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martedì 22 aprile 2025

Chi vuole sapere altro come fa?

Temo che per almeno un mesetto sarà piuttosto difficile riuscire a sapere qualcos'altro oltre ai continui, nuovi dettagli sulla morte del papa ed elezione del successore. Stamattina tutto ciò che esulava dall'argomento del giorno era relegato sui giornali nelle ultime due-tre pagine. Per i siti stesso discorso. In TV non ne parliamo. Ieri mia mamma, fervente cattolica, a un certo punto ha spento la televisione sbottando: "Basta, non se ne può più".
L'argomento è importante, certo, di grande rilievo, ma i media - tutti - non dovrebbero trattare la vicenda esclusivamente in chiave acchiappa-clic e acchiappa-introiti, ma dovrebbero pensare anche ai tanti, forse la maggior parte, che oltre alla dipartita del papa vorrebbero continuare a sapere cos'altro succede nel mondo.

domenica 8 maggio 2022

I risultati de Il Post

Mi ha fatto piacere leggere che Il Post, l'anno scorso, è andato molto bene, così come mi fa piacere che le annate positive si succedano da un certo numero di anni. Mi riprometto sempre di abbonarmi ma non mi decido mai, complice anche il fatto che i suoi articoli sono consultabili gratuitamente a patto di sorbirsi qualche banner pubblicitario. 

In realtà non mi reca alcun fastidio dover visualizzare un po' di pubblicità se so che serve a finanziare una informazione di qualità, e la testata di Luca Sofri e compagni è un organo informativo di qualità, che spiega i fatti chiaramente e in maniera esaustiva, senza ammantare le notizie di quella tendenziosità tipica delle testate al soldo di un editore o di un partito politico. Il Post può permettersi di essere libero in quanto finanziato solamente dai lettori e dalla pubblicità.  

E sì, prometto che mi deciderò ad abbonarmi :-)

mercoledì 1 dicembre 2021

Sullo scrivere tutti dello stesso argomento

Ho trovato delle interessanti e condivisibili riflessioni del sempre bravo Maurizio sull'omologazione delle discussioni su social e blog. Aggiungerei qualcosa, ma sono di corsa (sto andando al lavoro), lo farò magari nel pomeriggio.

sabato 23 novembre 2019

La cultura sta in fondo

Non so chi ancora legga i giornali. Quelli che lo fanno si saranno sicuramente accorti che le pagine della cultura stanno sempre in fondo. Si comincia con una decina di pagine dedicate alla politica, un'altra decina alla cronaca (specie la nera, quella che tira di più, anzi più nera è e meglio è), poi c'è l'angolo della posta, poi le cronache locali (su Il resto del Carlino, ad esempio, l'inserto "Rimini"), poi arriva lo sport con un'altra bella decina di pagine, infine ecco un paio di paginette, quando va bene, di cultura: qualche frettolosa recensione degli ultimi libri usciti, una intervista a un famoso direttore d'orchestra e poco altro. La pubblicità va considerata a parte, dal momento che è presente in ogni pagina. Ecco, se uno si vuole fare un'idea di come è organizzata la nostra società, è sufficiente che sfogli un quotidiano qualsiasi, ne è lo specchio esatto.

mercoledì 28 marzo 2012

A Milano mancano farmacie e parchi?

Alcuni passaggi della spassosissima intervista rilasciata da Emilio Fede a Fabrizio Roncone, del Corriere.

Fede: "Ragiona: io ho due milioni e mezzo in contanti, e che faccio? Li metto in una valigetta, attraverso il confine con quel malloppo e mi presento in banca a Lugano, dopo che a Lugano, proprio in banca, è successo quel che è successo con la vicenda di Lele Mora?"

Roncone: "Tu sei stato a Lugano?"

Fede: "No!... Cioè, sì, ci sono stato, ma a comprare medicine o a fare passeggiate. E quando arrivo, ogni volta ordino al mio autista di parcheggiare distante dalla banca proprio per evitare equivoci."

In attesa che salti fuori la verità - Fede parla di un fantomatico complotto ordito ai suoi danni da qualche invidioso - a me una domanda, tra le tante, sorge spontanea: ma uno che vuole comprare medicine e fare passeggiate, da Milano deve necessariamente andare in Svizzera? Non mi risulta che nella capitale lombarda manchino le farmacie o i parchi.

