in cui versa il nostro disgraziato paese.

giovedì 11 aprile 2024

I giovani "anziani"

In 15 minuti Dario Fabbri ha smontato tutto ciò che credevo di sapere sui giovani, spiegando la differenza tra i giovani veramente giovani, che non sono i nostri, e i giovani "anziani". 

Un giovane che si preoccupa del futuro del pianeta (un esempio) non è un giovane. Chi è in punto di morte si preoccupa del mondo che lascerà alle generazioni successive, non un giovane. Su alcune cose ci devo ancora riflettere, ma questa interessantissima lezione mi ha spiazzato. 

Molto interessante anche la spiegazione dei motivi per cui gli americani bandiscono TikTok, che non è quella che credevo io.

Uno degli interventi più interessanti di Dario Fabbri (qui).

martedì 9 aprile 2024

Effetti


Pillon, giustamente (dal suo punto di vista), esulta per la battaglia vinta. Poi, passata l'euforia, magari qualcuno lo illuminerà circa l'esistenza di un fenomeno chiamato Effetto Streisand.

lunedì 8 aprile 2024

Eclissi



C'è una eclissi in corso non visibile dall'Italia. A me le eclissi fanno sempre venire in mente questo libro. È, a mio parere, uno dei romanzi più belli dello scrittore americano. Qui non c'entrano mostri, creature soprannaturali e simili, è un bellissimo thriller psicologico in cui (cito da Wikipedia) "l'unico mostro è il rimorso che siamo costretti a portarci dentro per le azioni che abbiamo commesso nel corso della nostra vita."

Se avete la possibilità leggetelo. Anche se non vi piace King, anche se non avete mai letto un libro. 

Leggetelo, garantisco io.

domenica 7 aprile 2024

La sconfitta

Adesso che anche i media ufficiali non possono più nascondere la realtà, e cioè che l'Ucraina ha perso la guerra, chissà se qualcuno di loro chiederà scusa per come ce l'hanno raccontata in questi due anni? 

(Onde evitare fraintendimenti, ché qua su internet bisogna sempre spiegare tutto, preciso che la cosa mi addolora. Ma il punto che mi preme richiamare non è questo, è, ripeto, come questa guerra ci è stata raccontata dai media.)

Esultanze


L'esultanza del governo per i dati Istat secondo cui negli ultimi mesi sono aumentati gli occupati in Italia, specialmente gli occupati stabili, forse non ha grandi ragioni di essere. Di per sé, infatti, un aumento degli occupati stabili non significa niente, occorre vedere quali tipi di contratto stanno alla base di questo aumento occupazionale. 

In Italia ci sono circa tre milioni di lavoratori esclusi da qualsiasi forma di contrattazione collettiva, i più svantaggiati dal punto di vista salariale. Conta poco che un'attività assuma un lavoratore a tempo indeterminato e poi gli dica: Lo stipendio lo decido io, se ti sta bene ok, altrimenti la porta è quella. Un lavoro da 600 euro al mese a tempo indeterminato è sempre meglio di niente (forse), ma non consente di vivere, al limite consente di sopravvivere.

D'altra parte la stessa Istat, giusto un paio di mesi fa, ha certificato come nel nostro paese la povertà sia galoppante e abbia raggiunto livelli mai visti dal dopoguerra a oggi. Se l'occupazione aumenta (in realtà l'andamento è ondivago), come si spiega il contestuale aumento della povertà? Io due domande me le farei. A questo si aggiunge che l'Istat inserisce nel computo degli occupati anche chi lavora un'ora in regola in un mese. 

Insomma, alla fine i numeri sull'occupazione lasciano il tempo che trovano, se non contestualizzati. 

Una possibile soluzione sarebbe l'introduzione una volta per tutte del famoso salario minimo, che consentirebbe ai milioni di lavoratori esclusi da ogni forma di contrattazione collettiva di emanciparsi dal punto di vista salariale e delle tutele. Ma naturalmente questo governo non ne vuole sentire parlare, preferisce esultare senza motivo, mentre nel frattempo blatera di fumosi rafforzamenti della contrattazione collettiva che ovviamente rimarranno sempre sulla carta.

sabato 6 aprile 2024

L'avversario

 


Finito adesso. Questo romanzo, il primo di Carrère che leggo, mi ha impressionato, soprattutto pensando che si tratta di una vicenda realmente accaduta. Lascia esterrefatti scoprire fino a che punto l'essere umano riesce a mentire a se stesso e agli altri. 

Impressionante.

mercoledì 3 aprile 2024

Le 10 mappe che spiegano il mondo

 


Terminato adesso. Dopo Geopolitica umana, di Dario Fabbri, questo libro di Tim Marshall è il migliore saggio di geopolitica che mi sia capitato di leggere. 

A differenza del libro di Fabbri, che ha un approccio principalmente antropologico-psicologico nella descrizione delle comunità umane, il libro di Marshall le descrive spiegando in che modo la geografia (mari, fiumi, catene montuose, deserti) ha contribuito a crearle e a definirne la storia. 

Un libro imprescindibile per provare a capire il mondo di oggi. Bellissimo.

lunedì 1 aprile 2024

Schiavisti


Ero convinto che la piaga dello schiavismo in Africa fosse nata con noi europei quando cominciammo, nel XVII e XVIII secolo, la tratta degli africani verso le piantagioni americane. 

Scopro invece che iniziò molto prima per mano degli arabi, i quali utilizzavano gli schiavi africani per il trasporto del sale verso l'Anatolia, l'Egitto e altri paesi del mondo arabo. Poi vabbe', arrivammo noi, che notoriamente non ci tiriamo mai indietro quando è ora di imitare e sviluppare le peggiori nefandezze.

(T. Marshall - Le 10 mappe che spiegano il mondo)

venerdì 29 marzo 2024

Ritrovamenti

 



Ho trovato, semisepolto nella libreria di mia mamma, questo libro. Non ho la più pallida idea di chi sia Gaspare Gozzi. Gliel'ho mostrato e ho chiesto spiegazioni. Lei, stupita: "Boh, forse era del nonno Walter, lui amava i libri."

In effetti ricordo che il padre di mia mamma, scomparso quando io ero molto piccolo, era un grande amante dei libri. 

Bello :-)

giovedì 28 marzo 2024

"Se nelle scuole si insegni"


"Se nelle scuole si insegni". Ma a parte gli svarioni grammaticali, questo post è di difficile interpretazione anche dal punto di vista della sintassi: sconclusionato, raffazzonato, poco chiaro, buttato giù male. 

Sono allibito.

E questo è il ministro della pubblica istruzione, quello che esige che gli stranieri sappiano la lingua italiana.

Citando Battiato: "Povera patria..."

mercoledì 27 marzo 2024

La querela


Luciano Canfora querelato da Giorgia Meloni. Un gigante del pensiero e un intellettuale dalla cultura sconfinata, conosciuto in tutto il mondo, querelato da una piccola e insignificante signora che il giro del mondo l'ha fatto sulle copertine che riportavano le sue moine in parlamento. 

Pazzesco.

Poi magari la signora vincerà la causa, eh, può essere benissimo. Ma lui resterà sempre un gigante e lei sempre una nana.

lunedì 25 marzo 2024

Libri abbandonati

E niente, alla fine ho mollato a pag. 420 L'idiota, di Dostoevskij. Nella mia lunga carriera di lettore credo sia il terzo o quarto libro che abbandono. Peccato, perché qua e là ci sono riflessioni molto interessanti su vari temi, ma la prolissità e un'intricatissima sequenza di avvenimenti hanno vinto.

