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martedì 22 marzo 2011

Il phishing quasi perfetto di PayPal

Era da tempo che non segnalavo più e-mail truffaldine. Oggi ne ho trovata una nella mia webmail che mi pare meriti una segnalazione, perché è fatta discretamente bene (non dico che ci stavo per cascare anch'io, ma ci ho comunque messo un po' a capire il trucchetto). Cominciamo dalla schermata (clicca su ogni immagine per ingrandire).


Il primo indizio che dovrebbe mettere sul chi va là sono gli evidenti errori d'ortografia. Già questo dovrebbe essere sufficiente a prendere l'intero messaggio e a cestinarlo. In secondo luogo c'è la richiesta di inserire i propri dati dell'accout PayPal nel sito linkato in fondo al testo: il secondo segnale che siamo di fronte a un tentativo di phishing (nessuna azienda seria chiede agli utenti i propri dati sensibili via mail).

Ma il bello viene adesso, perché cliccando sul link si viene riendirizzati a questo sito. Ecco la schermata qui sotto.


Come potete vedere, è praticamente identico all'originale (lo trovate qui). E ha pure l'accesso sicuro "https" (l'ho evidenziato nel cerchietto rosso). L'utente dubbioso vede la connessione sicura e si tranquillizza, pensando di trovarsi veramente sul sito autentico. Ma - e qui mi è venuto in aiuto il mio amico Ilario su Facebook - copiaincollando il link contenuto nella mail su un editor di testo, ecco che si scopre qual è il vero sito a cui si viene reindirizzati: http://178.168.49.133/pppp.html (non l'ho reso linkabile di proposito), che il buon Firefox, ma anche Chrome, segnala giustamente come contraffatto.


Niente da dire. Veramente un ottimo lavoro messo in campo dai soliti noti. Speriamo che non siano in troppi a cascarci.

domenica 16 gennaio 2011

Mangiare facendosi il segno di croce


Dalle cozze «tossiche» allevate a Trieste a quelle infettate dal virus dell'epatite o dal vibrione del colera, dalle alici con il parassita (l'anisakis) alle mozzarelle blu, dal maiale alla diossina ai cibi scaduti e «rinfrescati» cambiando le etichette, dalle cotolette alla salmonella alla carne vecchia «ringiovanita» con i coloranti, dal vino adulterato con additivi chimici all'olio di oliva fatto senza olive, dalle farine alimentari con il prione (vedi Mucca pazza) al mascarpone botulinato, dagli ortaggi con il piombo alle salse rese più rosse da sostanze cancerogene, dalle acque minerali ricche in cloroformio al pane o alla mortadella agli escrementi... L'elenco è chilometrico: tutti reati che oggi, con un colpo di bacchetta magica legislativa, non esistono più. Per mancanza di legge.

Pare che da oggi in avanti i NAS avranno molto più tempo libero a disposizione. Grazie a Calderoli.

martedì 30 novembre 2010

La truffa dei premi di Malta



Finora ho ricevuto, come penso molti di voi, tonnellate di e-mail spam. Visto che per la prima volta me n'è arrivata una cartacea, mi pare bello segnalarlo.

Ah, ovviamente si tratta di una truffa.

martedì 23 febbraio 2010

Stavo quasi per cascarci


Come vedete, l'e-mail è scritta in un italiano quasi perfetto. E anche il sito (immagine sotto) è praticamente identico a quello vero di Paypal (lo trovate qui).


