lunedì 13 settembre 2021

Femminicidi

Spulciando il sito dell'Ansa ho letto che oggi due donne sono state uccise dal marito, una in Lombardia e una in Calabria. Poi mi è venuto in mente che anche ieri avevo letto di un femminicidio, e anche il giorno prima. Per curiosità sono andato a cercare qualche numero. Nel 2020 in Italia sono state uccise 71 donne dai rispettivi partner o ex partner. Quest'anno, alla data di oggi, 13 settembre, sono 46. Così, a occhio, se il trend rimarrà costante, in questo 2021 le donne uccise dai partner potrebbero essere in numero superiore rispetto all'anno passato, e quel 71 dell'anno scorso era già superiore alle 69 del 2019.

A me sembra che ci siano tutti gli estremi per parlare di emergenza, ma mi pare che non siano in molti a concepirla in questo modo. Ogni volta che succede, e ormai succede quasi giornalmente, appare la notizia e poi quasi subito sparisce, inghiottita dal fiume in piena di notizie che invadono le home page dei siti. Forse si tende a non classificare il fenomeno del femminicidio come emergenza perché consci che si tratta del classico problema senza soluzione. D'altra parte, ogni volta che succede si tende sempre a tirare in ballo il famoso raptus, e per definizione i raptus non si possono né prevedere né, quindi, prevenire.

Ma si tratta veramente di raptus? Tempo fa sentii Umberto Galimberti (qui) che in una trasmissione televisiva diceva che i raptus sono fantapsicologia, non esistono, si tratta di invenzioni prodotte dal senso comune che cerca sempre una giustificazione, e le cause di questi atti omicidi vanno ricercate nelle biografie di chi li compie. Non so se sia così, non sono assolutamente competente in materia. Sia come sia, il problema rimane, e la mancanza di una sua soluzione pure.

22 commenti:

  1. Una soluzione sarebbe ripristinare la pena di morte per questo tipo di reato…anche per altri in verità i.
    Magari servirebbe come deterrente.
    Non credo neppure alla castrazione chimica.

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    1. Non amo la pena di morte per tutta una serie di motivi, non ultimo quello che, contrariamente a quanto si crede, non costituisce un deterrente agli atti criminali omicidio compreso, come si evince dagli studi fatti nei paesi ove è in vigore (ad esempio gli USA).
      Se il problema dei femminicidi ha una soluzione, va ricercata altrove.

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    2. Mah..io un tentativo invece lo farei -:)
      Almeno chi si è macchiato di un femminicidio la prima volta non avrebbe più la possibilità di ripeterlo un altra' volta.
      Vedi Izzo responsabile della strage del Circeo ad esempio.
      Poi ha ucciso di nuovo due donne nel 2004 in regime di semilibertà.
      Però va bene così Andrea ,mica si può essere d'accordo su tutto.
      Massimiliano (MAX)Muffatto
      _Vediamo se sto commento ti va lo stesso in spam _:)

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    3. No, questo è arrivato senza problemi.

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  2. L'emergenza c'è eccome, ma finché a governarci saranno quasi esclusivamente uomini, non esisterà alcuna soluzione.
    Perché persino il termine femminicidio li infastidisce, solo perché non esiste il maschicidio, nemmeno fosse una gara di affermazione. Che amarezza.
    Quando sei anni fa scoprii di essere incinta di un maschio, tirai un grosso sospiro di sollievo per due ragioni. La prima è che avrebbe avuto la vita più facile, la seconda è che non avrebbe mai fatto del male a nessuno. Incluse le donne. Perché finché sarò in vita farò in modo che non perda mai la retta via.
    E lo dico con presunzione, se volete, ma con la certezza di non pentirmi mai.

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    1. Che siamo governati principalmente da esponenti del sesso maschile è vero. Tuttavia non credo che sia questo a impedire che si trovi una soluzione, nel senso che le leggi che puniscono l'omicidio esistono da sempre e non penso che se fossimo in presenza di governi con maggior rappresentanza di sesso femminile cambierebbe qualcosa. Ma è solo un'opinione, prendila per quello che è.

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    2. Il problema è che la legge è stata fatta, appunto, da uomini. Quegli stessi uomini che minimizzano il problema. Tanto, in fondo, non li riguarda...

