Visualizzazione post con etichetta censura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta censura. Mostra tutti i post

domenica 2 maggio 2021

Fedez e la censura

L'aspetto pregnante della vicenda Fedez di ieri non è tanto l'intervento in sé letto sul palco del concerto del Primo maggio, comunque coraggioso. Sappiamo benissimo tutti, infatti, qual è la visione dell'omosessualità e dei diritti civili da parte del partito di Salvini e, in generale, della parte politica che a quel partito fa riferimento. L'aspetto pregnante, e grave, sta nei palesi tentativi di censura, da parte dei dirigenti Rai, di ciò che Fedez voleva dire, inesorabilmente documentati qui.

Di tutto il corollario (reazioni, distinguo, discussioni sul fatto che queste cose le debba dire Fedez piuttosto che una sinistra ormai morta e sepolta e altro) non mi importa granché, mi importa che sia stato reso pubblico il fatto che in un paese cosiddetto civile e democraticamente avanzato, la libera espressione di un'opinione o di un pensiero debba ancora sottostare al vaglio di una autorità che dica cosa si può dire e cosa no, cosa è meglio edulcorare e cosa no, cosa è meglio cambiare e cosa no, in nome anche di quel politically correct di cui parlavo qui.

Ora, nessuno è nato ieri, ed è facile immaginare che molto di ciò che trasmette la televisione o scrivono i giornali sia preventivamente sottoposto a verifica e relativa approvazione, ma vederselo spiattellare così, apertamente, chiaramente, senza margini di ambivalenza, lascia un senso di sconforto non indifferente.

domenica 25 ottobre 2020

Il Gianni Rodari scomunicato

Ieri decorrevano i cento anni della nascita di Gianni Rodari, forse, anzi sicuramente, il più conosciuto autore di favole per bambini. Se avete grosso modo una cinquantina d'anni, come me, e da piccoli non avete avuto qualcuno che vi abbia letto le favole di Rodari, avete perso una delle cose belle dell'infanzia. Eppure c'è una pagina della sua vita generalmente poco conosciuta, e cioè la scomunica inflittagli dal Vaticano alla fine degli anni Quaranta. Com'è possibile, si chiederà qualcuno, che un innocuo autore di fiabe per bambini sia stato scomunicato dalla chiesa? 

C'entra un suo libro, Manuale del pioniere, e soprattutto c'entra la sua adesione al partito Comunista verso la metà degli anni Quaranta, come recita questo estratto tratto da Gianni Rodari - Una biografia, di Marcello Argilli: "Proprio sulle pagine di questo settimanale [Il pioniere, nda] prese inconsapevolmente vita il nucleo poetico più originale di Rodari e il suo rapporto speciale con i bambini. Nel 1949 un decreto del Vaticano, conosciuto con il nome di Scomunica dei comunisti, aveva scatenato fortissime polemiche nel paese. La Scomunica dei comunisti è un decreto della Congregazione del Sant’Uffizio pubblicato il 1 luglio del 1949. Il decreto dichiarava illecita l’iscrizione al partito comunista, nonché ogni forma di appoggio ad esso. La Congregazione dichiarò inoltre che tutti coloro che professavano la dottrina comunista erano da ritenere apostati, quindi incorrevano nella scomunica. In questo clima da guerra fredda, Rodari pubblicò il suo primo libro pedagogico, Il manuale del Pioniere. Come si legge nel libro di Marcello Argilli, il Vaticano definì lo scrittore e pedagogista come 'un ex-seminarista cristiano diventato diabolico'. In seguito a queste accuse, le parrocchie bruciavano nei cortili copie del Pioniere e dei libri di Gianni Rodari."

La vicenda della scomunica di Rodari e dei suoi libri messi al rogo riporta alla memoria un triste periodo della vita della chiesa, quello in cui venne emanato il famigerato Indice dei libri proibiti, un elenco in costante aggiornamento di pubblicazioni di cui era proibita la lettura. Fu istituito nel 1559 da papa Paolo IV e incredibilmente tenuto in vita fino al 1966. Al suo interno vi finirono opere di pensatori, filosofi, matematici, poeti, romanzieri, economisti. Solo tra gli italiani si possono menzionare Vittorio Alfieri, Cesare Beccaria, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Giordano Bruno, Antonio Fogazzaro, Giacomo Leopardi, Giovanni Gentile, Niccolò Machiavelli, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Luigi Settembrini, solo per citare i più noti (l'elenco è ancora lungo), mentre, in tempi più recenti, sono stati proibiti libri di Simone de Beauvoir, Aldo Capitini, Alberto Moravia e Jean-Paul Sartre. 

Se questi autori furono censurati principalmente per i contenuti delle loro opere, allo scrittore piemontese va aggiunta l'aggravante politica, se così si può dire, nello specifico la sua adesione al partito Comunista. Segnalo, a chi fosse interessato, questo video in cui il sempre grande Roberto Mercadini legge, a suo modo, due favole di Gianni Rodari.

lunedì 12 marzo 2012

Bastava la frase

Non so se avete seguito la vicenda. Ve la riassumo brevemente. Qualche tempo fa un giudice particolarmente zelante aveva disposto l'oscuramento dell'intero sito vajont.info a causa di un paio di frasi, lasciate da altrettanti commentatori del sito, ritenute ingiuriose nei confronti dell'on. Paniz e dell'on. Scilipoti.