Peccato che (1) non mi risulta che Paypal abbia sottoscritto alcun accordo con libero.it; (2) manca una piccola "s" dopo http. Devo dire però che stanno migliorando molto; neppure io ho capito subito che si trattava di un tentativo di truffa.

lunedì 4 gennaio 2010

Phishing di poste.it in evoluzione


Devo dire che l'ultima ondata di phishing riconducibile a poste italiane, che ovviamente non c'entrano niente, ha fatto notevoli progressi. Se non fosse per quel Confermare la tua identità, come un membro della conto di BancoPosta, l'e-mail sarebbe praticamente perfetta.

lunedì 31 agosto 2009

Scontrini diversi a seconda di chi si presenta alla cassa

Esistono veramente in certe zone d'Italia esercizi commerciali (bar, ristoranti, ecc...) che lavorano col sistema del doppio scontrino? Quello che finora era più che altro solamente ipotizzato, ha trovato conferma a Milano, dove i cosiddetti "furbetti del barettino" userebbero con una certa frequenza questo sistema per spennare i turisti.

L'esperimento l'hanno fatto due giornalisti di Repubblica girando per alcuni bar di Milano. Ecco parte del loro racconto:

In due, ci siamo seduti in tavolini diversi del medesimo bar consumando le stesse, identiche cose: una con la piantina di Milano alla mano, una rivista francese e un inglese sicuro; l’altro con un quotidiano italiano, il casco e l’aria da milanese rimasto in città a lavorare. Il risultato? Tra spremute d’arancia, caffè, acqua minerale, toast e gelati in quattro locali su dieci la “turista” ha pagato molto di più, in un paio di casi addirittura il doppio. In altri tre casi, il conto era lo stesso, ma alla “straniera” non è stato consegnato lo scontrino fiscale.

Ed ecco qui sotto il raffronto di uno degli scontrini emessi (le immagini degli altri le trovate qui):


Ora, forse ricorderete che durante l'estate sono spesso balzati all'onore della cronaca episodi riconducibili a questo accaduti in varie parti d'Italia, tipo ad esempio i due turisti giapponesi che a Roma hanno pagato più di 500 euro per un pranzo in un noto ristorante - del caso si interessò pure il ministro Brambilla.

Ecco, non mi pare che, come italiani, da episodi come questi ne usciamo bene.

giovedì 20 agosto 2009

Dacci oggi la nostra sabbia quotidiana

Forse almeno un merito il terremoto d'Abruzzo l'ha avuto: si è cominciato a parlare di sabbia. No, non la sabbia del mare. Cioè, sì, quella del mare, utilizzata però per costruirci i palazzi. Ricordate? Tutto cominciò i giorni immediatamente successivi a quel tremendo 6 aprile, quando venne alla luce che l'ospedale de L'Aquila, reso per il 90% inagibile dal sisma, era stato per buona parte costruito con cemento impastato a sabbia del mare. Da quel punto in poi è come se si fosse scoperchiato una specie di pentolone, che ha continuato, e continua tuttora, a vomitare storie e storiacce inerenti questo particolare (e pericoloso) "malcostume" edilizio, diciamo così.

I giornali hanno cominciato a scrivere di quanto accade in particolar modo al centrosud, dove pare che buona parte del patrimonio immobiliare sia stato costruito nel corso degli anni in questo modo. Storie che non riguardano solo le normali abitazioni e i palazzi, ma anche infrastrutture come il viadotto sulla Caltanissetta-Gela, sul cui cedimento, avvenuto a inizio estate, la locale procura è attualmente al lavoro per verificare collegamenti con le inchieste che sta conducendo sul calcestruzzo depotenziato. E' stata poi la volta dell'incredibile episodio venuto alla luce ad Agrigento, dove l'intero locale ospedale è stato posto sotto sequestro ed evacuato perché le analisi strutturali effettuate hanno certificato che potrebbe venire giù... col vento. Qualche giorno dopo (arriviamo ai primi di giugno) si è fatto vivo pure Bertolaso, il quale, per tagliare la testa al toro, ha dichiarato che in Italia ci sono circa 500 (cinquecento) ospedali che in caso di sisma potrebbero crollare e che per rimediare a questa situazione occorrerebbero una decina di finanziarie.

