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domenica 15 aprile 2012

La democrazia della mortadella

Bersani, stamattina, in una intervista a La Stampa, dice sostanzialmente che sì, sarebbe favorevole a una riduzione dei soldi pubblici ai partiti ma non alla loro eliminazione tout court. La giustificazione addotta è quella che tira fuori ogni politico che viene interpellato su questo tema: la democrazia ne risentirebbe perché senza finanziamenti pubblici solo chi ha i soldi potrebbe fare politica.
A parte il fatto che questa cosa è tutta da dimostrare. Bersani, però, dimentica che la famosa democrazia di cui parla è già andata a farsi benedire nel '93, quando in un celeberrimo referendum la stragrande maggioranza degli italiani si espresse chiaramente per l'abolizione dei soldi pubblici ai partiti e questi ultimi, furbescamente, aggirarono l'ostacolo semplicemente cambiando il nome da "finanziamento pubblico a "rimborso elettorale", continuando come se niente fosse a incamerare per tutti questi anni una marea di soldi che gli italiani non hanno mai voluto dare loro.
Insomma, Bersani e soci: lasciate stare la democrazia, e se proprio non potete farne a meno, trovate almeno argomenti più validi.

sabato 25 febbraio 2012

Nel blu dipinto di blu

Nei primi 100 giorni di Monti i voli blu sono calati del 92 per cento, con un risparmio per lo stato di 23 milioni di euro. La domanda sorge spontanea: ma quanto volavano quelli di prima?

lunedì 20 febbraio 2012

Portarsi avanti coi lavori

Dopo aver incassato malamente il no di Monti alla candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020, Alemanno, lungi dall'essersi dato per vinto, è andato ancora a bussare alla porta del premier: servono soldi per il Giubileo del 2025.

martedì 14 febbraio 2012

Sprechi olimpionici

Pare, salvo sorprese, che Roma non sarà tra le candidate ad ospitare le Olimpiadi del 2020. Mi dispiace per Alemanno, poveretto, che per questa cosa si è speso così tanto, ma io sono tra quelli contenti dell'esclusione di Roma. Non è che non mi piacciono le Olimpiadi o le manifestazioni sportive in genere, intendiamoci.
Ma visti i precedenti, e sapendo come vengono gestiti da noi questi eventi, se non altro ci risparmieremo un'altra infornata (a perdere) di soldi pubblici.

martedì 31 gennaio 2012

Tagli?

Stamattina i titoli dei quotidiani sono tutti per i tagli che si sono autoimposti i deputati al loro stipendio (1300 € lordi, 700 netti). Ovviamente nessuno, spero, pensa che siamo di fronte ai famosi tagli della politica, perché sarebbero ben altre le cose da fare. Ma è comunque un segnale, se vogliamo.

Le uniche due cose che invece mi sembrano degne di nota in questa faccenda, sono il passaggio al sistema contributivo per il calcolo del vitalizio, un privilegio vergognoso che andrebbe comunque abolito tout court, e il tetto che Monti ha imposto (anche se finora è solo sulla carta: staremo a vedere) agli stipendi dei manager pubblici.

Un ottimo Sergio Rizzo, stamattina, sul Corriere, mette comunque molti puntini sulle "i".

martedì 3 gennaio 2012

Almeno tacessero

Non so a voi, ma a me tutta questa diatriba sugli stipendi, le indennità, i paragoni con l'Europa, noi prendiamo di meno, loro prendono di più, ma, però, ecc., sta veramente facendo girare le scatole. Possibile che questa gente non capisca che l'unica cosa che dovrebbe fare è (almeno) tacere?

lunedì 2 gennaio 2012

Cose vergognose

Secondo Al Bano, su don Verzé "sono state scritte cose vergognose". Bah, a me non sembra di aver letto cose di questo genere. Anzi, leggo dappertutto che il San Raffaele, fondato proprio dal tipo, è una eccellenza in Italia.
Se poi per "cose vergognose" Al Bano intende quello che hanno scritto molti giornali, e cioè che il prete affarista se n'è andato lasciando un buco di quasi un miliardo di euro, beh, forse un tantino gli posso anche dare ragione.

sabato 17 dicembre 2011

Fare sempre finta di non capire

Qualcuno, per piacere, potrebbe spiegare una volta per tutte a Bagnasco che il problema non è la "cresta" che i vescovi farebbero o non farebbero sull'8 x 1000, ma il suo meccanismo di attribuzione?

mercoledì 14 dicembre 2011

Chi rinuncerà al vitalizio?

