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domenica 19 aprile 2026

Senza bussola

Ho letto frettolosamente qualcosa sulla manifestazione sovranista di ieri a Milano, dove sembra ci fossero più organizzatori che manifestanti, e ho avuto l'impressione che fosse composta principalmente da persone senza bussola, più che da persone "senza paura" (uno degli slogan principali). Probabilmente la maggior parte dei quattro gatti che partecipavano manco sapeva perché si trovasse lì. Magari qualcuno gli ha detto che era una manifestazione contro i migranti e allora ci è andato; oppure qualcun altro gli ha detto che era una manifestazione contro l'Europa e allora ci è andato.

Tutta gente senza arte né parte, totalmente incapace di elaborare una analisi concreta della situazione in cui ci troviamo, gente scollegata dalla realtà che ripeteva a pappagallo ritornelli lanciati dal palco da un politico fallito (ormai la lega è stata superata anche da AVS) che da almeno vent'anni ha creato al nostro Paese più problemi di quanti ne abbia risolti.

Consola solo parzialmente il fatto che fossero pochi e che la maggior parte delle persone che passava di lì continuasse a fare la sua passeggiata senza degnarli della minima attenzione. Erano comunque sempre troppi.

martedì 3 marzo 2026

Non capire un cazzo come stile di vita (*)

 


Riguardo a questo post del felpato, scrive sulle sue pagine social la giurista Vitalba Azzollini:


L’efficacia delle strette normative, dei giri di vite sanzionatori si misura con il metro della deterrenza, cioè con la capacità di evitare gli illeciti contemplati. In altre parole, a fronte delle nuove disposizioni legislative, le persone dovrebbero preferire non sopportare il costo della sanzione, e quindi non commettere l’illecito. E il ministro si vanta quando la deterrenza non funziona e l’illecito viene commesso comunque? Complimenti!

 

(*) In realtà queste cose le sa benissimo, ma come al solito conta su quella parte di elettorato non in grado di capire le sue mistificazioni.

venerdì 20 febbraio 2026

Senza se e senza ma

Gli sviluppi della tragedia di Rogoredo dimostrano quanto sia stupido l'atteggiamento di chi dice: "Io sto col poliziotto senza se e senza ma". 

In linea generale, approcciarsi alle vicende del mondo escludendo il dubbio, l'incertezza, la capacità di aspettare di conoscere con maggiore accuratezza i fatti prima di esprimere un giudizio, è sintomo di pochissima o nulla intelligenza, e allo stesso tempo di cinismo. In filosofia, a partire da Socrate fino a noi, il dubbio è sempre stato considerato un segno di intelligenza, non di debolezza.

Ma la cosa non stupisce, in fondo stiamo parlando di un soggetto che sul cinismo e la spregiudicatezza ha costruito l'intera sua carriera politica.

giovedì 19 febbraio 2026

Speronare

Vado a memoria, ma credo che il significato del verbo speronare io l'abbia imparato ai tempi delle medie. Non a scuola ma in televisione. All'epoca trasmettevano un cartone animato che si chiamava Capitan Harlock: una sorta di pirata (buono) intergalattico che comandava un'astronave chiamata Arcadia. Sempre se non ricordo male, questa astronave aveva tra le tante armi in dotazione una specie di rostro/lama gigantesca, posizionata a prua, che serviva a speronare le astronavi nemiche nei combattimenti ravvicinati.

Funzionava così: l'astronave comandata da Harlock avanzava verso una astronave nemica e, quando era a poca distanza da quest'ultima, dalla plancia di comando Harlock spingeva un pulsante e la gigantesca rostro/lama fuoriusciva dalla prua dell'astronave speronando quella nemica. Attenzione, particolare importante: l'astronave di Capitan Harlock procedeva a marcia avanti, non in retromarcia come la Sea Watch III comandata da Carola Rackete. Non a caso la gigantesca rostro/lama era posizionata a prua, non a poppa, altrimenti Capitan Harlock avrebbe dovuto avventarsi sulle navi nemiche avanzando a marcia indietro, situazione che se ci si pensa genera una certa ilarità. 

