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venerdì 8 maggio 2020

Vent'anni di Iloveyou

Il sempre attento Paolo Attivissimo segnala, in questo bell'articolo sul suo blog, la ricorrenza dell'attacco informatico chiamato Iloveyou, dal titolo di una mail truffaldina che esattamente vent'anni fa fece disastri in mezzo mondo. Mentre leggevo il post di Paolo pensavo che nel 2000, quando esplose Iloveyou, io non ero ancora informatizzato, se così si può dire, cioè non avevo ancora messo le mani su un pc.

Il primo lo acquistai un anno dopo, nel 2001; Windows 2000 era appena stato collocato in pensione e i pc nuovi venivano venduti con preinstallato Windows Xp, uno dei più longevi (e bacati) sistemi operativi di tutta la storia dell'informatica, tanto che una certa quota di utenza lo utilizza ancora oggi nonostante Microsoft abbia interrotto ormai da anni il rilascio degli aggiornamenti.

Quel pc fisso, che assemblai con l'aiuto di un amico in quanto io ero totalmente a digiuno di collegamenti, aveva, ricordo, 512 MB di RAM e un disco fisso da ben 40 GB, due parametri che oggi fanno quasi sorridere ma che all'epoca facevano del mio pc l'equivalente informatico di una Ferrari. Niente prese usb, mi pare, ma un bel lettore di floppy disk, oggi pura archeologia informatica. Credo ci fosse nella dotazione anche un masterizzatore di cd, ma non sono sicuro.

Di adsl, all'epoca, neppure a parlarne, in quanto la mia zona sarebbe stata coperta solo nel 2007. Con cosa navigavo, quindi, all'epoca? Sfruttando la linea del telefono fisso alla velocità di 56K (se non sapete cosa sia, qui trovate un'ottima spiegazione), e utilizzando una specie di router preistorico (in realtà era un modem analogico) che permetteva una navigazione lentissima convertendo il segnale della linea telefonica fissa da analogico a digitale e viceversa.

All'epoca non esistevano tariffe flat come siamo abituati ora, e quindi navigare aveva un costo notevole, un po' come telefonare, senza contare che con la navigazione a 56K il pc non era perennemente collegato alla rete, come succede ora con l'adsl, ma ogni volta che si voleva utilizzare internet bisognava collegarsi e poi, una volta terminata la navigazione, scollegarsi. Naturalmente, quando il modem era collegato alla rete il telefono diventava muto, cosa questa che è stata all'origine di non poche litigate con mia moglie (all'epoca i cellulari erano ancora lontani), e vabbe'. Ah, volete sentire il suono caratteristico di un modem a 56K che si collegava a internet? Eccolo qui. Ecco, quando mia moglie sentiva questa sequenza di suoni gracchianti e incomprensibili cominciava ad alzare gli occhi al cielo.

Scampai Iloveyou perché, come detto, misi le mani sul mio primo pc un anno dopo la sua deflagrazione, quando già gli antivirus lo riconoscevano perfettamente e lo neutralizzavano. Feci comunque una discreta collezione di altri virus, di tutte le tipologie, finché un giorno mi stancai e abbandonai Windows per passare a Linux, passaggio pieno di difficoltà, allora - oggi la maggior parte dei sistemi operativi Linux è estremamente user-friendly, forse addirittura più dei vari Windows - che attuai grazie all'aiuto di Maurizio Antonelli, che con una pazienza da premio Nobel mi supportò ad ogni mia difficoltà.

Era finito l'incubo dei virus, finalmente (gli eseguibili .exe non giravano su Linux), e potei dire addio ad antivirus, antidialer, antispyware e quant'altro, navigando in tutta tranquillità. Inutile dire che, da allora, non ho più abbandonato i sistemi operativi del pinguino.

Perché questo excursus storico-informatico originato da Iloveyou? Mah. Forse perché, per dirla alla De Gregori, "vent'anni [passati] sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più." Sì, sarà per questo.

lunedì 20 febbraio 2012

Canonizzazioni informatiche

"Gli imprenditori italiani, così come i comuni cittadini, che possiedono e usano Pc, tablet e smartphone andrebbero premiati fiscalmente, altroché tassati".
L'ottimo Guido Scorza sulla recente iniziativa della Rai di pretendere il canone dai possessori di pc.

giovedì 10 novembre 2011

Alfanate


Il tipo che passerà alla storia come l'inventore dell'omonimo lodo, ha rilasciato la sua app per l'iPad. Mai come in questi momenti sono felice di non aver mai avuto a che fare col gingillo della mela morsicata.

mercoledì 25 maggio 2011

La moltiplicazione dei "mi piace" della Moratti


Claudio Messora spiega il motivo della proliferazione incontrollata dei "mi piace" sulla pagina Facebook pubblica della Moratti.

sabato 8 gennaio 2011

Apple saluta VLC


Leggo su Il Post che Apple avrebbe tolto agli utenti la possibilità di acquistare dal suo App Store il lettore multimediale VLC.