Se questa cosa non verrà cancellata già domani, com'è altamente probabile, con le modifiche introdotte al regolamento della Camera sarà possibile per i Deputati rinunciare al vitalizio. Sì, avete capito bene. Mi pare che sia una di quelle poche occasioni in cui si potrà vedere chiaramente chi è coerente con ciò che predica e chi no.

E' infatti noto che contro questo tipo di assurdo privilegio si sono scagliati, specialmente in questo ultimo periodo, politici di ogni schieramento, abbracciando un ventaglio che va da Di Pietro fino a Calderoli. Adesso avremo la possibilità di vedere chi diceva sul serio e chi faceva demagogia.

martedì 13 dicembre 2011

Una vittoria lunga 2000 anni

Mons. Nuvoli, responsabile economico della curia di Bologna, risponde così alla richiesta del Comune di pagare l'ICI: "È da duemila anni che ci vengono addosso, ma il Signore è risorto, abbiamo vinto noi. Chi è contro il Signore si è messo dalla parte sbagliata". Ora, che abbiano vinto loro è fuori discussione. Ma sarebbe stato interessante che il ciarliero monsignore avesse detto qualcosa circa i metodi che hanno utilizzato nel corso dei famosi 2000 anni per vincere sempre loro.

A parte questo, mi pare che ormai la famosa scusa del "non paghiamo perché facciamo beneficenza e ci sostituiamo allo stato" sia abbastanza stucchevole. Gliel'ha chiesto qualcuno di farlo? Come scriveva giustamente (per una volta) ieri Facci su Libero, "che senso ha che una istituzione religiosa compensi ciò che lo stato laico dovrebbe darmi?". E poi chi mi dice che se dall'oggi al domani, magari per un miracolo, lo stato riprendesse a fare quello che deve fare la chiesa pagherebbe quanto deve senza fare storie?

sabato 10 dicembre 2011

Stipendi in autonomia

La scusa della lesione "dell'autonomia del Parlamento" è tra le più ridicole che potevano trovare.

venerdì 9 dicembre 2011

Possibilismi


Non trovate che sarebbe stato bello se l'avessero chiesto ai comuni mortali? Qualcosa tipo: siete disposti a discutere di ICI?

mercoledì 7 dicembre 2011

Non l'hanno presa bene

Ogni volta, e accade sempre più spesso, che vengono richiesti sacrifici alle italiche genti, torna la solita polemica su quelli che invece dai suddetti sacrifici non vengono neppure sfiorati. E il pensiero va inevitabilmente alla chiesa cattolica. La manovra di Monti prevede il ritorno della famosa ICI (ha cambiato nome ma è sempre quella, anzi questa è peggio).

La domanda, semplice, che si pone chiunque sia proprietario di un immobile è: perché io la devo pagare e gli immobili ecclesiastici no? Non è una questione di poco conto, se ci pensate bene, dal momento che in questi giorni uno dei termini più in voga è "equità". Comunque sia, pare che questa volta la suddetta polemica si sia spinta un po' troppo in là, tanto che stamattina quelli Avvenire hanno deliziato i lettori con un editoriale leggermente infuocato.

Peccato che i dati e le cifre raccontino una realtà un tantino diversa da quello che ci racconta il quotidiano della CEI, ma tant'è. Ognuno ha la possibilità di verificare da sé come stanno le cose. Come piccola nota a margine, vorrei dire che dal mio punto di vista la distinzione tra edifici adibiti a scopi religiosi (esentati dall'ICI) e commerciali (non esentati solo in teoria) è totalmente infondata, in quanto ogni religione dovrebbe per serietà e correttezza riuscire a sostenersi con il solo contributo dei fedeli.

Ovviamente sto ragionando per assurdo.

venerdì 25 novembre 2011

Ritenti, sarà più fortunato

Avete presente i famosi vitalizi degli ex parlamentari che sembrava dovessero essere eliminati con un tocco magico dall'oggi al domani? Bene, se ne riparlerà nella prossima legislatura, quando naturalmente nessuno si ricorderà più e tutto resterà come prima (come è già successo per le province e i famosi tagli ai costi della politica, tutto finito nel dimenticatoio).