Ecco, tutto questo per dire che io ho imparato il significato del verbo speronare alle scuole medie, Meloni e Salvini non l'hanno ancora imparato. Ma non disperiamo, hanno davanti ancora un anno e mezzo di legislatura.

sabato 7 febbraio 2026

Parlateci di Bibbiano



Adesso che, nell'indifferenza più o meno generale, sono sono state pubblicate le motivazioni della sentenza di appello che ha demolito quasi integralmente il castello accusatorio del cosiddetto caso Bibbiano, sarebbe bello che tutti i politici di destra e dei Cinquestelle (Alessandro di Battista compreso) che all'epoca, siamo a cavallo tra il 2019 e il 2020, avevano a lungo sciacallato sulla vicenda, tornassero nel piccolo paese in provincia di Reggio Emilia a chiedere scusa a tutti. Ma ovviamente non lo faranno mai, figurarsi. 

Scrive Avvenire:

C’era una volta il partito di Bibbiano, c’erano i mostri gender che rubavano i bambini, c’erano alcuni politici – i nomi sono fin troppo noti – che mostravano dal palco delle feste di partito minorenni colpevoli solo di essere nati in una famiglia vulnerabile, e che con il caso Bibbiano non c’entravano nulla, raccontando di averli strappati dalle mani delle assistenti sociali infedeli. Non era così. Ora l'impianto accusatorio contro il presunto sistema illecito di affidi di minori nella val d'Enza reggiana è crollato. E un giorno ci renderemo conto quanto male abbia inoculato questo assurdo polverone nel nostro sistema di protezione dei minori fuori famiglia che già mostrava, e tuttora mostra, non poche fragilità. Non sono stati screditati soltanto servizi sociali e giudici minorili, ma – quel che più dispiace – sono i bambini e le loro famiglie ad aver riportato danni gravissimi «con conseguenze non calcolabili». Non solo, nell’impianto accusatorio sono state disseminate «erronee individuazioni delle fattispecie di reato» e valutazioni segnate da «debolezza sotto il profilo scientifico e metodologico degli elaborati delle consulenti tecniche del pubblico ministero». Lo si legge nelle 1.650 pagine di motivazioni diffuse dal Tribunale di Reggio Emilia che spiegano perché, dei 14 imputati coinvolti dal 2019 in una delle inchieste più clamorose degli ultimi anni, con coinvolgimenti politici serviti solo per esacerbare i toni e confondere le valutazioni, alla fine ne siano stati condannati solo tre.

In pratica, i mostri non erano né gli assistenti sociali, che hanno svolto impeccabilmente i loro compiti, né i giudici minorili che sovrintendevano alla gestione dei singoli casi. I mostri sono stati tutti coloro, politici e media, che hanno miserevolmente utilizzato la vicenda per i propri, altrettanto miserevole, scopi. È una delle tante, troppe vicende che dovrebbe spingerci a riflettere sul livello etico e morale in cui è precipitata la nostra società.

(Nella seconda immagine in alto si vede Salvini nel pieno della sua campagna di sciacallaggio su Bibbiano. La signora al suo fianco si chiama Maricetta Tirrito, che Salvini esibì al a una manifestazione definendola "madre coraggiosa", per essere stata una vittima assieme a sua figlia dei servizi sociali di Bibbiano. Si scoprì poi che la "signora" non era di Bibbiano e la bambina mostrata sul palco non era sua figlia. Nel febbraio 2025 la "signora" in questione è stata condannata a otto anni di reclusione con le accuse di circonvenzione di incapace, autoriciclaggio, falso ideologico e abuso edilizio in relazione a una struttura per anziani che gestiva nel frosinate. In pratica derubava gli anziani ospitati nella sua RSA abusiva sottraendo loro beni e proprietà.)

Da oggi nessuno parlerà più di Bibbiano, c'è da scommetterci.

mercoledì 4 febbraio 2026

Rotture

La rottura tra il peggiore politico della storia repubblicana e l'ex generale della Folgore folgorato sulla via della Lega, in un Paese mediamente serio sarebbe inserita in qualche trafiletto a pagine 28. Da noi conquista fior di prime pagine sui più blasonati media del panorama (dis)informativo e lunghi e articolati dibattiti nei talk show, con tanto di approfondimenti, dietrologie, scenari futuri, implicazioni, prospettive. Anche da questo si capisce il baratro in cui siamo precipitati.

domenica 25 gennaio 2026

Ospiti di rilievo


Il "gentiluomo" inglese Tommy Robinson, che Salvini ha amichevolmente ricevuto al ministero dei Trasporti, ha una lista di procedimenti giudiziari, alcuni conclusi e altri ancora in corso, lunga come un elenco di invitati alle nozze di un principe. Si va dalla diffamazione alla violazione di ingiunzioni di tribunali; dalle molestie allo stalking; dall'aggressione di un agente di polizia alla frode ipotecaria. 

