Per chi fosse sorpreso dall'aggressione militare, e relativi bombardamenti, degli USA al Venezuela, ecco un breve elenco di precedenti storici in cui gli Stati Uniti hanno compiuto azioni militari contro altri Paesi senza un mandato formale delle Nazioni Unite, operazioni spesso giustificate come autodifesa, lotta al terrorismo o protezione di cittadini ma secondo il diritto internazionale considerate aggressioni unilateralmente decise:
1) Invasione dell’Iraq (2003). Contesto: Gli USA e una coalizione guidata da Londra hanno invaso l’Iraq sostenendo che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa e che fosse legato al terrorismo internazionale. ONU: Non c’era un mandato diretto del Consiglio di Sicurezza per l’invasione. Conseguenze: Crollo del regime di Saddam, occupazione decennale, guerre civili interne, crisi umanitaria massiva. Rilevanza: Precedente di invasione senza mandato ONU con giustificazione unilaterale.
2) Attacchi in Libia (2011) Contesto: Durante la guerra civile libica, gli USA hanno condotto bombardamenti aerei contro le forze di Gheddafi, principalmente con la NATO. ONU: Il Consiglio di Sicurezza ONU aveva autorizzato una no-fly zone e la protezione dei civili (Risoluzione 1973), ma gli attacchi sono stati interpretati da alcuni critici come oltrepassaggio del mandato perché hanno contribuito al rovesciamento del regime. Conseguenze: Instabilità prolungata, guerra civile, crescita di milizie e terrorismo in Libia.
3) Attacchi in Kosovo (1999) Contesto: Gli USA e la NATO bombardano la Serbia per fermare la repressione dei kosovari albanesi. ONU: Non c’era mandato ONU diretto per l’intervento militare. Conseguenze: Cessate il fuoco e ritiro delle truppe serbe, ma controversie sul rispetto della sovranità nazionale.
4) Invasione dell’Afghanistan (2001) Contesto: Dopo l’11 settembre 2001, gli USA invadono l’Afghanistan per colpire Al Qaeda e i talebani che li ospitavano. ONU: L’ONU ha approvato alcune risoluzioni contro il terrorismo, ma non c’era un mandato diretto per l’invasione. Conseguenze: Guerra ventennale, instabilità regionale, oltre 2 milioni di vittime civili e militari.
5) Interventi in America Latina e Caraibi (varie decadi). Granada (1983): Operazione “Urgent Fury” senza mandato ONU per rimuovere un governo filo-comunista. Panama (1989): Operazione “Just Cause”, arresto del presidente Manuel Noriega, giustificata dagli USA come protezione dei cittadini americani e lotta al narcotraffico. Conseguenze: Entrambi gli interventi hanno violato formalmente il diritto internazionale, ma hanno avuto conseguenze politiche limitate a livello internazionale.
Riassumendo, gli USA hanno sempre agito unilateralmente quando ritenevano che la loro sicurezza nazionale e/o i loro interessi strategici fossero a rischio. Sempre. Non è questione di Trump o di chi c'era prima o di chi verrà dopo, è una questione di politica degli imperi. Qui, a dire il vero, non sembra neppure tanto una questione di sicurezza quanto di interessi economici (il Venezuela possiede le più grandi riserve petrolifere del mondo) e geopolitici (estensione dell'influenza americana in Sudamerica). Poi vabbe', tra qualche ora Trump ammanterà tutta l'operazione con una patina di nobili motivi, che sono sempre quelli: rimozione di un regime corrotto, criminale e autoritario, lotta al narcotraffico, al terrorismo ecc. Niente che non si sia già visto e sentito.
(Ovviamente aspettiamo un commento della signora Meloni o di qualcun altro del governo, e anche di tutti quelli che da anni propongono ossessivamente, in altri contesti, il mantra dell'aggressore e dell'aggredito.)
Ho veramente dei conati di vomito.
RispondiEliminaMancano il Vietnam e Corea. Tu eri piccoletto ma li trovarono la scusa del comunismo. Buon proseguimento di sabato 👋
RispondiEliminaConclusione: il sistemamultipolare, tanto decantato dai più, non esiste perché gli USA continuano a fare ciò che vogliono.
