Visualizzazione post con etichetta software. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta software. Mostra tutti i post

giovedì 18 marzo 2010

Internet Explorer 9 saluta Windows Xp

La notizia gira da qualche giorno in rete: la futura versione 9 del browser di casa Microsoft non girerà sul caro vecchio Windows Xp, ma solo su Vista col Service Pack 2 installato e Seven (e anche ovviamente il futuro Windows 8). I motivi, a detta degli sviluppatori, sono principalmente tecnici - Windows Xp non supporta la tecnologia Direct2D, utile a migliorare la qualità e la velocità di visualizzazione dei video caricati su internet, utilizzata invece già da tempo dai browser concorrenti.

A parte la vicenda Internet Explorer si/no, comunque, della quale allo scrivente non potrebbe fregare di meno - IE l'ho abbandonato da una vita -, la rilevanza della notizia sta soprattutto nell'ulteriore passettino verso il definitivo pensionamento di Xp. Molti utenti magari non lo sanno, oppure se ne sono dimenticati, ma il sistema operativo più longevo, amato e utilizzato (per quel poco che può contare lo vedo anche dai report di accesso al blog) di casa Microsoft se ne sta, lentamente ma inesorabilmente, andando verso la pensione. Già dal 30 giugno 2008, ad esempio, è cessata la commercializzazione OEM sui pc in vendita nei negozi, mentre il supporto riguardante gli aggiornamenti critici per la sicurezza terminerà definitivamente (salvo ulteriori improbabili proroghe) l'8 aprile 2014.

E a quel punto ho paura che serviranno a poco anche le petizioni, le campagne e i siti dedicati.

sabato 12 dicembre 2009

Il browser Chrome gira su Linux


Il browser targato Google, Chrome, ha rilasciato in questi giorni la versione beta per i sistemi Linux. Avevo già scritto qualcosa su questo software quando uscì la beta per Windows, quindi non sto a tornarci sopra coi dettagli tecnici. La novità principale rispetto agli altri browser in circolazione è rappresentata, come spiegava PI, dalla gestione separata delle tab, ognuna con una sua macchina virtuale e un suo spazio di memoria. Questo ha indubbiamente molti vantaggi, primo fra tutti una maggiore stabilità, ma allo stesso tempo si traduce in una maggiore richiesta di risorse in termini di memoria del pc.

Le due schermate che vedete qui di seguito rappresentano la differenza tra la richiesta di risorse rispettivamente di Chrome e Firefox tenendo 4 schede aperte per ogni sessione.




Beh, certo, va considerato che pc vecchiotti come il mio, che ancora girano con 512 MB di Ram, non sono più molto diffusi. Certo è, comunque, che la differenza tra le due applicazioni si vede. A parte questo piccolo inconveniente, Chrome è comunque un software open source che fa più che egregiamente il suo lavoro. Ha il blocco dei popup, la possibilità di navigare in incognito, finestre di allerta in caso ci si imbatta in siti fraudolenti; in più consente di settare in profondità i vari parametri relativi alla privacy e alla gestione degli script. Unico neo, che non è di poco conto per chi è abituato a Firefox: non esistono estensioni in quantità industriale come per quest'ultimo, anche se qualcosa in questo senso si sta comunque velocemente muovendo.

Sull'apposito sito dedicato alle estensioni per Chrome, infatti, si trovano già parecchie cose interessanti, tipo ad esempio AdThwart, l'equivalente del mitico AdBlock Plus di Firefox, ottimo per bloccare i banner pubblicitari; oppure video2file, per scaricare i video con un clic scegliendo pure la qualità e il formato desiderati.

Insomma, penso che anche gli utenti Windows più affezionati a Internet Explorer potrebbero innamorarsi piuttosto facilmente di questo software. Se volete provarlo, qui trovate i pacchetti .deb e .rpm per Linux e qui l'installer per Windows.

domenica 15 novembre 2009

Il browser, questo sconosciuto...



(via pierani)

I canali Rai in streaming tramite VLC


Il tempo in cui un televisore in casa vedrà ridotta la sua utilità a portaoggetti - nel mio caso a "portagatti" - si fa ogni giorno più vicino. Voi sapete ad esempio che i canali Rai sono già da tempo visibili in streaming sull'apposito sito internet, questo, tramite Microsoft Silverlight o la sua implementazione open source Moonlight.

Oltre a tutto questo, i canali Rai si possono vedere in streaming anche utilizzando solamente VLC, il noto player multipiattaforma, senza bisogno di aprire il browser. Certo, c'è da fare qualche settaggio un po' in profondità, ma niente che non sia alla portata di chiunque. Ed ecco il risultato:


Fonte immagine e articolo: http://gerasimone.altervista.org/2009/vedere-i-canali-rai-in-streaming-su-internet-con-vlc/

mercoledì 23 settembre 2009

Chi ha voglia di provare isposure?