Magari proverò a recuperarlo in futuro.

martedì 19 marzo 2024

La scuola e il Ramadan

Le scuole chiudono due settimane a Natale, una a Pasqua e pure per carnevale. Un mio contatto su facebook mi diceva che in provincia di Prato chiudono le scuole di ogni ordine e grado addirittura in occasione del capodanno cinese. Non si capisce quindi dove sia il problema per Valditara se un singolo istituto (se non sbaglio gli istituti hanno facoltà di autodeterminarsi in questo senso) decide di sospendere le lezioni l'ultimo giorno di Ramadan.

lunedì 18 marzo 2024

Chi vota ha sempre ragione

L'uscita di Salvini sull'esito delle elezioni russe non è da rigettare per il suo manifesto apprezzamento per Putin - Salvini è suo fan da sempre, nulla di cui stupirsi - ma è da rigettare per la fallacia insita nell'assunto secondo cui chi vota ha sempre ragione. Non è così. 

Hitler, prima di prendere il potere, ha goduto di un vasto consenso, anche se non generalizzato; Mussolini idem. Affermare che chi vota ha sempre ragione significa ammettere che le folle oceaniche che si radunavano sotto il balcone di piazza Venezia erano dalla parte giusta. Non lo erano. E gli esempi che si potrebbero fare sono tanti. 

È vero, come diceva anche De Gregori, che è la gente che fa la storia, ma il fatto che sia la gente che fa la storia non implica automaticamente la bontà della direzione che viene ad essa impressa.

domenica 17 marzo 2024

Elezioni russe

Le elezioni russe viste con occhi non occidentali. Vedere le vicende del mondo come sono realmente e non come vorremmo che fossero è uno degli esercizi che in assoluto ci riesce più difficile fare.

Prova a spiegarlo qui Dario Fabbri.

sabato 16 marzo 2024

Molinari e noi

Non condivido granché del pensiero di Molinari riguardo al conflitto mediorientale, ma mai mi sarei permesso di impedirgli di parlare. Non è questione tanto del luogo, una università (potrebbe trattarsi anche di un bar o una piazza), è questione che ancora molti non riescono a porsi in atteggiamento filosofico nei confronti di chi la pensa diversamente, atteggiamento che implica l'accettazione dell'eventualità che l'interlocutore di fronte a noi abbia un gradiente di verità superiore al nostro. 

Ancora non ce la facciamo a superare questo gradino.

Riflessioni che condivido sulla cultura imperante del corpo

(Da A pugni chiusi, Massimo Recalcati)

venerdì 15 marzo 2024

Follia pura

Secondo me Macron è impazzito e sta giocando col fuoco senza rendersene conto. Forse soffre di una forma di dissociazione cognitiva, altrimenti non si spiega l'idea di mandare soldati francesi direttamente al fronte ucraino. Vuole giocare ai soldatini col rischio di innescare conseguenze imprevedibili? E come si fa a dire che "la nostra forza nucleare ci dà sicurezza"? La nostra forza nucleare? La Russia ha 6200 testate ed è il paese che ne ha il maggior numero al mondo, superiore addirittura a quello degli USA; la Francia ne conta meno di 300. 

Ma numeri a parte, come si può pensare di giocare a fare il bulletto col pazzo che sta al Cremlino che appena ieri ha minacciato di fare ricorso al suo arsenale nucleare? 

Io boh. Questi forse non si rendono conto di cosa dicono e del rischio a cui si espongono. Anzi, ci espongono, perché non è una diatriba tra loro, ma riguarda tutti.

mercoledì 13 marzo 2024

Scienziati che mi cadono

Durante la pandemia c'erano scienziati che ho stimato e apprezzato molto. Poi, col tempo, alcuni di questi ho cominciato ad apprezzarli meno, finchè sono arrivati quasi a cadermi sotto i piedi. Diciamo che Burioni è uno di questi.

Ora, intendiamoci, se stiamo sui social un po' narcisi, chi più e chi meno, lo siamo tutti, ma quando questo narcisismo e questa pienezza di sé sfociano nell'arroganza, vuol dire che si è passato il segno.

Strette di mano

Boh, non so, io se fossi stato in quel Jorit non avrei mai stretto la mano a Putin. Mai. Allo stesso tempo mi chiedo come possano i leader occidentali stringere la mano a Netanyahu. Cioè, mi chiedo proprio come riescano a farlo.

domenica 10 marzo 2024

Complessità

La complessità e il fascino delle vicende del mondo non sarà mai possibile comprenderli per intero. Ma lezioni come questa possono almeno darci un'idea di questa complessità, autorizzandoci a sorridere (amaramente) quando realizziamo come tale complessità ci viene raccontata dai telegiornali.

Cose intelligenti

Chissa se papa Francesco aveva messo in conto la cascata di accuse di filoputinismo e insulti che gli sono piovuti addosso per avere detto una cosa intelligente? Probabilmente sì, ma l'ha detta lo stesso, conscio che nella civiltà del manicheismo acritico dire cose intelligenti comporta un costo da pagare.

venerdì 8 marzo 2024

Passaggi

Il passaggio all'auto elettrica, e in generale a questo tipo di mobilità, è normale che sia difficoltoso e abbia problemi ad affermarsi. Tutti i grandi passaggi, in ogni campo e in ogni epoca, sono stati difficoltosi. 

Quando agli inizi del Novecento le macchine a motore soppiantarono carrozze e cavalli incontrarono le medesime difficoltà che oggi ha l'elettrico nei confronti del termico: erano costosissime (se le potevano permettere solo nobili e persone agiate) ed era difficoltoso reperire il carburante. 

A queste si aggiungeva una serie di altri problemi: le macchine andavano più veloci delle carrozze e di conseguenza gli incidenti erano più gravi; contadini e possessori di animali si lamentavano per il numero di animali che finivano investiti (cani, galline, pecore ecc.). In più, agli inizi del Novecento le strade non erano asfaltate e quindi c'era il problema della polvere. Insomma, ai suoi esordi l'automobile venne vista più come un problema piuttosto che un'opportunità.

C'è poi da aggiungere che la transizione dalla carrozza all'auto fu graduale e lenta, nell'ordine dei decenni, e la cosiddetta motorizzazione di massa cominciò a dilagare solo a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. 

Per l'elettrico sarà la stessa cosa: la transizione richiederà tempo e i problemi da superare saranno molti. Poi, alla fine, questo nuovo tipo di mobilità farà piazza pulita di tutto il resto e i nostri figli e nipoti guarderanno le immagini sbiadite di quelle auto a motore inquinanti e puzzolenti, esattamente come noi oggi guardiamo le foto in bianco e nero delle carrozze trainate da cavalli che circolavano più di un secolo fa.

martedì 5 marzo 2024

Il ragazzotto

Esco dal lavoro e faccio un salto in biblioteca prima di tornare a casa. Dietro il banco, all'entrata, c'è un ragazzotto stravaccato in qualche modo sulla sedia girevole, intento a muovere lentamente e svogliatamente il mouse del PC. 

Gli riconsegno il libro di Jonathan Franzen e chiedo lumi su un romanzo di Carrère che mi interessa. Il ragazzotto non fa una piega, continua a muovere il suo mouse e poi mi dice, senza scomporsi troppo, che il libro che cerco è fuori e rientrerà fra qualche giorno. Saluto, ringrazio e me ne vado, mentre il ragazzotto continua come se niente fosse a profondersi nella nobile arte di non fare una piega. 