Il famoso malcostume cui accennavo prima, quindi, comincia a spostarsi. Vengono alla luce nuovi casi che testimoniano che non è solo il meridione a essere flagellato da questa piaga. E, a conferma di ciò, l'ultima storia, che risale all'altro ieri, arriva da Ostia, dove il comune ha ordinato lo sgombero forzato di alcune palazzine di sua proprietà perché a forte rischio crollo - in questo caso il cemento depotenziato è indicato come "leggenda". Insomma, pare che queste storie comincino a uscire con una certa frequenza dai trafiletti delle cronache locali per occupare le prime pagine dei giornali. Non che sia molto di consolazione, però...

mercoledì 12 agosto 2009

Il Consiglio di Stato riabilita i numeri porno

Senza dare molto nell'occhio, il consiglio di Stato ha respinto, con una sentenza del 31 luglio scorso, il ricorso presentato da alcune associazioni di consumatori che avevano chiesto la disabilitazione automatica di numerazioni a valore aggiunto, connessioni satellitari e internazionali.

Tali numerazioni, 899, 892, 166, 144 e compagnia bella, per la maggior parte utilizzate per servizi sexy, astrologia, oroscopi e cretinate simili, erano state bloccate un annetto fa da una delibera dell'Agcom, che ne aveva disposto la disabilitazione automatica forzata da parte dei gestori telefonici stessi - in pratica chi li voleva doveva farne esplicita richiesta.

Pare che il Consiglio di Stato abbia motivato la decisione di respingere la delibera dell'Agcom adducendo il fatto che le imprese, che a vario titolo utilizzano queste numerazioni, non siano state all'epoca debitamente coinvolte e informate.

L'Aduc ha messo online sul suo sito un modulo per poter richiedere la disattivazione di queste numerazioni.

martedì 14 aprile 2009

Dal terremoto in Abruzzo alle proposte di lavoro online, breve rassegna delle ultime truffe in circolazione

Si tratta di un'attività florida, attiva e che sembra non conoscere crisi. Mi riferisco ovviamente alle truffe online, perpetrate principalmente tramite l'utilizzo della classica e-mail. In questo periodo sono principalmente due le truffe che vanno per la maggiore: una, in più varianti, ha a che fare con la vicende dell'Abruzzo, prova che gli sciacalli informatici sono attivi almeno quanto quelli televisivo-informativi, e un'altra riguarda la pubblicizzazione di offerte di lavoro, anche questa, come si intuisce, adatta al periodo contingente.

Per quanto riguarda il primo caso, e cioè le truffe attinenti al terremoto, il meccanismo è simile in tutti i casi, anche se diverse sono ovviamente le modalità. Particolarmente presa di mira, ultimamente, sembra essere stata la Croce Rossa, tanto che nell'home page del proprio sito è ancora presente questo avviso.



Il testo dell'e-mail truffaldina, invece, è questo:

Da: CroceRossa
Data: 09 aprile 2009 7:43:35 GMT+02:00
Oggetto: UN PICCOLO AIUTO PER UN GRANDE DISASTRO

La Croce Rossa Italiana lancia “un appello di emergenza a livello nazionale,
chiedendo a tutta la popolazione di partecipare ad un grande sforzo di solidarietа
per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo”.
Per effettuare donazioni on line alla Croce Rossa Italiana:

http://www.cri.it/donazioni.html.

Abruzzo. Oltre 150 morti, quasi 2000 feriti,
20 mila sfollati, paesi distrutti, si scava ancora~
Terremoto, stato di emergenza. Mobilitato l’Esercito.
Quasi 100 morti. Berlusconi in Abruzzo


Il sito linkato, naturalmente, è truffaldino, una copia ben fatta dell'originale ma falso, e ovviamente le donazioni eventualmente effettuate non andavano certo ai terremotati. Adesso, come segnala anti-phising.it, la Polizia Postale l'ha chiuso, ma è altamente probabile che e-mail di questo tipo, magari riferite ad altre associazioni benefiche, continuino a circolare. La regola, valida sempre e in ogni caso, è quella di cestinare all'istante e-mail di questo tipo, in quanto non esiste né banca né associazione seria che chiede denaro via posta elettronica.