Ho scoperto, passando dal blog di Luca, che esiste un software chiamato isposure in grado non solo di rilevare la velocità della connessione internet - quello più o meno lo fanno già una miriade di programmi - ma di compararla con quelle degli altri Internet Service Provider.

Il programma, purtroppo, gira solo sotto Windows (Xp e Vista) e quindi dal mio pc Linux non lo posso testare - ho tentato con Wine ma senza successo. Potrei provare con l'altro pc, quello che usano Chiara e le mie figlie (lì c'è una partizione con Xp), ma in questo momento sono attaccate a YouTube a guardare il mondo di Patty e dubito che riuscirei a schiodarle da lì, almeno nel breve termine.

Se qualcuno con un pc su cui gira Windows ha voglia di testarlo e di scrivere due righe nei commenti, lo può scaricare da qui.

martedì 9 giugno 2009

In Cina la censura ha la scusa del porno

I siti porno, si sa, costituiscono da sempre una potenziale e seria minaccia al corretto sviluppo psichico degli adolescenti (o almeno questo è quello che si sente sovente dire in giro). Più in generale, poi, è noto che la massiccia presenza di pornografia a buon mercato, se non quando totalmente gratuita, che si trova in rete, spesso e volentieri dà vita a fenomeni di vera e propria dipendenza.

In Cina pare che abbiamo preso particolarmente a cuore questo problema, tanto che per combattere questa pericolosa piaga hanno pure inventato un software. Dal primo luglio prossimo, infatti, scrive il Wall Street Journal, assieme ai nuovi pc venduti nei negozi verrà fornito all'acquirente un software in grado di bloccare da remoto l'accesso a particolari siti web. Il software si appoggia a una sorta di blacklist, continuamente aggiornata via internet, che blocca appunto l'accesso a siti ritenuti pericolosi. Il Wall Street Journal precisa - anche se qui le versioni sono contrastanti - che il software non verrebbe fornito già preinstallato nel pc, ma su un cd a parte che lascerebbe all'utente la facoltà di utilizzarlo oppure no.

In Cina, come è noto, internet è controllata dallo stato, il quale arbitrariamente decide quali sono le informazioni che possono circolare e quali no (un sogno nel cassetto di qualcuno anche qua da noi), e quindi la notizia sta facendo il giro del mondo non per l'aspetto "tecnologico" della stessa, ma perché è fondato il sospetto che la famosa blacklist, oltre a chiudere l'accesso ai suddetti siti porno - che poi anche qui ci sarebbe da discutere: con quale diritto una terza persona decide per me quali siti sono pericolosi e quali no? - chiuda anche l'accesso a notizie potenzialmente scomode al regime.

Per ora è naturalmente solo un sospetto, ma visti i precedenti non stupirebbe che alla fine si dimostrasse più che fondato.

lunedì 12 gennaio 2009

Microsoft rilascia la versione beta di Windows 7

Alla fine è arrivato. Il nuovo sistema operativo del big di Redmond, Windows 7, naturalmente ancora in versione beta testing non definitiva, è dall'8 gennaio scorso online e liberamente scaricabile come immagine ISO dall'apposita pagina predisposta da Microsoft.

Giova ricordare che il nuovo sistema operativo, che in sostanza non è altro che una sorta di upgrade di Vista, una volta installato sarà utilizzabile in versione gratuita di prova solo fino al 1 agosto di quest'anno, mentre la versione stabile e definitiva (e ovviamente a pagamento) sarà disponibile, probabilmente, da settembre o al più tardi ottobre.

Steve Ballmer l'ha già definito "il miglior Windows di sempre", ma mi pare che quelli di Microsoft dicano così ogni volta che c'è il lancio di un prodotto nuovo. Poi, ovviamente, sono i fatti che contano.

Non chiedetemi com'è: non l'ho provato e non potrei neanche volendo, in quanto i requisiti del mio pc sono ben lontani da quelli minimi richiesti per poter fare girare decentemente il tutto, e cioè: (copiaincollato dal sito Microsoft)

  • Processor: 1 GHz 32-bit or 64-bit processor
  • Memory: 1 GB of system memory
  • Hard drive: 16 GB of available disk space
  • Video card: Support for DirectX 9 graphics with 128MB memory (in order to enable Aero theme)
  • Drive: DVD-R/W drive
  • Internet connection (to download the Beta and get updates)

Sostanzialmente i requisiti richiesti sono analoghi a quelli necessari a far girare Vista, almeno nella sua versione Ultimate; sembra però, almeno da quanto si legge in giro, che Windows 7 sia decisamente più veloce e reattivo (qui trovate qualche screen). Di prezzi ancora non si parla; si ipotizza per ora un upgrade gratuito per gli utenti che già utilizzano Vista, ma di ufficiale non c'è niente.