Classe 1982, nato a Luton, registrato all’anagrafe come Stephen Christopher Yaxley-Lennon, il "gentiluomo" in quesrione è la star dell’estrema destra britannica, orgogliosamente antislamico e islamofobo, simpatizzante di Vladimir Putin. È un attivista sui social con quasi 2 milioni di follower su X. 

Nell’ottobre 2012 tentò di entrare illegalmente negli Stati Uniti utilizzando un passaporto falso. Il documento riportava il nome di Andrew McMaster ma, pizzicato dagli agenti dell’aeroporto JFK di New York, scappò dallo scalo e il giorno seguente rientrò nel Regno Unito utilizzando il suo passaporto. Venne condannato a 10 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole. Ma perché aveva mentito ai controlli? Per un precedente reato legato agli stupefacenti che gli avrebbe impedito di mettere piede negli Stati Uniti. Curioso che Salvini abbia da sempre tra le sue bandiere la lotta agli stupefacenti e poi riceva al ministero un tipo che ha avuto problemi col traffico di stupefacenti, vero? No, niente di cui stupirsi, si tratta di Salvini.

Ma il punto interessante della questione è la dichiarazione stizzita data in risposta alle polemiche suscitate dal suo incontro: "Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia di incontrare?"

No, non puoi. Se vuoi incontrare personaggi simili lo fai a casa tua, privatamente, non al ministero dei Trasporti. Il ministero dei Trasporti non è casa tua, è casa nostra, di noi cittadini. Tu, lì, non sei il padrone di casa, sei ospite (temporaneamente) finché non arriverà un altro ospite (speriamo presto) che prenderà il tuo posto. I ministeri non sono dei ministri, sono dei cittadini, e se tu porti un neonazista in un posto che è di tutti gli italiani, magari molti italiani lo considerano un oltraggio e un po' si incazzano.

sabato 24 gennaio 2026

Scarcerazioni

Le reazioni scomposte di Salvini, Meloni e soci alla notizia della liberazione di Jacques Moretti sono emblematiche delle modalità con cui da sempre costoro si rapportano al loro elettorato: agire sull'emotività e sulla pancia. Salvini è il più lapidario (anche perché da sempre refrattario a qualunque considerazione che vada al di là di una esclamazione): "Vergogna!" 

La signora urlante, invece, ha proposto qualcosa di leggerissimamente più articolato ma altrettanto ridicolo: "Sono indignata. Considero la scarcerazione un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di capodanno e alle loro famiglie". Poi, continuando nella indefessa opera di scavarsi la fossa del ridicolo da sola, aggiunge (tenetevi forte!): "Il governo italiano chiederà conto alle autorità elevetiche di quanto accaduto!"

Ora, se si prova a riemergere da questa infuocata ondata di indignazione da bar e si analizza la vicenda dal punto di vista dei fatti, si scoprono un po' di cose.

Il "signore" in questione è stato scarcerato provvisoriamente, avverbio accuratamente evitato perché avrebbe minato irrimediabilmente la struttura retorica veicolo dell'indignazione, non perché sia stato liberato, ma perché qualcuno ha pagato la cauzione disposta da un giudice elvetico. La cauzione è stata disposta di quell'entità (200.000 franchi) non in base all'umore con cui il giudice si è svegliato una mattina, ma dopo attenta valutazione dei reali pericoli di fuga dell'imputato e sulla base degli esami della relazione esistente tra l'imputato e la persona che materialmente ha pagato la cauzione.