Comunque, se volte ridere un po', l'intervista integrale a Fede è qui.

giovedì 22 marzo 2012

Sensazionalismi


Ma perché repubblica.it continua a scrivere in home page che uno dei tre poliziotti feriti dall'attentatore "è grave" mentre nel relativo articolo scrive che è "ferito leggermente al piede"?

domenica 11 marzo 2012

Priorità

Ma perché una strage di civili fatta da un pazzo fa notizia e va rapidamente nei titoloni delle home page, mentre le stragi di civili nei normali combattimenti no?

lunedì 26 settembre 2011

Oggi era l'ultimo

Probabilmente alla stragrande maggioranza dei miei 32 lettori questa notizia dirà poco o niente. Per i rimanenti: oggi il Corriere pubblicava l'ultimo editoriale di Alberoni. Sopravviveremo?

sabato 17 settembre 2011

Prima o poi ci arrivano, eh?

Anche il Corriere della Sera, quello degli Ostellino, dei Battista, dei Panebianco, dei Galli Della Loggia, alla fine ce l'ha fatta. Dopo anni di cerchiobottismo, di "sì, però", "sì, ma" e via cantando, oggi è riuscito a metterlo senza ambiguità nero su bianco.

Certe cose vanno segnalate.

martedì 13 settembre 2011

Sentenze postume

Peccato che il grande D'Avanzo non sia riuscito a campare abbastanza. Penso che questa sentenza gli avrebbe fatto molto piacere.

giovedì 2 giugno 2011

Sperando che Marcello abbia ragione

Marcello Sorgi, stamattina, sulla Stampa, dà quasi per certo il raggiungimento del quorum nei referendum. Lo spero, ma secondo me è stato un tantino troppo ottimista.

sabato 21 maggio 2011

E' saltato il tappo


Dopo 4 giorni di silenzio assoluto, ecco di colpo 5 compiacenti "interviste" (chiamarle così è un'offesa a chi le interviste vere sa cosa sono) in altrettanti compiacenti telegiornali.

Il centrosinistra che adesso si indigna e strilla allo scandalo ("peggio che in Bielorussia"), è lo stesso che in sette anni di governo, spalmati su due legislature, non è riuscito a fare uno straccio di legge sul conflitto di interessi.

domenica 15 maggio 2011

Ahi ahi ahi, Dominique...


Dominique Strauss-Kahn, attuale presidente del FMI e in passato più volte ministro di area socialista in Francia, è stato arrestato oggi al JFK di New York quando era già seduto sull'aereo che avrebbe dovuto riportarlo in Francia. E' accusato di violenza sessuale ai danni di una dipendente dell'albergo in cui alloggiava.

Il Giornale, come del resto tutti gli altri, ci va ovviamente a nozze, nonostante l'accusa, almeno per ora, si basi sulla sola testimonianza della presunta vittima. Ed ecco quindi i professionisti del garantismo (quelli che ci ricordano ogni santo giorno che nessuno è colpevole fino a sentenza passata in giudicato) parlare di "notizia drammatica" e lanciarsi in una accurata descrizione delle abitudini sessuali disinvolte del tipo, di cui pare l'ambiente politico parigino fosse sempre stato al corrente.

"Nella Parigi che conta tutti sapevano che Dominique Strauss-Kahn era sessualmente molto disinvolto. Anzi, ossessionato dal sesso". E quindi la stoccatina agli ipocriti media francesi, rei di aver sempre saputo ma di aver taciuto tutto all'opinione pubblica. Ma il posto dove ovviamente vuole andare a parare il Giornale è facilmente intuibile: "La Francia che negli ultimi due anni si è scandalizzata per i Bunga Bunga di Berlusconi, non ha scritto una riga su Strauss-Kahn, benché, contrariamente a i suoi predecessori, non si limitasse ad avere della amanti, ma praticasse sesso estremo e fosse un progressista".