Lo scorso novembre, Rémi Denis-Courmon, uno dei principali sviluppatori di VLC per iPhone, aveva segnalato ad Apple l’incompatibilità della licenza del piccolo programma con le regole imposte dalla società per la diffusione delle applicazioni. VLC è un programma libero ed è quindi pubblicato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e, rispettando alcune condizioni, di modificarlo e ridistribuirlo.

Non sono un utente Apple, ma conosco molto bene il lettore multimediale VLC (gira sia su Windows che su Linux e lo ritengo uno dei migliori software in assoluto nel suo genere).

Da oggi Steve Jobs mi sta un pelino più antipatico del solito.

sabato 23 ottobre 2010

Internet, "equo compenso" e dintorni

In questi giorni sono accaduti alcuni fatti di una certa importanza per quello che riguarda internet e informatica in generale. Alcune di queste notizie sono buone, specie per chi passa buona parte del suo tempo in rete; altre un po' meno. Ma andiamo con ordine.

Una notizia buona arriva sicuramente dalla UE, che ha deciso alcuni giorni fa di rigettare la richiesta di aumento delle tariffe unbundling già approvata dalla nostra Agcom. Breve spiegazione. Per tariffe unbundling si intendono i soldi che i gestori concorrenti a Telecom (Wind, Vodafone, Tre, ecc...) versano all'azienda monopolista (Telecom, appunto) per avere accesso alla rete. La richiesta di aumento di queste tariffe, che inevitabilmente si sarebbe poi ripercosso sull'utente finale (come al solito), era stata avanzata da Telecom stessa, e approvata poi dall'Agcom. La UE ha detto no. Comprensibile e giustificata la soddisfazione di Altroconsumo, l'associazione che ha portato avanti, e vinto, questa battaglia.

Una notizia cattiva arriva dal fronte della battaglia per l'abrogazione del famigerato decreto Pisanu, altrimenti detto l'"ammazza-internet". Si tratta di un decreto legge del 2005, con finalità antiterroristiche - no, non ridete -, che regolamenta in maniera esageratamente burocratica e farraginosa l'accesso alle reti wifi nei locali pubblici. Questa normativa, concepita in maniera così restrittiva, non esiste in nessun altro paese, e anche qui da noi, su sollecitazione bipartisan della politica, sembrava, almeno fino a pochi giorni fa, che si fosse sul punto di abrogare il tutto. Gli entusiami si sono però smorzati ieri, quando la discussione in Parlamento ha dato fumata nera.

Il decreto non verrà abrogato (Maroni non vuole, teme per la sicurezza nazionale, dice). L'unica modifica concessa è che la registrazione di chi desidera connettersi a internet da qualche locale pubblico avverrà tramite cellulare e non più con documenti cartacei. Un cambiamento epocale, non c'è che dire. Intanto, mentre il mondo avanza - in Spagna hanno messo il wifi libero e gratuito pure sui mezzi pubblici - noi restiamo saldamente e orgogliosamente un paese di serie b.

Restiamo sempre in Europa. La Corte di Giustizia Europea ha bocciato la tassa sulle memorie, il famigerato "equo compenso", cioè il sovrappiù di prezzo che grava su qualsiasi apparecchio elettronico e qualsiasi supporto (telefonini, pc, dvd, compact disc, ecc...) in possesso di una memoria su cui immagazzinare dati. La tassa era giustificata dalla presunzione, secondo le lobby e il legislatore, che tali memorie potessero essere utilizzate per immagazzinare illecitamente file protetti da diritto d'autore. Attendiamo adesso che la sentenza europea sia recepita anche qui da noi. Ne parla esaurientemente l'ottimo Guido Scorza qui.

Linux Day 2010


Tra le cose importanti che come ogni anno mi piace segnalare, c'è il Linux Day 2010. Se per caso vi siete stancati di ammattire con virus, deframmentazioni, soldi da spendere, licenze assurde e irragionevoli, potete valutare l'opportunità di dare un calcio a tutto ciò una volta per tutte. L'elenco delle città in Italia che hanno organizzato eventi in proposito lo trovate qui.

martedì 19 ottobre 2010

Se Microsoft se la prende con OpenOffice.org

Prendo spunto da questo post di andy per dire una cosina che ha a che fare con quello che sta succedendo tra Microsoft e OpenOffice.org.

