Renato Brunetta non ha bisogno di presentazioni, lo conoscono tutti. E soprattutto tutti conoscono le sue campagne e provvedimenti contro i fannulloni nella pubblica amministrazione. Ma forse sono ancora di più quelli che lo conoscono per il suo linguaggio schietto e diretto, privo di fronzoli e giri inutili di parole - ricordate, recentemente, i registi parassiti e "l'Italia molto 'placida' e leggermente schifosa"? Poi si scoprì ad esempio che il flop colossale dell'epic movie Barbarossa, fortemente voluto da Bossi, fu finanziato anche con soldi pubblici, ma pazienza.
Ieri il loquace ministro è tornato alla carica, prendendosela questa volta con gli imprenditori che assumono immigrati in nero. Gli imprenditori che prendono gli immigrati in nero «sono farabutti», ha tuonato dai microfoni di Radio Rtl. Vero, verissimo. Vorrei però far sommessamente notare al battagliero ministro che dello scandalo dei politici che pagavano i portaborse in nero se ne parlava ancora appena qualche mese fa.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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