"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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sabato 9 ottobre 2021
Spam via SMS
domenica 20 ottobre 2019
Whatsapp può aspettare
Credo che i miei contatti Whatsapp, che in totale sono appena una quarantina o giù di lì, abbiano ormai capito che risposte immediate, da me, è difficile che arrivino. Le mie figlie, ad esempio, l'hanno ormai capito da tempo. Certo, può ancora capitare che mi senta chiedere perché ci abbia messo così tanto a rispondere a un messaggio, ma sanno benissimo essere una domanda retorica.
Se poi sto leggendo sul mio divano, o passeggiando su in collina, o facendo qualsiasi altra delle cose che amo fare, è matematico che un messaggio che mi arrivi su Whatsapp rimanga con le spunte grigie molto a lungo. Siamo noi che dobbiamo utilizzare le app, non devono essere loro a utilizzare noi.
(I miei quaranta contatti su Whatsapp hanno ormai imparato che in caso di urgenze c'è la cara vecchia telefonata, eh.)
domenica 25 settembre 2011
Gli sms di Feltri
Lo scoop odierno di Feltri probabilmente farà perdere il sonno a molti lettori (suoi): i gestori telefonici conservano il traffico dati della telefonia, anche gli sms quindi, per ben due anni.
Scandalizzato, il notobufalaro editorialista scrive:

Ora, dall'alto della mia crassa ignoranza in materia, un paio di cose mi sento di spiegargliele al Feltri.
La prima è che non è assolutamente vero che i gestori telefonici spiano gli sms conservati nei loro archivi, come si legge nel titolo dell'articolo. In primo luogo perché probabilmente gli addetti alla gestione della telefonia hanno ben altro a cui pensare che stare lì a curiosare nei fatti degli utenti. E in secondo luogo perché neppure volendo sarebbe possibile per costoro spulciare e leggere i miliardi di sms che viaggiano ogni giorno nell'etere. E in terzo luogo perché i gestori telefonici conservano solamente i dati tecnici (numero telefonico, data, ora, ecc...) e non hanno comunque accesso per legge ai contenuti di un sms o una telefonata.
Ma anche al secondo quesito posto da Feltri è abbastanza facile rispondere. Per sapere "In base a quale legge possa compiersi simile violazione del segreto epistolare", basta infatti tornare indietro di qualche anno e cercare un certo decreto fatto da un certo governo. E il mistero (di Feltri) è risolto.
Il vero mistero, invece (e cioè com'è possibile che ci sia ancora gente che legge le palle di Feltri), ho paura che sarà destinato a restare irrisolto.
Scandalizzato, il noto

Ora, dall'alto della mia crassa ignoranza in materia, un paio di cose mi sento di spiegargliele al Feltri.
La prima è che non è assolutamente vero che i gestori telefonici spiano gli sms conservati nei loro archivi, come si legge nel titolo dell'articolo. In primo luogo perché probabilmente gli addetti alla gestione della telefonia hanno ben altro a cui pensare che stare lì a curiosare nei fatti degli utenti. E in secondo luogo perché neppure volendo sarebbe possibile per costoro spulciare e leggere i miliardi di sms che viaggiano ogni giorno nell'etere. E in terzo luogo perché i gestori telefonici conservano solamente i dati tecnici (numero telefonico, data, ora, ecc...) e non hanno comunque accesso per legge ai contenuti di un sms o una telefonata.
Ma anche al secondo quesito posto da Feltri è abbastanza facile rispondere. Per sapere "In base a quale legge possa compiersi simile violazione del segreto epistolare", basta infatti tornare indietro di qualche anno e cercare un certo decreto fatto da un certo governo. E il mistero (di Feltri) è risolto.
Il vero mistero, invece (e cioè com'è possibile che ci sia ancora gente che legge le palle di Feltri), ho paura che sarà destinato a restare irrisolto.
sabato 29 gennaio 2011
Più internet per tutti, vero?
Pensate se, come forma di protesta, ogni utente Vodafone cambiasse operatore.
giovedì 29 aprile 2010
Grillo all'assemblea degli azionisti Telecom
Come forse saprete già, Beppe Grillo da un po' di anni si presenta alle assemblee degli azionisti Telecom forte delle deleghe ricevute da decine di migliaia di piccoli azionisti.
E lui ci va.
E lui ci va.
mercoledì 24 febbraio 2010
Da Scaglia a Fastweb alla politica
Mi pare che l'ondata giudiziaria abbattutasi ieri sul mondo della telefonia in combutta con quello della politica - questa c'è sempre - offra uno spaccato eloquente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, del livello che ha raggiunto il malaffare nel nostro paese. I giudici ritengono che Silvio Scaglia, fondatore ed ex a.d. di Fastweb, ed altri personaggi che ruotano nell'orbita delle telecomunicazioni e della politica - è stato chiesto l'arresto anche per il senatore Pdl Nicola Di Girolamo - siano al centro di un grosso giro di riciclaggio di soldi sporchi con ramificazioni anche all'estero. Coinvolte pure Telecom Italia Sparkle, una controllata di Telecom italia, e Fastweb, per entrambe delle quali il gip ha chiesto addirittura il commissariamento. Certo, come si usa dire sempre, ormai alla stregua di un disco rotto che ripete sempre lo stesso ritornello, siamo alle indagini preliminari, tutto è ancora da dimostrare, ecc., ma ormai il numero delle inchieste dove tutto è ancora di dimostrare comincia a dare da pensare.