Per quanto riguarda Jacques Moretti, egli non è affatto libero: ha obbligo di firma due volte al giorno, non può uscire dal paese indicato dal giudice, è stato privato del passaporto e rimarrà in questa situazione fino all'avvio del processo. Giova ricordare a ministri e capi di governo dall'indignazione facile (gli stessi ministri e capi di governo che hanno messo il maggiore trafficante di esseri umani su un aereo di stato e l'hanno accompagnato gentilmente a casa) che la custodia cautelare non è un anticipo di pena, è un istituto con lo scopo di impedire il pericolo di fuga di un inquisito, l'eventuale reiterazione di un reato, la possibilità di inquinamento di prove a suo carico. Caduti questi tre presupposti, un giudice può disporre la revoca della suddetta custodia cautelare fino alla celebrazione del processo. 

Per quanto riguarda l'intenzione della signora urlante di chiedere conto della scarcerazione alle autorità elvetiche, credo non valga neppure la pena commentare. A meno che naturalmente non ci si trovi in un bar pieno di elettori di Meloni e Salvini.

domenica 28 dicembre 2025

Cosa c'entra?

Riguardo all'inchiesta della Digos di Genova, che ha portato all'arresto di 9 persone per finanziamento ad Hamas, Salvini ha commentato: "Ci sono alcuni milioni di fenomeni che dovrebbero chiedere scusa" e "c’è qualcuno che non ha capito niente: era in piazza dalla parte sbagliata".

Commenti di questo genere sono emblematici della strategia comunicativa tipica di questo figuro, che si potrebbe chiamare strategia del frullatore e che sostanzialmente consiste in questo: prendere fatti che tra loro non c'entrano niente, mischiarli e frullarli insieme e dal polpettone che ne esce trarre conclusioni false con cui intortare i poveri di spirito per mero tornaconto politico personale.

Nello specifico è palese, almeno per chi non ha problemi di normali connessioni neuronali, che milioni di cittadini che in questi mesi sono scesi in piazza per protestare contro lo sterminio dei palestinesi non c'entrano niente coi finanziamenti occulti con cui alcuni personaggi foraggiavano Hamas. Ma proprio niente. Quindi non si capisce di cosa debbano scusarsi questi milioni di cittadini: per essere scesi in piazza contro un genocidio? Se chi manifesta contro un genocidio per Salvini sta "dalla parte sbagliata", mi domando contro cosa occorra manifestare per stare dalla parte giusta.

Da notare anche l'utilizzo del termine "fenomeni" per apostrofare chi manifesta. La sua valenza sarcastica è palese ed è ai limiti del dileggio. Ma anche questo è tipico del modus operandi comunicativo puerile ed infantile del tipo, il quale conosce fin troppo bene il livello del pubblico a cui si rivolge.

giovedì 18 dicembre 2025

Tra assoluzione e legittimazione


È comprensibile l'esultanza del tipo con la felpa, ma se vogliamo stare nel campo del diritto e non in quello degli slogan, i giudici non hanno assolto Salvini perché "difendere i confini non è reato". Lo hanno assolto perché, secondo la loro interpretazione, non esisteva un obbligo giuridico chiaro e immediato di far sbarcare la Open Arms in quel contesto. Sono due piani ben distinti. La sentenza non afferma un principio generale sulle politiche migratorie, come furbescamente cercano di dare a intendere selfini e la signora urlante, dice solo che in quel caso specifico quel comportamento non è stato penalmente rilevante.

Detto in altre parole, la sentenza è una decisione tecnica e circoscritta, non una legittimazione generale delle politiche sui migranti. C'è differenza tra le due cose, e tanta. E comunque, al di là della sentenza, la ripugnanza morale per ciò che ha fatto rimane tutta.

mercoledì 17 dicembre 2025

Pensioni e chiacchiere

Mentre la signora urlante inonda i suoi social di armi di distrazione di massa: contumelie contro i giudici, l'imam di Torino, la famiglia nel bosco ecc., il governo ha depositato emendamenti alla legge di bilancio che, per le pensioni anticipate, allungano gradualmente la finestra di attesa per poter andare a riposo (ad esempio passando da 3 a 6 mesi), e portano i requisiti contributivi a 43 anni e 9 mesi entro il 2035. Detto in termini più semplici: con la finanziaria il governo sta rendendo molto più difficile andare in pensione stringendo ancora di più i paletti della legge Fornero.