Ho due figlie in età scolare, una terza media e una prima liceo, che con una certa frequenza si aggregano ad altri compagni di classe per fare lavori collettivi: ricerche, tesi, relazioni, ecc., alcuni anche di una certa complessità. In genere questi lavori viaggiano su una pen drive che a turno ognuno porta a casa propria e modifica aggiungendo il proprio contributo, dopodiché viene passata a un altro compagno.

Quelle che arrivano qui a casa, contengono sempre tutti lavori creati da altri con l'Office tradizionale targato Microsoft. Questi lavori vengono aperti tranquillamente con OOo, modificati, e passati poi al compagno successivo senza che questi si accorga di nulla. E' un piccolo esempio, intendiamoci, ma forse è uno dei motivi, assieme a questo, per cui Microsoft sta facendo la sua campagna contro OOo.

sabato 2 ottobre 2010

La mail? Non so usare il pc

Avete presente la famosa mail di cui parlavo nel post precedente? Alessandro Longo, sul suo blog, segnala che Valter Lavitola, il direttore dell'Avanti autore del presunto scoop, non sa usare il pc. "Valter Lavitola [...] non sa usare il computer e chiede alla segretaria di allegare e inviare", scrive Repubblica.

Cioè, avete capito, no? Il direttore di un quotidiano a tiratura nazionale non sa usare un pc e chiede alla segretaria di spedire mail e relativo allegato al posto suo. Sono senza parole...

lunedì 27 settembre 2010

Dati in pasto a Google


Stavo pensando: per fare le ricerche uso Google, per navigare uso Google Chrome e il mio blog è hostato su blogger.com che è di Google. Non è che gli sto dando in pasto troppi dati? (l'immagine della torta che vedete oggi in home page è per il 12° compleanno).

sabato 17 luglio 2010

Digiti "Vatican" e viene fuori "pedofilo.com". Mai sentito parlare di Googlebombing?


Al momento, dando in pasto il termine "Vatican" a Google si ottiene il risultato che vedete nell'immagine qui sopra. La fantasia dei giornalisti per capire cosa sia successo si è ovviamente subito scatenata. Repubblica, ad esempio, correttamente (per questa volta) ammette che "Non si tratta quasi certamente di un attacco hacker".

Non ha dubbi invece il Corriere, secondo cui "Google [è] sotto attacco degli hacker", anche se nel prosieguo dell'articolo si legge: "il problema [...] potrebbe essere stato causato da un attacco all'algoritmo che permette al motore di ricerca di indicizzare i contenuti in base alla loro attinenza".

In realtà, almeno da quello che si intuisce a prima vista, non c'è stato nessun "attacco" all'algoritmo di Google. Semplicemente questo algoritmo è stato utilizzato da qualcuno per "piegarlo", diciamo così, al suo volere, che nello specifico è semplicemente quello di mettere in correlazione il Vaticano con la pedofilia - c'è semmai da chiedersi come sia potuto venire in mente una cosa del genere agli ideatori.

Insomma, dovrebbe trattarsi, salvo diversa interpretazione che i vertici di Google vorrano dare nelle prossime ore, del classico Googlebombing, una tecnica che è stata usata nel corso del tempo in vari paesi anche come forma di protesta (celebre nel 2006 l'associazione tra i termini "miserabile fallimento" e Berlusconi).

Nessun hacker (semmai "cracker"), quindi, e nessun mistero. C'è solamente qualcuno che sa come funziona l'algoritmo di indicizzazione dei siti di Google. Ce ne fossero...

sabato 15 maggio 2010

Che colpa ne ha Google se lasciate le reti Wifi aperte?


Non si capisce tutto il casino sorto attorno alla notizia che Google, durante il servizio di mappatura del suo Street View, avrebbe raccolto illecitamente dati personali dalle reti Wifi trovate aperte agli utenti.

Ora, intendiamoci, se le cose stanno come ce le raccontano, Google non ci ha certo fatto una gran figura (eventuali illeciti a parte), ma quanti sono gli utenti che non si curano di criptare, magari anche alla bell'e meglio, la propria rete Wifi? Qualche anno fa il buon Attivissimo aveva fatto un esperimento in proposito, nella zona di Lugano, e i risultati sono stati sconfortanti. E qui da noi? Siamo sicuri che andrebbe meglio?

Insomma, prima di arrabbiarsi con Google per violazione della privacy, arrabbiamoci con noi stessi per avergliene dato la possibilità.

venerdì 9 aprile 2010

Google oggi

Il dato più impressionante, che io non sapevo, è che attualmente Google utilizza più di 450.000 server sui quali gira Linux.