Per quel che mi riguarda salterò probabilmente a piè pari Windows 7, così come ho fatto con Vista, in primo luogo per i motivi che ho già menzionato sopra (requisiti hardware del mio pc inadatti a far girare software elefantiaci), in secondo luogo perché preferisco usare sistemi operativi totalmente gratuiti e terzo perché il pc mi serve esclusivamente per lavorare, e l'idea di tornare indietro e ricominciare a tribolare con antivirus, antispyware, deframmentazioni e compagnia bella non mi attira per niente.

Se per caso qualcono di voi ha provato il nuovo Windows (o ha intenzione di farlo in futuro) e vuole scrivere qualcosa nei commenti, è ovviamente il benvenuto.

sabato 10 gennaio 2009

Notizie in pillole in pdf

Qualche tempo fa, un lettore che apprezza particolarmente le "pillole" che a cadenza più o meno regolare pubblico in queste pagine, mi aveva suggerito di raccoglierle tutte in modo che venissero riunite in un unico file liberamente scaricabile. L'idea mi è piaciuta e mi sono messo al lavoro. Già che c'ero ne ho approfittato anche per testare un po' il word processor di Google, programma tramite il quale ho appunto realizzato il lavoro.

Lavoro che è stato tutto sommato piuttosto semplice; si è trattato in sostanza di fare il copia e incolla dalle pagine del blog al programma di videoscrittura e apportare le modifiche necessarie ai font e alla struttura delle pagine.

A parte l'inconveniente (ora risolto) segnalato da me qualche giorno fa, relativo all'accessibilità dei files parcheggiati sui server di Google, direi che comunque il tutto è ancora piuttosto "immaturo" e non certo all'altezza dei tradizionali applicativi installabili su pc, tipo OpenOffice.org e simili. Le funzioni principali sono le medesime; tutte piuttosto semplici, intuitive e per niente influenzate in termini di velocità dal fatto di essere totalmente online. Ma certe mancanze, tipo ad esempio l'impossibilità di poter visualizzare un'anteprima del lavoro che man mano si svolge (possibile solo facendo ogni volta la conversione e il download del relativo pdf), sono notevolmente scomode e dispersive.

Comunque sia, il file che raccoglie le pillole che ho pubblicato nel 2008 è pronto (un normale pdf di poco meno di 200 kB). Come tutti i miei lavori è pubblicato sotto questa licenza Creative Commons. Ciò significa che lo potete liberamente scaricare, ripubblicare, mettere sul vostro sito, fare circolare nei circuiti p2p, a patto di rispettare le semplici regolette indicate nella licenza.

Buona lettura.

venerdì 14 novembre 2008

AVG si scusa offrendo un anno di licenza gratuita

Qualche giorno fa - forse qualcuno ne avrà sentito parlare - il noto antivirus AVG ha mandato in palla qualche milionata di pc, con a bordo Windows Xp, a causa della distribuzione di un errato aggiornamento del suo software antivirus. In pratica, dopo questo update, AVG riconosceva come trojan due file di sistema vitali per il funzionamento di Windows, e cioè user32.dll e winsrv.dll, consigliandone la rimozione. Ovviamente tutti quelli che hanno rimosso i due files in questione, si sono poi ritrovati col pc buono giusto come soprammobile. In breve tempo, anche se ormai il danno era fatto, è stato pubblicato il rimedio per cercare di rimettere le cose a posto, rimedio a cui sono seguite le scuse pubbliche della software house per l'errore commesso.

Alcune testate specializzate (qui prnewswire.de e qui hwupgrade.com) segnalano oggi che, oltre alle scuse ufficiali, è intenzione dell'azienda regalare ai clienti vittime dell'aggiornamento difettoso un anno di licenza gratuita del proprio software. Gli interessati verranno contattati direttamente dalla casa, a partire dal 24 novembre prossimo, per concordare le modalità dell'operazione. Il gesto dell'azienda mi pare meritevole, ma non posso esimermi dal fare una breve considerazione.

A mio parere, in generale, spendere soldi per acquistare un antivirus è una cosa totalmente priva di senso (almeno per i normali utenti casalinghi); non solo perché in circolazione esistono antivirus gratuiti più che validi, ma perché spendere soldi per tenere a bada le magagne dei vari Windows mi fa un effetto strano. Ci pensi Microsoft! E' come se io avessi una macchina di una certa marca che ha il difetto di perdere ogni tanto una ruota e dovessi pagare per montare sulla suddetta macchina un dispositivo che risolve tale difetto: ci pensi la casa costruttrice.

mercoledì 22 ottobre 2008

La Giornata Antipirateria di Microsoft

Ieri, martedì 21 ottobre, era la Giornata Globale Antipirateria proclamata da Microsoft. Una 24 ore in cui attraverso varie iniziative sparse per il globo il gigante di Redmond ha cercato di sensibilizzare utenti, stampa e aziende circa i danni economici provocati dalla pirateria software.