Ma porca miseria, dico io, sei in paradiso (io non credo, ma se credessi immaginerei il paradiso come una immensa biblioteca) e te ne stai lì a cazzeggiare col mouse? Ma prendi un libro e leggi! Niente, lui sta lì a cazzeggiare col mouse, io vado a casa col nervoso.

lunedì 4 marzo 2024

Gli USA sono schizofrenici?

Non so, magari è tutto normale e solo a me sembra una contraddizione. Può essere benissimo. Ma mi chiedo come sia possibile che gli Stati Uniti lancino pacchi di aiuti alimentari dal cielo a Gaza per cercare di aiutare le migliaia di palestinesi che stanno letteralmente morendo di fame, e nello stesso tempo finanzino chi sta provocando questa tragedia umanitaria.

Se non è schizofrenia questa, cos'è? Gli Stati Uniti finanziano da sempre Israele e gli forniscono supporto logistico, armamenti, tecnologie, uomini. La pulizia etnica in corso a Gaza da mesi è supportata dagli USA, i quali, oltretutto, hanno sempre posto il veto su ogni risoluzione dell'ONU che chiedesse il cessate il fuoco (l'ultima in ordine di tempo è quella proposta dall'Algeria).

Quindi, da una parte sei corresponsabile di una tragedia umanitaria che vede migliaia di persone morire letteralmente di fame, dall'altra ti adoperi per cercare di salvarne qualcuna. Io non so a casa vostra come si chiami questo comportamento, da me si chiama schizofrenia.

Promesse d'Abruzzo

L'imperativo è categorico: in Abruzzo bisogna vincere. Ma siccome dopo ciò che è successo in Sardegna il timore dell'effetto traino è fortissimo, ecco che la signora Meloni ha ordinato ai suoi ministri di battere palmo a palmo la regione, tipo re magi col loro carico di doni. Quindi fino a domenica prossima i cittadini abruzzesi avranno grosse probabilità di imbattersi in Salvini, Santanchè, Piantedosi, Lollobrigida, Valditara, Nordio, Urso, Crosetto e compagnia bella, in pellegrinaggio per la regione col loro carico di doni.

E infatti il lato comico (si fa per dire) della faccenda è proprio questo: la gigantesca mole di promesse buttate in fretta e furia in pasto agli elettori nella speranza di strappare il loro voto. Roba da fare girare la testa: sblocco improvviso di fondi incagliati da decenni, opere pubbliche monumentali, apertura di centinaia di cantieri, riqualificazione di tribunali, di ferrovie, di ospedali, addirittura ottimizzazione e accelerazione delle pratiche per ottenere o rinnovare il passaporto. Insomma, quanto basta per trasformare l'Abruzzo in una specie di Svizzera.

Perché l'imperativo è categorico: in Abruzzo bisogna vincere. E se per ottenere la vittoria bisogna prendere in giro qualche elettore, beh, pazienza.

giovedì 29 febbraio 2024

Retorica di guerra


È noto, o almeno dovrebbe essere noto, che le parole hanno un peso. A maggior ragione ha un peso la loro associazione, anche se spesso, complice la fretta con cui generalmente scorriamo i titoli e passiamo oltre, non è immediatamente percepibile. 

Nel caso specifico mi sembra che l'equiparazione tra armi e vaccini abbia un peso notevole e veicoli il messaggio che sia le une che gli altri si possono mettere sullo stesso piano semantico.

Ovviamente non è così. I vaccini servono a salvare vite, e durante la pandemia ne hanno salvate milioni; le armi, al contrario, servono a distruggere vite. Questo sul piano strettamente oggettivo. Sul piano delle narrazioni e degli artifici retorici, che a noi piacciono tanto, l'associazione può avere invece una sua plausibilità, anche perché tutti ricordiamo bene la retorica della pandemia vista come guerra e i vaccini come armi, una retorica che a me francamente è sempre stata sulle balle.

Tutto questo per dire che l'uscita della Von der Leyen l'ho trovata parecchio infelice.

martedì 27 febbraio 2024

La Nato al fronte?

Non so se e quanto ci sia da preoccuparsi riguardo alle voci di un impiego diretto di soldati della Nato nella guerra in Ucraina, specialmente riguardo a eventuali implicazioni. Qui ci sono alcune interessanti riflessioni di Diciotto brumaio.

Coi piedi per terra


La prima cosa da fare è restare coi piedi per terra. La Sardegna ha un milione e mezzo di abitanti, poco più della sola Milano, e di questo milione e mezzo metà è rimasta a casa. Quindi calma e gesso, non mi butterei a capofitto a pensare che questo risultato intacchi qualcosa a livello nazionale.

Detto questo, è fuori di dubbio che è arrivata la prima vera scoppola per la caciottara e soprattutto per il felpato, che dopo l'imbarazzante 3,8 percento rimediato (meno di quello che ha preso Unione sarda), dubito che si farà rivedere a breve da quelle parti. 

Come molti hanno già osservato, una cosa che si può capire da ciò che è successo ieri è che la peggiore destra dell'occidente non è imbattibile e non è neppure quel monolite che dà l'impressione di essere. Sì può battere anche a livello nazionale, a patto che il PD faccia pace con tutte le sue anime, le sue contraddizioni e i suoi personalismi interni, abbia il coraggio di darsi una linea univoca in nome di un bene maggiore e getti via i vecchi screzi che impediscono una sintonia piena coi Cinquestelle.

Il tempo per riuscire a fare tutto questo c'è. La volontà non so. Speriamo. 

domenica 25 febbraio 2024

Sulla paura della morte

Queste sono forse le considerazioni più intelligenti e serie che abbia mai letto sulla morte e sulla paura della morte. E sorrido sempre ogni volta che penso a tutto quello che l'uomo si è inventato e immaginato per tentare di lenirla.

Carlo Rovelli
L'ordine del tempo

La civiltà dell'argomento fantoccio

Dopo i fatti di Pisa e Firenze abbiamo assistito a un'esplosione della tecnica retorica chiamata argomento fantoccio. Si tratta di una fallacia logico-retorica che ha il fine di controbattere a un argomento rappresentandolo in maniera volutamente errata o distorta ricorrendo a false deduzioni, estremizzazioni, semplificazioni e altri trucchetti. È una tecnica usata da sempre nella comunicazione politica pubblica ma che negli ultimi anni ha visto un esponenziale aumento del suo utilizzo. 

È stato pubblicato qualche anno fa un ottimo saggio di Gianrico Carofiglio chiamato Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose, in cui lo scrittore descrive questa e altre fallacie logiche nella comunicazione politica pubblica. È un saggio breve, poco più di un centinaio di pagine, ma istruttivo e illuminante nell'analizzare queste tecniche.

Ma torniamo all'argomento fantoccio. Un esempio a caso tra i tanti che si potrebbero menzionare è evocare "processi alle forze dell'ordine", come ha fatto ieri Tajani. Dove si nasconda qui la fallacia logica è abbastanza evidente. Chi infatti chiede che le forze dell'ordine rispondano di eventuali abusi non invoca processi generalizzati a tutti, ma solo a chi si è reso responsabile dei suddetti abusi. La generalizzazione di Tajani è una fallacia logica che ha lo scopo di spostare surrettiziamente la discussione sul secondo argomento (processi generalizzati a tutti gli appartamenti delle forze dell'ordine) per contrastare il primo (processi ai soli responsabili di abusi). Lo scopo è di buttarla in caciara ed evitare di affrontare il nocciolo della questione.