A parte questo, probabilmente nemmeno Brin e Page, all'epoca, immaginavano di arrivare a tanto...

sabato 3 aprile 2010

Ciao Edward "Ed" Roberts

























Io ai computer mi sono avvicinato molto dopo il 1975, ma se tra i miei lettori c'è qualcuno informaticamente più "vecchio" di me può darsi che l'abbia avuto tra le mani. Il suo papà, comunque, è morto oggi.

giovedì 18 marzo 2010

Internet Explorer 9 saluta Windows Xp

La notizia gira da qualche giorno in rete: la futura versione 9 del browser di casa Microsoft non girerà sul caro vecchio Windows Xp, ma solo su Vista col Service Pack 2 installato e Seven (e anche ovviamente il futuro Windows 8). I motivi, a detta degli sviluppatori, sono principalmente tecnici - Windows Xp non supporta la tecnologia Direct2D, utile a migliorare la qualità e la velocità di visualizzazione dei video caricati su internet, utilizzata invece già da tempo dai browser concorrenti.

A parte la vicenda Internet Explorer si/no, comunque, della quale allo scrivente non potrebbe fregare di meno - IE l'ho abbandonato da una vita -, la rilevanza della notizia sta soprattutto nell'ulteriore passettino verso il definitivo pensionamento di Xp. Molti utenti magari non lo sanno, oppure se ne sono dimenticati, ma il sistema operativo più longevo, amato e utilizzato (per quel poco che può contare lo vedo anche dai report di accesso al blog) di casa Microsoft se ne sta, lentamente ma inesorabilmente, andando verso la pensione. Già dal 30 giugno 2008, ad esempio, è cessata la commercializzazione OEM sui pc in vendita nei negozi, mentre il supporto riguardante gli aggiornamenti critici per la sicurezza terminerà definitivamente (salvo ulteriori improbabili proroghe) l'8 aprile 2014.

E a quel punto ho paura che serviranno a poco anche le petizioni, le campagne e i siti dedicati.

mercoledì 17 marzo 2010

Gli "effetti devastanti" sul computer di Stasi

Probabilmente avrete letto, nei giorni scorsi, che sono state pubblicate le motivazione della sentenza di assoluzione di Alberto Stasi. Sintetizzando brutalmente, l'assoluzione sarebbe dovuta principalmente al fatto che non c'è prova del movente. Scrive il giudice: "Riguardo a 'un possibile movente/occasione dell'omicidio da parte dell'attuale imputato, non emerge una congrua prova'". E ancora: "Il gup nel valutare il quadro istruttorio 'contraddittorio ed altamente insufficiente' si basa sulla 'fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio'". La cosa curiosa è che buona parte di questa mancanza di prove sarebbe da addebitare all'imperizia (per usare un eufemismo) dei Carabinieri quando hanno messo le mani sul pc di Stasi.

Lo scrive tra gli altri l'Agi in questo articolo. E allora mi sono andato a cercare il pdf della sentenza e ho evidenziato gli stralci in cui sono riportati i relativi passaggi scritti dal giudice. Eccoli qua (clicca su ogni immagine per ingrandirla):


E ancora:




Insomma, pare chi ha messo le mani sul pc di Stasi, gli abbia in "buona fede" dato alla fine una bella mano (pdf integrale qui).

giovedì 18 febbraio 2010

Floyd Landis è un hacker cracker

Ve la riporto così come l'ho trovata (qualcuno, comunque, avvisi quelli del Corriere che si dice cracker, non hacker).

MILANO - Un giudice francese del tribunale di Nanterre ha emesso un mandato d'arresto per Floyd Landis. Lo ha riferito il responsabile dell'agenzia antidoping Pierre Bordry. Secondo il giudice Thomas Cassuto il ciclista americano, 34 anni, trovato positivo al testosterone al Tour de France del 2006, nel settembre dello stesso anno, dopo la corsa francese, ha manipolato i computer del laboratorio antidoping nel tentativo di dimostrare che i test erano errati. Bordry ha aggiunto che il mandato è stato emesso dopo che Landis non si è presentato da giudice che lo aveva convocato.

sabato 6 febbraio 2010

Nuova interfaccia Fb?


Dunque, mia figlia più grande, Michela, si è imbattuta nella nuova interfaccia di Facebook e ha detto: "babbo, ma cosa succede?". Chiara idem. Per Francesca, l'altra mia figlia, il problema non esiste visto che ancora su Fb non c'è. Io, che sono l'unico a cui piacerebbe averla perché sembra che sia più agevole, spartana e con meno chincaglierie inutili, ancora non ce l'ho.

Nel frattempo il noto social network festeggia 6 anni di vita e 400 milioni di utenti. E si vocifera pure di un prossimo servizio webmail.

(fonte immagine: pctuner.net)

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...