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lunedì 7 aprile 2025

La valenza del pregresso


Condivido totalmente lo sfogo di Roberto Mercadini. Solo un appunto. Quando si narra il pregresso di un fatto, qualsiasi fatto, ci sono due possibilità. La prima è che il racconto degli avvenimenti che hanno condotto al fatto in questione abbia finalità di giustificazione. La seconda è che abbia finalità di mera spiegazione, che venga cioè esposto per cercare di fare capire i motivi che l'hanno provocato. C'è differenza tra le due situazioni, anche se è una differenza sottile che spesso si fatica a cogliere.

Il caso della guerra russo-ucraina è emblematico in questo senso. È infatti pacifico che la Russia ha invaso l'Ucraina violando il diritto internazionale. Allo stesso modo è pacifico che sono molteplici e complesse le vicende che hanno portato al tragico epilogo dell'invasione. Il punto dirimente sta nelle finalità con cui vengono utilizzate queste vicende. Se vengono portate a mo' di giustificazione è sbagliato; se vengono portate per cercare di capire (non giustificare) il contesto in cui è maturata l'invasione, ben vengano.

Non c'è niente da fare, riuscire a cogliere questa differenza è difficile.

sabato 9 settembre 2023

Oppenheimer

Non metto piede in un cinema da una vita, ma domani è probabile che vada a vedere Oppenheimer, di cui in questo periodo parlano tutti. Nel frattempo è andato a vederlo per tre volte il grande Roberto Mercadini, che su queste tematiche tempo fa ci aveva scritto anche un libro molto bello, e ne ha parlato (a modo suo) qui, descrivendo i grandi pregi del film ma anche i suoi grandi difetti. Se prima di vedere il video avevo qualche dubbio sul fatto se valesse o meno la pena andarci, adesso non ne ho più :-)

martedì 18 luglio 2023

La donna che rise di Dio


La precisazione iniziale dell'autore del libro è importante per approcciarsi ad esso nel modo giusto. Esistono due "Dio": quello teologico e quello della narrazione biblica. Quello teologico è l'onnipotente, onnisciente, perfetto, infinitamente amorevole, misericordioso ecc., e non è quello di cui si parla in questo libro. Quello della narrazione biblica, invece, colui di cui tratta il libro, è contraddittorio, inaffidabile, pieno di difetti, di paure, di insicurezze, di scoppi d'ira, di meschinità, anche di cattiveria gratuita. Ecco, questo è il dio raccontato nel libro di Mercadini, il quale affronta la Bibbia, attraverso quindici episodi tra i più controversi, non dal punto di vista teologico ma appunto narrativo (la Sara del titolo è la prima moglie di Abramo; Sara e Abramo formano la coppia anziana e sterile a cui Dio ordina incredibilmente di generare un popolo).

Questo saggio è interessantissimo in primo luogo perché Roberto Mercadini è un profondo conoscitore della lingua ebraica, quindi nel testo spiega come funziona l'alfabeto ebraico (nello scritto, ad esempio, si usano solo le consonanti, le vocali vengono indicate con sequenze di puntini poste sotto di esse), in più aggiunge qua e là interessanti digressioni sulla cultura religiosa ebraica. In secondo luogo, questo libro è interessante perché l'autore spiega i motivi per cui certe parole e certe frasi vengono tradotte in modi diversi dall'originale ebraico (sostanzialmente per edulcorare e rendere "digeribili" parole e concetti che per la nostra cultura, ma anche per il politically correct, sarebbero piuttosto indigesti).

È un libro che consiglio a chi (come lo scrivente) non ha mai letto la Bibbia ma è interessato a sapere, almeno a grandi linee, di cosa si parla quando ci si riferisce ad essa.

domenica 4 giugno 2023

La donna che rise di Dio

E niente, è in uscita il nuovo libro di Roberto Mercadini, e quando esce un nuovo libro di Mercadini è sempre una festa.

(Ricordo ancora il suo primo libro, Storia perfetta dell'errore. Mi stregò.)

lunedì 2 gennaio 2023

A proposito di linguaggio


Sto leggendo un interessantissimo saggio di Francesco Ferretti sul linguaggio. L'assunto di Noam Chomsky che ho riportato qui sopra secondo cui il linguaggio può essere considerato alla stregua di un organo biologico, in virtù del fatto che le modalità con cui noi umani processiamo le informazioni sono uguali per tutti, mi ha fatto venire in mente quanto disse Telmo Pievani in una sua lezione, anche se non c'entra direttamente con l'asserzione di Chomsky. 