La riforma Fornero, che risale al 2011 e che Salvini da almeno 10 anni promette di abrogare (per i gonzi che ancora ci credono), non ha fissato solo un’età pensionabile alta: ha soprattutto introdotto meccanismi automatici che ancora oggi governano il sistema. I tre pilastri principali sono:

1. Collegamento all’aspettativa di vita. L’età pensionabile e i requisiti contributivi aumentano automaticamente se aumenta la speranza di vita.

2. Sistema contributivo (pro rata). La pensione dipende sempre più da quanto versi, non da quando vai in pensione.

3. Riduzione delle "uscite facili". Le pensioni anticipate esistono, ma con requisiti severi (molti anni di contributi).

In più, la riforma Fornero prevede che se non si interviene con una legge che blocca gli automatismi l’età pensionabile sale da sola. Negli ultimi anni è capitato che questi automatismi siano stati bloccati, ad esempio durante il covid o altri periodi di crisi. Ora si discute se lasciarli ripartire o se bloccarli di nuovo, e l'orientamento del governo è di farli ripartire.

Uno potrebbe dire che in questo progressivo innalzamento dell'età pensionabile non c'è niente di male, in fondo anche la vita si allunga sempre di più. Vero. Ma questo governo ha vinto le elezioni, nel 2022, con la promessa di abrogare ("superare") la legge Fornero. Era uno dei punti cardine del programma elettorale insieme all'impegno di bloccare gli sbarchi, abbassare le tasse e altre promesse ovviamente rimaste lettera morta.

Ora, intendiamoci, chiunque avesse all'epoca anche solo vaga contezza della situazione in cui versa il nostro (non solo nostro) sistema previdenziale sapeva benissimo che quelle promesse erano fandonie, perché la legge Fornero è la struttura portante che regge il nostro sistema pensionistico, e lo sapevano benissimo anche Meloni, Salvini e Giorgetti. Ma sapevano altresì che all'elettore medio di destra si può promettere anche la luna e quello ci crede. 

Ecco, adesso che Salvini, Meloni e soci non solo non hanno abrogato la legge Fornero, che rimane saldamente al suo posto, ma l'hanno addirittura potenziata, a me piacerebbe andare da qualcuno di quelli che li hanno votati, credendo così di poter andare in pensione prima, e chiedere loro un commento.

sabato 6 dicembre 2025

Solidarietà interessata

La solidarietà di Salvini al gioielliere condannato in appello a 14 anni per l'uccisione di due ladri e il ferimento di un terzo, racconta molto di Salvini e del suo modo di raccattare consenso. Questa solidarietà ha infatti il solo scopo di capitalizzare l'emotività generale provocata dalla vicenda. Null'altro. Probabilmente a Salvini non importa niente del gioielliere e della condanna che dovrà scontare, a lui importa fare leva sull'incapacità collettiva di distinguere tra legittima difesa e vendetta, incapacità che genera la convinzione che i giudici stanno dalla parte dei delinquenti invece che dalla parte delle persone per bene.

D'altra parte uno dei cavalli di battaglia della lega, e in generale di questo governo, e più in generale della destra, è che la difesa è sempre legittima. Ma il codice penale e l'impianto giuridico/culturale su cui si regge la convivenza sociale nel nostro paese vanno in tutt'altra direzione, stabilendo (semplifico) che il diritto alla difesa deve essere necessario, contestuale e proporzionato all'offesa ricevuta. Tra l'altro, come fanno notare giuristi come Guido Saraceni, "non torna che un Ministro della Repubblica esprima piena solidarietà ad un uomo appena condannato per duplice omicidio, mostrando così di disprezzare la vita di due esseri umani, la Magistratura e le leggi dello Stato che lo stesso Ministro dovrebbe rappresentare. Non torna che usi la parola “difeso”. Se un uomo esce dal suo esercizio commerciale, dopo una rapina, per dare la caccia ai rapinatori, non sta difendendo un bel niente. Si sta semplicemente vendicando. Si sta facendo giustizia da solo. Il che, per il nostro ordinamento giuridico, non è neanche lontanamente concepibile."