È una tecnica utilizzatissima anche sui social, spesso in maniera del tutto involontaria. Mi è capitato, sempre in riferimento alle proteste per chiedere il cessate il fuoco a Gaza di venerdì, di leggere ad esempio cose tipo: "Ci dovrebbero essere motivi più seri per cui protestare, come lavoro, sanità..." Anche qui l'evidenza della fallacia logica, che in questo caso fa leva sul noto "benaltrismo", è evidentissima: il secondo argomento è fittizio e viene messo in campo con lo scopo di evitare di dibattere sul nocciolo della questione (gli abusi) e mettere così in difficoltà l'interlocutore.

Il modo per venirne fuori è abbastanza semplice: restare sul punto. L'interlocutore ti vuole portare fuori dal nocciolo della questione? Tu tieni il punto. Rimani sul nocciolo. Non è sempre facile farlo, anche perché la tentazione di seguire l'interlocutore nel suo tentativo di cambiare oggetto del dibattere è spesso fortissima, ma bisogna farlo. E con un po' di allenamento ci si riesce.

sabato 24 febbraio 2024

Manganellate

Non so se, come scrivono alcuni, le manganellate di ieri agli studenti di Pisa e Firenze riportino al clima del G8 di Genova. Quello che è certo è che non esiste alcuna giustificazione reale di quanto è successo. Gli studenti sfilavano in corteo pacificamente, come dimostra ogni video in circolazione. E non è una giustificazione nemmeno il fatto se la sfilata fosse autorizzata o meno e se, eventualmente, avesse deviato dal percorso prestabilito. Quando si sfila in maniera pacifica per strada, niente giustifica violenza e manganelli.

La giurista Vitalba Azzollini, su X, commenta così il comunicato della Polizia di Stato col quale si cerca, grottescamente, di giustificare quanto successo. Mi pare non serva aggiungere altro.

 

venerdì 23 febbraio 2024

La vita è bella?


Mamma mia che palle questa eterna e puerile retorica della vita che è bella. La vita non è per definizione né bella né brutta, può essere entrambe le cose. Può essere anche un inferno e gravata da carichi di dolore e sofferenza tali da portarti al suicidio. Non è che perché a te è andata bene allora va bene a tutti.

E invece no, persiste indisturbata in ogni dove questa grottesca e stucchevole retorica. Non è ora di crescere e di cominciare a raccontare le cose come sono?

giovedì 22 febbraio 2024

Galimberti da Augias

Nell'ultima puntata de La torre di Babele Corrado Augias ha avuto ospite Umberto Galimberti, filosofo che a me piace molto. Hanno parlato per un'oretta di nichilismo, giovani, insegnamento, scuola, società. Avendo letto quasi tutti i suoi libri e avendo visto millemila sue conferenze sapevo già come avrebbe risposto alle domande di Augias, ma è comunque stata una puntata molto interessante.

Sia i libri di Augias che quelli di Galimberti affollano da sempre la mia libreria, quindi è stato un po' come ritrovare in video due vecchi amici.

La puntata integrale, per chi fosse interessato, è qui.

mercoledì 21 febbraio 2024

Visibilità diverse

Non so se i media mainstream siano corrottissimi, come dicono il professor Orsini e altri, ma è un fatto che sulla vicenda Navalny si continuano a riempire pagine su pagine su pagine, mentre per trovare qualcosa su Julian Assange (oggi si deciderà sulla sua estradizione negli USA) bisogna andare a pagina 15 e cercare in un piccolo trafilettino in basso a destra.

La vicenda Navalny è piu importante della vicenda Assange? Evidentemente sì. Ma perché devono essere i media a deciderlo? Perché per leggere che Netanyahu ha ammazzato finora 30.000 persone di cui il 70% bambini devo andare sui siti di Medici senza frontiere, Save the children, Emergency ecc. e non lo posso leggere su Corriere e Repubblica?

Io voglio vivere in un mondo dove l'informazione dà tutte le notizie, va a guardare tutto quello che succede e lo riporta con visibilità nei limiti del possibile paritaria, in modo che sia io lettore a valutare cosa è più importante. Non ho bisogno di una balia che mi curi e mi protegga e che mi dica quello che devo o non devo sapere. A me 'sta cosa fa girare le scatole in una maniera assurda.

martedì 20 febbraio 2024

L'inquinamento e noi


Vivere in uno dei posti più inquinati del pianeta - no, vabbe', non esageriamo, diciamo d'Europa, via - può fare venire in mente alcune cose.

A me ad esempio viene in mente una bellissima lezione di Telmo Pievani in cui il grande biologo parlava del problema della plastica in mare che entra nel ciclo alimentare dei pesci, e quindi arriva poi sulle nostre tavole, facendogli concludere che noi Sapiens siamo l'unica specie su questo pianeta a cibarsi dei rifiuti che produce. 

Vista la situazione della Pianura Padana, direi che siamo anche l'unica specie del pianeta a respirare i veleni che produce. Non male, vero?

lunedì 19 febbraio 2024

Limitazioni e identificazioni

Magari dico una stupidaggine, ma credo che su questo punto Piantedosi abbia ragione: essere identificati non è di per sé una limitazione della libertà personale, altrimenti lo sarebbe anche il normale controllo dei documenti quando si viene fermati per strada. 

Si può (e si deve) invece discutere sulla valenza di quelle identificazioni, ossia sul loro scopo più o meno recondito. Qui, forse, materiale per dibattere ce n'è.

domenica 18 febbraio 2024

Inasprimento della pena

In seguito alla tragedia di Firenze, la ministra Calderone valuta una stretta normativa e l'introduzione di una nuova fattispecie di reato: omicidio sul lavoro. Prosegue così una tendenza, specchio di un vero e proprio tratto culturale, tipica di ogni governo di destra, che vede nell'aumento della repressione la soluzione di ogni problema. 

A livello socio-psicologico ormai la storia insegna che certi problemi socialmente rilevanti non si risolvono con repressione e inasprimento di pene. Negli stati USA dove esiste la pena di morte non ci sono meno reati rispetto agli altri; per restare qui a casa nostra, l'introduzione del reato di omicidio stradale non è stato un deterrente e non ha concorso a una maggiore responsabilizzazione degli automobilisti, e si potrebbe continuare.

Pensare che introdurre il reato di omicidio sul lavoro possa arginare il fenomeno delle morti bianche è una pia illusione che, esattamente come l'omicidio stradale, fonda la sua ragione d'essere sull'onda emotiva del momento e sa molto di populista.

Dal punto di vista della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, l'Italia è uno dei paesi più avanzati, almeno alla pari coi maggiori paesi europei. Quindi il problema non è la carenza di leggi in materia di sicurezza, il problema è farle rispettare, esattamente come non serviva il reato di omicidio stradale ma si sarebbe dovuto intervenire maggiormente su educazione e potenziamento dei controlli su strada.

Quello delle morti sul lavoro è un problema che ha radici culturali e anche economiche (la vita umana subordinata al profitto) e fa sorridere (amaramente) pensare di risolverlo per via repressiva.

sabato 17 febbraio 2024

Siamo degli eterni Peter Pan

Sono tornato adesso da una bellissima camminata in collina e, tra le altre cose, ho ascoltato questa strepitosa lezione di Telmo Pievani. Se questi argomenti vi interessano, prendetevi mezz'oretta e godetevela.

venerdì 16 febbraio 2024

Navalny e noi

Chi ha letto La Russia di Putin, di Anna Politkovskaja, o qualunque altro suo libro, forse non è troppo stupito della morte di Navalny. Nella Russia di Putin, come in molti altri posti al mondo, non si può dissentire né contestare il potere se non pagando prezzi molto alti, purtroppo.