Pievani riportava i risultati di alcuni studi scientifici sul cervello umano e da tali studi ci si è accorti che la cultura può determinare la biologia. Lo si è scoperto dopo aver analizzato, tramite esami diagnostici come la TAC e altri, i cervelli di persone analfabete e di persone che sanno leggere e scrivere. Tra i due gruppi non c'è solo una differenza culturale (questo lo si evince anche senza bisogno di fare esperimenti), ma una differenza biologica, nel senso che i cervelli dei due gruppi sono diversi dal punto di vista della morfologia. Da qui l'assunto che la cultura fa la biologia. Questa cosa è sorprendente, se ci si pensa.

Sempre a proposito di linguaggio, anche se analizzato da un altro punto di vista che è quello dei modi di dire, mi ha molto colpito il video di Roberto Mercadini che ripubblico qui di seguito. L'istrionico attore/scrittore prende spunto dal fatto che secondo molti la dicitura hamburger vegano non ha senso perché, per definizione, l'hamburger è fatto con la carne mentre nell'hamburger vegano la carne non c'è. Mercadini obietta che anche nel caffè d'orzo non c'è il caffè, ma nessuno ha niente da ridire sul fatto che comunque si chiami caffè d'orzo. Nel video Mercadini elenca una lunga serie di esempi simili, coi quali tenta di dimostrare che il linguaggio funziona per analogie e storie e certi "talebanesimi" semantici non hanno senso.

Apprezzo molto Mercadini perché ha il dono di riuscire a fare pensare sorridendo, e non è da tutti i divulgatori.


giovedì 29 settembre 2022

Mercadini sfregiato

Mi spiace che a Cesenatico sia stata sfregiata l'immagine di Roberto Mercadini. È da tempo un artista che amo molto, ho letto i suoi libri, lo seguo su YouTube, ho assistito ad alcuni suoi spettacoli in teatro (in particolare ne ricordo uno bellissimo sulla disabilità).
Penso che uno dei segni che testimoniano il decadimento di una società sia il disprezzo per la cultura.

mercoledì 25 maggio 2022

Pensieri senza senso (apparente)

Se ogni tanto vi viene il dubbio che un pensiero o una frase vergata su qualche social, o su un blog, sia insignificante, poco interessante, magari buttata lì a mo' di riempitivo, sappiate che lo faceva anche Leonardo da Vinci :-)


(da L'ingegno e le tenebre, Roberto Mercadini, ed. Rizzoli)

domenica 12 dicembre 2021

Miglior libro del 2020 (per i lettori di Repubblica)

Roberto Mercadini è raggiante e ne ha ben donde, dal momento che il suo libro - ne avevo accennato quiBomba atomica è risultato essere il miglior libro del 2020. Ma chi ha decretato questa cosa? I lettori dell'inserto culturale Robinson di Repubblica. Qual è la cosa strana di questo evento? Il fatto che Roberto Mercadini è, letterariamente parlando, un perfetto sconosciuto, ma nonostante questo suo essere un parvenu della letteratura è riuscito a superare scrittori del calibro di Susanna Tamaro, Carlo Lucarelli, Stefano Benni, Chiara Gamberale, Alberto Angela, Roberto Saviano, Mario Calabresi (ex direttore di Repubblica, tra l'altro) e altri.

Seguo da tempo il cesenate Mercadini, attore teatrale, scrittore e youtuber, e in questo blog ho dedicato a lui più di un post. Ho assistito a suoi spettacoli teatrali e presentazioni di libri e quindi sono contento che abbia vinto questo premio, non solo perché è praticamente un vicino di casa, ma perché è bravo, ha una verve affabulatoria fuori del comune e scrive dei bei libri. Bomba atomica è coinvolgente e interessantissimo, ma anche il precedente Storia perfetta dell'errore, il libro che gli ha consentito di uscire dall'ambito romagnolo entrando nelle classifiche di vendita in Italia, merita di essere letto.