Salvini sa benissimo queste cose, state tranquilli. Ma se le avesse espresse in questi termini non sarebbe mai arrivato dov'è adesso.

lunedì 13 ottobre 2025

Quale Fallaci

In risposta alla proposta della sindaca Funaro di concedere la cittadinanza onoraria di Firenze a Francesca Albanese, Salvini replica che semmai sarebbe da dare a Oriana Fallaci. Nella sua immensa ignoranza nemmeno sa che Oriana Fallaci era nata a Firenze e quindi era già cittadina di quella città. 

Ma, a parte questo, sarebbe interessante sapere a quale Oriana Fallaci Salvini vorrebbe dare la cittadinanza. Perché di Oriana Fallaci non ce n'è stata solo una. C'era la Fallaci post-11 settembre che non distingueva più l'islam religioso da quello politico e ne divenne profonda odiatrice, ma in precedenza c'è stata anche la Fallaci che fece la Resistenza, la Fallaci laica, progressista e femminista (anni dai Sessanta agli Ottanta); negli anni Novanta abbiamo avuto la Fallaci che considerava la lega "un covo di pericolosi ignoranti" (difficile darle torto, mi pare). Quindi abbiamo avuto più Fallaci. 

Ovviamente, quando di ogni ramo dello scibile umano non si sa niente di niente, può capitare di chiedere la cittadinanza onoraria per qualcuno che in quella città ci è nato, oppure di prendere di un personaggio complesso e articolato come la Fallaci la parte che fa comodo e glissare su tutto il resto.

Tanto, ignoranza per ignoranza, l'elettorato a cui ci si rivolge è quello lì.

lunedì 11 agosto 2025

La patente


Le cronache che in questi ultimi tempi hanno riportato le notizie di incidenti provocati da anziani hanno solleticato l'istinto acchiappa-consensi dell'uomo del ponte. Come è noto, l'uomo del ponte, che fino a quattro anni fa era contrarissimo alla realizzazione del ponte, ha costruito tutta la sua carriera politica sullo sfruttamento delle percezioni, non sulla risposta a problemi reali. Questo ne è un classico caso e la dinamica più o meno è la seguente.

Degli anziani alla guida hanno provocato questa estate gravi incidenti stradali, a volte imboccando l'autostrada contromano, tipologia di errore che fa breccia più di altri nella percezione collettiva di gravità dei sinistri. I media hanno dato ampio risalto a questi sinistri con titoloni a caratteri cubitali, cosa che ha instillato nell'incoscio collettivo l'idea (falsa) che uno dei grandi problemi della società contemporanea sia dato dagli anziani al volante.

L'uomo del ponte fiuta la cosa e, anche se sa benissimo che gli incidenti provocati dagli anziani rappresentano una piccola minoranza del totale (la maggior parte degli incidenti in Italia sono provocati da distrazione alla guida, eccesso di velocità, uso dello smartphone, alcol, droghe ecc.), ecco che piazza un bell'annuncio in pompa magna di una stretta sulle modalità di rinnovo della patente per le persone anziane.

Poi non farà niente, intendiamoci. L'importante è l'annuncio, in modo che i poveri di spirito, cioè coloro che compongono la maggioranza di chi vota questo individuo, possano dire: Ah però, bravo questo Salvini! 

E il gioco è fatto.

giovedì 8 maggio 2025

Aveva ragione Vasco Rossi

Cito Alessandro Capriccioli

Quindi, ricapitolando, Salvini fa il nuovo codice della strada mettendoci dentro delle enormità così sconcertanti che altri due ministeri - salute e interni - devono prendersi la briga di smontarle con una circolare, facendo una figura di merda, prima che qualcun altro gli faccia fare una figura di merda al cubo a forza di sentenze. Siamo a un livello di dilettantismo tale che in confronto l’asilo mariuccia pare il cern.

La vicenda è quella stranota della riforma del codice della strada targata appunto Salvini, che tra le altre cose prevede la criminalizzazione di chi assume sostanze psicotrope non in base agli effetti di queste ultime sulle capacità di guidare ma sulle tracce rilevate nel sangue. Quando la legge vide la luce, giuristi, avvocati ed esperti fecero notare al ministro di tutto che non sa niente di tutto che il primo che avrebbe impugnato davanti alla Consulta un tale abominio avrebbe vinto a mani basse, ma il ministro di tutto che non sa niente di tutto se ne fregò e tirò dritto. Pure Vasco Rossi ingaggiò un aspro duello col ministro tentando di fargli capire la portata dell'astrusità della norma.

