lunedì 2 agosto 2010

2 agosto


30 anni fa, come oggi, la strage alla stazione di Bologna. Io all'epoca avevo 10 anni e ho solo pochi sfuggenti ricordi di quello che successe, più che altro legati alle immagini che passavano incessantemente i tiggì.

Ogni anno c'è l'anniversario di questa tragedia, e ogni anno, immancabilmente, i pistolotti vuoti e inutili, e regolarmente coperti da fischi, di qualche politico di passaggio. Quest'anno hanno deciso di andare sul sicuro: non si è fatto vedere nessuno. Con la finezza e il savoir-faire che da sempre lo contraddistingue, La Russa ha detto: "Cos'è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta".

Nell'ottica di La Russa, quindi, i politici dovrebbero andare solo dove sono sicuri di essere ben accetti. Non ci vedo niente di strano: in fondo fa parte della cultura di questo governo.

Quello che mi chiedo è se valga veramente la pena, ogni anno, celebrare questa ricorrenza. Col rischio - è accaduto anche quest'anno - che esca fuori il Napolitano di turno a chiedere pateticamente che venga fatta piena luce. Lo stesso identico, e un po' stantio, messaggio che regolarmente viene tirato fuori per Ustica, per la strage di Piazza Fontana, ecc...

Poi, però, alla fine penso che sia giusto continuare a celebrare queste ricorrenze. Ci sono molti che sarebbero troppo contenti se finissero nel dimenticatoio.

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