sabato 31 ottobre 2009

Notizie in pillole (34)

Stefano Cucchi, qualcosa si muove. Dopo che La Russa ha affermato di essere certo della correttezza dell'operato dei Carabinieri, anche se su cosa si basi quest'affermazione non è ben chiaro, la procura di Roma ha deciso di muoversi aprendo un'inchiesta per omicidio preterintenzionale a carico di ignoti. Sconcertato il legale della famiglia: "Si procede a carico di ignoti ma credo che coloro che l'hanno avuto in custodia o in cura non sono ignoti. Mi aspetto indagati, mi aspetto che queste persone vengano a dare una spiegazione".

Influenza A, chi ci capisce... Dunque, da una parte c'è il sottosegretario alla sanità Fazio che dice che la situazione è sotto controllo e non c'è motivo di allarmarsi, anche perché, percentualmente, finora si è dimostrata più letale la normale influenza stagionale; dall'altra, però, il numero delle vittime continua a crescere - in Italia sono finora 12 di cui 4 nella sola giornata di giovedì. Va precisato, comunque, che tutti i deceduti erano già affetti da altre patologie piuttosto gravi, per cui la nuova influenza ha avuto semmai un ruolo di concausa. Per quanto riguarda i vaccini, invece, al momento va segnalato un certo caos.

Il "decesso" di Facebook. Per la serie "non abbiamo cose più importanti da fare", poco tempo fa quelli del team di Facebook si sono chiesti: ma cosa facciamo con gli account degli utenti deceduti? La domanda, in fondo, non è totalmente inutile. Si calcola che gli utenti del maggior social network del pianeta siano attualmente più di 300 milioni, e quindi è abbastanza normale che con una certa frequenza qualcuno passi a miglior vita lasciando "incustodito" il proprio account. Bene, Facebook ha deciso di permettere l'accesso all'account del deceduto da parte degli "amici" che ne fanno richiesta, trasformandolo di fatto in una sorta di "account commemorativo". Qui il modulo.

Se parlo cade in 24 ore. Curiosa intervista rilasciata dal quotidiano svizzero Blick - qui l'articolo originale e qui quello di VareseNews. Un banchiere svizzero, che vuole restare anonimo, ha dichiarato:

“Se parlassi – dice il bancario – il governo italiano cadrebbe in un giorno”. Motivo? “Non c'è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell'economia italiana che non abbia un conto in Svizzera".
[...]
“Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – dice l’articolo del Blick - non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso [a Berlusconi, ndr] il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest".

Certo, queste dichiaraziono vanno prese con le pinze; in primo luogo perché si tratta di un'intervista anonima, e in secondo luogo perché è da qualche giorno in atto un contenzioso di una certo rilievo tra noi e la Svizzera dopo le recenti operazioni della Guardia di Finanza contro filiali italiane di banche elvetiche. Certo che se queste dichiarazioni fossero vere e il banchiere avesse veramente voglia di vuotare il sacco...

Berlusconi torna in aula (di giustizia) I terribili giudici comunisti non perdono tempo. Cassato il lodo Alfano dalla Consulta, infatti, riprendono alla procura di Milano i due processi in cui è imputato Berlusconi. Il 16 novembre riprenderà quello per i presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset, dove Berlusconi risponde di frode fiscale, mentre il 26 novembre riprenderà con un nuovo collegio giudicante il processo in cui il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari in concorso col caro amico Mills. A proposito di giudici comunisti, va segnalato - mi pare di averlo già fatto - che il giudice che ha recentemente confermato per Mills, in appello, i quattro anni e mezzo di galera per corruzione, è lo stesso che aveva a suo tempo assolto Berlusconi in appello per la vicenda SME-Ariosto. In più, giusto per la cronaca, c'è da aggiungere che il giudice che ha deciso la sospensione dell'esecutività di pagamento della sentenza Finivest-Cir, Giacomo Deodato, è fratello di Giovanni Deodato, per due legislature parlamentare di Forza Italia. Tuttavia, a differenza delle paranoie del premier, per me questo non significa niente. Sono convinto infatti che la decisione del giudice Deodato sia stata presa, fino a prova contraria, per validi e giustificati motivi. E' solo per smentire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la teoria idiota sui giudici comunisti che ce l'hanno con lui.

Al grande fratello? No, grazie. Non è una novità che i provini e le selezioni per valutare chi potrà o meno accedere alla mitica casa siano da sempre presi d'assalto da moltitudini di giovani. Insomma, cosa non si farebbe per poter entrare lì dentro? Eppure c'è chi ha detto "no, grazie".

Di lì a poco al blogger arriva una telefonata: è un autore Endemol che lo chiama per il Grande Fratello: “Vorremmo incontrarti, sei inorridito o incuriosito?” gli chiede.

Giovanni, che ha “parlato con chiunque”, va all'incontro. Gli autori sono interessati, gli dicono che potrebbe saltare le normali selezioni . Una “grande occasione” si direbbe in qualche salotto tv del pomeriggio. Lui non è convinto e quando legge un foglio da firmare “tutto incentrato sulla parola immagine’”, si decide. La sua ragazza lo sta aspettando fuori, lui ringrazia: “non mi interessa”. (fonte)

Il ragazzo in questione è Giovanni Fontana. Un blogger. Non penso occorra aggiungere altro (qui trovate la sua storia).

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