Il Tribunale della Libertà di Belluno, dopo il ricorso presentato dal provider, ha disposto oggi il ritorno online del sito; rimangono oscurate solo le frasi incriminate (per le quali il gestore del sito è stato comunque condannato a risarcire Paniz).
Alla fine, quello che a me stupisce della vicenda è che la decisione di oscurare solo le frasi incriminate sia arrivata solo dopo un ricorso e non sia stata presa dal Gip in prima battuta, come sarebbe stato logico aspettarsi. Mah.

venerdì 20 gennaio 2012

Megaupload chiuso dall'FBI

Confesso candidamente che qualche film in streaming su Megavideo ogni tanto lo guardavo. Ma il problema non è solo questo, quanto semmai la guerra che si sta combattendo in rete (blog, forum e social network) tra i sostenitori dell'operazione e i contrari.

Per quel che mi riguarda, la penso grosso modo come Paolo.

venerdì 2 dicembre 2011

Pericoli scampati

Leggo sulla prima pagina del Corriere che ieri, Giornata mondiale per la lotta all'Aids, in Rai non è mai stato pronunciato il termine profilattico. Io sono d'accordo, intendiamoci, visto che il rischio che si correva era effettivamente di quelli da non sottovalutare. Qualche giovane virgulto, ad esempio, avrebbe potuto udire tale terribile parola e chiederne il significato a mamma o a papà. Certi rischi meglio evitarli.

mercoledì 12 ottobre 2011

Le censure della Lega

"Non c'entriamo con questa Italia puttaniera". E "non possiamo lasciare che le nostre strutture d'eccellenza siano fatte a pezzi come è avvenuto con Malpensa, che doveva essere salvata dalla discesa romana dell'attuale capogruppo. Le nostre imprese chiudono, i nostri lavoratori, i nostri artigiani, i nostri commercianti restano senza lavoro... e la Lega cosa fa? Tiene in piedi un governo e un Paese che a tutto sembra interessato tranne che ai problemi dei padani e della Padania. E non è dando degli ignoranti (o altri titoli peggiori) ai nostri militanti che si lamentano per la nostra partecipazione al salvataggio dei vari Milanese o Romano, che si risolvono i problemi del Nord...".

Stralcio del discorso che Stefano Candiano, segretario provinciale uscente della Lega Nord di Varese, avrebbe dovuto tenere all'ultimo congresso provinciale del partito. Se gli fosse stata data la possibilità di pronunciarlo.

mercoledì 5 ottobre 2011

Dallo schifo che fa

Giulia Bongiorno non vuole che il suo nome compaia in calce alla porcata che stanno partorendo alla Camera e ha deciso di lasciare. Questo per dare un po' l'idea dell'aria che tira nel palazzo. Nel frattempo continua la protesta di Wikipedia italiana, protesta che ha attirato attenzione pure all'estero, tanto per cambiare. Ne parla diffusamente qui il buon Attivissimo.

martedì 4 ottobre 2011

Wikipedia contro il bavaglio


Come forse avrete letto da qualche parte, domani torna alla Camera, per essere (nuovamente) discusso, il famoso ddl sulle intercettazioni, di cui si parla ormai da un decennio e che questo governo sembra intenzionato di portare a casa prima di andare a... casa.

Wikipedia è oggi ufficialmente scesa in campo affiancandosi alla folta schiera di quelli che protestano.

lunedì 3 ottobre 2011

Ripensamenti

Articolo aggiornato.

A me Vasco, bene o male, è sempre piaciuto abbastanza. Almeno finché faceva solo il rocker. Da un po' di tempo, invece, a partire dalla storia delle marchette agli antidepressivi fino ad arrivare al lascio/non lascio, non lo sfango più.

La vicenda della chiusura, speriamo temporanea, del sito satirico Nonciclopedia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


Aggiornamento 18:44.

Mi sono accorto adesso che della questione si è interessato anche Paolo, tirando in ballo il noto "effetto Streisand".

lunedì 5 settembre 2011

Il video di Saverio è ancora online

Mi hanno sempre incuriosito e divertito certe dinamiche della rete. Ad esempio: uno realizza un video in cui documenta alcune cose e lo carica poi su Youtube. Il video viene ritenuto "scomodo" da una potente organizzazione religiosa, in questo caso CL, che ne chiede insistentemente la rimozione.

La richiesta arriva a Youtube, il quale per tre volte intima al titolare del video di rimuoverlo, pena la rimozione forzata da parte dei responsabili del portale. Le motivazioni addotte da Youtube, racconta Saverio, sarebbero violazione della privacy assieme ad alcuni termini del contratto. Sono anch'io un utente di Youtube, ho guardato il video e non mi pare contenga nessuna violazione della privacy né, tantomeno, alcuna violazione dei termini del contratto - vado a memoria, quindi potrei ovviamente sbagliarmi, eh?