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    3. Boh, non so se sia così. Il reato di femminicidio di per sé non esiste in quanto il femminicidio è equiparato all'omicidio in generale. Per il nostro codice di procedura penale l'uccisione di una persona (uomo o donna che sia) prevede la stessa pena, e temo che l'introduzione di una legge che punisse in maniera più grave l'omicidio di una donna rispetto a un uomo non sarebbe costituzionale. Una legge del 2013 ha introdotto delle aggravanti (qui) relative al femminicidio, nel senso che la pena viene aumentata nel caso la vittima sia una donna e la violenza venga perpetrata su di lei in particolari circostanze. A vedere dai numeri che ho riportato nel post non sembra però che abbia prodotto grossi risultati.
      Quello che voglio dire, in sostanza, è che se anche si rendesse la legge più severa di quanto già è, indipendentemente che sia scritta da donne o da uomini, dubito che potrebbe risolvere questo problema.
      Sarebbe bello che fosse così, ma temo che non lo sarebbe, purtroppo.

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  3. È noto che il raptus non esiste, però a parte un cultura ancora troppo diffusa, credo che la causa andrebbe anche individuata in abuso di sostanze stupefacenti. Magari l'assassino è disintossicato, ma ha un pregresso di abusi.
    Personalmente sono rimasta molto colpita dagli omicidi di Chiara e Vanessa, quest'ultima più di denunciare il suo stalker cosa doveva fare? È chiaro che la legge non funziona.
    Comunque siamo pur sempre il Paese che ha fatto uscire il mostro del Circeo per consentirgli di uccidere altre due sventurate!

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    1. Che la legge non funzioni credo sia sotto gli occhi di tutti. La gran parte delle donne che subiscono violenza (compresa quella violenza che sfocia in esiti fatali) sono donne che, spesso, avevano denunciato più volte i loro molestatori, quindi è chiarissimo che c'è qualcosa che non va, purtroppo.

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  4. Ricordi l'aumento esponenziale di suicidi tra i militari in un periodo oscuro dove l'emulazione, ad avviso di molti, stava giocando una discreta e parte? Forse sbaglio, ma in questa recrudescenza di "femminicidi" forse gioca anche un malato spirito di emulazione, da parte di maschi anche cresciuti ed educati a modo, a sentire genitori ed amici, ma con delle tare psichiche profondissime.

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    1. Sì, lo ricordo quel periodo, e in effetti non è da escludere che abbia una parte in tutto questo anche il processo di emulazione.

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  5. Purtroppo è sempre successo, ma solo negli ultimi anni è finito all'attenzione dei media. Purtroppo ci sono sempre stati dei maschi (non uomini: maschi e basta) che vedono le loro compagne come oggetti di loro esclusiva proprietà; in effetti tutte le religioni più vecchie ancora venerate, cioè tutte quelle millenarie, sono proprio basate su questo concetto secondo cui la donna è solo una macchinetta sfornafigli e niente di più. Una volta non faceva notizia, però; anzi, era pure un comportamento incoraggiato dalla società. Forse siamo parecchi millenni troppo tardi per porre fine a questa emergenza cronica.
    Sì, io mi vanto di essere un uomo, di quelli (e sono tanti, ma purtroppo i prepotenti riescono sempre a trasformare a suon di prevaricazioni una maggioranza in minoranza) degni di questo termine. Uno di quelli che vanno su tutte le furie quando qualcuno dei maschi citati prima massacra qualche donna del suo circolo di conoscenze, generalmente la moglie o compagna che sia, gettando fango su metà dell'umanità in un colpo solo. A questo punto dovremmo essere noi uomini a unirci alle donne nella battaglia contro questi maschi prepotenti e ridurli al silenzio; ma sembra una fatica di Sisifo a vederla così, perché di costoro ne nasceranno sempre.

