venerdì 3 settembre 2021

Il peggiore tra i due

Ho sempre idealmente identificato il male con Hitler. Giunto a metà del poderoso saggio (Il grande terrore, Robert Conquest) che mi sta tenendo impegnato ormai da una settimana, mi sto rendendo conto che Hitler, paragonato a Stalin, era qualcosa di meno di un bambino capriccioso.
Ma ci tornerò sopra.

8 commenti:

  1. In questi giorni sto leggendo un romanzo che comprende anche la figura del regista teatrale Mejerchol'd. Ucciso nel 1940 perchè non voleva rispettare le regole del realismo sovietico. Sua moglie fu accecata e uccisa a coltellata. A me non piace fare paragoni ma tanti non hanno ancora oggicompreso e fatto proprio gli orrori che sono accaduti nel mondo sovietico/mondo comunista.

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    1. In effetti non ha molto senso fare simili paragoni, ma mi è venuto spontaneo leggendo appunto il saggio in questione.
      In realtà la storia di Stalin e della brutalità del suo regime bene o male la conoscevo, compreso il fatto che nei vent'anni che è stato il potere ha fatto più morti di Hitler, ma conoscerla dettagliatamente, approfonditamente, è tutta un'altra questione.
      Tra l'altro ho cominciato a leggere questo libro dopo aver letto tempo fa un tuo post in merito. Sempre che non ricordi male...

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    2. Ricordo. Questo è un libro che mi consiglio' mio nonno di leggere. Lui è stato un partigiano fra Albania/Montenegro e non ebbe buoni ricordi dei partigiani comunisti. Il suo essere partigiano che osteggiava sia fascisti/nazisti che comunisti non gli porto' molte simpatie in molti ambienti legati alla Resistenza. Ma era un uomo timido, riservato, segnato per sempre dalla guerra (è partito nel '39 ed è tornato in Italia nel maggio del 1945) e preferiva vivere quotidianamente il suo incompatibile con le dittature, lo Stato opprimente e il razzismo (si prodigo' tanto, in silenzio, per quegli uomini e donne che salivano negli anni '50 e '60 dalle regioni del Meridione). Io lo so che lui ha sempre odiato la parola "eroe" ma per me lui sarà sempre il mio eroe gentile, che ha ucciso ma che non se ne vantava, con la cravatta e il vestito elegante anche quando guardava la televisione. Con le ferite di guerra nel cuore e nel fisico, che quando fumava una sigaretta alla finestra bisognava lasciarlo stare perchè lo vedevi che era preso dai ricordi e gli veniva da piangere... Scusa per il tempo rubato ma era un uomo davvero buono, un democratico, uno che ha sempre faticato a doversi schierare in questo o quell'altro schieramento.

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    3. Non vedo perché tu ti debba scusare, hai raccontato una bellissima e interessantissima storia. Dopo quanto hai raccontato non fatico a credere che tuo nonno, per te, sia un eroe.
      Grazie.

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  2. Mi viene l'angoscia solo a leggere il tuo post, non sono pronta ad approfondire un argomento di tale portata.

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    1. Beh, è storia, in fin dei conti. Sinceramente, prima di iniziarlo non mi sono posto la domanda se fossi pronto a leggerlo, l'argomento mi incuriosiva e l'ho voluto approfondire.

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  3. Le ideologie non devono mai accecare. E' un mondo tragico il nostro, immaginarlo a "buoni e cattivi" sarebbe un errore grossolano, e leggere e studiare è l'unica maniera per rendersi conto di quanto tutti affastellino errori e orrori. Nessuno escluso.

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    1. Le ideologie, invece, spesso accecano. Ma nel caso di Stalin l'ideologia c'entra fino a un certo punto, anzi è decisamente secondaria, e in fondo neppure a lui importava più di tanto assecondarla. Più che per ideologia, ha fatto quello che ha fatto col mero fine di avere e mantenere il potere assoluto, punto e basta. Tanto è vero che non eliminò solo oppositori politici, principalmente esponenti trockijsti del PCUS, ma eliminò fisicamente anche componenti della sua corrente politica solo perché accusati di non essere abbastanza sottomessi al suo volere, di non mostrare la giusta dose di subalternità e di avere mostrato, qualche volta, guizzi di indipendenza o avere espresso opinioni non del tutto conformi al pensiero e al volere di Stalin. Qui non c'entra più l'ideologia, c'entrano il desiderio di avere ed esercitare il potere assoluto.

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