Questo particolare tipo di truffa, oltretutto, è particolarmente odioso perché sfrutta il dolore e la tragedia dei terremotati per fare soldi in maniera illecita.

La seconda ondata di spam, che sta sempre in questo periodo prendendo di mira le caselle e-mail di moltissimi utenti, riguarda fantomatiche offerte di lavoro che fanno leva sulla promessa di allettanti stipendi ma che in realtà nascondono parecchie insidie. Uno di questi messaggi è arrivato anche a me, e sapete chi me l'ha spedito? Andrea Sacchini! Proprio così, me lo sono spedito da solo. Non ci credete? Beh, eccolo qua, così come me lo sono ritrovato nella mia webmail: (il mittente è nel cerchietto rosso)



Com'è possibile, diranno molti di voi? Beh, in realtà la spiegazione è molto semplice: qualcuno ha preso il mio indirizzo di posta elettronica e con quello ha falsificato il mittente dell'e-mail. Va ricordato che questa operazione è piuttosto semplice e alla portata praticamente di tutti. In realtà è sufficiente dare un'occhiata all'header del messaggio stesso per vedere, tramite l'indicazione del fuso orario (+0200) del server di posta da cui è partito, che il simpaticone di turno, che ovviamente non sono io, se ne sta probabilmente in uno di questi paesi dell'est Europa.

Tra l'altro l'astuto spammer pare che non si stia divertendo a seminare porcherie solo a mio nome, ma abbia fatto altre "vittime". Pcguide, ad esempio, riporta questa serie di indirizzi come mittenti:



La cosa, sinceramente, non è che mi preoccupi granché; l'unico aspetto fonte di qualche dispiacere è che molti utenti, probabilmente, riceveranno queste e-mail col mio mittente, mittente che inevitabilmente finirà quindi nelle blacklist dei filtri antispam di tutti i provider. Pazienza, vorrà dire che per spedire la posta dovrò utilizzare qualcun altro dei miei indirizzi.

Ah, dimenticavo, anche questa e-mail, come le altre di cui parlavo prima, va ovviamente cestinata, perché oltre al rischio di essere truffati, si può andare incontro a una molto poco simpatica denuncia penale per riciclaggio.

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo, gli sciacalli sono anche in rete. Attenzione alla beneficienza

Non ci sono solo gli sciacalli sul posto, quelli che vanno in giro nelle stanze deserte delle case pericolanti per arraffare quello che possono, ma, com'era prevedibile, anche lo sciacallaggio si evolve e utilizza la tecnologia e la rete, in particolare i cosiddetti social network. Questo a conferma che accanto a un'Italia esemplare che si prodiga e si fa in quattro per dare una mano, c'è anche l'Italia peggiore, quella che approfitta di tragedie come questa per ben altri scopi.

E la rete, che finora ha svolto un ruolo chiave nella diffusione delle notizie, è ovviamente il veicolo migliore, più veloce e più comodo anche per mettere in atto truffe in tal senso. Truffe agevolate dall'onda emozionale degli avvenimenti, sulla scia dei quali stanno nascendo da più parti iniziative benefiche e raccolte di fondi di vari tipi.

Una truffa venuta alla luce proprio in queste ore, è ad esempio quella organizzata via Facebook sul profilo di un sedicente Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista mediaset Carlo Pellegatti. Scrive Repubblica:

Per smentire gli scettici che hanno messo in dubbio la sua parentela con il noto giornalista sportivo, ha inserito un post in cui spiega che "mio zio Carlo Pellegatti ha appena detto a Milan Channel che è iscritto a Facebook e che ha un nipote di nome Marco, quindi finitela, adesso non potete dire più nulla". "Non ho nessun nipote che si chiama Marco, non sono iscritto a Facebook e, soprattutto, non esiste nessuna raccolta fondi organizzata da Milan e Mediaset", ha chiarito Carlo Pellegatti, che ha già allertato l'ufficio legale di Mediaset e presenterà una denuncia alla polizia postale.

