sabato 16 gennaio 2010

Notizie in pillole (40)

Non era una tregua. E' durata meno di una giornata la balla secondo cui Berlusconi e Fini, giovedì, avrebbero fatto pace - una pace da molti immediatamente definita una "tregua armata". Ieri sera il premier, incontrando i dirigenti del partito, ha infatti dichiarato di non poterne più di mediazioni, chiarimenti, intese. "Io sono un imprenditore - avrebbe detto - sono abituato a decidere e a decidere da solo: così si fa nel mondo dell'impresa. Gianfranco invece vorrebbe costringermi a continue ed estenuanti mediazioni, con il risultato che alla fine non si decide". Quello che Fini rivendica, come da lui dichiarato in più occasioni, è avere più "peso" e più considerazione all'interno del partito, in particolare un maggiore coinvolgimento nelle decisioni. A Berlusconi, invece, come del resto ha ammesso lui stesso, di tutto ciò non frega assolutamente niente. In questo momento il suo unico pallino è scansare in qualsiasi modo le scadenze giudiziarie che sono ormai dietro l'angolo.


Haiti. Non penso che ci sia molto da aggiungere o da commentare a quello che è successo ad Haiti. A parte ciò che si vede attraverso internet, infatti, si può solo immaginare cosa vuol dire vivere, anzi sopravvivere, in un paese che è crollato non solo dal punto di vista infrastrutturale ma anche amministrativo. Non esiste più né stato né legge, compresa qualsiasi regola del vivere civile. Quello che regna è la totale anarchia. E tutto questo capita oltretutto in un paese in cui più del 50% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, muoiono 74 bambini ogni 1000 nati e la disoccupazione supera il 60% della popolazione (fonte). Questo è uno dei tanti filmati che girano su YouTube che documentano il momento della scossa principale, mentre qui e qui trovate le immagini del Boston Globe (attenzione, alcune sono forti). Chi vuole aiutare in qualche modo trova qui, sul blog di maury, un esaustivo elenco delle possibilità.


La Corte dei Conti e il ponte sullo stretto. Pare che la magistratura contabile abbia parecchi dubbi sulle modalità con cui il governo intende finanziare la cattedrale nel deserto il tanto contestato ponte sullo stretto. Scriveva ieri legambiente.it:

"Le risorse pubbliche continuano a rimanere immobilizzate per un’opera di cui non si ha ancora il progetto definitivo e per la quale, come sottolinea la Corte dei Conti, i contorni di fattibilità economica e tecnica sono assai indefiniti – ha aggiunto Cogliati Dezza [presidente di Legambiente, ndr]. Rimane un mistero, infatti, perché il Governo in un periodo di profonda crisi economica, scelga di stanziare oltre due miliardi per il Ponte sullo Stretto, mentre lascia irrisolte altre emergenze fondamentali come la mobilità nelle città italiane e le opere di messa in sicurezza del territorio. E’ bene, quindi, che il Governo prenda atto di quanto detto dalla Corte e rinunci ad un progetto così assurdo".

Non vi preoccupate, questo appello, come tutti gli altri, purtroppo non servirà a niente.


"Vogliamo i nostri soldi indietro e li otterremo". Le principali responsabili della crisi finanziaria globale di questo ultimo anno sono nel mirino di Obama, anche se per molti, specialmente le dirette interessate, si tratta solo di una mossa propagandistica; fatto sta che con la "Financial Crisis Responsability Fee" 50 banche americane dovranno restituire parecchi soldi. "Piuttosto che spedire schiere di lobbisti per protestare contro la tassa o ingaggiare eserciti di avvocati e di commercialisti per evadere la tassa, vi consiglio semplicemente si assumervi le vostre responsabilità", ha dichiarato il presidente. Se questo provvedimento sarà approvato dal Congresso si prevede un rientro di capitali valutato intorno ai 90 miliardi di dollari in 10 anni. Anche da noi si sta andando in quella direzione: coi Tremonti bond.