Ammiro Roberto Mercadini anche per un altro motivo: il coraggio. Prima di diventare attore teatrale, scrittore e recitatore di monologhi, Roberto era un normale ingegnere elettronico che lavorava in una azienda informatica e si occupava di programmazione. Lavoro sicuro, stabile e ben retribuito. L'attore teatrale lo faceva per hobby, nei ritagli di tempo. Un giorno ha trovato il coraggio di licenziarsi per dedicarsi esclusivamente alla sua passione: l'arte e la cultura. Oggi chi abbandonasse un lavoro sicuro e redditizio per provare a vivere di monologhi sarebbe visto come un pazzo, e molti gliel'hanno effettivamente rinfacciato. Lui si è buttato e ha vinto, e oggi il suo "lavoro" e la sua passione sono la stessa cosa. 

Si dice che la chiave della felicità stia nel realizzare le proprie passioni, fare nella vita ciò per cui si è portati. Direi che Mercadini ci sia riuscito, e la sua reazione alla notizia della vincita del torneo di Robinson mi sembra lo confermi :-)


domenica 20 giugno 2021

Giornata mondiale del rifugiato

Oggi è la Giornata mondiale del rifugiato e mi è casualmente venuto in mente che, giusto ieri, Roberto Mercadini aveva pubblicato un video dove, con un paio di surreali esempi, aveva messo in luce la stupidità del noto ritornello "tu quanti ne hai accolti a casa tua?" Ritornello molto in voga tra un certo tipo di pubblico e di elettorato. E l'ha fatto con le ormai note sagacia e ironia.

venerdì 7 maggio 2021

Approcciarsi alla disabilità

Il grande Roberto Mercadini ha pubblicato un video, qualche ora fa, in cui parla di Alzheimer. Più che di Alzheimer, parla della necessità di imparare ad approcciarsi alle persone con qualche disabilità. Credo sia capitato a tutti - a me spesso - di avere a che fare con persone colpite da qualche disabilità, sia essa fisica o mentale, e di trovare difficoltà a interagire e a rapportarsi con esse. Si prova magari un po' di imbarazzo, non si sa come comportarsi, si ha timore di urtare la loro sensibilità e via di questo passo. 

Il modo sicuro per non sbagliare? Usare la gentilezza, ma anche altro. Il video è qui e dura poco più di dieci minuti, quindi non porta via troppo tempo - lo so, viviamo nell'era della velocizzazione del tempo e quindi anche dieci minuti possono sembrare una perdita di tempo troppo grande. Comunque, a me questo video ha commosso.

Piccolo consiglio non richiesto: se avete voglia di ascoltare interventi e monologhi intelligenti che fanno pensare, riflettere e al tempo stesso, a volte (dipende dagli argomenti), divertire, fate un pensierino all'iscrizione al canale di Roberto Mercadini: merita.

sabato 9 gennaio 2021

Di atei, credenti, Hitler e Mussolini

Ogni tanto vado a ripescare su Youtube i video che accumulo nella sezione Guarda più tardi, quelli che accantono lì provvisoriamente per mancanza di tempo per poi guardarli quando posso. Stamattina ho dato un'occhiata a un paio di questi. Il primo è di Roberto Mercadini, scrittore e narratore di Cesena, molto attivo anche su Youtube, che a me piace molto e che in un paio di occasioni ho avuto piacere di vedere a teatro. Il video in questione si intitola Gli atei credono? e smonta in maniera abbastanza divertente e intelligente il luogo comune secondo cui anche l'ateismo sarebbe una fede.

Credo sarà capitato a ogni ateo (a me tantissime volte) di sentirsi dire: Tu credi che Dio non esista, quindi anche tu credi in qualcosa, anche la tua è una fede. Una volta controbattevo utilizzando mie argomentazioni, oggi certe discussioni non le affronto più perché da tempo mi sono accorto che non hanno senso, ma semmai dovesse capitami ancora, controbatterò molto più velocemente linkando direttamente il video di Roberto qui sotto.

 

 

L'altro video molto bello, visto sempre stamattina, ha come protagonista Alessandro Barbero. Titolo: Mussolini e Hitler: Buoni o cattivi? La risposta sembrerebbe scontata, almeno a chi abbia una vaga idea di chi erano i due tipi, ma forse non lo è, e non lo è perché quando si entra in contatto con personaggi storici così vicini a noi l'approccio nei loro confronti non si limita più alla loro conoscenza storica ma investe anche la sfera identitaria di chi studia i personaggi storici in questione. 