Al momento in cui scrivo, l'account di Marco Pellegatti su Facebook risulta non raggiungibile, e quindi è probabile che sia stato disattivato. L'episodio, comunque, può essere un buon monito per chi ha intenzione di fare beneficienza in favore dell'Abruzzo. In queste ore si stanno progressivamente attivando molte sottoscrizioni, indette da associazioni, banche, istituzioni e organi di informazione (un elenco delle iniziative in corso lo trovate qui). Il problema è che a volte può risultare difficile districarsi in questa marea di iniziative.

Come piccolo consiglio personale, posso solo suggerire di non aderire alla leggera alla prima sottoscrizione in cui ci si imbatte, e, nel dubbio, sono comunque da preferire quelle più "blasonate", diciamo così, quelle che in genere sono in grado poi di documentare l'entità del denaro ricevuto e il suo effettivo utilizzo. La rete in questo senso può essere un ottimo strumento di verifica e indagine.

Oltre alla pagina dell'Asca che vi ho linkato sopra, segnalo l'aggiornamento di questo post di maury che contiene un elenco di iniziative sicuramente molto più serie di una generica sottoscrizione su Facebook. In aggiunta, per chi fosse interessato, segnalo questo sito, attivo da un paio di giorni, messo online dal Centro coordinamento Volontariato della regione Abruzzo.

Insomma, ben venga la beneficienza, purché intelligente e consapevole.

martedì 17 febbraio 2009

Un euro e mezzo di multa

Le cronache di ordinaria vergogna, hanno riportato ieri che Tim e Vodafone sono state multate dall'Agcom "per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore".

Niente di nuovo sotto il sole; in pratica le due compagnie secondo l'Antitrust ritoccavano (ovviamente verso l'alto) le tariffe senza avvisare in modo chiaro l'utenza.

La cosa curiosa sono le enfatizzazioni dell'entità della multa che si trovano nei notiziari: addirittura 500.000 € sia per Tim che per Vodafone: una cifra stratosferica si direbbe. Meno male che qualche blogger che ci capisce di telefonia - e che rende più chiare le proporzioni della multa - c'è ancora.

martedì 13 gennaio 2009

Quella domandina semplice semplice


Lo so, è già la terza o quarta volta che torno a parlare della vicenda Alitalia e magari qualcuno comincerà a stancarsi. Non fa niente; a mio parere si tratta di una presa in giro di tale portata, specialmente ora che l'accordo con AirFrance è chiuso, che non si può liquidare in quattro e quattr'otto.

La domanda che vedete qui sopra è in estrema sintesi quella che ogni cittadino che ha capito un po' cosa c'è sotto avrebbe voluto rivolgere al premier. Una domanda che riassume in sé tutte le contraddizioni della controversa operazione che ho già evidenziato qui, qui e qui.

La cosa degna di nota, però, questa volta, è che tale domanda non è stata posta al premier da qualche arrabbiato esponente dell'opposizione, che al limite avrebbe potuto avere anche un interesse di parte a porla, ma da Letizia Moratti, attuale sindaco di Milano, esponente del Pdl e ministro della Pubblica Istruzione nel precedente governo Berlusconi. Segno che le balle ("non esiste alcuna questione Alitalia c'è solo la soluzione di un problema da parte nostra"), quando raggiungono e superano un certo limite provocano reazioni che vanno ben al di là della posizione politica di riferimento.


venerdì 19 settembre 2008

In certe cose siamo sempre i migliori

Nelle truffe, non possiamo negarlo. Avrete probabilmente letto della vicenda, che si trascina ormai da tempo, dei semafori truccati. Un'inchiesta che è partita quasi in sordina da Milano e si è poi estesa a macchia d'olio in moltissime altre città d'Italia.