Giusto ieri Beppe Pisanu, ex ministro dell'Interno e attuale presidente dell'antimafia, ha detto senza mezzi termini che ciò davanti a cui ci troviamo non è una nuova tangentopoli, ma qualcosa di molto peggio. "Per certi versi, siamo oltre. Allora crollò il sistema del finanziamento dei partiti. Oggi è la coesione sociale, è la stessa unità nazionale a essere in discussione, al punto da venire apertamente negata, anche da forze di governo. Si chiude l’orizzonte dell’interesse generale e si aprono le cateratte dell’interesse privato, dell’arricchimento personale, della corruzione dilagante". Mi pare che quanto affermato da Pisanu strida un tantino col ritornello ossessivo che da giorni ci propina il cavaliere e cortigiani al seguito - ultimamente ci si è messo anche Fini: "nessuna nuova tangentopoli", "casi isolati", ecc... Forse anche questo è un disco oramai rotto al quale la gente non crede più.
Il bello è che questa nuova presunta truffa, che secondo i pm avrebbe cagionato un danno all'erario di 400 milioni di euro, è partita, come del resto quella sulla Protezione Civile, dalle intercettazioni telefoniche. Voi capite allora la necessità, l'urgenza, l'improcrastinabilità di rimettere mano a quel benedetto disegno di legge, già passato al Senato e in lenta discussione alla Camera, per togliere di mezzo una volta per tutte queste maledette intercettazioni. Ne va dellanostra loro privacy. Berlusconi accarezza da sempre questo desiderio, e infatti giusto un paio di giorni fa il suo principale ministro ad personam ha detto che su questo non si farà marcia indietro. Perché l'importante non è combattere il malaffare e la corruzione, magari con appositi decreti legge-spot tipo quello dell'altro giorno, ma è molto più importante impedire alla magistratura di scoprire le nefandezze e ai cittadini di venire a saperlo.
Giusto ieri Beppe Pisanu, ex ministro dell'Interno e attuale presidente dell'antimafia, ha detto senza mezzi termini che ciò davanti a cui ci troviamo non è una nuova tangentopoli, ma qualcosa di molto peggio. "Per certi versi, siamo oltre. Allora crollò il sistema del finanziamento dei partiti. Oggi è la coesione sociale, è la stessa unità nazionale a essere in discussione, al punto da venire apertamente negata, anche da forze di governo. Si chiude l’orizzonte dell’interesse generale e si aprono le cateratte dell’interesse privato, dell’arricchimento personale, della corruzione dilagante". Mi pare che quanto affermato da Pisanu strida un tantino col ritornello ossessivo che da giorni ci propina il cavaliere e cortigiani al seguito - ultimamente ci si è messo anche Fini: "nessuna nuova tangentopoli", "casi isolati", ecc... Forse anche questo è un disco oramai rotto al quale la gente non crede più.
Il bello è che questa nuova presunta truffa, che secondo i pm avrebbe cagionato un danno all'erario di 400 milioni di euro, è partita, come del resto quella sulla Protezione Civile, dalle intercettazioni telefoniche. Voi capite allora la necessità, l'urgenza, l'improcrastinabilità di rimettere mano a quel benedetto disegno di legge, già passato al Senato e in lenta discussione alla Camera, per togliere di mezzo una volta per tutte queste maledette intercettazioni. Ne va della
domenica 13 settembre 2009
Equo uso del servizio
Stanno facendo un certo rumore in rete le novità che si appresta a introdurre Vodafone per quanto riguarda il suo servizio internet mobile. In particolare, quello che più sta facendo storcere il naso a molti utenti è questo avviso:
A partire dal 20 Novembre 2009, allo scopo di salvaguardare la qualità del servizio Internet a vantaggio di tutti i Clienti, la velocità massima di connessione alle applicazioni peer-to-peer o file sharing potrà essere limitata fra le ore 7:00 e le ore 22:00.
Inoltre nelle offerte Dati in Mobilità con computer e cellulare (iPhone, BlackBerry, etc...) saranno introdotte alcune limitazioni e nuove condizioni per il traffico effettuato con applicazioni VoIP.
Ora, le cose che effettivamente stonano in questo avviso sono parecchie - Guido Scorza ne ha elencate alcune nel suo blog. Se infatti il problema della congestione della rete in caso di intensivo utilizzo di applicazioni p2p sotto certi aspetti ha una sua plausibilità, non si vede al contrario cosa c'entri in tutto questo la tecnologia VoIP. A meno che, se proprio si vuole pensare male, non si tratti di una forma di limitazione interessata, magari per meglio tutelare certi interessi della telefonia tradizionale.
In ogni caso, trattandosi di modifica di un contratto tra le parti, Vodafone - dice sempre Scorza, che in queste cose è piuttosto ferrato - ha l'obbligo, come del resto prevedono le condizioni contrattuali pubblicate in qualche angolino nel suo sito, di notificare agli utenti la modifica tramite raccomandata A/R, e gli utenti hanno 30 giorni di tempo per decidere se recedere o meno dal contratto senza alcun tipo di penale aggiuntiva.