Detto questo, a me piacerebbe che la stessa, sacrosanta indignazione per la morte di Navalny fosse dedicata a Julian Assange, perché anche noi abbiamo le nostre pagine oscure.

mercoledì 14 febbraio 2024

Ringraziamenti

Una delle cose che ho apprezzato di più del bellissimo monologo di Allevi a Sanremo è stata il sentito ringraziamento ai medici, agli scienziati e alla ricerca scientifica. È infatti grazie a tutti questi soggetti se è potuto tornare, dopo due anni dalla scoperta della malattia, a spingere i tasti di un pianoforte.

Non è una cosa da poco. In casi simili si è abituati a sentire pazienti che ringraziano Dio, oppure gridano al miracolo, senza rendersi conto della enorme fallacia logica di questo assunto (se Dio ha avuto il potere di guarire qualcuno, aveva anche quello di evitare che quel qualcuno si ammalasse. A che scopo permettere una malattia per poi guarirla?).

Non è una polemica, la mia, intendiamoci, solo un segnale di apprezzamento per questa dimostrazione di razionalità e serietà, oggi così latitanti.

martedì 13 febbraio 2024

Procrastinare

Toh, ad un tratto scopro che la tendenza a procrastinare, che alberga nel mio DNA fin da quando sono venuto al mondo, non ha la valenza negativa che tutti pensano. 

Tutt'altro. 

Scoprire questa cosa mi ha parecchio ringalluzzito, e da ora in avanti indulgerò alla nobile arte della procrastinazione eliminando quel piccolissimo barlume di senso di colpa che ogni tanto fa capolino quando rimando a domani (eufemismo: ai giorni successivi) ciò che potrei fare oggi.

Grazie, Zygmunt Bauman, mi hai cambiato la giornata :-)


domenica 11 febbraio 2024

Ghali e il genocidio


Non ho capito bene perché l'ambasciatore israeliano in Italia se l'è presa con Ghali per aver chiesto che Israele interrompa il genocidio dei palestinesi. Io non so se tecnicamente ciò che sta facendo Israele sia genocidio, pulizia etnica o altro, ma non credo che il succo della questione cambi granché. E alla luce di quello che sta succedendo, quando Netanyahu dice che la guerra non finirà finché Hamas non sarà estirpato immagino che intenda dire finché tutti i palestinesi saranno estirpati.

Guardi, caro ambasciatore, che tutti noi abbiamo ben presente il pogrom del 7 ottobre, e tutti noi ci siamo indignati per i 1300 israeliani uccisi da Hamas. Ma la risposta di Israele: 30.000 vittime finora di cui grandissima parte civili (uomini, donne, vecchi, bambini), bombardamenti sistematici di scuole, ospedali, campi profughi non hanno alcuna giustificazione e non c'entrano più niente col diritto di difendersi. Abbiamo smesso di credere a babbo natale tanto tempo fa.

(Sulla richiesta di Gasparri che la Rai si scusi con Israele non mi pronuncio per decenza.)

sabato 10 febbraio 2024

Emolumenti

Anche a me infastidisce il compenso di Amadeus, ma non ha molto senso prendersela con lui e continuare a raffrontare i suoi emolumenti con quello del pensionato a 450 euro al mese che va a cercare ortaggi scartati al mercato. È il sistema economico che abbiamo costruito e su cui si basa ormai tutta la nostra civiltà che semmai va messo sul banco degli imputati, ossia l'ultra liberismo economico, quello che Guccini definiva "lo spietato capitale".

Anche a me risulta intollerabile che Cristiano Ronaldo guadagni in un'ora quello che io guadagno in un mese, ma ormai non ci si può fare più niente. E non è colpa né di Ronaldo né di Amadeus. Se proprio si vuole trovare un colpevole occorre cercarlo nel sistema di cui sopra, dove il denaro chiama denaro e dove la vita delle persone è decisamente insignificante rispetto alle strutture economiche che la governano. Un sistema che per definizione è generatore di disuguaglianze perché si basa sull'accumulazione fine a sé stessa. Se poi ci aggiungiamo l'innata passione umana per il denaro, il cerchio si chiude.

Il problema si potrebbe risolvere adoperando una parolina magica: redistribuzione. Redistribuzione del reddito, della ricchezza, del cibo (oggi si produce una quantità di cibo che sarebbe sufficiente a sfamare 12 miliardi di persone, eppure larga parte dell'umanità muore di fame mentre un'altra parte muore per problemi legati all'obesità). Ma è una parola, redistribuzione, che non si può nominare, e qualsiasi governo che la proponesse come punto di un suo programma avrebbe la matematica certezza di non governare mai.

Quindi non se ne esce. Se ne uscirà, forse, e allora saranno dolori, quando l'intero sistema collasserà. Perché prima o poi collasserà. Sfido qualsiasi teorico dei sistemi a scommettere che un sistema così squilibrato e sballato potrà durare ancora a lungo. 

Nel frattempo prendiamocela pure con Amadeus.

Luciano Canfora

Conoscevo già Luciano Canfora, ma qui mi ha spiazzato. Una cultura sterminata come forse neppure Eco aveva; capace di passare con nonchalance da Churchill a san Paolo, da Anassimandro a Croce. Grandissimo. Mezzora di dialogo tra Augias e Canfora vale più di 100 Sanremo.

mercoledì 7 febbraio 2024

M90


M90. Neanche un nome hanno dato a questa povera bestia. Una sigla alfanumerica, come se fosse il pezzo di ricambio di un elettrodomestico invece che un essere vivente come noi.

D'altra parte viviamo nella società e nella cultura degli allevamenti intensivi lager, dove gli animali sono oggetti, cose, e vengono fatti nascere solo per poi essere uccisi, per soddisfare la voglia di carne della parte più piccola e ricca (e viziata) della popolazione del mondo, ché la stragrande maggioranza, quella più povera, non se la può permettere.

M90, come un cestello di una lavatrice.

martedì 6 febbraio 2024

Rendere bene i concetti


(Vittorino Andreoli - L'educazione (im)possibile)

Valditara e le "punizioni"

Boh, non sono un esperto, ma Valditara che di fronte alle recenti aggressioni a professori propone una legge per rafforzare il valore del voto in condotta mi lascia parecchio perplesso. La finalità - dice - sarebbe quella di obbligare gli studenti che si rendono colpevoli di tali atti a svolgere attività di solidarietà sociale in modo che possano riflettere e imparare il rispetto per gli altri.

A mio avviso gli studenti che fanno queste cose sono perduti, e se nessuno li ha educati quando sarebbe stata ora; se nessuno gli ha fatto fare il passaggio dalla fase pulsionale a quella emotiva e poi sentimentale, non credo che lo faranno le imposizioni che vuole Valditara. Ma magari sbaglio, eh.

Per pura casualità sto leggendo in questi giorni un saggio di Vittorino Andreoli sull'educazione, e credo che se lo leggesse anche Valditara, si convincerebbe da sé circa l'inutilità di posticce misure di educazione forzata.

domenica 4 febbraio 2024

Tre cose

Sono stato un paio di giorni al Passo Sella. Era da un po' che non andavo in Trentino e tre cose mi sono rimaste impresse, la prima bella, le altre così così. La cosa bella è Francesca, mia figlia minore, che è voluta andare a fare la stagione invernale lassù e che ho riabbracciato dopo quattro mesi che non vedevo. L'ho trovata felice e serena, soddisfatta del lavoro e dell'ambiente che ha trovato, e se i figli sono sereni, i genitori lo sono di più.

Una cosa così così, invece, riguarda il meteo. Ieri e oggi a Canazei ci sono stati sole, temperature elevate e poca neve. Nel primo pomeriggio c'erano 8° e 8° da quelle parti in febbraio non sono normali, per niente. La titolare del rifugio in cui lavora Francesca ci ha detto che temperature simili in febbraio non si sono mai viste. C'è qualcosa che non va, è palese, non so come facciano molti a negare ancora che il clima sta impazzendo.