Il sistema truffaldino era semplice e al tempo stesso ingegnoso: si accorciava il tempo del giallo e i rilevatori fotografici facevano il resto. A guadagnarci erano ovviamente tutti: comuni e aziende installatrici dei sistemi in primis (queste a percentuale).

Ma non è tanto la truffa in sé che fa girare le scatole (anche quella, certo, ma alle truffe di qualsiasi genere più o meno siamo abituati), quanto il fatto che questo sistema illecito venisse perpetrato in nome della sicurezza. Il sistema di rilevamento di quelli che passavano col rosso, se utilizzato in modo corretto, doveva infatti servire come deterrente per i furbetti.

Mentre invece i furbetti erano gli altri, quelli cioè che su questo meccanismo lucravano illecitamente. Pensate se la stessa intraprendenza e "ingegnosità" fossero usate per scopi più nobili.

giovedì 24 luglio 2008

Grazie, mi avete liberato

«Grazie - ha detto il premier - sono felice perché da ieri finalmente i magistrati non mi perseguitano più. Mi avete liberato, ora posso trascorrere i sabati a lavorare e non con i miei avvocati». (fonte)

Queste le parole che campeggiano oggi nell'home page di quasi tutte le testate online e cartacee. Un grazie liberatorio tramite il quale il cavaliere elogia l'ottimo lavoro svolto dai suoi sodali, mediante i quali non ha più alcun motivo di preoccuparsi dei due processi attualmente in corso: quello dei presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset, dove Berlusconi risponde di falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita, e quello di corruzione in atti giudiziari per la vicenda Mills.

Adesso può stare tranquillo. Con una leggina ad hoc - grazie alla quale potrà tranquillamente essere tolta l'effige "la legge è uguale per tutti" da tutte le aule di tribunale (visto che 4 cittadini sono più uguali di tutti gli altri 60 milioni) - non deve più preoccuparsi di niente. E può quindi ricominciare a lavorare serenamente per noi.

Una legge che - ci è stato detto fino alla nausea - è utile per noi, non poteva più essere procrastinata e che quasi tutti i media hanno contribuito a dipingere tale, in barba a qualsiasi pudore, remora, vergogna. Un'informazione quasi totalmente prona e attenta a soddisfare le esigenze dell'esecutivo di turno, e che conta sul fatto che tanto agli italiani si può dare a bere qualsiasi cretinata che ci credono, compreso quindi il fatto che il lodo Alfano sia buono e giusto e allinei l'Italia alla legislazione vigente negli altri paesi D'Europa.

E come dare loro torto, visto che entrando nei bar l'argomento principe è Ronaldinho al Milan o Amici della De Filippi? Come dare loro torto, visto che non appena si prova a chiedere a chicchessia cosa ne pensi del lodo Alfano si viene visti come animali strani o, peggio, che è cosa buona e giusta perché l'ha detto Emilio Fede?

Non deve stupire che questo signore abbia fatto da almeno 15 anni un uso quasi esclusivamente personale delle prerogative derivategli dalla carica che ricopre, visto l'"ambiente" circostante su cui ha potuto contare. Un ecosistema ideale, plasmato all'uopo da un ventennio televisivo a base di culi, tette e balle, magistralmente orchestrate e somministrateci con feroce ma meticolosa (e letale) insistenza e invadenza. Un ventennio televisivo che ha avuto il merito di tenerci incollati come beoti davanti allo schermo mentre il paese andava a picco, cosicché mentre noi ridevamo come scemi davanti a "Scherzi a parte" o "La sai l'ultima", le risate più gustose se le faceva lui alla faccia nostra.

Davanti a tutto ciò non è quello che è riuscito a fare che deve destare preoccupazione, ma quello che ancora non è riuscito a fare.

giovedì 17 luglio 2008

Il senso del ciclismo

In principio fu Pantani. Che non fu il primo, né l'ultimo, né l'unico, ma sicuramente uno dei casi più eclatanti che contribuì non poco a tenere alta l'attenzione sul problema mai risolto della diffusione del doping in questo sport. Oggi tocca a Riccò, giovane ciclista di belle speranze. Positivo alla CERA, una sostanza nuova che molte federazioni ciclistiche non hanno ancora incluso tra quelle proibite (eccetto evidentemente l'organizzazione del Tour de France).

