lunedì 5 gennaio 2026

Da che parte si sta

Questa mattina Repubblica ha messo in prima pagina foto dei manifestanti pro-Maduro scesi in piazza per protestare contro la sua cattura da parte degli americani; il Foglio (e anche il Giornale) hanno messo in prima pagina foto di manifestanti che festeggiano invece la sua cattura. Le due testate sono emblematiche delle modalità con cui l'informazione, e di riflesso l'opinione pubblica, si approcciano alle vicende storiche del nostro tempo: per partigianeria. Le testate di destra sono filo-trumpiane, appoggiano il rapimento di Maduro (anche la Meloni ha detto che l'intervento è stato legittimo) e quindi cercano di far passare l'idea che tutto il paese e tutti i venezuelani avallino l'intervento militare USA. Repubblica, invece, fa l'opposto. Ognuno tira acqua al suo mulino.

Nella realtà l'opinione pubblica venezuelana è profondamente divisa su quanto è successo. Molti cittadini venezuelani all’estero, per esempio nella comunità Little Caracas di New York, hanno manifestato gioia per la rimozione di Maduro, mentre dentro il Venezuela la situazione è molto incerta e controversa. I sostenitori di Maduro si sono schierati apertamente contro l’intervento statunitense, vedendo l’azione militare come un’aggressione ai danni della sovranità nazionale. Altri cittadini sono spaventati o confusi, preoccupati per la violenza e l’incertezza del futuro. Poi c'è la parte di opinione pubblica venezuelana critica verso il governo che, pur lieta dell'allontanamento del presidente venezuelano, non celebra l'aggressione militare esterna e teme l'instabilità che sicuramente genererà tutta l'operazione.

Insomma, una situazione caotica e complessa, che andrebbe affrontata con cautela, ponderazione e approfondimento, nel mondo dell'informazione e dei social (figurarsi!) si trasforma nel solito "o di qua o di là". Niente di nuovo sotto il sole.

9 commenti:

  1. Che Maduro fosse un criminale e governasse in modo illegittimo (brogli) è un fatto. Ma è altrettanto vero che l'attacco degli Usa è sbagliato; purtroppo sta passando la legge del più forte. "Ho più mezzi, più potere, quindi ho ragione in tutto quello che faccio" è il motto dominante. Fa sorridere (fino a un certo punto) che le condanne arrivino da Russia e Cina: la prima ha già fatto uguale con l'Ucraina e la seconda sta provando a fare la stessa cosa con Taiwan. Caliamo un velo pietoso sulle uscite del governo italiano ("la via delle armi è sbagliata, ma gli USa hanno fatto bene ad attuare una strategia difensiva": strategia difensiva non lo è se si attacca e non si prenda a esempio chi dice, anche nello sport, che la miglior difesa è l'attacco).

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    1. Tra l'altro l'operazione militare americana ha a questo punto legittimato anche la probabile aggressione di Taiwan da parte della Cina.
      Per quanro riguarda la Russia, mi sembra che abbia fatto in piccolo quello che Stati Uniti e Nato hanno sempre fatto in grande nel corso degli ultimi decenni. Gli esempi sono innumerevoli.

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  2. Siamo a: "voglio la Groenlandia, ci serve".
    Roba che fino all'altro ieri sarebbe stata inaccettabile anche durante una ricreazione alle suole elementari.

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    1. Vero, ma prima rivuole il canale di Panama, ha detto che gli serve anche quello.

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  3. Più che Maduro mi preoccupa Trump, quali saranno i suoi prossimi obbiettivi? Perché di certo non si fermerà al Venezuela, ormai si sente il giustiziere (interessato) del mondo e nessuno sembra in grado di fermarlo per via politica o diplomatica così il rischio patatrac è alto.
    massimolegnani

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    1. Capisco un po' la preoccupazione. L'operazione contro Maduro è stata clamorosa ma Trump o gli USA non possono fare quello che vogliono senza conseguenze. La politica estera resta vincolata da diritto internazionale, alleanze e opinione pubblica. Tendo a pensare che operazioni come questa siano l'eccezione, non la regola.
      È anche vero, comunque, che uno come lui è lecito aspettarsi di tutto.

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  4. Ieri ballavano in piazza - gli anti Maduro -; oggi se ne accorgono che non è la ricerca della libertà la motivazione di Trump e sono delusi...

    podi-.

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  5. Stanno dipingendo il Venezuela di Maduro come l'inferno in terra.
    Centinaia di giornalisti e opinionisti di destra ne hanno dette di tutti i colori.

    Maduro è stato un eroe socialista contro il neoliberismo di Washington.

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