Come dice giustamente Barbero, oggi a chi frega di sapere se fossero più cattivi gli ateniesi o gli spartani, i Guelfi o i Ghibellini? Ma quando ci si avvicina a Hitler e Mussolini la cosa cambia, e di molto, perché in Germania esistono partiti che ancora oggi si richiamano al nazismo e in italia abbiamo partiti e movimenti che si richiamano al fascismo. Siccome è usanza comune, purtroppo, categorizzare ogni cosa sulla base delle proprie idee, ecco che il discorso si complica.

De Gregori, in una sua canzone, diceva che Mussolini ha scritto anche poesie. Non so se sia vero, ho letto molti libri sulla storia del fascismo ma nessuna biografia di Mussolini. Potrebbe essere anche vero, certo, ma se anche fosse, questa cosa non sarebbe certo sufficiente a inserirlo nella categoria dei buoni.


domenica 20 dicembre 2020

Sul trattare i seguaci come stupidi

Sto leggendo un libro gustosissimo: Bomba atomica, di Roberto Mercadini, al quale dedicherò un post non appena l'avrò terminato. Mi sono imbattuto però in una parte che merita di essere menzionata a parte perché tratta tematiche estremamente attuali. Si parla del Mein Kampf, il libro scritto da Hitler che rappresenta un po' il manifesto della sua politica. In particolare, il passaggio relativo alla propaganda e al modo in cui un leader politico deve considerare i suoi seguaci. Non aggiungo nulla, mi limito a citare pari pari il brano in questione, dopodiché chiunque può liberamente elaborare analogie con l'attuale modo di fare politica e con alcuni (uno in particolare) politici di oggi. A me queste analogie sono venute spontanee. Ecco il brano in questione (il neretto è mio):

In generale colpiscono i brani in cui il libro [Mein Kampf, nda] parla della propaganda politica, perché hanno il sapore di una autodenuncia. Vengono raccomandati metodi a cui molti politici odierni sembrano attenersi scrupolosamente: per esempio, Hitler dice che, se si vuole vendere un sapone, non ci si può permettere di affermare che anche le saponette della concorrenza sono buone. Occorre dire che sono pessime, che impediscono una vera igiene, e che, anzi, insozzano la pelle. Così, nell'avversario politico non può, in nessun caso, essere riconosciuto alcun pregio, alcun merito, alcuna ragione. Lo scontro tra due parti politiche deve essere percepito dai cittadini come la battaglia tra il bene e il male, senza la minima possibilità di dialogo. Occorre suscitare gli umori della più forsennata tifoseria sportiva. Ogni colpa deve essere attribuita agli altri. A costo di dire il falso, di distorcere la realtà in modo imperdonabile. Lo scrive chiaramente: "La cosa più adatta sarebbe stata spostare incessantemente tutto il peso sulle spalle del nemico, anche se questo non corrispondeva al reale corso degli eventi, come se fosse così nonostante la realtà."

Che Hitler abbia la faccia tosta di confessare pubblicamente queste scorrettezze, mettendole addirittura nero su bianco nel suo libro, per me è semplicemente incredibile. Così come è incredibile riguardo ai propri seguaci: occorre trattarli come stupidi.
Scrive così: "La capacità recettiva delle masse è molto limitata e la loro comprensione è scarsa; d'altra parte, essi hanno una grande capacità di dimenticare. Premesso questo, tutta la propaganda efficace deve essere limitata a pochissimi punti che devono essere esposti sotto forma di slogan finché anche l'ultimo uomo sia in grado di comprendere ciò che ogni slogan significa."
Ci ritroviamo dispersi in una vasta oscurità di farneticazioni e di bassezze miserabili. Infine, a forza di vagare, in un'unica, solitaria, oasi di senso. È il punto in cui Hitler parla del parlare. Voglio dire del parlare in pubblico. Hitler ha tenuto discorsi davanti a folle di migliaia di persone, è stato in grado di piegare la mente di un popolo intero e di condurlo alla follia con la sua eloquenza. Quando si pronuncia sull'arte oratoria, occorre forse respingere il ribrezzo e mettersi in ascolto: "L'oratore riceve dal pubblico stesso a cui parla una costante correzione della sua conferenza. In quanto dal volto degli uditori si può sapere se e quanti di essi possano seguire quello che lui dice comprendendolo e se le sue parole facciano l'impressione che lui desidera."