Il riferimento, ovviamente, va al sistema operativo tuttora più utilizzato (e piratato) della famiglia Windows, e cioè quell'Xp che nonostante da tempo i vertici Microsoft ne abbiano decretato la morte - ufficialmente dal 30 giugno scorso i produttori hardware hanno cominciato a sfornare i propri computer senza Xp a bordo -, continua imperterrito a essere il s.o. più utilizzato in assoluto nel mondo. Anche perché sui computer low cost tale termine è prorogato ad esempio fino al 30 giugno 2010.

Quando si tira in ballo Microsoft, ma non solo, fa comunque sempre un certo effetto parlare di pirateria, anche perché adesso - giustamente - l'azienda ci tiene a enumerare i danni economici - specialmente in termini di mancati guadagni e mancata possibilità di creare nuovi posti di lavoro - derivanti dalla pirateria software dei suoi prodotti, ma dimentica di menzionare, come spesso accade, che se oggi si trova nella posizione monopolistica che sappiamo, gran parte del merito è paradossalmente proprio della suddetta pirateria.

Insomma, se Windows gira sul 90% dei computer del mondo e l'Office di Microsoft è la suite per ufficio più utilizzata del pianeta - praticamente uno standard di fatto -, è perché fino a poco tempo fa il gigante di Redmond non ha mai posto in essere serie ed efficaci misure per contrastare il fenomeno, consapevole appunto che il mantenimento dello status quo non avrebbe fatto altro che consolidare questo monopolio. E non sarà facile, adesso, invertire questa tendenza. E' vero che negli ultimi due o tre anni il fenomeno (anche da noi) ha subito una riduzione, ma prima di arrivare all'estirpazione completa ne dovranno passare di giornate antipirateria. E pure di Genuine e compagnia bella.

Personalmente sono contro la pirateria software. Per carità, agli inizi i miei bei programmini (Nero e compagnia bella, per intenderci) li craccavo anch'io, sarebbe sciocco negarlo, ma poi col tempo mi sono accorto che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un'operazione perfettamente inutile, in quanto esistono nell'area dei programmi free e/o open source degli equivalenti ai programmi più blasonati e noti che non li fanno per nulla rimpiangere, anzi a volte sono pure migliori (c'è ad esempio qualcosa che K3b non fa rispetto a Nero?).

Microsoft, a mio avviso, non deve quindi preoccuparsi più di tanto della pirateria software (o almeno non solo di quella), ma semmai dell'avanzata - lenta ma inesorasile - della quota di utenti che abbandonano i vari Windows e programmi proprietari in genere in favore di quelli liberi, spesso, anzi quasi sempre, gratuiti e pure una spanna sopra gli altri.

mercoledì 3 settembre 2008

Google Chrome

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Alla fine è arrivato, anche se - ammetto - pure io sono a conoscenza della cosa solo dall'altro ieri. Intendo ovviamente il nuovo browser targato Google, e cioè Chrome. L'annuncio ufficiale del rilascio della nuova applicazione è apparso ieri sul blog ufficiale di Google.

Ovviamente non scrivo questo breve articolo a mo' di recensione, in primo luogo perché ancora non posso provarlo (per ora è disponibile solo per Windows, Linux e Mac devono pazientare ancora un po'), e in secondo luogo perché nei prossimi giorni di recensioni e dettagli tecnici ne troverete a bizzeffe (Corriere e Repubblica hanno già cominciato).

Da quel poco che ho potuto leggere, pare comunque che l'intenzione del colosso di Mountain View sia quello di erodere significative quote di mercato a Internet Explorer e Firefox (poteva essere diversamente?), e a questo proposito l'uscita in concomitanza con la Beta 2 di I.E. 8 potrebbe essere una conferma del tutto.

Tra le prerogative interessanti del nuovo prodotto di casa Google, va menzionato sicuramente il fatto che si tratta di un browser open source, un software cioè in cui il codice sorgente è libero e non ad accesso esclusivo di una ristretta cerchia di sviluppatori. Un programma, quindi, in cui tutti possono "mettere le mani" contribuendo a modificarlo, svilupparlo e, perché no, migliorarlo. E la storia insegna che in genere la qualità del prodotto ci guadagna (vedi Firefox vs. I.E.).

Dal punto di vista tecnico, una delle novità più interessanti introdotte dagli sviluppatori del progetto è senz'altro la separazione operativa delle tab. In pratica, ogni nuova scheda aperta è gestita da una propria macchina virtuale che utilizza a sua volta una propria memoria. Questo dovrebbe effettivamente - come scriveva ieri PI - essere garanzia di maggiore stabilità del tutto, nel senso che se va in palla (per dirla brutalmente) una pagina web non rimane bloccato tutto il browser, cosa che però dovrebbe significare al tempo stesso anche un aggravio nella richiesta di risorse.

Vederemo. Nei prossimi giorni sentiremo inevitabilmente parlare ancora di questa novità (volenti o nolenti l'uscita di un nuovo browser rappresenta sempre una novità). Se nel frattempo qualche windowsiano lo vuole provare e magari scrivere qualche impressione a caldo nei commenti, può scaricare Chrome da qui.