7 commenti:

  1. riguardo allo scontro Berlusconi Fini ho poco da dire. Berlusconi è un megalomane e i megalomani non condividono il potere né sono disposti a discutere. Comandano e basta.

    riguardo ad haiti è interessante notare il paradosso insito in questo e in altri Stati del terzo mondo.
    Quando non c'è un governo regna il caos; quando c'è una qualche forma di governo o è dispotica o conduce al caoss.
    insomma è un circolo vizioso.
    Haiti è uno degli ultimi Paesi per ISU, ex colonia francese, poi protettorato statunitense e quindi dittatura dispotica di un sacerdote voodoo che praticava riti sanguinari e affamava la popolazione.
    quindi altre dittature in un clima "somalo" e infine questa ecatombe.
    il Paese "nero" delle americhe rischia di non sollevarsi mai più. Più che di terzo mondo bisognerebbe parlare di quarto mondo (Paese in via di sottosviluppo!).

    Riguardo al ponte si tratta di un'opera inutile, assurda che serve per rafforzare la megalomania di questo figuro che ci governa.
    tempo fa lessi il parere di un esperto mondiale del settore edilizio.
    Disse che - da quel poco che si capisce - il ponte a campata unica costa il doppio di un ponte a più campate e si chiede come mai si vuole costruire per forza un ponte di quel genere.
    altro mistero!
    a mio avviso ci sono interessi criminosi dietro questo inutile progetto. Per cui il fine è far arricchire società e appalti mafiosi.

    è solo un mio parere però..

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  2. chiedo una giornata di silenzio stampa sul blog per ricordare insieme la figura di Craxi, grande uomo, impavido cavaliere della giustizia, cacciato dall'Italia senza motivo. la sua morte pesa sulle nostre coscienze.

    espiamo insieme

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  3. Simpatici però questi troll. Facciamo così: io disabilito i commenti anonimi. Vediamo se possiamo avere l'onore di conoscere il tuo nickname...

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  4. sono io che ho fatto l'anonimo

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  5. Sono concorde con adal su tutta la linea, poteva, anzi far a meno di dire che è un suo parere: è la realtà.
    Ci aggiungo anche le centrali nucleari, o come dice H.Simpson, "nuculari", tra le opere inutili e costose, irrealizzabili, fatte apposta per creare un giro di denaro sporco.
    Il ponte sullo stretto, non è fattibile, in quanto proprio nello stretto corre la faglia, tuttora in movimento, che avvicina di non so quanti centimetri all'anno la Sicilia alla Calabria. A campata unica ritengo, anche dalle informazioni che ho avuto, che sia impossibile, ed i piloni probabilmente non si possono fare proprio per l'instabilità del fondale. Ma forse ci sbagliamo...

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  6. Un paio di cose.

    a mio avviso ci sono interessi criminosi dietro questo inutile progetto. Per cui il fine è far arricchire società e appalti mafiosi.

    Dire che il fine della costruzione del ponte è quello di arricchire la mafia mi sembra un tantino avventato. Molto più semplicemente io penso che la mafia potrebbe sì avvantaggiarsi da questa opera (infiltrazioni, commesse, appalti, ecc...), ma dire che il ponte sarà costruito per questo motivo mi sembra un po' campato per aria.

    Vero è che l'allarme riguardo a possibili infiltrazioni mafiose è reale, e non di oggi. Se ne parlava addirittura già nel 2000 - come probabilmente molti sanno l'idea del ponte non è di adesso, né esclusiva di questo governo.

    C'è poi l'aspetto geologico da non sottovalutare. Lo spiega bene (quando non è disturbato dalla petulanza e maleducazione dei politici) il geologo Mario Tozzi in questo suo intervento a Exit.


    Silvio_Minorini,

    invece di proporre la giornata di silenzio sul blog in memoria di un latitante, io proporrei un silenzio perenne, da oggi e per sempre sulla vicenda Craxi.

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  7. si forse è un tantino avventato ma se pensiamo bene chi governa l'Italia magari c'è da rifletterci.

    anonimo piazzista e poi menestrello su navi da crociera, quindi imprenditore fallito che si arricchisce grazie a misteriosi soldi piovuti da anonimi "amici" in Svizzera e quindi un capo clan che ha campato nella sua villa per tanti anni.

    se qualcuno mi regalasse miliardi di lire mi sentirei in debito e farei qualsiasi cosa.
    se poi consideri che 3 aziende su 4 tra calabria e sicilia sono in odor di mafia..

    sarà campato per aria per carità! non ho prove non ho un fico secco ma un piccolo sospetto può venire a chiunque.

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