Ma pensa un po' cosa ti vanno a combinare quei cattivoni di giornalisti francesi: papiri e papiri sul povero Berlusconi e nemmeno una riga su Strauss-Kahn. Sarà mica perché avere qualche amante o praticare sesso estremo (ma è vero?) non è reato? Sarà mica perché alle sue amanti non ha mai dato niente in cambio (tipo un posto da consigliera regionale all'igienista dentale, magari soldi, macchine, appartamenti all'Olgettina)? Oppure sarà mica perché non è mai stato messo sotto processo con l'accusa di prostituzione minorile? Mah, difficile dirlo. E comunque Marcello Foa il suo verdetto l'ha già dato: "Che trauma, per i francesi che non frequentano la Parigi delle élites, scoprire che uno dei loro uomini migliori, il presidente del Fondo monetario internazionale, è molto, ma molto peggio di Berlusconi".

Amen.

La risposta che meritano

Michele Serra, stamattina, su Repubblica (la prima pagina del Giornale a cui allude è questa).

sabato 7 maggio 2011

E il Giornale?


Stamattina nella consueta rassegna stampa del Governo non compare il Giornale. Sarà mica per colpa di questa prima pagina?

domenica 1 maggio 2011

Wojtyla, tra luci e ombre

4 marzo 1983. All’aeroporto di Managua in Nicaragua Giovanni Paolo II svillaneggia pubblicamente il ministro della Cultura padre Ernesto Cardenal, inginocchiato di fronte a lui in segno di rispetto, per aver accettato di partecipare al governo sandinista. In seguito, in combutta con il cardinal Joseph Ratzinger, combatterà duramente la teologia della liberazione, di cui Cardenal era uno dei principali esponenti, riducendola al silenzio.

Non voglio fare il guastafeste proprio nel giorno in cui si festeggia e si beatifica Karol Wojtyla a reti unificate. Ma penso sia giusto che anche i sostenitori più accaniti e i fedeli più invasati conoscano, oltre agli indiscutibili meriti, alcuni degli aspetti più controversi del suo pontificato. Aspetti che, specialmente in giornate come questa, difficilmente verranno messi in luce.

Ne fa un elenco Piergiorgio Odifreddi qui.

lunedì 11 aprile 2011

Il Fatto nelle scuole? Non si può

Quelli de Il Fatto hanno lanciato una campagna di informazione andando nelle scuole, ovviamente su invito, per parlare di attualità e di quei fatti che in genere si fa di tutto per tenere da una parte.

Ovviamente quelli del Giornale non l'hanno presa bene per niente, tanto è vero che stamattina è comparso un bell'articolo dal titolo molto eloquente: "Propaganda senza limiti: e Il Fatto dà lezioni anche nelle scuole...". Tra le altre cose, all'interno vi si legge: "Un incubo. Provate a immaginare: tornate a scuola, la mattina arrivate in classe, spalancate la porta e davanti a voi seduto in cattedra c'è Marco Travaglio". Già, Travaglio; un bell'incubo, non c'è che dire. Forse se andasse Sallusti, chissà, l'impatto con i poveri studenti potrebbe essere meno traumatico. Sarebbe interessante provare.

"Ma il Fatto è un quotidiano schierato ferocemente contro il Cavaliere, un foglio che fa politica tutti i giorni e attacca, con colpi sotto la cintura, tutto ciò che è in odore di berlusconismo". Provate a ribaltare questa frase così: "Ma il Giornale è un quotidiano schierato a favore del Cavaliere, un foglio che fa politica tutti i giorni e attacca, con colpi sotto la cintura [vi dice niente Boffo?, ndr], tutto ciò che è in odore di antiberlusconismo". Non trovate che suoni bene?

In realtà, e quelli del Giornale lo sanno molto bene, il quotidiano di Padellaro e Travaglio racconta dei fatti, e li racconta anche quando non hanno a che fare con Berlusconi e coinvolgono personaggi che stanno dall'altra parte. Provate a chiedere ai vari D'Alema, Vendola ("a lui non farei amministrare neppure un condominio", scrisse Travaglio sulle vicende della sanità pugliese), Di Pietro quando appoggiò la candidatura a De Luca in Campania e compagnia bella. Il Fatto? "Niente a che vedere con l’imparzialità che dovrebbe avere chi sale in cattedra".

Bene, per non sbagliare mandiamo pure Il Giornale.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...