Chi segue un po' questo sport, a mio parere molto appassionante, sarà sicuramente rimasto deluso. Ma la consapevolezza e la convinzione che questa piaga non si risolve e non si risolverà probabilmente mai, limitano - almeno per me è così - la delusione, trasformandola in rassegnazione. Anche se si spera sempre che alla fine si risolva tutto in una bolla di sapone (magari gli esami erano sbagliati, un errore, ecc...).

La cosa che fa rabbia, è che ancora a certe cose ci si appassiona. Il ciclismo è uno sport che richiede impegno, sacrificio, fatica; e quando vedi un giovane promettente che ottiene i risultati ottenuti finora dal giovane modenese, un po' ti ci affezioni, tendi istintivamente ad elevarlo al rango di eroe nazionale, specialmente in una competizione straniera di questo prestigio. E poi invece se ne va tutto a ramengo: tutto crolla e pensi che col ciclismo hai chiuso.

Fino al prossimo Riccò.

martedì 8 luglio 2008

La falsa e-mail di eBay spedita dai... Carabinieri

Spulciando la mia webmail, ieri, ho notato tra gli altri questo messaggio:


Ovviamente si tratta di spam che per qualche motivo ha bypassato la spamfolder della mia webmail. Si capisce facilmente sia dall'italiano assolutamente ridicolo (copiare/incollare nel browser la "maglia di muggito" è bellissimo) sia dal fatto che il buon Firefox avvisa della presenza di un link truffaldino:


E' interessante però notare l'intestazione, che potrebbe generare in alcuni utenti qualche preoccupazione. Pare infatti che il messaggio sia stato spedito nientemeno che dai Carabinieri. L'indirizzo di posta elettronica, tra l'altro, è reale e consente di comunicare proprio con l'Arma.

Si tratta della classica fakemail, ossia di un messaggio di posta elettronica con mittente falsificato, una tecnica che è oltretutto estremamente facile da attuare. Senza addentrarsi in laboriose ricerche, ce ne si accorge facilmente anche analizzando l'header del messaggio stesso, e in particolare il dettaglio che indica il fuso orario del server di posta dal quale è partito il messaggio:


Nella stragrande maggioranza dei server di posta viene indicata la differenza di fuso orario rispetto a quello di Greenwich, quindi l'indicazione "+0300" che vedete significa che il messaggio è partito da uno di questi paesi. E' perciò piuttosto difficile che sia stato spedito dai Carabinieri (i quali, probabilmente, hanno ben altro a cui pensare).

Non c'è che dire, questi spammer ne sanno una più del diavolo.

giovedì 19 giugno 2008

Il blocco del... blocco (comiche all'italiana)

Se non fosse che in realtà c'è ben poco da ridere, penso che la telenovela che sta accompagnando il togli e metti delle famigerate numerazioni a tariffazione aggiunta (un modo elegante per indicare una truffa), potrebbe essere tranquillamente inserita in qualche serie fantozziana.

Non la faccio lunga. Gli 899 e compagnia bella sapete tutti cosa sono, quanto sono diffusi e soprattutto a cosa servono: per rendersene conto è sufficiente sintonizzarsi quando si vuole su una qualsiasi emittente locale. Nel corso degli anni sono state molteplici le iniziative, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori, per tentare di limitare e frenare questo meccanismo truffaldino che ha consentito a ciarlatani di ogni risma (cartomanti, maghi, astrologi, veggenti, ecc...) di incassare un fiume di soldi a scapito della marea di creduloni disposti a pagare tariffe e scatti telefonici lunari per sentirsi raccontare frottole.

