martedì 20 ottobre 2009

Ovvietà che creano scompiglio

Molti, probabilmente, hanno pensato che Tremonti fosse alticcio - sapete come va a certi pranzi, no? Altri, invece, dopo quasi 24 ore, è probabile che non sappiano ancora come spiegarsi l'uscita di ieri del ministro Tremonti. Fatto sta che questa mattina tutti i quotidiani mettevano in prima pagina ciò che, su di giri o no, il super ministro dell'economia dichiarava ieri:

"Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia”
[...]
“la variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no".

Quelli che si sono precipitati a commentare queste dichiarazioni - e se ne sono sentite di tutti i colori - non hanno probabilmente tenuto conto della situazione e del contesto in cui Tremonti ha detto tutto ciò. Si trattava di un simposio organizzato dalla Banca Popolare di Milano, dove, come ha già scritto più di un commentatore, i posti si tramandano di padre in figlio nei secoli dei secoli, amen. Difficile pensare che in un convegno organizzato ad esempio da una grossa società di call center avrebbe detto le stesse cose. Come minimo l'avrebbero preso a pesci in faccia.

Vedete come basta poco per creare un po' di scompiglio? (a questo punto attendiamo, con ansia, che Tremonti illustri la sua ricetta per il rilancio del posto fisso a scapito del precariato).

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