Aggiornamento 04/08/2008.

Quando si parla di prodotto targati Google il pensiero va (o dovrebbe andare) sempre alla questione privacy. Alcuni utenti si sono accorti ad esempio di una strana clausola riguardante i diritti d'autore contenuta nell'Eula del software (in pratica, brevemente, tale clausola consentiva a Big G di arrogarsi i diritti di copyright su qualsiasi cosa venisse pubblicata dagli utenti attraverso Chrome).

Ora Google (colta con le mani nel sacco?) pare stia facendo retromarcia. Dettagli qui e qui.

lunedì 1 settembre 2008

Flickr, DivShare, Box e Picasa, breve rassegna di siti di condivisione di immagini

Può darsi che a una prima e frettolosa lettura, la sequela di nomi elencati qui sopra a qualcuno non dica niente. Si tratta, molto brevemente, di siti internet nei quali è possibile caricare e condividere con altri utenti, tra le altre cose, immagini e fotografie.

Ovviamente non ci sono solo questi quattro, ma siccome su ognuno di essi ho un account, ho pensato di fare una breve carrellata spiegandone sommariamente le caratteristiche principali, cosicché chi ha l'esigenza di utilizzarne qualcuno può già farsi una idea del loro funzionamento e delle peculiarità principali.

Molti potrebbero chiedersi perché sia necessario mettere le proprie foto in rete, visto che magari è già abituato a scaricarsele nel proprio pc dalla fotocamera e a riversarle poi su cdrom o penna usb da dare agli amici. Beh, potrebbe ad esempio presentarsi un caso del genere: Tizio abita in Trentino, se ne va in vacanza in Finlandia e al ritorno vuole mostrare le foto scattate al fratello Caio che abita in Calabria. Senza perdere tempo e denaro a mettere le foto su un cdrom da spedire magari per posta al fratello, si crea gratuitamente un account su uno di questi siti, ci carica le foto e manda il link via e-mail, della pagina così creata, al lontano fratello.

Certo, le foto si possono anche mandare come allegati direttamente via e-mail, ma volete mettere quanto è più "figo" linkare una slide piuttosto che spedire delle fredde immagini come allegati di posta elettronica?

Questa ovviamente è una delle tante possibilità. In linea generale tutti questi siti hanno almeno due caratteristiche in comune:
  1. Sono gratuiti nella loro versione base di utilizzo.

  2. Presentano la possibilità di rendere pubbliche e visibili a tutti le immagini pubblicate oppure di consentirne la visione solamente ad alcuni utenti selezionati.
A meno di particolari esigenze di spazio e di risorse, la versione base di ognuno di questi siti dovrebbe essere più che sufficiente per soddisfare le esigenze dell'utente medio. Ma vediamo le caratteristiche principali di ognuno.


Flickr.


E' probabilmente il più famoso e utilizzato sito di condivisione di immagini al mondo (home page qui). Appartiene al gruppo Yahoo! e attualmente conta globalmente circa 7.000.000 di utenti. La versione gratuita consente di caricare al massimo 200 fotografie, creare tre gallerie fotografiche e utilizzare non più di 100 MB mensili in termini di spazio occupato.

La versione pro, a pagamento, consente invece di non avere alcuna limitazione, né di spazio, né di numero di foto caricate, né di gallerie fotografiche (sets) allestibili. Flickr è comunque qualcosa di più di un semplice sito di archiviazione di immagini, in quanto nel tempo è diventato una sorta di comunità virtuale attraverso la quale è possibile interagire con gli altri utenti, inserendo ad esempio commenti alle foto, come se si trattasse di un vero e proprio blog.


Attraverso questa pagina, accessibile tramite connessione protetta https://, è possibile registrarsi al servizio ed effettuare il login ogni volta che si vuole accedere al proprio spazio.


Il caricamento delle foto, come vedete dall'immagine qui sopra, avviene tramite una facile procedura guidata, semplicemente inserendo il percorso dei files da caricare, presenti nel pc, nell'apposito form. Qui trovate l'home page del mio account.


DivShare.

Gli altri siti che ho elencato nel titolo hanno più o meno le stesse caratteristiche di Flickr. La differenza più marcata rispetto a quest'ultimo, è che gli altri (a parte Picasa, che vedremo dopo) non hanno una home page propria che permette la visualizzazione del materiale inserito semplicemente collegandosi, ma consentono solo l'archiviazione suddivisa per cartelle (un po' come accade quando archiviamo le foto nel pc) visibili solo al titolare dell'account. Sarà poi lui a decidere quali rendere visibili, e a chi, tramite il relativo link.