La terza cosa così così sono... come definirli... quelli che nelle autostrade a tre corsie per senso di marcia si ostinano a viaggiare a 100 km/h in quella del mezzo. Ma porca trota, qual è la tara cognitiva che impedisce a questi individui di capire che non sono il centro dell'universo e che l'universo non ruota intorno a loro? 

Fosse un normale giorno feriale, vabbe'. Uno può dire: la corsia di destra è piena di camion, sto in quella centrale. Ci sta. Ma oggi è domenica, i camion sono rari come una cosa intelligente detta da Pillon, vuoi stare a destra senza costringere il prossimo a prodursi in una gara di slalom? 

Niente, non ce la possiamo fare. Uno vede tre corsie e sta nel mezzo. Perché tutto ruota attorno a lui, carreggiata o universo che sia.

venerdì 2 febbraio 2024

Forse tutto è cominciato qui (patriarcato, maschilismo ecc.)


Vittorino Andreoli - L'educazione (im)possibile 

Libero arbitrio?

Quando Fabio Fazio, intervistando papa Bergoglio a Che tempo che fa, gli ha chiesto come è possibile che l'uomo uccida e faccia il male se è fatto a somiglianza di Dio, il papa ha risposto come rispondono tutti in questi casi: Dio ha creato l'uomo ma l'uomo è libero di scegliere cosa fare, come comportarsi, come agire, perché ha il libero arbitrio. È la risposta classica che chiunque riceve andando dal proprio parroco a chiedere la stessa cosa. Una risposta che a mio avviso non sta in piedi per almeno un paio di motivi.

Il primo è che l'arbitrio non è libero. Il libero arbitrio è un concetto filosofico, ma anche teologico, secondo il quale le scelte che facciamo originano esclusivamente da noi, senza influenze ed interventi esterni. Ma in realtà non è così, perché quelle influenze ci sono e sono originate dall'educazione che abbiamo ricevuto, dai libri che abbiamo letto, dai maestri che abbiamo avuto. Che sono tutte influenze esterne. Per essere davvero libero, il nostro arbitrio dovrebbe appoggiarsi a una specie di... come dire... tabula rasa educativa, a una assenza di qualsiasi forma di educazione e di indirizzo della nostra vita. Il libero arbitrio, quindi, per essere davvero libero dovrebbe basarsi su mere pulsioni. Ma ciò, a meno che non si sia cresciuti in una giungla in totale assenza di altri esseri umani, non è possibile, evidentemente.

Esempio. Io ho la possibilità di ingannare una persona. La ingannerò, oppure non la ingannerò, non basandomi su una pulsione (libero arbitrio) ma in base al tipo di educazione ricevuta (arbitrio influenzato). Se i miei genitori e i miei maestri mi avranno inculcato il valore dell'onestà, io, molto presumibilmente, non la ingannerò. Ma se invece sono cresciuto in un ambiente familiare e sociale in cui la furbizia e l'inganno non sono considerati atteggiamenti riprovevoli, probabilmente la ingannerò. Tutti agiamo e facciamo scelte in base alla formazione che abbiamo ricevuto, non in base al caso o alle pulsioni. Ecco perché, a mio avviso, il concetto di libero arbitrio non regge.

Il secondo motivo per cui la risposta del papa (e dei preti) è fallace è che il libero arbitrio non è compatibile con l'onniscienza di Dio. Uno dei pilastri su cui si basa la religione cattolica (ma anche le sue varianti) è che Dio è onnipotente e onnisciente. Quando io ero un imberbe giovinetto e andavo a catechismo, don Natale ci spiegava che il concetto di tempo non esiste per Dio, perché lui conosce ciò che è successo, ciò che succede, ciò che succederà. La fine e l'inizio degli accadimenti dell'universo sono già tutti sotto i suoi occhi. Ma se sa già ciò che succederà, significa che sa anche come mi comporterò io, se ad esempio ingannerò l'altra persona oppure no. Allora qui si entra in un corto circuito: se le mie scelte e il mio agire sono già conosciuti da Dio, il libero arbitrio va a farsi benedire. E qui, quella che Massimo Cacciari definirebbe come aporia è evidentissima. 

Ecco perché ho sempre pensato che la faccenda del libero arbitrio sia tutto sommato niente di più di un comodo alibi, comodo ma epistemologicamente inconsistente. Se infatti è vero, come è vero, che l'uomo voluto da Dio da quando ha messo piede sulla terra ha sempre ammazzato i suoi simili e che la conflittualità è da sempre la principale forma di interazione tra gli esseri umani, qualcosa non torna. E qui nasce il sospetto che con l'argomento del libero arbitrio si voglia sollevare Dio dalla responsabilità di aver creato un essere con spiccatissime ed evidentissime propensioni a fare il male. 

Naturalmente queste sono speculazioni basate sulla razionalità, quindi per principio incompatibili con l'irrazionalità, che non solo è propria di chi crede ma è propria dell'essere umano (credente o non credente che sia). Nelle questioni religiose, del resto, la fede precede sempre la ragione, tanto che pure sant'Agostino diceva che per poter capire bisogna credere, anche se io sarei più propenso a dire che credere serve semmai ad accettare, non a capire.

Il Salvini che è in noi


Se qualcuno si chiede come sia possibile che certi politici raggiungano simili livelli di abiezione - sì, mi riferisco a come Salvini ha sfruttato il dramma di Ilaria Salis per raccattare un pugno di voti - sappia che quei politici siamo noi.

La storia insegna che la classe politica esprime sempre il paese che governa. Forse non in tutti, ma in tanti di noi si nasconde un piccolo Salvini opportunista, cinico, razzista, sessista, egoista, furbo, menefreghista. Basta uscire di casa e entrare in un bar, per la strada, in piazza per sentire gli stessi discorsi dei Salvini, delle Meloni e compagnia cantante. 

Non ne usciremo mai se non cominceremo da noi.

giovedì 1 febbraio 2024

L'ultima missione di Gwendy


Non capita spesso che mi commuova leggendo un romanzo, ma questo mi ha fatto venire gli occhi lucidi. 

È un fantasy, certo, ma il genere letterario è solo il "contenitore", e dentro ci si può mettere tutto. E qui c'è tutto: i rapporti genitori-figli, le scelte morali, il tema del fine vita, il bene e il male. Ho anche imparato molto sull'Alzheimer e su come può influire relativamente alla qualità della vita.

Gli amanti di King scopriranno, disseminate qua e là, tracce e collegamenti con personaggi, situazioni, luoghi iconici dell'universo kinghiano, ed è come tuffarsi nel tempo che fu.

In conclusione, un romanzo splendido.

mercoledì 31 gennaio 2024

73

Ieri festeggiava 73 anni il grande Phil Collins. Quando nell'85 salì sul palco del Live Aid per suonare Against all odds, sbagliò un passaggio al pianoforte dopo la prima strofa. Fece una smorfia mista a un mezzo sorriso perché l'errore è avvertibile anche a chi non mastica musica. 

Ma ci sta, eh. Per quanto tu possa essere abituato a suonare dal vivo, quando sei a Wembley e in diretta TV ti seguono un paio di miliardi di persone, anche i più scafati possono sbagliare.

Auguri (in ritardo), Phil.


martedì 30 gennaio 2024

Ilaria Salis

Di solito seguo ciò che succede e sono abbastanza informato su tutto. Tuttavia solo oggi ho appreso della assurda e tragica vicenda di Ilaria Salis. 

