Condivido totalmente lo sfogo di Roberto Mercadini. Solo un appunto. Quando si narra il pregresso di un fatto, qualsiasi fatto, ci sono due possibilità. La prima è che il racconto degli avvenimenti che hanno condotto al fatto in questione abbia finalità di giustificazione. La seconda è che abbia finalità di mera spiegazione, che venga cioè esposto per cercare di fare capire i motivi che l'hanno provocato. C'è differenza tra le due situazioni, anche se è una differenza sottile che spesso si fatica a cogliere.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 7 aprile 2025
La valenza del pregresso
Condivido totalmente lo sfogo di Roberto Mercadini. Solo un appunto. Quando si narra il pregresso di un fatto, qualsiasi fatto, ci sono due possibilità. La prima è che il racconto degli avvenimenti che hanno condotto al fatto in questione abbia finalità di giustificazione. La seconda è che abbia finalità di mera spiegazione, che venga cioè esposto per cercare di fare capire i motivi che l'hanno provocato. C'è differenza tra le due situazioni, anche se è una differenza sottile che spesso si fatica a cogliere.
mercoledì 25 dicembre 2024
sabato 9 settembre 2023
Oppenheimer
martedì 18 luglio 2023
La donna che rise di Dio
domenica 4 giugno 2023
La donna che rise di Dio
martedì 7 febbraio 2023
lunedì 2 gennaio 2023
A proposito di linguaggio
Sto leggendo un interessantissimo saggio di Francesco Ferretti sul linguaggio. L'assunto di Noam Chomsky che ho riportato qui sopra secondo cui il linguaggio può essere considerato alla stregua di un organo biologico, in virtù del fatto che le modalità con cui noi umani processiamo le informazioni sono uguali per tutti, mi ha fatto venire in mente quanto disse Telmo Pievani in una sua lezione, anche se non c'entra direttamente con l'asserzione di Chomsky.
Pievani riportava i risultati di alcuni studi scientifici sul cervello umano e da tali studi ci si è accorti che la cultura può determinare la biologia. Lo si è scoperto dopo aver analizzato, tramite esami diagnostici come la TAC e altri, i cervelli di persone analfabete e di persone che sanno leggere e scrivere. Tra i due gruppi non c'è solo una differenza culturale (questo lo si evince anche senza bisogno di fare esperimenti), ma una differenza biologica, nel senso che i cervelli dei due gruppi sono diversi dal punto di vista della morfologia. Da qui l'assunto che la cultura fa la biologia. Questa cosa è sorprendente, se ci si pensa.
Sempre a proposito di linguaggio, anche se analizzato da un altro punto di vista che è quello dei modi di dire, mi ha molto colpito il video di Roberto Mercadini che ripubblico qui di seguito. L'istrionico attore/scrittore prende spunto dal fatto che secondo molti la dicitura hamburger vegano non ha senso perché, per definizione, l'hamburger è fatto con la carne mentre nell'hamburger vegano la carne non c'è. Mercadini obietta che anche nel caffè d'orzo non c'è il caffè, ma nessuno ha niente da ridire sul fatto che comunque si chiami caffè d'orzo. Nel video Mercadini elenca una lunga serie di esempi simili, coi quali tenta di dimostrare che il linguaggio funziona per analogie e storie e certi "talebanesimi" semantici non hanno senso.
Apprezzo molto Mercadini perché ha il dono di riuscire a fare pensare sorridendo, e non è da tutti i divulgatori.
giovedì 29 settembre 2022
Mercadini sfregiato
venerdì 27 maggio 2022
mercoledì 25 maggio 2022
Pensieri senza senso (apparente)
Se ogni tanto vi viene il dubbio che un pensiero o una frase vergata su qualche social, o su un blog, sia insignificante, poco interessante, magari buttata lì a mo' di riempitivo, sappiate che lo faceva anche Leonardo da Vinci :-)
(da L'ingegno e le tenebre, Roberto Mercadini, ed. Rizzoli)
domenica 12 dicembre 2021
Miglior libro del 2020 (per i lettori di Repubblica)
Roberto Mercadini è raggiante e ne ha ben donde, dal momento che il suo libro - ne avevo accennato qui - Bomba atomica è risultato essere il miglior libro del 2020. Ma chi ha decretato questa cosa? I lettori dell'inserto culturale Robinson di Repubblica. Qual è la cosa strana di questo evento? Il fatto che Roberto Mercadini è, letterariamente parlando, un perfetto sconosciuto, ma nonostante questo suo essere un parvenu della letteratura è riuscito a superare scrittori del calibro di Susanna Tamaro, Carlo Lucarelli, Stefano Benni, Chiara Gamberale, Alberto Angela, Roberto Saviano, Mario Calabresi (ex direttore di Repubblica, tra l'altro) e altri.
Seguo da tempo il cesenate Mercadini, attore teatrale, scrittore e youtuber, e in questo blog ho dedicato a lui più di un post. Ho assistito a suoi spettacoli teatrali e presentazioni di libri e quindi sono contento che abbia vinto questo premio, non solo perché è praticamente un vicino di casa, ma perché è bravo, ha una verve affabulatoria fuori del comune e scrive dei bei libri. Bomba atomica è coinvolgente e interessantissimo, ma anche il precedente Storia perfetta dell'errore, il libro che gli ha consentito di uscire dall'ambito romagnolo entrando nelle classifiche di vendita in Italia, merita di essere letto.