Penso che non saranno pochi quelli in attesa della raccomandata.
martedì 18 agosto 2009
Confcommercio e la "canzone del pessimismo" (che non vale per i telefonini)
Se provassimo a seguire il pensiero (il)logico di qualcuno di nostra conoscenza, verrebbe quasi da dire che la nota associazione che raggruppa i commercianti si sia accodata a una certa sinistra colpevole di continuare a cantare la canzone del pessimismo. Effettivamente, i dati pubblicati ieri da Confcommercio e ripresi da tutti i giornali e telegiornali (manigoldi!) lasciano poco margine ad ambivalenze o a dubbi interpretativi. Curiosità: Confcommercio è la stessa associazione che non più tardi di un mesetto fa annunciava che il peggio era passato, che la maggior parte delle famiglie non aveva gettato la spugna e guardava al futuro con ottimismo (vi ricorda qualcosa?).Beh, analizzando un po' i dati resi noti ieri, si evince chiaramente che riguardo ai telefonini, la spugna, le famiglie non l'hanno gettata sicuramente, anzi. Ecco infatti cosa riporta il sito dell'associazione in merito.
Calano i consumi delle famiglie nel 2008 (-1%) con una accentuata flessione per auto e moto (-15,1%), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%) e alcuni prodotti alimentari tra cui i prodotti ittici (-5,4%); bene, invece, i prodotti per la telefonia (+15,4%), le attrezzature per la casa e il giardino (+14,3%), i tessuti per la casa (+4,7%). Negli ultimi sette anni si registra un vero e proprio boom nell’acquisto di telefonini (+189%).
Sempre Confcommercio aggiunge poi che una lieve ripresa ci sarà nel 2010 e un ulteriore consolidamento nel 2011. Ma quello che è più interessante sono i dati.
Dalle percentuali, infatti, risulta che in media si rinuncia a comprarsi uno scooter, una macchina, si mangia meno pesce e carne ma al telefonino non si rinuncia - è infatti l'unico segmento in crescita, sia nel breve che nel lungo periodo. La cosa curiosa è che tutto ciò avviene nonostante le tariffe di telefonia mobile siano in Italia mediamente tra le più alte rispetto a tutto il resto d'Europa (rispetto all'Olanda, ad esempio, lo sono per il triplo), almeno secondo quanto affermato da uno studio dell'Ocse.
L’Italia primeggia in Europa per diffusione di telefonini (numero per abitante), ma si distingue anche per i costi delle tariffe, con bollette del valore triplo di quella olandese.
Il telefonino è più caro per chi ne fa un uso medio-basso, mentre è poco più conveniente per chi lo usa con più frequenza.
Sono alcune evidenze di uno studio Ocse, secondo cui nella classifica dei 28 Paesi presi in esame, l'Italia si posiziona sempre nella metà con i costi più alti: occupa infatti la 19esima posizione nel caso di utilizzo moderato del telefonino, la 20esima per chi fa un uso medio, la 16esima per chi invece ne fa un uso intensivo. (fonte)
Insomma, non importa la crisi, non importano le supertariffe, non importa che un giorno sì e l'altro pure qualche compagnia telefonica venga multata per pubblicità ingannevole, non importa che continuino a succhiarci soldi e spesso a truffarci con suonerie, loghi, oroscopi, canzoncine stupide e cretinate varie: al telefonino non si rinuncia.
Amen.
lunedì 17 agosto 2009
mercoledì 12 agosto 2009
Il Consiglio di Stato riabilita i numeri porno
Senza dare molto nell'occhio, il consiglio di Stato ha respinto, con una sentenza del 31 luglio scorso, il ricorso presentato da alcune associazioni di consumatori che avevano chiesto la disabilitazione automatica di numerazioni a valore aggiunto, connessioni satellitari e internazionali.Tali numerazioni, 899, 892, 166, 144 e compagnia bella, per la maggior parte utilizzate per servizi sexy, astrologia, oroscopi e cretinate simili, erano state bloccate un annetto fa da una delibera dell'Agcom, che ne aveva disposto la disabilitazione automatica forzata da parte dei gestori telefonici stessi - in pratica chi li voleva doveva farne esplicita richiesta.
Pare che il Consiglio di Stato abbia motivato la decisione di respingere la delibera dell'Agcom adducendo il fatto che le imprese, che a vario titolo utilizzano queste numerazioni, non siano state all'epoca debitamente coinvolte e informate.
L'Aduc ha messo online sul suo sito un modulo per poter richiedere la disattivazione di queste numerazioni.
domenica 10 maggio 2009
Il prossimo G8? A Poggio Berni
Questo no, questo ormai è andato, si farò a L'Aquila (non so quanto siano contenti gli abitanti, ma comunque...). Il prossimo, però, che dovrebbe tenersi di nuovo nel nostro paese nel 2017, ancora non si sa. E allora io lancio una proposta: facciamolo a Poggio Berni! Il motivo? Molto semplice.
Voi sapete che in origine la locazione scelta per il summit era La Maddalena. Poi Berlusconi ci ha ripensato e ha deciso di spostare tutto in Abruzzo, anche per motivi di costi (secondo lui). Il problema è che nel frattempo i lavori di adeguamento delle infrastrutture nella sede originaria sono cominciati, con tanto di preventivo spese.