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    1. La grandi religioni monoteiste hanno generalmente sempre considerato inferiore la donna. Basta guardare l'islam ancora oggi. Ma anche il cristianesimo non è stato da meno, e ancora oggi non è che abbia fatto tutti questi grandi passi avanti rispetto al passato. Ma la stessa società occidentale è sempre stata storicamente di stampo patriarcale, basta guardare a come era considerata ancora fino a pochi decenni fa la donna nella nostra società.
      Non so sia troppo tardi per risolvere questa situazione, certo è che l'andazzo generale non aurorizza all'ottimismo.

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  6. Ho fatto volontariato per 5 anni in un'associazione che aiutava donne vittime di violenza. Non dimenticherò mai il caso di una donna arrestata per tentato omicidio del marito perchè i CC erano amici suoi e non hanno mai risposto alle sue chiamate dopo che si verificava la violenza in casa.
    E' stato istituito il numero 1522, ci sono campagne di sensibilizzazione, manifestazioni in piazza, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, i centri d'aiuto con rifugi ed aiuti per chi ha prole.
    C'E' TUTTO. Ma questo è sempre più un popolo maschilista, dove tutto dev'essere diviso equamente ma la donna deve fare un pò di più e guadagnare un pò di meno. No, non è il classico stereotipo fra uomo e donna, le statistiche parlano chiaro.
    Io non credo al raptus, credo più ad un mondo dove non c'è più dialogo, solidarietà ed aiuto, dove si preferisce immortalare ciò che succede e stare in disparte.
    Parecchie sono le donne che chiedono aiuto, le notizie sono sempre accompagnate da "aveva fatto denuncia" "era già noto alle forze dell'ordine" "aveva il divieto di avvicinamento cautelare".... e dove sono queste belle forze dell'ordine? dove sono i giudici che non condannano chi dovrebbero? e gli avvocati molto bravi a difendere i colpevoli ma mai le vittime?
    Quello che potete fare se siete uomini è di trattare con rispetto (sempre reciproco) la vostra donna e lasciarla andare se non funziona più. E se siete genitori... ricordate che i bambini non sono soprammobili, vedono sentono ed imparano a trattare ed essere trattati

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    1. Concordo su tutto, compreso il fatto che siamo un popolo maschilista, come dicono tutti i report riguardo retribuzioni, mansioni, possibilità di accedere a posto di prestigio nella pubblica amministrazione ecc.
      Riguardo ai bambini, leggevo in un libro di Paolo Crepet di qualche tempo fa che non è assolutamente vero che i bambini capiscono. Si tende spesso a dire: "Ah, ormai sono grandi, capiscono". No è vero. Capiscono solo il dolore di una separazione, separazione che comunque è indispensabile e necessaria davanti a certe situazioni.

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    2. Non sono d'accordo con l'autore del libro. Penso che si possa parlare di tante cose, ipotizzarle e cercare di capirle, ma chi vive in prima persona certe situazioni ha più fonti sicure.
      I bambini capiscono tutto. Io sono una di quei bambini.
      Non essendo mai riuscita ad aiutare mia mamma ho cercato di aiutare le altre donne. Ma come ho già detto nessuno si salva se non vuole essere salvato.
      Grazie per il tempo speso a rispondermi :)

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    3. Perché i ringraziamenti? A me piace rispondere a chi commenta qui :-)

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  7. Ho una carissima amica che prendeva botte dal suo compagno. Anni a pregarla di farsi aiutare, di andarsene. E lei niente. Ha una storia familiare difficile alle spalle la mia amica. La sua fortuna è stata che lui l'ha lasciata per un'altra. Ho temuto per lei. Nella mia esperienza ho incontrato tante donne che davano per scontato che prendere ogni tanto una botta fosse una roba normale. L'avevano visto in famiglia. L'avevano visto fare dai loro padri alle loro madri. Come la mia amica.

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    1. Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato.
      E come ho scritto sopra i bambini non sono soprammobili, vedono sentono ed imparano a trattare ed essere trattati

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    2. Conosco una donna che per tanto tempo è sempre stata maltrattata dal marito e addirittura dal babbo di lui, che viveva con loro.
      Arrivava spesso alla bottega a fare la spesa coi lividi e lei raccontava di essere caduta. Io ero piccolo, ma sapevo di questa cosa perché i miei ne parlavano tra loro e a me capitava di sentirli.
      Ci stavo male allora e ci sto male ancora oggi, quando ci penso.

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