Comunque sia, il video è ancora online. E Saverio, giustamente, ha provveduto a caricarne altre copie su altri canali e portali diversi da Youtube (una copia è visibile anche su Arcoiris.tv). Per carità, quelli di Youtube faranno sicuramente quello che ritengono giusto, ma non trovate anche voi che una richiesta simile, considerando la versatilità e le possibilità della rete, rasenti un tantino il grottesco?

Qui l'articolo nel blog di Saverio e qui il video su Youtube (per ora).

mercoledì 3 agosto 2011

La multinazionale omeopatica contro il blogger

Una multinazionale che fabbrica prodotti omeopatici - scusate, non ce la faccio a chiamarli farmaci - ha preso posizione contro un piccolo blogger di provincia, colpevole di aver scritto alcuni articoli diffamatori (ovviamente a detta dell'amministratore delegato della suddetta multinazionale).

Siccome trovo particolarmente odioso questo atteggiamento alla "Golia contro Davide", mi inserisco volentieri tra quelli disposti a contribuire, nei limiti delle mie possibilità, alle eventuali spese legali che Samuele dovrà (speriamo di no) affrontare.

Chi, tra i miei 31 lettori, volesse fare altrettanto, magari segnalando a sua volta la cosa, è ovviamente il benvenuto.

domenica 8 maggio 2011

lunedì 7 marzo 2011

Minzolini non ha più scuse con la Ferrario

Inizialmente era stata allontanata dalla conduzione del Tg1 dal "direttorissimo" Minzolini perché non abbastanza fedele alla linea impressa al tiggì (chiaro, no?). La giornalista ha quindi fatto ricorso ottenendo il reintegro dal giudice del lavoro di Roma (motivazione: "Lesione della sua professionalità per discriminazione politica"). La Rai ha ovviamente fatto ricorso contro la sentenza.

Oggi la decisione del tribunale, che rigetta il ricorso della Rai. Minzolini non ha più alibi: deve rimettere la Ferrario al suo posto, possibilmente evitando patetiche e ridicole scuse ("Impedisce il rinnovamento").

venerdì 28 gennaio 2011

Donare banda all'Egitto

Mentre noi stiamo qua, monopolizzati dal bunga bunga e dalle abitudini sessuali di un vecchio settantaquattrenne che per disgrazia qualcuno ha messo a capo del governo, il mondo intorno a noi sta bruciando: Tunisia, Albania, l'attentato di alcuni giorni fa a Mosca. E poi l'Egitto in queste ore. Penso che la gravità di una rivolta in un paese dipenda anche dalla possibilità o meno che filtrino le notizie.

In Egitto Mubarak pare che abbia chiuso internet e la telefonia cellulare. Niente sms, Twitter e Facebook, quindi. Daniele segnala sul suo blog che chi vuole smanettare un po' può dare una mano al progetto TOR.

sabato 25 dicembre 2010

domenica 28 novembre 2010

Censurati i gruppi pro-life?

Come forse avrete letto, è in corso uno scontro piuttosto acceso tra la coppia Fazio-Saviano e le cosiddette associazioni "pro life". Diatriba nata in seguito alla partecipazione, nella puntata di lunedì scorso di Vieni via con me, della moglie di Piergiorgio Welby e del padre di Eluana Englaro. In sostanza le associazioni che non condividono l'eutanasia chiedono di poter intervenire per replicare.

Fabio Fazio si oppone con una giustificazione a mio parere piuttosto sensata: "accettare la replica dei gruppi 'pro-vita' equivale ad acconsentire all’idea, inaccettabile, che la nostra trasmissione sia stata pro-morte, mentre abbiamo raccontato due storie di vita, sottolineando la pari dignità, di fronte alla prosecuzione artificiale della vita, di chi sceglie di accettarla e di chi sceglie di rifiutarla". Il problema è che gli autori hanno già concesso la replica a Maroni. A Maroni sì e ai pro-vita no? O si fa per tutti o per nessuno, se effettivamente si vogliono fare le cose uguali per tutti.

Ma non è questo il punto che mi premeva evidenziare, quanto quello della censura di cui, secondo molti, sarebbero vittime i gruppi pro-vita. Un ottimo esempio ci viene fornito da Libero di questa mattina:


"La censura alle associazioni pro-life", scrive il quotidiano di Belpietro in prima pagina. Censura? Scusate, ma c'è veramente qualcuno che pensa che nel nostro paese, e specialmente nel nostro sistema dell'informazione, i gruppi contrari all'eutanasia non abbiano spazio? Ma avete mai visto, solo per fare un esempio, il tg1 di Minzolini?

Ieri il papa si è rivolto alla politica e ai media (ai media, badate bene) chiedendo di promuovere il rispetto per la vita. Un semplice e breve appello. Ecco, qui di seguito, alcuni dei titoli che tutte le testate online (oggi seguiranno quelle cartacee e i telegiornali) hanno messo in bella evidenza nelle home page.















Per fortuna che c'è la censura...

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...