Qui sopra vedete alcune delle cartelle presenti nella mia dashboard su DivShare.com. Le cartelle, così come il loro contenuto, sono visibili solamente da me. Nel momento in cui io voglio per esempio mostrare una galleria a un amico, oppure linkarla sul mio blog, non devo fare altro che aprirla e comunicare il link a chi voglio che la visualizzi, copiandolo dall'apposita finestra:


La procedura di caricamento delle foto è anche qui estremamente semplice, e permette di scegliere se caricare il materiale in una cartella già esistente o se crearne una nuova:


DivShare è il portale che nella sua versione free mette a disposizione più spazio rispetto agli altri: ben 5 GB e nessun limite al numero di gallerie (cartelle) che si possono creare. Gli unici due punti negativi sono la presenza di popup pubblicitari - a volte un tantino fastidiosi - che si aprono all'avvio della visualizzazione delle immagini e la procedura di login che avviene in chiaro senza fare uso di protocolli https://. Insomma, se avete file personali piuttosto importanti, direi che non è il posto migliore dove metterli. Mi pare comunque che il rapporto costi/benefici vada decisamente a favore dei secondi.


Box.net.

Questo (home page qui), a differenza degli altri, non è un sito di archiviazione esplicitamente dedicato alle immagini, ma a tutti i tipi files (documenti, filmati, mp3, pdf, ecc...) che per un motivo o un altro desideriamo archiviare online, magari anche solo per liberare spazio sull'hard disk del pc.

Non mi dilungo perché già l'anno scorso pubblicai una recensione del sito con tutte le caratteristiche principali (in alternativa potete leggere questo di Salvatore, fatto sicuramente meglio del mio). Mi limito a inserire qui sotto una breve galleria di immagini delle mie gatte archiviata appunto su box.net (la potete vedere anche qui).





Picasa.

Originariamente era solamente un'applicazione da installare nel pc per effettuare operazioni di fotoritocco. Nel 2004 è stata acquistata da Google (c'è qualcosa che ancora non ha acquistato?) e nelle ultime versioni è disponibile anche solo come web album, ossia come spazio online in cui caricare e condividere immagini.

La home page è qui, e chi è già in possesso di un account su Google di qualsiasi tipo (va benissimo anche quello utilizzato da chi commenta in questo blog), lo può usare anche per Picasa. Chi invece ne è sprovvisto può crearlo con pochi semplici passaggi passando da qui.


Dopo aver settato le impostazioni richieste in questa pagina, ecco che si possono cominciare a caricare le immagini per mezzo di una semplicissima procedura guidata, praticamente identica a quella vista per gli altri siti, che si avvia cliccando sul pulsante "Carica":


Ed ecco come si presenta la pagina a chi si collega (in questo caso la mia):


Ovviamente si può decidere di non rendere visibili all'universo mondo tutte le gallerie che si creano, ma di tenerne qualcuna nascosta, visibile solo a noi o a chi vogliamo che la visualizzi: un'impostazione che si attua apponendo un semplice segno di spunta nell'apposita casella in fase di creazione della galleria (e che può essere modificato a piacimento anche successivamente).

Picasa dispone, nella sua versione base, gratuita, di un GigaByte abbondante di spazio (1.024 MB), e non esiste limite al numero di gallerie che si possono creare (max 500 foto per galleria).

Beh, io ho finito. Questa breve rassegna non ha certo la pretesa di essere completa e/o esauriente, ci mancherebbe, ma solo segnalare a chi magari non ne fosse al corrente l'esistenza di questi siti. Lieto se la cosa è stata utile a qualcuno.

sabato 2 agosto 2008

Come deformare un po' le foto degli amici (o anche le proprie)


Mettiamola così: ieri sera, complice il caldo e un po' di "slonza", un mix micidiale che fa passare qualsiasi voglia di buttare giù qualcosa di serio, mi sono divertito a modificare la foto del mio account su blogger, quella che mi ritrae assieme alla compianta Frùgola. E il risultato lo potete appunto vedere qui sopra, in questa sorta di obbrobrio che ricorda un po' il volto del protagonista del mitico The Elephant Man, di David Lynch..

Se volete anche voi modificare allo stesso modo una vostra immagine, oppure quella di un vostro amico, o magari di qualche personaggio famoso, potete farlo tramite questa pagina di magixl.com, un sito a cui sono arrivato attraverso il blog del buon Sbronzo e che permette di fare anche altre cose, tipo creare caricature e simili.

Ah, dimenticavo: per l'invio via e-mail agli amici della foto modificata, il sito richiede una registrazione. Se la cosa vi dà noia, potete bypassare il problema catturando una schermata della foto dal sito stesso quando la modifica è pronta.

Vediamo se riconoscete qualcuno di questi:







Ecco qua. Non è difficile, vero? Vi dico solo che la modifica dell'immagine immediatamente qui sopra ha richiesto ben poco lavoro... :-)

mercoledì 9 luglio 2008

Gli aggiornamenti di Windows chiudono l'accesso a internet ai pc che utilizzano ZoneAlarm

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto oggi pomeriggio una telefonata da un mio caro amico, il quale mi ha spiegato di aver installato le patch mensili di Windows e di non essere più riuscito, da quel momento, a connettersi a internet. Successivamente mi ha poi richiamato, avvisandomi di essere riuscito a tornare online dopo un ripristino configurazione di sistema tramite il quale ha eliminato le patch installate in precedenza.

