mercoledì 13 gennaio 2010

Riflessioni sulle due aliquote

Ho dato un'occhiata un po' più approfondita alla questione delle due aliquote di cui parla Berlusconi in questi giorni. E mi sono fatto una semplice idea: si tratta solo di fumo negli occhi, un modo come un altro per tenere impegnati i media e l'opinione pubblica in modo che vada in porto, facendo il meno rumore possibile, la vera "riforma" a cui tiene veramente: il processo breve e i suoi fratelli.

Il primo motivo per cui penso questo è molto semplice: l'idea di portare la tassazione irpef a due sole aliquote, 23 e 33%, non è di oggi, ma risale addirittura al 1994, anno della sua discesa in campo. E questo più o meno è noto. E' stata poi riproposta altre volte nel corso delle varie legislature, con tanto di salotti mediatici da Vespa, ma alla fine non se ne è mai fatto niente. Prima domanda: cosa è cambiato oggi rispetto al '94 che consente di fare questa "rivoluzione" (l'ha chiamata lui così)? Quali condizioni economico/finanziarie ci sono oggi che finora non ci sono state? Nessuna, anzi. Secondo wallstreetitalia.com questa operazione, qualora andasse in porto, costerebbe allo stato 18 miliardi di euro di mancato gettito fiscale. Come pensano di coprire questo buco? Non si sa, e d'altra parte mi pare che nessuno l'abbia spiegato in maniera esaustiva - domanda peraltro di difficile risposta visto che attualmente siamo il settimo paese al mondo nella graduatoria di quelli che hanno il debito pubblico più elevato.

Altro punto. A me pare che le tanto sbandierate due aliquote siano in realtà una sola, perché se si prende come parametro la soglia indicata dei 100.000 euro annui, la tassazione all'aliquota più bassa riguarda il 99,5% del totale (quelli sotto i 100.000 euro), mentre quella al 33 il restante 0,5% (quelli che dichiarano più di 100.000 euro). Se la matematica non m'inganna, la tassazione più favorevole va quindi a favore di chi guadagna di più. Giusto? E ancora. Se non ricordo male - correggetemi se sbaglio - allo stato attuale i lavoratori che dichiarano meno di 8.000 euro e i pensionati sotto i 7.500 rientrano nella famosa no-tax area, non sono soggetti cioè ad alcun prelievo fiscale. Devo forse intendere, quando dicono che le due aliquote secche valgono per tutti, che anche questi soggetti ricominceranno a pagare l'aliquota del 23%? Anche questo finora nessuno l'ha chiarito, tanto meno lo stesso Berlusconi nella famosa intervista a Repubblica.

Se togliamo questi punti che ho brevemente elencato, cosa rimane? Rimane che praticamente siamo già in campagna elettorale. Aspettate che passino le elezioni regionali di marzo, e vedrete dove andrà a finire la rivoluzionaria riforma fiscale. (i più curiosi, per farsi un'idea, possono dare un'occhiata qui).

2 commenti:

  1. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Arcore. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…

    RispondiElimina

Menti teleologiche

Ho parlato già, in passato, di questo argomento, che per me è affascinantissimo, ma ogni tanto mi imbatto in qualche nuovo contributo che ag...