domenica 16 maggio 2010

Don bancomat

Tra gli sviluppi dell'inchiesta sugli appalti, quella che sta creando qualche problema a molti fedelissimi di Berlusconi, una menzione a parte merita "don bancomat". Il titolare di questo appellativo in realtà si chiama don Evaldo Biasini, ha 83 anni ed è quello che, scrive oggi La Stampa, avrebbe messo il suo conto corrente a disposizione del costruttore Anemone.

Don Evaldo, come si sa, è l’economo della congregazione del Preziosissimo Sangue. Per venti anni ha sovrainteso alle donazioni dei fedeli finalizzate alle missioni in Africa. Il suo conto corrente presso la filiale romana della Banca delle Marche in via Ciamarra (stessa filiale dove ha il conto Anemone, segnala la Guardia di Finanza) è stato messo a disposizione dell’imprenditore che poteva versare e prelevare contanti a suo piacimento, evitando così occhi indiscreti e segnalazioni a Bankitalia. «Era un deposito fiduciario», ha spiegato al primo interrogatorio, con disarmante candore, il sacerdote. Nell’occasione l’arzillo prete-banchiere ha aperto il suo computer e sciorinato le contabilità, quella ufficiale e quella parallela. E’ venuto fuori che alla data del 31 dicembre 2009, Anemone aveva «parcheggiato» sul conto di don Evaldo, pronti alla bisogna, ben 475mila euro. In cambio, Diego Anemone aveva concesso, bontà sua, che gli interessi maturati, pari a 5.438 euro, andassero «a sostegno dei bambini nell’Africa».

Speriamo che i giudici, nel giudicare Anemone, mettano tra le eventuali attenuanti la sua vena filantropica verso i bambini dell'Africa.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo ci sarà un crollo dell'8 % alla Chiesa Cattolica.
Mi piacerebbe una "reprimenda" a questo "religioso".
Il Vaticano è "una spelonca di ladri"?
O va bene così?
Umboc

Andrea Sacchini ha detto...

E' già da qualche anno, fortunatamente, che il gettito dell'otto per mille alla chiesa cattolica è in calo. Molti italiani cominciano a svegliarsi.

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