Oggi i ministeri di Interni e Salute intervengono e mettono una pezza a questa assurdità prima che lo faccia qualche sentenza. In pratica, il governo mette una pezza a una legge partorita dal governo medesimo per mano di quell'ignobile personaggio, e ogni volta mi chiedo come abbia fatto il suddetto ignobile personaggio a occupare posizioni apicali nella vita politica italiana. Ovviamente è una domanda retorica, la risposta è nota.

venerdì 7 marzo 2025

Livelli

Il commento di Salvini alla sentenza della Cassazione sul caso Diciotti è stato: "Se c’è qualche giudice che ama così tanto i clandestini, li accolga un po’ a casa sua e li mantenga." Ha aggiunto anche altro ma lo ometto per decenza. 

C'è da notare che la Cassazione ha spiegato argomentando in punta di diritto i motivi che l'hanno indotta a emettere la sentenza. Salvini risponde a una solida argomentazione non con un'altra argomentazione nel merito, cosa che ovviamente non è in grado di fare (per inciso: Salvini non è in grado di argomentare compiutamente su niente), ma ricorrendo a uno stupido ritornello, trito e ritrito, che a livello di attinenza col tema è nullo, mentre riguardo a complessità e profondità siamo al livello di un bambino di quinta elementare.

Che ci sta anche, eh, dal momento che gran parte dell'elettorato di quell'area è a quel livello lì.

domenica 22 dicembre 2024

Il post sentenza

La sbornia post sentenza OpenArms ha dato la stura a dichiarazioni giubilanti che a tratti sembrano leggermente fuori dalla realtà. Comincia la Meloni: "Difendere i confini non può essere mai un crimine" scrive sui suoi social. Qualunque cosa voglia dire difendere i confini, un concetto mai chiarito compiutamente, non è vero che non può mai essere un crimine. Si tratta di una distorsione. Non è un crimine nel caso specifico OpenArms perché i giudici hanno ritenuto che la mancata indicazione di un porto sicuro non lo è (poi leggeremo le motivazioni). Ma non è un principio applicabile urbi et orbi. Vale, ripeto, per questo specifico caso.

Salvini: "La sentenza dimostra che una politica seria di contrasto all'immigrazione clandestina non solo è legittima ma è doverosa." 

Una politica seria di contrasto all'immigrazione clandestina, aggettivo, questo, totalmente insensato in questo contesto, non si fa tenendo una nave bloccata al largo per giorni, e lo dimostra il fatto che nel 2019, mentre Salvini si baloccava col blocco delle navi, il flusso non ha subito grosse variazioni e molti hanno continuato ad arrivare salvati da altre navi: Guardia costiera, Guardia di finanza, altre ong ecc., oppure per via autonoma, anche da altre strade, vedi rotta balcanica. E negli anni successivi al 2019, pur con andamenti alterni, i migranti sono sempre arrivati (nel 2023 abbiamo avuto il record di arrivi). Quindi non c'è alcuna politica seria nel blocco delle navi, è puro teatro, pura sceneggiata, messa in atto con lo scopo di indicare alle italiche genti un facile nemico, i migranti, e distrarle dai veri, immensi problemi che abbiamo all'interno del nostro paese: salari fermi da trent'anni, sanità allo sfascio, povertà dilagante, giustizia che non funziona, corruzione, evasione fiscale (aggiungere a piacere ciò che si vuole).

Ai tanti commentatori da tastiera che invece strillano al processo inutile, ai soldi buttati per niente e scemenze varie, l'ABC del diritto dice che non esistono processi inutili perché i processi servono appunto per stabilire una verità processuale, e questa verità processuale può definirsi in una sentenza di condanna o di assoluzione di un imputato. Non è che se un imputato finisce assolto allora il processo è stato inutile, ma è stato utile a stabilire la sua colpevolezza o la sua innocenza. Se si desse peso argomentativo al fatto che l'assoluzione di un imputato dimostra l'inutilità di un processo, tanto varrebbe smettere di farli e tana libera tutti. No, non è così che funziona, mi spiace.