Ammiro Roberto Mercadini anche per un altro motivo: il coraggio. Prima di diventare attore teatrale, scrittore e recitatore di monologhi, Roberto era un normale ingegnere elettronico che lavorava in una azienda informatica e si occupava di programmazione. Lavoro sicuro, stabile e ben retribuito. L'attore teatrale lo faceva per hobby, nei ritagli di tempo. Un giorno ha trovato il coraggio di licenziarsi per dedicarsi esclusivamente alla sua passione: l'arte e la cultura. Oggi chi abbandonasse un lavoro sicuro e redditizio per provare a vivere di monologhi sarebbe visto come un pazzo, e molti gliel'hanno effettivamente rinfacciato. Lui si è buttato e ha vinto, e oggi il suo "lavoro" e la sua passione sono la stessa cosa.
Si dice che la chiave della felicità stia nel realizzare le proprie passioni, fare nella vita ciò per cui si è portati. Direi che Mercadini ci sia riuscito, e la sua reazione alla notizia della vincita del torneo di Robinson mi sembra lo confermi :-)
domenica 20 giugno 2021
Giornata mondiale del rifugiato
venerdì 7 maggio 2021
Approcciarsi alla disabilità
sabato 9 gennaio 2021
Di atei, credenti, Hitler e Mussolini
Ogni tanto vado a ripescare su Youtube i video che accumulo nella sezione Guarda più tardi, quelli che accantono lì provvisoriamente per mancanza di tempo per poi guardarli quando posso. Stamattina ho dato un'occhiata a un paio di questi. Il primo è di Roberto Mercadini, scrittore e narratore di Cesena, molto attivo anche su Youtube, che a me piace molto e che in un paio di occasioni ho avuto piacere di vedere a teatro. Il video in questione si intitola Gli atei credono? e smonta in maniera abbastanza divertente e intelligente il luogo comune secondo cui anche l'ateismo sarebbe una fede.
Credo sarà capitato a ogni ateo (a me tantissime volte) di sentirsi dire: Tu credi che Dio non esista, quindi anche tu credi in qualcosa, anche la tua è una fede. Una volta controbattevo utilizzando mie argomentazioni, oggi certe discussioni non le affronto più perché da tempo mi sono accorto che non hanno senso, ma semmai dovesse capitami ancora, controbatterò molto più velocemente linkando direttamente il video di Roberto qui sotto.
L'altro video molto bello, visto sempre stamattina, ha come protagonista Alessandro Barbero. Titolo: Mussolini e Hitler: Buoni o cattivi? La risposta sembrerebbe scontata, almeno a chi abbia una vaga idea di chi erano i due tipi, ma forse non lo è, e non lo è perché quando si entra in contatto con personaggi storici così vicini a noi l'approccio nei loro confronti non si limita più alla loro conoscenza storica ma investe anche la sfera identitaria di chi studia i personaggi storici in questione.
Come dice giustamente Barbero, oggi a chi frega di sapere se fossero più cattivi gli ateniesi o gli spartani, i Guelfi o i Ghibellini? Ma quando ci si avvicina a Hitler e Mussolini la cosa cambia, e di molto, perché in Germania esistono partiti che ancora oggi si richiamano al nazismo e in italia abbiamo partiti e movimenti che si richiamano al fascismo. Siccome è usanza comune, purtroppo, categorizzare ogni cosa sulla base delle proprie idee, ecco che il discorso si complica.
De Gregori, in una sua canzone, diceva che Mussolini ha scritto anche poesie. Non so se sia vero, ho letto molti libri sulla storia del fascismo ma nessuna biografia di Mussolini. Potrebbe essere anche vero, certo, ma se anche fosse, questa cosa non sarebbe certo sufficiente a inserirlo nella categoria dei buoni.
domenica 20 dicembre 2020
Sul trattare i seguaci come stupidi
domenica 25 ottobre 2020
Il Gianni Rodari scomunicato
giovedì 30 aprile 2020
martedì 7 aprile 2020
Usare bene la virgola
Nel breve sommario posto sotto il titolo di questo articolo di Repubblica, si legge: "Nella Fase 2 gli stabilimenti produttivi avranno la priorità. Solo dopo un progressivo allentamento delle misure restrittive."
Messa giù così, la frase che ho evidenziato in neretto viene intesa nel senso che dopo l'allentamento delle misure restrittive, quelle che stiamo subendo tutti, ripartiranno gli stabilimenti, assunto che non corrisponde né a quanto dice il titolo né a quanto riporta l'articolo.
Per generare questa corrispondenza, l'articolista avrebbe dovuto fare seguire alla preposizione "dopo" una virgola, così: "Solo dopo, un progressivo allentamento delle misure restrittive." Cioè, prima si comincia a far ripartire le aziende, poi si allentano le misure restrittive, come si evince chiaramente dal titolo e dal contenuto della notizia.
L'estensore dell'articolo, omettendo quella virgola, ha quindi riassunto in maniera contraria il suo contenuto. Ora, che questa cosa la faccia un piccolo blogger di campagna come lo scrivente, passi, ma che una svista così grossolana sfugga a uno dei maggiori siti d'informazione del nostro paese, a me pare grave. Sarà che sono pignolo.
In ogni caso, qui sotto vi lascio un gustoso video del mitico Roberto Mercadini, postato giusto in questi giorni, che evidenzia come una virgola omessa, o posizionata in posti diversi, possa stravolgere completamente il senso di una frase. Se qualcuno lo volesse linkare a Repubblica...
venerdì 7 febbraio 2020
Il Cantico dei cantici by Benigni
Elogiato doverosamente il grande attore toscano, segnalo a chi sia interessato un breve intervento dell'attore teatrale e scrittore Roberto Mercadini, che conosce bene l'ebraico e ha trovato nel monologo di Benigni alcune cose che lo hanno lasciato perplesso. Roberto Mercadini è romagnolo di Cesena e si sa, noi romagnoli siamo un po' puntigliosi. Ah, le sue osservazioni sono qui.
sabato 19 ottobre 2019
Roberto Mercadini a Bellaria
De Gregori vs Springsteen
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