Intendiamoci: nulla di nuovo. Qualsiasi attore e qualsiasi narratore sa che le cose stanno così. L'oratore "ascolta" sempre chi lo ascolta. Non può sapere cosa passa per la testa di coloro che ha davanti, se lo comprendono o se li sta convincendo; deve intuirlo dai loro sguardi, dai loro volti, dai brusii, dai silenzi, facendo la massima attenzione a tutto questo. Poiché, come scriveva Wittgenstein, "un processo interno ha bisogno di progetti esterni." Perciò ogni monologo è, in realtà, un dialogo con il pubblico. Un assolo sulla scena si fa sempre "insieme" a tutti coloro che sono in platea. Ma queste parole fanno impressione se è Hitler a scriverle. Persino lui ammette che l'oratore deve farsi "correggere" da chi ascolta. Dunque, Hitler si faceva correggere! Dalle stesse persone, tra l'altro, che descriveva come limitate e incapaci di comprensione. 
Queste parole sono un paradossale ma invulnerabile monumento al dialogo. Sanciscono in modo definitivo il primato della relazione. Non è davvero possibile raggiungere, nel bene e nel male, nessun tipo di obiettivo senza passare dalla strettoia di questa forma di umiltà e di attenzione all'altro. Resta una leggera inquietudine nel rendersi conto di essere circondati, spesso, in questo senso, da persone meno disposte al dialogo di Adolf Hitler.

domenica 25 ottobre 2020

Il Gianni Rodari scomunicato

Ieri decorrevano i cento anni della nascita di Gianni Rodari, forse, anzi sicuramente, il più conosciuto autore di favole per bambini. Se avete grosso modo una cinquantina d'anni, come me, e da piccoli non avete avuto qualcuno che vi abbia letto le favole di Rodari, avete perso una delle cose belle dell'infanzia. Eppure c'è una pagina della sua vita generalmente poco conosciuta, e cioè la scomunica inflittagli dal Vaticano alla fine degli anni Quaranta. Com'è possibile, si chiederà qualcuno, che un innocuo autore di fiabe per bambini sia stato scomunicato dalla chiesa? 

C'entra un suo libro, Manuale del pioniere, e soprattutto c'entra la sua adesione al partito Comunista verso la metà degli anni Quaranta, come recita questo estratto tratto da Gianni Rodari - Una biografia, di Marcello Argilli: "Proprio sulle pagine di questo settimanale [Il pioniere, nda] prese inconsapevolmente vita il nucleo poetico più originale di Rodari e il suo rapporto speciale con i bambini. Nel 1949 un decreto del Vaticano, conosciuto con il nome di Scomunica dei comunisti, aveva scatenato fortissime polemiche nel paese. La Scomunica dei comunisti è un decreto della Congregazione del Sant’Uffizio pubblicato il 1 luglio del 1949. Il decreto dichiarava illecita l’iscrizione al partito comunista, nonché ogni forma di appoggio ad esso. La Congregazione dichiarò inoltre che tutti coloro che professavano la dottrina comunista erano da ritenere apostati, quindi incorrevano nella scomunica. In questo clima da guerra fredda, Rodari pubblicò il suo primo libro pedagogico, Il manuale del Pioniere. Come si legge nel libro di Marcello Argilli, il Vaticano definì lo scrittore e pedagogista come 'un ex-seminarista cristiano diventato diabolico'. In seguito a queste accuse, le parrocchie bruciavano nei cortili copie del Pioniere e dei libri di Gianni Rodari."

La vicenda della scomunica di Rodari e dei suoi libri messi al rogo riporta alla memoria un triste periodo della vita della chiesa, quello in cui venne emanato il famigerato Indice dei libri proibiti, un elenco in costante aggiornamento di pubblicazioni di cui era proibita la lettura. Fu istituito nel 1559 da papa Paolo IV e incredibilmente tenuto in vita fino al 1966. Al suo interno vi finirono opere di pensatori, filosofi, matematici, poeti, romanzieri, economisti. Solo tra gli italiani si possono menzionare Vittorio Alfieri, Cesare Beccaria, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Giordano Bruno, Antonio Fogazzaro, Giacomo Leopardi, Giovanni Gentile, Niccolò Machiavelli, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Luigi Settembrini, solo per citare i più noti (l'elenco è ancora lungo), mentre, in tempi più recenti, sono stati proibiti libri di Simone de Beauvoir, Aldo Capitini, Alberto Moravia e Jean-Paul Sartre. 