Tra i lavori iniziati c'è anche quello di adeguamento delle linee di comunicazione per permettere ai capi di stato e ai vari delegati di poter usufruire della connessione a internet come se si trovassero nella Silicon Valley. Scrive Repubblica:
Ovviamente, alla notizia che il summit non si svolgerà più alla Maddalena, Telecom ha dovuto scegliere se lasciare tutto lì o terminare i lavori, e ha scelto, a mio avviso giustamente, di portare a termine il tutto. Ecco perché il prossimo summit lo vorrei a Poggio Berni, per avere una linea adsl decente.
Chiedo troppo?
Voi sapete che in origine la locazione scelta per il summit era La Maddalena. Poi Berlusconi ci ha ripensato e ha deciso di spostare tutto in Abruzzo, anche per motivi di costi (secondo lui). Il problema è che nel frattempo i lavori di adeguamento delle infrastrutture nella sede originaria sono cominciati, con tanto di preventivo spese.

(fonte: espresso)
Tra i lavori iniziati c'è anche quello di adeguamento delle linee di comunicazione per permettere ai capi di stato e ai vari delegati di poter usufruire della connessione a internet come se si trovassero nella Silicon Valley. Scrive Repubblica:
Il progetto, per un investimento del Governo pari a otto milioni di euro circa, prevedeva infatti il potenziamento degli accessi alla Rete per un totale di circa mille e 200 coppie in rame, posa di 19 chilometri di cavi in fibra, sei ponti radio, 19 nuovi punti di entrata alla rete di telefonia mobile. Ma soprattutto il collegamento diretto alla dorsale Sassari-Roma, autostrada digitale che ora ha sull'isola una finestra da ben 10 gigabit al secondo.
Ovviamente, alla notizia che il summit non si svolgerà più alla Maddalena, Telecom ha dovuto scegliere se lasciare tutto lì o terminare i lavori, e ha scelto, a mio avviso giustamente, di portare a termine il tutto. Ecco perché il prossimo summit lo vorrei a Poggio Berni, per avere una linea adsl decente.
Chiedo troppo?
martedì 17 febbraio 2009
Un euro e mezzo di multa
Le cronache di ordinaria vergogna, hanno riportato ieri che Tim e Vodafone sono state multate dall'Agcom "per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore".Niente di nuovo sotto il sole; in pratica le due compagnie secondo l'Antitrust ritoccavano (ovviamente verso l'alto) le tariffe senza avvisare in modo chiaro l'utenza.
La cosa curiosa sono le enfatizzazioni dell'entità della multa che si trovano nei notiziari: addirittura 500.000 € sia per Tim che per Vodafone: una cifra stratosferica si direbbe. Meno male che qualche blogger che ci capisce di telefonia - e che rende più chiare le proporzioni della multa - c'è ancora.
martedì 10 febbraio 2009
Il ritorno (autorizzato) dello spam telefonico
E' stato inserito come emendamento, nascosto all'interno del famoso/famigerato decreto milleproroghe, un provvedimento che rischia di interrompere per un periodo di tempo piuttosto lungo la nostra beata pace casalinga.Una pace a dir la verità per la maggior parte solo sulla carta, visto che a me ad esempio continuano tranquillamente a rompere le balle quasi ogni santo giorno. Tutto dipenderà dalle modalità attraverso cui il Parlamento convertirà in legge il decreto già passato al Senato.
In pratica, questo emendamento dà il via libera a quelle telefonate moleste di call center e operatori vari di cui siamo già tempestati in maniera massiccia e fastidiosa (e illegale). Anzi, se il provvedimento diventerà legge saranno autorizzate a chiamarci a casa anche le aziende alle quali abbiamo esplicitamente negato l'autorizzazione al trattamento dei nostri dati personali, e per tutto l'arco dell'anno in corso.
La notizia, apparsa in sordina sul sito dell'Aduc, è stata poi ripresa da PI e da Repubblica.
Secondo l'Aduc il provvedimento avrebbe il nobile fine di salvaguardare migliaia di posti di lavoro proprio degli addetti a questi benedetti call center. Ma la domanda sorge spontanea: è giusto che questa salvaguardia passi attraverso la violazione sistematica del nostro diritto a starcene in pace?
martedì 26 agosto 2008
Gestori telefonici "creativi"
Ma quello che fa sorridere sono gli espedienti che qualche società di telefonia mobile ha messo in campo per cercare di sfruttare la popolarità dell’iPhone e cavalcare l’onda della “mania collettiva”. In Polonia, per esempio, la Orange, uno degli operatori mobili che in quel Paese equipaggeranno l’iPhone, ha reclutato e stipendiato qualche decina di giovani per fare in modo che si allineassero in fila davanti ai negozi, il giorno di lancio dell’iPhone in Polonia. Tutto questo per ricreare l’atmosfera di frenetica attesa e desiderio incontrollato che si è vista in molti Paesi nel mondo, pur sapendo che per la Polonia l’iPhone è un prodotto di lusso, visto il prezzo del telefonino e degli abbonamenti abbinati. (via pcworld.it)
Mi sono chiesto cosa avrebbero scritto i giornali se anche da noi Tim avesse fatto la stessa cosa. Specialmente alla luce dei suoi programmi futuri.