Il motivo: "non potevamo toccare i diritti acquisiti". Già. Peccato che ai normali pensionati "i diritti acquisiti" glieli tocchino invece ormai da anni.

giovedì 6 ottobre 2011

Il censimento e la carta

Mi è arrivato a casa, per posta ordinaria, tutto il malloppo contenente il questionario Istat per il censimento 2011. Considerando (a) che si tratta di quasi mezzo chilo di carta e (b) che subito nella prima pagina è ben visibile il link tramite cui farlo online, non potevano trovare il modo di mandarlo solo a chi non è provvisto di pc, risparmiando in questo modo alcune centinaia di tonnellate di carta?

venerdì 9 settembre 2011

Le sforbiciate sulla carta

Non c'è estate, praticamente, che le agenzie non annuncino tagli radicali. Tutti futuri: il prossimo anno, nei prossimi due anni, nei prossimi tre anni... Poi vai a vedere e scopri che le spese correnti, quelle che contano, non scendono mai. E se Montecitorio nel 2001 costava 749,9 milioni di euro oggi ne costa un miliardo e 59 milioni. Sforbiciata reale nel 2011: meno 0,71%. E se Palazzo Madama dieci anni fa costava 349,1 milioni oggi ne costa 574. Con un aumento del 65%. In un decennio in cui il Pil pro capite italiano è calato del 4,94%.

Rizzo e Stella, sul Corriere, elencano la lunga fila di balle sui tagli ai costi della politica.

sabato 20 agosto 2011

Gli ospizi di Feltri

Feltri scende in campo a difesa della chiesa cattolica, nel mirino da alcuni giorni di quei moralisti cattivoni che si sono permessi di far notare che la manovra, quella che fa grondare sangue dal dolore al tipo di Arcore, non la sfiora neanche di un centesimo.

Feltri fa benissimo il suo mestiere, per carità, ma "dimentica" che il problema non sono solo gli ospizi o le case di cura, ma tutto quell'insieme di immobili che va sotto i nomi di alberghi, cinema, teatri, negozi, librerie, strutture ricettive, case-albergo cattoliche tipo la Casa di Santa Brigida: "4000 metri quadri nel cuore di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di 60 milioni di euro me è iscritto al catasto romano come 'convitto'. E naturalmente non paga l'ICI".

Sì, Feltri fa bene. Meglio far credere ai lettori del Giornale che il problema sono gli ospizi.

giovedì 18 agosto 2011

Avvenire replica (male)

Nei giorni scorsi tre giornalisti di tre testate differenti, Gramellini, Facci e Severgnini, avevano fatto notare ai rispettivi lettori che la pesante manovra economica al centro delle cronache di questi giorni, e sicuramente di molti di quelli a venire, non tocca neanche di un centesimo la chiesa cattolica.

Oggi, Avvenire, ha provato a replicare al terzetto con questo articolo a firma Umberto Folena, nel quale sostanzialmente si tenta di smontare il fatto che la chiesa gravi sullo stato italiano per circa 4 miliardi di euro l'anno. Peccato che l'opera di smontaggio sia un tantino fumosa, poco chiara. Scrive Folena:

Quanto ai quattro miliardi, i tre citano una non meglio precisata «stima europea». Un lettore pensa a qualche autorevole organismo di Strasburgo o Bruxelles…

Non so quale sia questo fantomatico organismo, ma so per certo che nel 2007 una approfondita e dettagliata inchiesta fu portata avanti per Repubblica da Curzio Maltese. Un'inchiesta (qui il pdf) non basata su "vaghe stime senza fonte", come scrive Avvenire, ma basata su dati e cifre che non mi risulta nessuno sia stato ancora in grado di confutare.

Quindi, i famosi 4 miliardi di cui hanno parlato i tre giornalisti non sono "lo schizzo cattivo di un laicismo che intende eliminare ogni presenza sociale e pubblica della Chiesa", impresa per altro impossibile, ma sono dati e numeri. Come i numeri dell'8 x 1000, ad esempio, e del suo meccanismo di attribuzione delle scelte inespresse, del quale Folena si guarda bene dal parlare.

lunedì 8 agosto 2011

Da dove iniziare

Visto che, riguardo a lorsignori medesimi, tutti fanno un gran parlare di tagliare di qua, tagliare di là ma nessuno inizia mai, Stella e Rizzo, stamattina, sul Corriere, danno qualche suggerimento.


(via corriere.it)

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