Se questi autori furono censurati principalmente per i contenuti delle loro opere, allo scrittore piemontese va aggiunta l'aggravante politica, se così si può dire, nello specifico la sua adesione al partito Comunista. Segnalo, a chi fosse interessato, questo video in cui il sempre grande Roberto Mercadini legge, a suo modo, due favole di Gianni Rodari.

martedì 7 aprile 2020

Usare bene la virgola


Nel breve sommario posto sotto il titolo di questo articolo di Repubblica, si legge: "Nella Fase 2 gli stabilimenti produttivi avranno la priorità. Solo dopo un progressivo allentamento delle misure restrittive."

Messa giù così, la frase che ho evidenziato in neretto viene intesa nel senso che dopo l'allentamento delle misure restrittive, quelle che stiamo subendo tutti, ripartiranno gli stabilimenti, assunto che non corrisponde né a quanto dice il titolo né a quanto riporta l'articolo.

Per generare questa corrispondenza, l'articolista avrebbe dovuto fare seguire alla preposizione "dopo" una virgola, così: "Solo dopo, un progressivo allentamento delle misure restrittive." Cioè, prima si comincia a far ripartire le aziende, poi si allentano le misure restrittive, come si evince chiaramente dal titolo e dal contenuto della notizia.

L'estensore dell'articolo, omettendo quella virgola, ha quindi riassunto in maniera contraria il suo contenuto. Ora, che questa cosa la faccia un piccolo blogger di campagna come lo scrivente, passi, ma che una svista così grossolana sfugga a uno dei maggiori siti d'informazione del nostro paese, a me pare grave. Sarà che sono pignolo.

In ogni caso, qui sotto vi lascio un gustoso video del mitico Roberto Mercadini, postato giusto in questi giorni, che evidenzia come una virgola omessa, o posizionata in posti diversi, possa stravolgere completamente il senso di una frase. Se qualcuno lo volesse linkare a Repubblica...

venerdì 7 febbraio 2020

Il Cantico dei cantici by Benigni

Uno dei vantaggi dell'utilizzo di internet si palesa durante il festival di Sanremo, perché permette ai tanti, me compreso, che non sfangano la fastidiosa noiosità di tutto il carrozzone di andare a rivedere o riascoltare piccole e specifiche cose che possono interessare. È il caso del monologo con cui Roberto Benigni, il grande Roberto Benigni, ha ieri sera descritto e declamato il celeberrimo Cantico dei cantici. L'ho ascoltato per intero poco fa (chi, come me, l'ha perso lo può ascoltare qui) e mi è piaciuto moltissimo. D'altra parte stiamo parlando di Benigni, il cui carisma e vis recitativa riuscirebbero a rendere interessante ed emozionante anche una canzone di Biagio Antonacci. Quindi, onore al sempre grande Benigni: ce ne fossero.

Elogiato doverosamente il grande attore toscano, segnalo a chi sia interessato un breve intervento dell'attore teatrale e scrittore Roberto Mercadini, che conosce bene l'ebraico e ha trovato nel monologo di Benigni alcune cose che lo hanno lasciato perplesso. Roberto Mercadini è romagnolo di Cesena e si sa, noi romagnoli siamo un po' puntigliosi. Ah, le sue osservazioni sono qui.

sabato 19 ottobre 2019

Roberto Mercadini a Bellaria



Ieri sera, al teatro Astra di Bellaria, ho assistito a un monologo di Roberto Mercadini sulla disabilità. Un'ora di spettacolo in cui il grande narratore/attore/scrittore di Cesena ha affrontato il sempre un po' spinoso tema di come la società si pone nei confronti di tutte quelle persone che una volta venivano appellate subnormali, poi handicappate, poi portatrici di handicap, poi disabili, poi persone con disabilità (la definizione più edulcorata finora trovata).

Un'ora di spettacolo in cui ho appreso tante cose che non sapevo, o a cui non avevo mai pensato, riguardo al modo in cui tendiamo ad atteggiarci quando ci capita di interagire con queste persone. Uno spettacolo che mi ha arricchito e che mi ha dato parecchio su cui riflettere.

Quando sono uscito e mi sono incamminato sul viale alberato verso la macchina, ho pensato a tutti quelli che magari sono rimasti in casa a guardare Ciao Darwin in TV. Non perché sarebbero dovute venire tutte ad ascoltare Mercadini a Bellaria, ma perché non capisco come si possa gettare il tempo in stupidaggini quando ci sono così tante occasioni per imparare cose nuove, per stimolare il pensiero, per capire. Mah!

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...