Mi sono chiesto cosa avrebbero scritto i giornali se anche da noi Tim avesse fatto la stessa cosa. Specialmente alla luce dei suoi programmi futuri.
lunedì 25 agosto 2008
Tim e Vodafone? Si sbellicano dalle risate...
Leggo sul Sole24Ore che anche Vodafone, dopo Tim, è stata multata dall'Antitrust per pratiche commerciali scorrette (un modo elegante di dire che ci prendono per i fondelli con gli spot).
Dall'articolo linkato:
Vodafone è finita sotto la scure dell'Antitrust per il suo dispositivo di connessione ad internet denominato «Internet Key», la "chiavetta" Usb che, collegata al computer, consente di accedere a internet attraverso la rete di telefonia cellulare. «Se ti abboni è gratis» era lo slogan della pubblicità televisiva. Secondo l'Autorità, «la scelta operata di enfatizzare», nel relativo spot «la gratuità della fornitura della chiavetta a fronte della condizione della sottoscrizione di un abbonamento presenta un carattere fuorviante». Non si evidenzia, infatti, adeguatamente che l'effettiva natura dell'offerta risiede in un abbonamento di durata prolungata nel tempo.
La multa, secondo quanto riporta il quotidiano di confindustria, pare si aggiri attorno ai 360.000 € (per Tim erano 300.000). "Cifre considerevoli", scrive sempre il Sole. Poi, magari, a uno viene voglia di farsi un giretto sul sito di Vodafone, vedere quanto ha tirato su solo negli ultimi tre mesi e pensare che è lì che ride...
Dall'articolo linkato:
Vodafone è finita sotto la scure dell'Antitrust per il suo dispositivo di connessione ad internet denominato «Internet Key», la "chiavetta" Usb che, collegata al computer, consente di accedere a internet attraverso la rete di telefonia cellulare. «Se ti abboni è gratis» era lo slogan della pubblicità televisiva. Secondo l'Autorità, «la scelta operata di enfatizzare», nel relativo spot «la gratuità della fornitura della chiavetta a fronte della condizione della sottoscrizione di un abbonamento presenta un carattere fuorviante». Non si evidenzia, infatti, adeguatamente che l'effettiva natura dell'offerta risiede in un abbonamento di durata prolungata nel tempo.
La multa, secondo quanto riporta il quotidiano di confindustria, pare si aggiri attorno ai 360.000 € (per Tim erano 300.000). "Cifre considerevoli", scrive sempre il Sole. Poi, magari, a uno viene voglia di farsi un giretto sul sito di Vodafone, vedere quanto ha tirato su solo negli ultimi tre mesi e pensare che è lì che ride...
giovedì 19 giugno 2008
Il blocco del... blocco (comiche all'italiana)
Se non fosse che in realtà c'è ben poco da ridere, penso che la telenovela che sta accompagnando il togli e metti delle famigerate numerazioni a tariffazione aggiunta (un modo elegante per indicare una truffa), potrebbe essere tranquillamente inserita in qualche serie fantozziana.
Non la faccio lunga. Gli 899 e compagnia bella sapete tutti cosa sono, quanto sono diffusi e soprattutto a cosa servono: per rendersene conto è sufficiente sintonizzarsi quando si vuole su una qualsiasi emittente locale. Nel corso degli anni sono state molteplici le iniziative, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori, per tentare di limitare e frenare questo meccanismo truffaldino che ha consentito a ciarlatani di ogni risma (cartomanti, maghi, astrologi, veggenti, ecc...) di incassare un fiume di soldi a scapito della marea di creduloni disposti a pagare tariffe e scatti telefonici lunari per sentirsi raccontare frottole.
Bene. La situazione pareva finalmente arrivata a un punto di svolta a fine febbraio, quando l'Autorità per Comunicazioni aveva stabilito improrogabilmente che entro il 30 giugno successivo gli accessi a queste numerazioni fossero bloccati automaticamente e accessibili solo a chi ne avesse fatto esplicita richiesta.
Tutto bene dunque? Neanche per sogno: sarebbe stato un lieto fine che non si addice al "sistema Italia". E infatti, pochi giorni fa, ecco arrivare il Tar del Lazio che con una sentenza annulla quella precedente dell'Agcom, ripristinando - pare in seguito a ricorsi presentati da alcuni operatori, poco disposti a vedersi sottrarre la gallina dalle uova d'oro - di fatto l'accesso libero a queste numerazioni. Tutto come prima quindi: i ciarlatani potranno tranquillamente continuare a spennare i creduloni almeno fino a novembre, quando il Tar riesaminerà con più calma la questione.
Mi sorge spontanea una domanda: chi ha più potere in Italia? L'Agcom, le sentenze, oppure le lobby?
Aggiornamento 14,34
Apprendo adesso dal sito dell'Ansa che il blocco automatico scatterà dal 1° ottobre: la telenovela continua...
Non la faccio lunga. Gli 899 e compagnia bella sapete tutti cosa sono, quanto sono diffusi e soprattutto a cosa servono: per rendersene conto è sufficiente sintonizzarsi quando si vuole su una qualsiasi emittente locale. Nel corso degli anni sono state molteplici le iniziative, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori, per tentare di limitare e frenare questo meccanismo truffaldino che ha consentito a ciarlatani di ogni risma (cartomanti, maghi, astrologi, veggenti, ecc...) di incassare un fiume di soldi a scapito della marea di creduloni disposti a pagare tariffe e scatti telefonici lunari per sentirsi raccontare frottole.