EliminaNon solo Vietnam e Corea, basta guardare cosa è successo in molti paesi dell'America Latina negli anni Settanta e Ottanta.
EliminaD’accordo si sono sempre comportati così ( e dove passano lasciano macerie) ma Trump ci sta mettendo del suo quanto arroganza e sprezzo del diritto internazionale
RispondiEliminamassimolegnani
Senza alcun dubbio. La differenza tra Trump e i suoi predecessori è che i primi facevano le stesse cose che fa Trump con più "cautela", cercavano di edulcorare in qualche modo le loro malefatte e le rivestivano di sofismi. Trump lo fa alla luce del sole, brutalmente, dando in pasto lo spettacolo al mondo. Da questo punto di vista (solo da questo) gli va riconosciuta una maggiore onestà e una minore ipocrisia. È come un bullo che invece di provare a nascondere le sue malefatte le esibisce.
EliminaSolidarietà al popolo venezuelano vittima del terrorismo americano.
RispondiEliminaAddio pace in Ucraina e sempre più probabile la terza guerra mondiale con l'inevitabile fine del mondo.
Bellissima la democrazia occidentale...
Da parte mia oggi più che mai viva Maduro, Putin, Xi Jinping, Lukašenko in generale chiunque si oppone al terrorismo americano, NATO, Unione Europea.
"Ma adesso Crosetto invierà armi al Venezuela aggredito dagli Stati Uniti? Quel discorso aggredito-aggressore vale ancora? E la grande stampa italiana chiederà di armare Maduro, l'aggredito, contro Trump, l'aggressore?"
RispondiEliminaAlessandro Orsini
Non vedo l'ora di leggere le poesie di Michelangelo Coltelli e tutto il team Butac difendere questo attacco terroristico, Enrico Mentana e tutto il suo Open, I giornali in primis La Repubblica.
Mi aspetto messaggi di solidarietà da parte di Giorgia Meloni e del santissimo Sergio Mattarella.
Non vedo l'ora di ascoltare su Rete 4 le parole di difesa della democrazia da parte di Andrea Romano.
Illuminateci.
Tra poco inizierà la santificazione della benedetta María Corina Machado che farà entrare il Venezuela nel paradiso neoliberale.
La lista degli attacchi imperialisti è molto lunga dal dopoguerra in poi, per non parlare delle false rivoluzioni create ad hoc.
RispondiEliminaPoderoso e inaccettabile equilibrismo di Meloni, che dopo aver ben cominciato con «coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari» termina con piroetta degna di un'artista circense: «ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico». Inqualificabile, come molte delle reazioni che ha suscitato, e non solo in Italia.
RispondiEliminaLa povera signora Meloni da quando è (disgraziatamente) al governo si prodiga nell'ardita missione del funambolo: riuscire a essere sia trumpista che europeista, missione che spesso sfocia in dichiarazioni che si collocano tra il patetico e il ridicolo. Con lei la tecnica di riuscire a tenere i piedi in due staffe è diventata un'arte.
EliminaComunque segnalo che il buon Mantellini ha detto ciò che volevo dire io molto meglio di me.
EliminaMagistrale Mantellini, davvero difficile dirlo meglio di così, ovvero in poco spazio, con profondità di analisi e contemporaneamente graffiante ironia.
EliminaLa mia domanda è sempre più "retorica" :si può parlare di "pace" usando le armi come attacco e difesa verso un nemico a cui forniamo l'autorizzazione per fare altrettanto?
RispondiEliminaSiamo nel paradosso assoluto tra deterrenza e sicurezza collettiva .
Gravo scrive di fine del mondo io specifico :autodistruzione .
Assumersi però anche una fetta di responsabilità su quanto scriviamo oggi sotto a questo post e quanto scrivevamo asserendo che siamo in "dittatura".Cautela.
Linda
La mia domanda è sempre più "retorica" :si può parlare di "pace" usando le armi come attacco?
EliminaRisposta ovvia: no. Ma il punto è che a Trump non importa niente della pace, a lui importano il petrolio e le terre rare del Venezuela. Last but not least: riproporre in salsa trumpiana la cosiddetta Dottrina Monroe. Tutto qua.