Ho fatto un breve girettino in rete e ho trovato il motivo del problema. Come spiegato bene in questo articolo di ZeusNews, pare che una delle 4 patch in circolazione - la prima - vada in conflitto col firewall ZoneAlarm chiudendo ogni accesso a internet. Al momento pare che l'unica soluzione per non vedersi pregiudicata la possibilità di connettersi alla rete sia la disabilitazione di ZoneAlarm (ovviamente per chi lo utilizza) oppure evitare momentaneamente di installare gli aggiornamenti (definiti tra l'altro importanti proprio da Microsoft).
E' infatti probabile che a breve venga rilasciata un'ulteriore patch per correggere... la patch (non è la prima volta che succede).

Curioso come sempre più spesso gli aggiornamenti che vengono rilasciati per motivi di sicurezza tendano invece a pregiudicarla (in questo caso si è costretti a rinunciare a uno dei due elementi più importanti per la sicurezza del pc). Ma Microsoft ci ha da tempo abituato a questo e ad altro.


Aggiornamento 21,45

Del problema parla anche The Register, mentre nel sito di ZoneAlarm è disponibile una pagina esplicativa con alcune indicazioni per risolvere temporaneamente il problema.

giovedì 5 giugno 2008

Come registrare le telefonate via Skype con Scx Tool

Non è detto che si tratti di uno di quei programmi assolutamente indispensabili, ma può capitare che si abbia la necessità di registrare una telefonata fatta via VoIP con Skype. Chi utilizza Windows grossi problemi non ne ha, in quanto il programma apposito si trova già in formato binario pronto per essere avviato (consiglio in proposito questa ottima guida di Salvatore).

Per chi invece utilizza Linux, come al solito la faccenda si complica un po', ma in fondo neanche tanto: basta seguire alla lettera alcuni passaggi. Nel mio caso, il programma l'ho installato su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, il sistema operativo che utilizzo che è poi attualmente una delle distribuzioni più diffuse.

Come prima cosa occorre scaricare l'archivio compresso tar.gz del programma da qui. Una volta scompattato l'archivio ed estratta la cartella coi files del programma (naturalmente si dà per scontato che Skype sia già installato nel sistema) occorre aprire un terminale come utente root dando il comando

sudo -i

ed inserendo la relativa password. A questo punto è necessario inserire la seguente stringa, che consentirà di risolvere alcune dipendenze:

apt-get install build-essential libqt4-core libqt4-dev libqt4-gui libasound2-dev skype

Si inserisce quindi, sempre da amministratore, la stringa

gedit /usr/include/qt4/QtCore/qtextstream.h

A questo punto occorre fare una piccola sostituzione all'interno dell'editor Gedit che si è nel frattempo aperto. Per la precisione occorre cancellare questa sequenza:

#ifdef Status
#error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status
#endif


e sostituirla con questa:

#ifdef Status
/** #error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status **/
#undef Status
#endif


Ecco fatto. Adesso si può salvare il tutto e chiudere l'editor di testo Gedit. Si entra quindi, sempre via terminale, nella cartella scx-recorder e si dà il comando

./compile

Se tutto è andato per il verso giusto, ci dovrebbe quindi essere un eseguibile chiamato con lo stesso nome della cartella, come si vede nell'immagine qui sotto. Doppio clic sopra ed ecco avviarsi la prima finestra di impostazioni del programma:



Da qui è già possibile fare alcune semplici regolazioni, tipo il formato audio in cui verrà salvata la conversazione e la cartella di destinazione dello stesso, che in caso si lascino le impostazioni di default sarà:

/home/[nome_utente]/Skype Records/

Finito. Da adesso in poi, ogni volta che si vorrà registrare una conversazione, sarà sufficiente avviare il programma, che solo per la prima volta dovrà essere autorizzato da Skype:



A questo punto, con una cliccatina sul pulsante rosso si avvierà la registrazione della conversazione...



...che verrà automaticamente salvata nella cartella indicata in fase di settaggio del programma, nel mio caso questa:


(articolo liberamente ispirato a questo howto pubblicato da Khole8.wordpress.com)

venerdì 23 maggio 2008

Simple Mail Firefox

Simple Mail Firefox è un'altra delle infinite estensioni di Firefox. Questo piccolo plug-in consente di gestire la posta elettronica senza utilizzare alcun programma dedicato.