Bene. La situazione pareva finalmente arrivata a un punto di svolta a fine febbraio, quando l'Autorità per Comunicazioni aveva stabilito improrogabilmente che entro il 30 giugno successivo gli accessi a queste numerazioni fossero bloccati automaticamente e accessibili solo a chi ne avesse fatto esplicita richiesta.
Tutto bene dunque? Neanche per sogno: sarebbe stato un lieto fine che non si addice al "sistema Italia". E infatti, pochi giorni fa, ecco arrivare il Tar del Lazio che con una sentenza annulla quella precedente dell'Agcom, ripristinando - pare in seguito a ricorsi presentati da alcuni operatori, poco disposti a vedersi sottrarre la gallina dalle uova d'oro - di fatto l'accesso libero a queste numerazioni. Tutto come prima quindi: i ciarlatani potranno tranquillamente continuare a spennare i creduloni almeno fino a novembre, quando il Tar riesaminerà con più calma la questione.
Mi sorge spontanea una domanda: chi ha più potere in Italia? L'Agcom, le sentenze, oppure le lobby?
Aggiornamento 14,34
Apprendo adesso dal sito dell'Ansa che il blocco automatico scatterà dal 1° ottobre: la telenovela continua...
giovedì 5 giugno 2008
Come registrare le telefonate via Skype con Scx Tool
Non è detto che si tratti di uno di quei programmi assolutamente indispensabili, ma può capitare che si abbia la necessità di registrare una telefonata fatta via VoIP con Skype. Chi utilizza Windows grossi problemi non ne ha, in quanto il programma apposito si trova già in formato binario pronto per essere avviato (consiglio in proposito questa ottima guida di Salvatore).
Per chi invece utilizza Linux, come al solito la faccenda si complica un po', ma in fondo neanche tanto: basta seguire alla lettera alcuni passaggi. Nel mio caso, il programma l'ho installato su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, il sistema operativo che utilizzo che è poi attualmente una delle distribuzioni più diffuse.
Come prima cosa occorre scaricare l'archivio compresso tar.gz del programma da qui. Una volta scompattato l'archivio ed estratta la cartella coi files del programma (naturalmente si dà per scontato che Skype sia già installato nel sistema) occorre aprire un terminale come utente root dando il comando
ed inserendo la relativa password. A questo punto è necessario inserire la seguente stringa, che consentirà di risolvere alcune dipendenze:
Si inserisce quindi, sempre da amministratore, la stringa
A questo punto occorre fare una piccola sostituzione all'interno dell'editor Gedit che si è nel frattempo aperto. Per la precisione occorre cancellare questa sequenza:
#ifdef Status
#error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status
#endif
e sostituirla con questa:
#ifdef Status
/** #error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status **/
#undef Status
#endif
Ecco fatto. Adesso si può salvare il tutto e chiudere l'editor di testo Gedit. Si entra quindi, sempre via terminale, nella cartella scx-recorder e si dà il comando
Se tutto è andato per il verso giusto, ci dovrebbe quindi essere un eseguibile chiamato con lo stesso nome della cartella, come si vede nell'immagine qui sotto. Doppio clic sopra ed ecco avviarsi la prima finestra di impostazioni del programma:

Da qui è già possibile fare alcune semplici regolazioni, tipo il formato audio in cui verrà salvata la conversazione e la cartella di destinazione dello stesso, che in caso si lascino le impostazioni di default sarà:
/home/[nome_utente]/Skype Records/
Finito. Da adesso in poi, ogni volta che si vorrà registrare una conversazione, sarà sufficiente avviare il programma, che solo per la prima volta dovrà essere autorizzato da Skype:

A questo punto, con una cliccatina sul pulsante rosso si avvierà la registrazione della conversazione...

...che verrà automaticamente salvata nella cartella indicata in fase di settaggio del programma, nel mio caso questa:

Per chi invece utilizza Linux, come al solito la faccenda si complica un po', ma in fondo neanche tanto: basta seguire alla lettera alcuni passaggi. Nel mio caso, il programma l'ho installato su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, il sistema operativo che utilizzo che è poi attualmente una delle distribuzioni più diffuse.
