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giovedì 14 maggio 2026

Hantavirus

Il "temibile" hantavirus ha tenuto banco, anche con toni discretamente (e inutilmente) allarmistici, due-tre giorni su giornali e telegiornali e poi puf, è sparito. Così, all'improvviso, con la stessa velocità con cui Harry Potter ha fatto sparire nel primo libro il vetro del terrario del serpente allo zoo. Probabilmente i media hanno capito che non c'era più trippa per gatti con l'hantavirus e sono passati oltre.

In effetti, come del resto hanno spiegato fin da subito scienziati e OMS, è praticamente impossibile che da questo virus si possa sviluppare una pandemia come quella generata dal famigerato Sars-CoV-2. Però è stato bello battere il ferro finché era caldo. In ogni caso, a proposito di pandemie, se con hantavirus possiamo stare tranquilli, con tutto il resto no. Abbiamo infatti modellato il mondo in modo da aprire autostrade a future pandemie, modifiche del pianeta che aumentano moltissimo la probabilità di nuove zoonosi (salti di virus dagli animali all’uomo): deforestazione, urbanizzazione intensa, allevamenti industriali, perdita di biodiversità, commercio e contatto con fauna selvatica, cambiamento climatico, viaggi globali rapidissimi.

Sono ormai innumerevoli gli studi scientifici, come questo su Nature, con cui gli scienziati di tutto il mondo si sgolano per avvisarci che l'arrivo della prossima pandemia non è più questione di "se" ma solo di "quando". D'altra parte anche la pandemia di covid era ampiamente annunciata da anni, ma ce ne siamo bellamente fregati salvo poi piangere dopo. Perché noi siamo fatti così. Per citare Matteo Motterlini: "Se si chiede a una persona se preferisce mangiare hamburger e patatine subito o avere le arterie pulite fra trent'anni, si può stare ragionevolmente sicuri che risponderà hamburger e patatine subito."

giovedì 8 maggio 2025

Homo Sapiens?

Nel novembre scorso, impressionato da un video di Giacomo Mauretto di Entropy for life, avevo scritto due righe sul pericolo rappresentato da quella che potrebbe a tutti gli effetti essere la prossima pandemia: l'influenza aviaria H5N1. Poco fa mi sono casualmente imbattuto in questo breve video del biologo evoluzionista Telmo Pievani in cui si racconta come la nuova amministrazione Trump, con la complicità di Elon Musk, stia progressivamente smantellando tutti i presìdi sanitari e le strutture scientifiche deputate allo studio e al monitoraggio dell'evoluzione degli agenti patogeni responsabili della nascita e della diffusione di queste malattie.

Non è un problema solo americano ma globale, perché queste agenzie di controllo comunicano costantemente in tempo reale con altre agenzie sparse in tutto il globo. La nuova amministrazione Trump non solo sta progressivamente smantellando queste strutture, ma ha addirittura imposto loro il silenzio. I dati dei monitoraggi non possono più essere condivisi e trasmessi alle agenzie sparse in altri paesi e altri continenti.

Quando (non è più questione di "se") la prossima pandemia arriverà, parte dei ringraziamenti sapremo quindi a chi indirizzarla.

domenica 24 novembre 2024

La prossima pandemia?

Qualche giorno fa Matteo Bassetti, commentando la notizia del primo caso di infezione di un bambino americano, ha detto che l'H5N1, ossia l'influenza aviaria che negli USA sta facendo strage di animali, principalmente uccelli e bestiame, potrebbe essere la nuova pandemia, aggiungendo che non si tratta più di "se" ma di "quando".

Ora, Matteo Bassetti è uno di quei virologi che durante la pandemia di Sars-CoV-2 ha dato l'impressione di un certo desiderio di protagonismo e le sue uscite e i suoi interventi a me personalmente sono quasi sempre sembrati più di apparenza che di sostanza.

Quando però ho letto questa notizia mi è venuto in mente che un paio di settimane fa Giacomo Mauretto, biologo evoluzionista e divulgatore, aveva fatto un video sul suo canale YouTube, Entropy for life, che riguarda proprio l'H5N1 e la possibilità che questo virus possa scatenare la prossima pandemia.

Il video in questione è quello postato qui sotto che spiega, con taglio scientifico e in maniera estremamente chiara e documentata, cos'è l'influenza aviaria, la sua storia, le possibili mutazioni del virus che potrebbero interessare su larga scala l'uomo, la patogenicità e la letalità, che al momento si stima essere attorno al 50%, un valore fuori scala rispetto al Sars-CoV-2.

Per chi vuole approfondire qui c'è la relativa pagina Wikipedia, qui la pagina dell'Istituto superiore di sanità.


Addio, Francesco

Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini c...