sabato 18 settembre 2021

I rincari e mia nonna

Ogni volta che leggo degli imminenti, tradizionali rincari di energia elettrica e gas mi viene sempre in mente il periodo in cui abitavo con mia nonna. Ebbene sì, sono abbastanza vecchio da poter raccontare di aver vissuto, per alcuni anni della mia primissima infanzia, con mia nonna Tina nella "casa vecchia", in campagna. Non ci stavo per tutto l'anno, ma solo in alcuni periodi durante l'estate, quando i miei erano impegnati al mare con la pensione. Solo saltuariamente in inverno.

L'energia elettrica mi pare ci fosse già ma niente gas né acqua corrente. C'era un camino in cucina, mentre nella sala una vecchia stufa a kerosene. L'acqua si prendeva dal pozzo di fuori e si scaldava mettendola in un pentolone vicino al camino. L'acqua calda per cucinare e cuocere la pasta, invece, si otteneva facendo bollire una pentola sulla stufa a kerosene. Il kerosene, quando finiva, andava a prenderlo a Santarcangelo mio nonno con la 500, con una apposita tanica che poi sistemava sul sedile dietro. La legna per il camino, invece, la si acquistava da un venditore della zona che poi provvedeva a consegnarcela col suo camion. Le camere erano di sopra, al primo piano, ed erano ovviamente senza riscaldamento. Durante l'inverno si dormiva sotto pesanti coperte di lana e nel letto, sotto le suddette coperte, si teneva il "prete", che non era il parroco ma... vabbe', se non sapete cosa era vuol dire che siete ancora giovani :-)

Era un tipo di vita spartana, richiedeva capacità di adattamento notevoli; vista con gli occhi di oggi poteva sembrare un tipo di vita pieno di sacrifici, ma contestualizzata al periodo non lo era affatto. Avere una stufa a kerosene, ad esempio, era allora considerato avveniristico. Tutto sta a sapersi a rapportare ai tempi. Oggi, con le moderne caldaie, il gas, l'elettricità, che permettono di avere acqua alla temperatura desiderata a qualsiasi ora, magari semplicemente chiedendolo ad Alexa, queste cose fanno sorridere. Allora no. A quei tempi mia nonna avrebbe sorriso vedendo le nostre incazzature causate da quegli aumenti del 30/40% delle bollette.

8 commenti:

  1. I nostri nonni hanno passato cose inenarrabili per i giovani di oggi. Retorica quanto vi pare ma cruda realtà. Fatevi una qualsiasi guerra non sulla playstation, e poi ne riparliamo.

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    1. E tra l'altro non è detto che fossero meno felici. Anzi.

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  2. Io sorrido perché mia nonna pianse quando, trasferitasi in casa nostra (era appena nata mia sorella, nel 1975), poté usare la lavatrice. Divenne una devota della lavatrice, della lavastoviglie e dei caloriferi e anche della tv coi film. Ha sempre odiato andare alla fontana a lavare insieme alle altre donne (era nata nel 1902) e vivere in una specie di stalla/cortile. Le altre anziane mi dicevano sempre che quando la videro arrivare in paese nel 1925 la presero per una straniera...

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  3. Mia nonna, invece, quando lasciò la "casa vecchia" per trasferirsi in appartamento si ritrovò all'inizio spaesata. Le ci volle un po' per abituarsi alle nuove comodità prima sconosciute. Ma poi ci si adattò molto bene :-)

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  4. Non iscritto19/09/21, 00:47

    Posso capire il senso di questo post ma per il resto bisogna solo ringraziare questo orrido Governo Draghi sempre più pericoloso per gli italiani...

    Spero finisca al più presto questa tortura!

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  5. Oh, tranquillo, terminata questa tortura ne arriverà un'altra, allo stesso modo in cui questa ha preso il posto della precedente e così via.

    Per quanto riguarda gli aumenti dei costi in bolletta, credo siano una delle poche cose non imputabili ai governi, in quanto sono generati da tutta una serie di circostanze "esterne" come la fluttuazione dei prezzi del petrolio, del gas naturale, dalla loro disponibilità, dai costi di trasporto, dalla situazione politica dei paesi detentori ecc.

    L'unica cosa che possono fare il governo è tentare di arginare questi aumenti tramite manovre economiche di qualche tipo.

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  6. Le utenze sono una tragedia. Siamo in balia di call center, dove parli con 10 persone e ascolti 10 cose diverse. Hanno detto che prenderanno misure per tutelare le fasce più deboli, che con il nostro sistema fiscale equivale a dire che chi paga pagherà di più.

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    1. Che, tradotto, significa che lo stato stanzierà risorse (facendo ulteriore debito) per tentare di lenire i disagi di chi si troverà maggiormente in difficoltà a causa degli aumenti.

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