E niente, sono allibito.

Qui c'è un resoconto breve ma ben fatto di Andrea Scanzi.

domenica 28 gennaio 2024

Etnia italiana

A questo link Telmo Pievani spiega perché non ha senso blaterare di etnia italiana. Lo spiega serenamente, senza polemiche, anche se immagino che dentro di sé pensi ai tanti tromboni di questo governo da sempre ossessionati dal pallino dell'italianità.

Ma se avete un'oretta di tempo ascoltate tutta la conferenza, è spettacolare. Specialmente la prima parte, dove il grande biologo spiega che circa 800.000 anni fa i nostri antenati sono entrati in quello che nell'evoluzione si chiama collo di bottiglia, ossia una drastica diminuzione di popolazione, in quel caso dovuta a un prolungato e particolarmente intenso periodo glaciale. 

Gli studiosi hanno stimato, attraverso complicatissimi calcoli basati sulla genetica, che in quel particolare frangente sulla terra erano rimasti appena 1200-1300 individui in grado di riprodursi (di un'altra specie, ovviamente, noi Sapiens siamo arrivati molto dopo). In pratica siamo stati letteralmente a un passo dall'estinzione, anche se poi ce l'abbiamo fatta lo stesso. Incredibile, a pensarci.

Pornografia del dolore

La donna che ha abbandonato il figlio di pochi mesi all'ospedale di Aprilia, un luogo protetto, l'ha presumibilmente fatto per disperazione, non per altro. E dare in pasto alla nazione il video dell'abbandono ripreso dalle telecamere interne dell'ospedale non ha nessuna giustificazione che non sia l'umiliazione a livello nazionale di quella povera donna.

I media che a reti unificate hanno rilanciato il video, ossequiando così il rituale della pornografia del dolore, immagino siano gli stessi che poi di solito si indignano, sempre a reti unificate, quando i bambini vengono lasciati nei cassonetti della spazzatura.

sabato 27 gennaio 2024

La perfidia delle biblioteche

Le biblioteche sono luoghi perfidi. Tu vai lì con l'intenzione di riportare dei libri e di venire via senza niente, ché a casa in attesa ne hai già millemila, ma loro niente, non ti fanno tornare a mani vuote. Sono bastarde, le biblioteche.

Stamattina sono andato qui a Poggio Berni a riportare tre libri e mi sono imposto di consegnarli e uscire senza battere ciglio e senza buttare l'occhio agli scaffali. Ci sono riuscito? Ma manco per niente, anche se parte della colpa è della perfida bibliotecaria, la quale, quando già mi ero avviato a passo deciso, se n'è uscita con la frase fatale che mi ha inchiodato prima di arrivare alla porta: "Sono arrivati questa settimana dei libri nuovi, se vuoi darci un'occhiata..."

Maledetta, ho pensato tra me e me, non dovevi dirmelo! Perché l'hai fatto? PERCHÉ?

Potevo andarmene dicendo: "No grazie, sono a posto"? Certo che potevo, ma sono un essere umano, con tutte le sue fragilità tra cui l'incapacità di resistere alle tentazioni (chi era, già, che diceva che il modo migliore per sfuggire a una tentazione è cedervi? Ho un attimo di vuoto).

Quindi alla fine ho ceduto e con molta soddisfazione ho portato a casa L'ultima missione di Gwendy, il romanzo che chiude la trilogia di Gwendy dell'immenso Stephen King, e Stella Maris, del grande Cormac McCarthy.

Con buona pace di tutti i buoni propositi del mondo.

Amen.

A me oggi viene sempre in mente questa

 


giovedì 25 gennaio 2024

La misura del consenso


Che l'agire politico fosse dettato esclusivamente dal consenso, fino ad ora era un non detto. Cioè, lo sapevano tutti, sia i politici che gli elettori, ma esisteva ancora una specie di pudore nell'ammetterlo esplicitamente, perché comunque si voleva dare l'idea che prima del consenso venisse l'interesse collettivo, il quale spesso e volentieri confliggeva col consenso.

Oggi questo tabù è caduto e i politici ammettono candidamente che il faro che li guida è il consenso. Siccome nella società di oggi l'elettorato è però per gran parte "liquido", e ce ne si rende conto facilmente anche senza avere letto Bauman, ne consegue che i politici, per rincorrere il famoso consenso, si producono in ridicole contraddizioni a una velocità impressionante. 

Prendete Salvini (ma di esempi se ne potrebbero fare a iosa), uno che ha fatto dell'inseguimento del consenso una ragione di vita: su tutto lo scibile umano ha detto nel corso del tempo tutto e il contrario di tutto, a cominciare dal ponte sullo stretto (fino a qualche anno fa era contrarissimo alla sua realizzazione) via via andando indietro.

Naturalmente è impensabile immaginare oggi una politica che basi la sua azione sui principî e sulla lungimiranza anche a costo di perdere seguito, invece che sulla rincorsa del consenso immediato e ondivago. In passato le cose erano diverse, esempi virtuosi in questo senso ce ne sono, oggi va così, e i danni prodotti da questo modo di fare sono sotto gli occhi di tutti.

lunedì 22 gennaio 2024

Professori in pensione


Alessandro Barbero va in pensione e a me dispiace per gli studenti della sua università, che non assisteranno più alle sue lezioni. 

Barbero è un grande e se quando andavo a scuola l'avessi avuto come professore, magari la storia l'avrei apprezzata di più. D'altra parte non è un mistero che generalmente si studiano con più impegno le materie dei professori più carismatici, che affascinano di più. Lo aveva capito già Platone quando diceva che per aprire la mente dei ragazzi devi prima aprirgli il cuore.

Vabbe', per noi che leggiamo i suoi libri e seguiamo le sue conferenze su YouTube, tanto di guadagnato.

sabato 20 gennaio 2024

30 all'ora

Anni fa sono stato qualche giorno a Graz, nel periodo in cui mia figlia maggiore svolgeva là l'Erasmus universitario. A Graz, che conta 330.000 abitanti, il limite dei 30 km/h esiste dal 1992 ed è una città in cui le biciclette sono molto più numerose delle macchine e il sistema di trasporti pubblici efficientissimo.

Altre grandi città europee in cui il limite dei 30 km/h esiste già da anni sono Londra, Nantes, Bilbao, Zurigo, Edimburgo, Helsinki, Valencia, Bruxelles, Amsterdam, Barcellona, Madrid, e tutti gli studi fatti dimostrano che queste città hanno avuto ricadute positive sotto ogni punto di vista: incidenti, gravità degli stessi, inquinamento, traffico, rumore; senza contare l'aumento del ricorso ai mezzi pubblici e all'uso delle biciclette. 

Quindi, sinceramente non capisco tutte le polemiche dopo la decisione del comune di Bologna di fare altrettanto.

Sotto la superficie

La critica a Israele per la pulizia etnica e i massacri che sta facendo a Gaza non c'entra niente con l'antisemitismo. Non esiste alcuna automatica equivalenza. La critica è rivolta a quella fazione del governo israeliano capeggiata da un presidente criminale responsabile di ciò che sta succedendo a Gaza. 

Se questo significa essere antisemiti, allora devono essere bollati come tali anche tutti gli ebrei che in Israele e in giro per il mondo sono contrari ai bombardamenti sui civili di Gaza e vedono Netanyahu come l'ostacolo principale a qualunque tentativo di avviare forme di negoziato. 

La comunità ebraica newyorkese da due mesi sta attuando imponenti forme di protesta in tutta la grande mela chiedendo che Netanyahu smetta di uccidere civili a Gaza. Sono antisemiti anche loro? No.