E comunque c'è da notare come non ci sia mai un giudice comunista quando serve, mannaggia.

venerdì 20 dicembre 2024

Rifarei tutto

Indipendentemente da quale sarà la sentenza, dire "Rifarei ciò che ho fatto", "Rifarei tutto" ecc., cosa che si sente spessissimo da chiunque e a ogni latitudine, denota poca intelligenza mista a immaturità. Quando si fa notare a chicchessia un possibile errore, un atteggiamento maturo presupporrebbe una analisi di ciò che si è fatto, e da lì si partirebbe per vedere se effettivamente sarebbe stato possibile fare diversamente, magari meglio.

Si chiama capacità di autoanalisi, autocritica, autovalutazione, chiamatela come vi pare; atteggiamento indice appunto di grande intelligenza.

La frase "Rifarei tutto" qualifica in questo senso chiunque la pronunci.

giovedì 14 novembre 2024

Chi è Salvini

Per capire bene chi (o cosa) è Salvini è sufficiente recuperare la puntata di Otto e mezzo di ieri sera (qui c'è il podcast). Non serve altro. Lì c'è tutto il Salvini che conta: mai una risposta nel merito a ciò che gli è stato chiesto; mai una risposta precisa a precisa domanda. Mai, neanche per sbaglio. Anzi sì, in un unico caso ha risposto nel merito, quando la conduttrice gli ha chiesto conto del suo operato per contrastare il disastro dei treni in Italia, al che lui ha risposto che con questo governo i cantieri sulle linee ferroviarie sono aumentati (poi non so se sia vero, ma è solo per segnalare l'unico caso di pertinenza della risposta con la domanda). 

Per il resto, nulla assoluto, se non il solito, patetico disco rotto sui magistrati comunisti, la difesa dei confini e via andare. La sua parola d'ordine per la gestione delle domande scomode è da sempre la stessa: divagare, parlare d'altro, tirare in ballo cose che non c'entrano niente col merito della questione, per poi buttarla in caciara dimostrando, tra l'altro, una ignoranza allo stato brado su alcune tematiche come quella delle leggi che regolano l'accoglienza dei migranti (in un passaggio è riuscito a dire che i migranti vengono mandati in Albania perché le Questure li riconoscono come delinquenti. Sì, l'ha detto davvero). 

Rimane lo sconforto, generato dalla presa di coscienza che un personaggio simile occupa da decenni posizioni apicali nella gestione della cosa pubblica del nostro paese.

lunedì 25 settembre 2023

Eh, però hanno le scarpe

Volendo scendere al suo livello, si potrebbe obiettare a Salvini che in Italia ci sono alcuni milioni di persone povere che, incredibilmente, indossano un paio di scarpe. E che magari hanno pure un telefonino. Ma che tuttavia potrebbero non avere cinquemila euro appunto perché povere (per informazioni citofonare all'Istat).

Il giochetto dell'ex felpato è chiaro: avallare utilizzando la mistificazione l'idea che chi arriva qua in realtà non è povero. Quindi, seguendo sempre il suo ragionamento, un benestante parte mettiamo dalla Nigeria e si fa un anno di traversata del deserto; se la traversata gli riesce senza lasciarci la pelle arriva in Libia, qui si fa un altro annetto nei confortevoli lager libici tra bastonate, torture, sevizie, stupri ecc. Se riesce a uscire vivo anche da qui si imbarca su un gommone o un barchino di cartone e prova ad attraversare il Mediterraneo.

Se per qualche oscuro miracolo anche la traversata riesce senza che il suddetto migrante benestante ci lasci la pelle, sbarca qua da noi e si trova davanti uno col sorrisetto da iena ridens che dice che siccome ha ai piedi un paio di scarpe e al collo un ciondolo, allora i cinquemila euro per sfangare i 18 mesi di reclusione in un Cpr ce li ha.

Non mi stupisce tanto Salvini, ormai la sua miseria morale e umana la conosciamo, a me stupisce che ancora ci sia una fetta, seppur piccola, di elettorato che gli concede qualche credito. Quindi mi viene da rivolgermi direttamente a un simpatizzante di Salvini: caro simpatizzante, cosa si prova ad ammirare uno che mente sapendo di mentire e che, mentre tu lo ammiri, lui ti prende per i fondelli?

Così, per curiosità.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...