venerdì 21 maggio 2010

Maria Luisa Busi e Vittorio Feltri, pezzi di un puzzle che si sta rompendo

Le vicende sono distinte, ma sintomatiche di una incrinatura che piano piano si sta trasformando in rottura. Cominciamo con la prima. Maria Luisa Busi (foto) è uno dei volti di punta del tg1, il tiggì più seguito della tv di stato italiana. Ha mandato oggi una lettera a Minzolini, direttore del suddetto tg. Ecco una parte del testo:

"Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".

La Busi non è nuova a forme di dissenso verso la linea editoriale impressa da Minzolini al tg1 (quello della prescrizione=assoluzione, per intenderci), e la scelta di attuare questa rottura mi pare abbia ben pochi precedenti nella storia del tg1. La linea editoriale impressa da Minzolini al tg1, poi, è stranota. D'altra parte lì ce l'ha messo Berlusconi, non è che si possa pretendere chissaché. Ma anche per la Busi, evidentemente, il limite è stato superato.

Passiamo a Feltri. Questa mattina ci ha stupito con un editoriale che, per la verità, inizia con un sacco di scempiaggini sul tema delle intercettazioni, ma che poi affronta quello che è uno dei nodi veri di tutta la questione: e cioè che a trarre vantaggio da questa "riforma" saranno tutti tranne che la democrazia. Scrive infatti nel suo editoriale, intitolato "Cani da guardia e non barboncini":

Sono invece consapevole che la parte della legge riguardante la divulgazione delle intercettazioni telefoniche, eseguite su ordine delle procure, è un attentato alla libertà di stampa e non potrà passare al vaglio della Corte Costituzionale, mi auguro. Perché di fatto vieta di occuparsi a qualsiasi titolo di vicende giudiziarie in corso, oltre a impedire la pubblicazione delle intercettazioni, financo quelle decisive per le inchieste.
[...]
Ma gli effetti della disciplina saranno devastanti per la democrazia. L'opinione pubblica infatti sarà privata di ogni notizia giudiziaria e, di conseguenza, sarà lasciata senza mezzi per misurare il polso del paese. In pratica, la legge [...] creerà uno stato poliziesco peggiore di quello che si vuole abbattere.

Perbacco, Feltri dice, mi pare per la prima volta, quello che qualsiasi persona che non ha ancora mandato il cervello all'ammasso dice da quando due anni fa è stato partorito questo aberrante progetto - e che regolarmente è stata tacciata di essere un comunista sovversivo. Prendiamo atto. I risvegli, anche se tardivi e probabilmente ormai inutili (ma non è detto), fanno sempre piacere.

Adesso aspettiamo Emilio Fede.

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