Il più grande dramma della nostra epoca è che non siamo più abituati a rapportarci alla complessità, è tutto bianco o nero. O di qua o di là. Le sfumature, i passaggi intermedi, le analisi che scendono un po' sotto la superficie non siamo in grado di farle né di capirle. Il nostro sistema di pensiero è ormai equiparabile al codice binario del linguaggio macchina dei computer: 0/1, sì/no, bianco/nero. Tutto quello che sta in mezzo è superfluo, e il grottesco di tutto ciò è che con quel 0/1 pretendiamo di vivere in una società complessa. 

Auguri a noi.

Tempi passati


La settimana scorsa sono andato a visitare l'ipogeo di Piagge. Girando per il paese sono entrato in un bar per un caffè e ho notato questo juke-box. Mi sono avvicinato e l'ho guardato, immaginando che avesse pura valenza ornamentale. Invece funzionava perfettamente, e senza bisogno di monete, come mi ha assicurato il titolare del bar con cui mi sono intrattenuto per due brevi chiacchiere. 

Mentre lo guardavo mi è tornato alla mente il periodo in cui ero bambino. Certe sere d'estate andavo a passeggio a Viserbella con mio padre e ogni tanto lui andava a prendere il caffè all'Elvetia, sulla piazza principale. Dentro il locale c'era un juke-box simile a quello che ho visto la settimana scorsa e ricordo che mio padre mi dava sempre una o due monete per ascoltare qualcosa. 

Mi piaceva Celeste nostalgia, di Cocciante. E poi un'altra di Alberto Camerini di cui non ricordo più il nome. Bei tempi e bei ricordi.

mercoledì 17 gennaio 2024

Ci ha provato

Politicamente sto agli antipodi di Zaia, ma gli riconosco il merito di averci provato.

(Il tutto sempre in attesa di una legge nazionale sul fine vita di cui si parla da 40 anni, e che visto l'andazzo non arriverà neppure entro i prossimi 40.)

lunedì 15 gennaio 2024

Lo guerra è un "good business"

Mi pare che pochi si siano soffermati sull'unica cosa a mio avviso degna di nota detta ieri dal papa intervistato da Fazio, e cioè che le guerre si fanno e si tende a prolungarle anche perché ci sono dietro interessi economici elevatissimi. La produzione di armi nel mondo è infatti un business estremamente redditizio e molti leader di nazioni lo ammettono ormai pubblicamente senza nessuna remora, come fece Biden qualche tempo fa quando ammise che la guerra è un "good business".

Altra affermazione di portata notevole del papa: le guerre si cerca di prolungarle perché servono per testare sul campo, in diretta, nuove armi. Cosa che facciamo anche noi, ovviamente; anzi noi occidentali siamo tra i più attivi in questo senso, come dimostrò un paio di anni fa un'inchiesta del NYT, il quale mise in luce come dietro la nobile facciata dell'aiuto all'Ucraina aggredita si nascondessero in realtà, da parte della Nato, operazioni molto meno nobili per testare sul campo nuovi tipi di armamenti. Inchiesta che ovviamente passò qua da noi sotto silenzio perché, insomma, che anche la gloriosa Nato abbia qualche scheletro nell'armadio è cosa da non reclamizzare troppo.

Dà un po' di conforto vedere che c'è ancora una voce mediaticamente rilevante come quella del papa a dire cose scomode. Perché un conto è che le dicano gli scalcinati Di Battista, Santoro, Orsini e Odifreddi su YouTube, altro conto è che le dica il papa in TV davanti a 12 milioni di telespettatori. 

C'è stato anche un momento di ilarità quando, alla domanda di Fazio su come possa l'uomo fare il male se è fatto a immagine e somiglianza di Dio, Bergoglio ha tirato in ballo il vecchio ritornello secondo cui l'uomo è libero di scegliere se fare il bene o il male. Ovviamente nel poco spazio a sua disposizione non poteva certo iniziare una dotta disquisizione sulla teodicea di Leibniz, ossia sul problema della sussistenza del male nel mondo in rapporto alla giustificazione della divinità e del suo operato, problema su cui teologi e filosofi si accapigliano praticamente da sempre.

Nel complesso mi sembra che quella del papa, probabilmente l'unico pacifista vero ancora in circolazione, sia stata una buona ed efficace performance. Non sarebbe male sentire dire queste cose da qualche leader sedicente di sinistra.

venerdì 12 gennaio 2024

Giochini

La melina che fanno i leader della maggioranza di governo sulle candidature alle europee (anzi la melina che fa la Meloni, Tajani e Salvini hanno già detto che non si candideranno) ha scopo meramente ludico. Sono infatti mosse di facciata che si inseriscono nell'alveo del contenzioso sui rapporti di forza tra i partiti della suddetta maggioranza. 

Si tratta tra oltretutto, come scrivono quelli del Post, di candidature virtuali. Il ruolo di parlamentare europeo è infatti incompatibile con incarichi di governo e se anche la Meloni venisse eletta in Europa dovrebbe dimettersi un minuto dopo e rinunciare all'incarico europeo. 

Perché Salvini non si candida mentre Meloni probabilmente sì? E perché, invece, alle europee del 2019 si candidò? Cito dal Post: "Il cambio radicale di orientamento di Salvini, oggi, è dettato da ragioni di opportunismo politico. I motivi di questo ripensamento sono sostanzialmente due. Il primo ha a che vedere coi rapporti di forza dentro la coalizione di governo. Meloni ha un cospicuo favore popolare, e Fratelli d’Italia è dato dai sondaggi a una percentuale di consensi che oscilla tra il 25 e il 30 per cento, mentre la Lega è tra il 7 e il 10. È verosimile che la candidatura di Meloni produca un ulteriore sbilanciamento verso Fratelli d’Italia, e questo renderebbe un risultato ancora peggiore della Lega, tale da mettere in imbarazzo il partito. Se del resto Salvini si candidasse a sua volta, il rischio per lui sarebbe duplice: da un lato ottenere molti meno consensi rispetto al 2019, e dall’altro marcare la distanza tra il suo consenso personale e quello di Meloni. In breve l’interesse di Salvini è prima di tutto scongiurare la candidatura di Meloni."

Questi giochini e calcoli naturalmente non li fanno solo a destra, sono una usanza consolidata in ogni dove, e questo mi pare che racconti parecchie cose riguardo al valore attuale del fare politica.

giovedì 11 gennaio 2024

Ricorrenze


25 anni fa se ne andava il grande De André. Se fosse ancora vivo, oggi sarebbe un anziano signore di 84 anni che forse avrebbe ancora molto da dire. Ieri invece erano otto anni che ci ha lasciato David Bowie, e pure lui se fosse vivo avrebbe ancora tanto da dire.

Mi piace pensare che entrambi se ne stiano lassù da qualche parte, magari al tavolino di un bar, a chiacchierare e a raccontarsi cose.

martedì 9 gennaio 2024

Funerale

Oggi ho assistito a un funerale e sono rimasto affascinato dall'impressionante armamentario retorico che l'uomo ha inventato per lenire questa morte sicura.

La nostra fantasia

C'è questa bellissima pagina di Uccidere il tiranno in cui si spiega come noi occidentali abbiamo giustificato, con la nostra impareggiabile fantasia, i genocidi compiuti nel Nuovo Mondo e le varie guerre fatte qua e là in tempi recenti con la scusa di "esportare la democrazia".

(Aldo Andrea Cassi - Uccidere il tiranno)

Anarchici in famiglia

A volte invidio la vita "anarchica" di Francesca, mia figlia minore, anche se spesso non concordo con le sue scelte. Anarchica nel...