Bene. La situazione pareva finalmente arrivata a un punto di svolta a fine febbraio, quando l'Autorità per Comunicazioni aveva stabilito improrogabilmente che entro il 30 giugno successivo gli accessi a queste numerazioni fossero bloccati automaticamente e accessibili solo a chi ne avesse fatto esplicita richiesta.

Tutto bene dunque? Neanche per sogno: sarebbe stato un lieto fine che non si addice al "sistema Italia". E infatti, pochi giorni fa, ecco arrivare il Tar del Lazio che con una sentenza annulla quella precedente dell'Agcom, ripristinando - pare in seguito a ricorsi presentati da alcuni operatori, poco disposti a vedersi sottrarre la gallina dalle uova d'oro - di fatto l'accesso libero a queste numerazioni. Tutto come prima quindi: i ciarlatani potranno tranquillamente continuare a spennare i creduloni almeno fino a novembre, quando il Tar riesaminerà con più calma la questione.

Mi sorge spontanea una domanda: chi ha più potere in Italia? L'Agcom, le sentenze, oppure le lobby?


Aggiornamento 14,34

Apprendo adesso dal sito dell'Ansa che il blocco automatico scatterà dal 1° ottobre: la telenovela continua...

domenica 8 giugno 2008

L'e-mail di Ennio Zibris sui rimborsi di Trenitalia è una truffa

Mi sono arrivate da un paio di lettori le segnalazioni di una e-mail apparentemente spedita da Trenitalia. Ecco il testo:

Oggetto: I: xxxxxxxxxx@alice.it U: xx L: xx T: x N: panda Trenitalia - Notifica Rimborsi Ritardi

Gentile Viaggiatore,

Ferrovie dello Stato è lieta di informarla che dal 1° Maggio 2008 è possibile richiedere il rimborso sui ritardi effettuati su tutte le tratte nazionali.

A seguito di ciò, la informiamo che da un nostro controllo contabile, le spetta un rimborso di Euro 324,00.

La invitiamo a visualizzare il modulo in allegato, e seguire le istruzioni per farci pervenire tale modulo.

N.B.
Il rimborso avverrà mediante bonifico bancario entro e non oltre 5 giorni lavorativi dalla ricezione.


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Certi di averle fatto cosa gradita
Porgiamo Distinti Saluti

Ennio Zibris
Responsabile Rimborsi
Trenitalia S.p.a.

Come dichiarato dalla stessa Trenitalia sul suo sito ufficiale, questa e-mail è una truffa. Aprendo infatti l'allegato al messaggio si viene reindirizzati a un sito chiamato rimborsi-online.com (attualmente irraggiungibile) dal quale - secondo quanto riportato da voceditalia.it - si scarica un modulo chiamato A3345/08.

Tale modulo, apparentemente innocuo, installa in realtà nel pc un'applicazione, probabilmente un keylogger, tramite la quale è possibile carpire dati personali sensibili dell'utente quando questi li digita sulla tastiera.

Anche l'importo del fantomatico rimborso può variare da messaggio a messaggio. Su alcuni siti è riportata la cifra di € 780,00, mentre nell'e-mail in alto, che mi è stata segnalata dai lettori, è di € 324,00. La sostanza truffaldina del messaggio comunque non cambia.

Le raccomandazioni sono ovviamente quelle di sempre: mai cliccare sugli allegati inattesi e dubitare di qualsiasi messaggio che chiede di inserire dati sensibili personali, oppure che rimanda a siti terzi con le stesse finalità.

sabato 10 maggio 2008

Tempistiche telefoniche

Ieri, da Vodafone, è arrivato sul cellulare di Chiara questo sms:

La informiamo che stanno circolando sms che invitano a chiamare numeri a pagamento 899: le suggeriamo di non contattare tali numeri. Info gratis al 42xxx

Considerando che un articolo in proposito l'ho pubblicato più di un anno fa, precisamente a febbraio 2007, non c'è che dire: la tempistica con cui i gestori telefonici mettono in guardia dalle truffe è davvero notevole!

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...