Se lo volete provare, il download dell'estensione lo potete effettuare da qui cliccando su "Add to Firefox":


Terminata l'installazione e riavviato il browser, noterete il simbolo di una piccola lettera con a fianco un numerino (indica l'eventuale presenza di messaggi ricevuti) nella barra inferiore di Firefox: cliccandoci sopra si aprirà una nuova scheda tramite la quale leggere i messaggi arrivati e gestire tutta la posta elettronica, esattamente come se si trattasse di uno dei tanti programmi dedicati:


A questo punto è sufficiente cliccare sulla piccola icona a forma di ingranaggio, situata nella parte alta del menù, per impostare i parametri pop3 (posta in arrivo) e SMTP (posta in uscita) forniti dal proprio provider di posta elettronica, ed ecco la nostra estensione perfettamente operativa.

venerdì 16 maggio 2008

GooglePreview: come vedere in anteprima i siti cercati con Google

Mozilla Firefox, il noto browser open source maggiore antagonista di Internet Explorer, dispone di un interessante plug-in - tra i suoi tantissimi - attraverso il quale è possibile vedere una piccola anteprima di ogni risultato generato da una ricerca tramite Google.

Per scaricare e installare il piccolo programma (20 KB) occorre puntare Firefox qui e cliccare su "Aggiungi a Firefox":



Una volta installato il plug-in e riavviato il browser, ecco come appare la pagina generata dalla ricerca:



Le "miniature" delle anteprime appaiono direttamente nella pagina dei risultati e consentono di farsi un'idea sommaria della composizione del sito. Unica pecca del programma: quando si ricerca un sito privo di dominio proprio (ad esempio il mio), viene visualizzata in anteprima solo l'home page del fornitore dello spazio web:

sabato 26 aprile 2008

Scompattare i file online con Wobzip

Non so se questo sito abbia realmente una qualche utilità, vista la mole di programmi di compressione/decompressione di files in circolazione. Comunque sia, nel caso vi trovaste per qualunque motivo nell'impossibilità di decomprimere qualche zipfile, potete sempre farlo online.

Il sito si trova qui e non necessita di registrazione alcuna. Una sua peculiarità piuttosto interessante è che può aprire qualsiasi tipo di file, e non solo i classici .zip. Per fare ciò è sufficiente selezionare quello che si desidera scompattare tramite il pulsante "Sfoglia", e quindi cliccare su "Wobzip":


Se l'archivio da estrarre non è di dimensioni molto grandi la procedura dura pochi secondi, e quando è terminata è sufficiente cliccare sul file così ottenuto per scaricarlo nel pc:

lunedì 21 aprile 2008

EyeOS.info, il sistema operativo online


Che il futuro delle applicazioni sia online è fuor di dubbio, perlomeno per quelle non professionali indirizzate ai normali utenti casalinghi. Ma non sono solo i singoli programmi, ormai, a girare su internet, ma interi sistemi operativi.

Ovviamente, prima che raggiungano l'efficienza e l'immediatezza dei normali sistemi installati su pc di strada ce n'è ancora, ma mi pare che la direzione sia quella giusta.

In questi giorni ne ho provato uno - EyeOS - e ho pubblicato qualche impressione e un breve howto sul mio sito internet. Se la cosa vi incuriosisce trovate tutti i dettagli qui.

giovedì 27 marzo 2008

Read it Later, salvare le pagine web per consultarle a modem spento

Tra le infinite estensioni di Firefox (di molte delle quali ho già parlato in vari altri articoli), voglio oggi segnalare Read it Later, un piccolo add-on che consente di salvare le pagine web che interessano per essere poi consultate con calma in modalità offline.

Questo piccolo plugin ricorda molto da vicino, per tipologia di funzionamento, InstantPaper, del quale ho già parlato qui, ma rispetto a questo trovo che sia molto più immediato. A me, ad esempio, risulta molto utile in fase di stesura dei miei articoli, in quanto mi consente di riunire in una sorta di lista di url temporanei più pagine e più siti web senza aprirli tutti in schede, operazione che tende a volte a rallentare il normale funzionamento del browser. Vediamo un po' come funziona.

Il programma può essere scaricato cliccando sul pulsante arancione "Install" nell'home page del sito ideashower.com (qui):



Una volta riavviato il browser comparirà una finestra tipo questa:



Tramite il mouse è sufficiente trascinare le icone "Read Later" e "Reading List" sulla barra di navigazione di Firefox. Terminata l'operazione ecco comparire i relativi pulsanti nella barra di navigazione:



A questo punto, per salvare la pagina web che si sta visualizzando, è sufficiente cliccare sul pulsante di sinistra. Il tramutarsi della freccetta verde in un segno di spunta arancione sarà il segno che la pagina è stata salvata completa di immagini e tutto il resto:



Per andarsela quindi a rileggere con calma, anche in modalità offline, sarà sufficiente cliccare sul triangolino nero a fianco del secondo pulsante (quello evidenziato nell'immagine sotto) e da lì selezionare la pagina salvata in precedenza:



Per eliminare una pagina memorizzata che non serve più, è sufficiente, una volta aperta, cliccare nuovamente su "Save this page for later" (pulsante di sinistra) in modo che venga marcata dal programma come già letta e quindi rimossa dall'elenco.

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...