Come prima cosa occorre scaricare l'archivio compresso tar.gz del programma da qui. Una volta scompattato l'archivio ed estratta la cartella coi files del programma (naturalmente si dà per scontato che Skype sia già installato nel sistema) occorre aprire un terminale come utente root dando il comando
sudo -i
ed inserendo la relativa password. A questo punto è necessario inserire la seguente stringa, che consentirà di risolvere alcune dipendenze:
apt-get install build-essential libqt4-core libqt4-dev libqt4-gui libasound2-dev skype
Si inserisce quindi, sempre da amministratore, la stringa
gedit /usr/include/qt4/QtCore/qtextstream.h
A questo punto occorre fare una piccola sostituzione all'interno dell'editor Gedit che si è nel frattempo aperto. Per la precisione occorre cancellare questa sequenza:
#ifdef Status
#error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status
#endif
e sostituirla con questa:
#ifdef Status
/** #error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status **/
#undef Status
#endif
Ecco fatto. Adesso si può salvare il tutto e chiudere l'editor di testo Gedit. Si entra quindi, sempre via terminale, nella cartella scx-recorder e si dà il comando
./compile
Se tutto è andato per il verso giusto, ci dovrebbe quindi essere un eseguibile chiamato con lo stesso nome della cartella, come si vede nell'immagine qui sotto. Doppio clic sopra ed ecco avviarsi la prima finestra di impostazioni del programma:

Da qui è già possibile fare alcune semplici regolazioni, tipo il formato audio in cui verrà salvata la conversazione e la cartella di destinazione dello stesso, che in caso si lascino le impostazioni di default sarà:
/home/[nome_utente]/Skype Records/
Finito. Da adesso in poi, ogni volta che si vorrà registrare una conversazione, sarà sufficiente avviare il programma, che solo per la prima volta dovrà essere autorizzato da Skype:

A questo punto, con una cliccatina sul pulsante rosso si avvierà la registrazione della conversazione...

...che verrà automaticamente salvata nella cartella indicata in fase di settaggio del programma, nel mio caso questa:

(articolo liberamente ispirato a questo howto pubblicato da Khole8.wordpress.com)
venerdì 4 aprile 2008
Sky ti sorprende sempre (specialmente quando ti chiama a casa)
Ieri pomeriggio, verso le 17, ha suonato il telefono. In casa c'ero solo io e quindi (seppur con riluttanza) ho risposto. Era un'addetta di Sky, che aveva una vocina talmente squillante, allegra, simpatica e gioviale che lì per lì avrei sottoscritto qualsiasi cosa mi avesse proposto (compreso un invito in pizzeria). ^_^Poi però sono tornato coi piedi per terra quando mi è venuto in mente che quelli della multinazionale di Murdock mi avevano già chiamato altre due volte nel corso dell'ultima settimana e mezzo. Ovviamente la tipa, come potete immaginare, non mi ha chiamato per la pizza, e la piacevole conversazione si è quindi instradata su un altro binario.
Ve la riporto qui sotto così come me la ricordo:
Io: "Pronto?"
Sky: "Signor Sacchini?"
Io: "Sono io..."
Sky: "Buona sera, sono [non ricordo il nome] di Sky. L'ho chiamata..."
Io: "Noo, ancora..."
Sky: "...per proporle un'offerta che non potrà rifiutare. Ha cinque minuti?"
Io: "No, guardi, avrei un po' di fretta..."
Sky: "Innanzitutto le dico che le chiamate che noi facciamo sono nel pieno rispetto della legge sulla privacy."
Io: "Privacy? Quale privacy? La sua forse. Le faccio notare che lei ha chiamato un numero telefonico privato, il mio, senza che io l'abbia mai autorizzata. E nell'ultima settimana questa è la terza volta. A quanto mi risulta, i numeri telefonici privati fanno parte dei dati personali, e visto che io non ho mai autorizzato Sky a trattare i miei dati personali le comunico che lei sta commettendo un illecito."
Sky: "Ma... io... veramente..."
Io: "Anzi, già che ci siamo potrebbe magari dirmi come ha avuto il mio numero."
Sky: "Mah, probabilmente lei ha sottoscritto qualcosa..."
Io: "Non ho mai avuto a che fare con la sua azienda, né ho mai sottoscritto niente. Le garantisco che ho un'ottima memoria."
Sky: "Sì, però magari lei ha sottoscritto qualche altra offerta che è in qualche modo collegata con noi: un concorso della Coca Cola per esempio, oppure di qualche altro prodotto..."
Io: "Ah sì? Cioè mi vuole dire che la sua azienda è collegata ad altre?"
Sky: "Certo, lei potrebbe aver sottoscritto un concorso con un'altra azienda che ha automaticamente comunicato a noi i suoi dati...
Io: "Ah, ho capito, una trappola. Guardi, faccia una cosa, provi un po' a mettersi nei miei panni. Le faccio un piccolo esempio: lei se ne sta a casa sua tranquilla tranquilla e viene disturbata un giorno da Sky, un altro da Telecom, un altro da Infostrada..."
Sky: "Lo so, immagino, ma io lo faccio per lavoro, non è che mi piace disturbarla... Comunque se vuole lei può essere cancellato dal nostro database."
Io: "Bene, desidero essere cancellato una volta per tutte dal vostro database!"
Sky: "Ok. Guardi, lei può fare in due modi: chiamando un numero verde oppure inviando una lettera di posta prioritaria alla sede Sky di Roma. Vuole l'indirizzo?"
Io: "Scusi, ma a lei non sfugge un piccolo particolare?"
Sky: "No, quale?"
Io: "Io dovrei inviare a mie spese una lettera per essere cancellato da un database in cui sono stato inserito arbitrariamente a mia insaputa e del quale non mi può fregare di meno..."
Sky: "Ah, già... adesso vedo se la posso cancellare direttamente da qui."
Io: "Grazie, molto cortese. Quindi ho buone speranze che questa sia stata l'ultima telefonata?"
Sky: "Penso di sì..."
Io: "Ok, grazie, buonasera."
In un prossimo post vi racconterò se è effettivamente stata l'ultima telefonata (cosa di cui dubito).
giovedì 21 febbraio 2008
Decisioni tempestive
Ricordate la questione dell'intimazione, da parte dell'Antitrust a Telecom, di ripristinare la linea staccata agli utenti che non intendevano pagare salate telefonate satellitari mai fatte? (ne ho parlato anch'io qui)
Bene, nel più classico stile che si richiama al noto detto "non è mai troppo tardi", il suddetto organismo, dando prova di una tempestività fuori del comune (a cui per la verità ci ha già abituato nel corso degli anni), ha stabilito che a partire dal 30 giugno prossimo le suddette numerazione saranno inattive di default, e saranno utilizzabili solo su esplicita richiesta dell'utente.
Una decisione per certi versi storica, anche se a dire il vero di storico ci sono solo i tempi che sono serviti a prenderla. Una decisione che se fosse stata presa qualche anno fa avrebbe evitato un'infinita serie di patemi, arrabbiature, avvocati, cause, denunce, ricorsi, controricorsi e sentenze.
Naturalmente non è difficile immaginare i motivi di questa sostanziale inerzia da parte degli organi preposti: le bollette gonfiate a dismisura da improbabili servizi a tariffazione aggiunta (oroscopi, suonerie, astrologia, servizi erotici, 899 e immondizia telematica varia) hanno rappresentato una specie di gallina dalle uova d'oro per le telco (un po' come gli sms dei telefonini), una gallina che è stata coccolata e riverita da tutti, e che è ingrassata coi soldi sottratti agli utenti coi metodi che sappiamo.
Ora la pacchia (forse) finirà, ma c'è da scommettere che chi era da tempo abituato a lucrare su questo fiorente mercato difficilmente se ne starà con le mani in mano.
Bene, nel più classico stile che si richiama al noto detto "non è mai troppo tardi", il suddetto organismo, dando prova di una tempestività fuori del comune (a cui per la verità ci ha già abituato nel corso degli anni), ha stabilito che a partire dal 30 giugno prossimo le suddette numerazione saranno inattive di default, e saranno utilizzabili solo su esplicita richiesta dell'utente.
Una decisione per certi versi storica, anche se a dire il vero di storico ci sono solo i tempi che sono serviti a prenderla. Una decisione che se fosse stata presa qualche anno fa avrebbe evitato un'infinita serie di patemi, arrabbiature, avvocati, cause, denunce, ricorsi, controricorsi e sentenze.
Naturalmente non è difficile immaginare i motivi di questa sostanziale inerzia da parte degli organi preposti: le bollette gonfiate a dismisura da improbabili servizi a tariffazione aggiunta (oroscopi, suonerie, astrologia, servizi erotici, 899 e immondizia telematica varia) hanno rappresentato una specie di gallina dalle uova d'oro per le telco (un po' come gli sms dei telefonini), una gallina che è stata coccolata e riverita da tutti, e che è ingrassata coi soldi sottratti agli utenti coi metodi che sappiamo.
Ora la pacchia (forse) finirà, ma c'è da scommettere che chi era da tempo abituato a lucrare su questo fiorente mercato difficilmente se ne starà con le mani in mano.
lunedì 18 febbraio 2008
Telecom e i distacchi dell'antitrust
L'altro ieri l'antitrust ha intimato a Telecom di sospendere i distacchi di linea telefonica agli utenti che non pagano le bollette nelle quali vengono fatturate chiamate verso costosissime numerazioni satellitari.Questi tipi di chiamate, che in genere non si ha mai fatto ma che ci si ritrova in bolletta sotto forma di chiamate verso numeri che iniziano con 0088xxx oppure 0068xxx, sono provocate dall'installazione nel pc, all'insaputa dell'utente, degli ormai celeberrimi dialer. Ovviamente non sto a spiegarvi cosa sono, se ancora non lo sapete trovate una esauriente spiegazione qui.
La notizia "fa notizia" (scusate il gioco di parole) per il fatto che l'Antitrust pare abbia deciso per la prima volta (era ora, verrebbe da dire) di occuparsi seriamente della questione a fronte delle miriadi di denunce pervenute dagli utenti che si sono trovati addebitato ingiustamente questo balzello.
Per la verità non è che ci sia tanto da illudersi su eventuali esiti positivi dell'iniziativa. Le tariffazioni a valore aggiunto rappresentano forse uno dei casi più eclatanti di compiacente reticenza da parte degli organi preposti nel trovare una soluzione al problema. A partire dal famoso 144, poi diventato 166, poi 899, fino alle numerazioni satellitari in oggetto, questo mercato truffaldino si è rivelato nel corso degli anni una miniera d'oro per le varie società fornitrici di questi "servizi". Una sorta di "tosatura di massa" degli utenti dalla quale ci hanno guadagnato tutti: operatori telefonici, società fornitrici di questi servizi, ecc...
Ogni tanto, come in questo caso l'Antitrust, qualcuno fa un po' di rumore, fa la faccia feroce (tra le risate sotto i baffi delle varie compagnie telefoniche), perpetuando una commedia che dura ormai da anni e dalla quale c'è ben poco da aspettarsi, come dimostrato dal fatto che a distanza di decenni, ormai, siamo ancora qui a parlarne.
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