Non so se avete seguito tutta la vicenda seguita alle parole di padre Cantalamessa di venerdì scorso. In pratica, il ciarliero predicatore aveva paragonato la campagna dei media contro la chiesa, per la questione dei preti pedofili, all'antisemitismo. Il francescano non ha parlato a titolo personale, ma citando le parole scritte in una misteriosa lettera di un suo misterioso amico. L'improvvido intervento del predicatore ha sollevato un putiferio, rischiando di mandare a ramengo vent'anni di ecumenismo di Wojtyliana memoria e provocando, oltre a un incidente diplomatico di notevoli dimensioni tra ebrei e cattolici, l'immediata presa di distanza del Vaticano dal frate chiacchierone.
Oggi Cantalamessa, accortosi forse di averla effettivamente sparata un po' troppo grossa, si è pubblicamente scusato. "Se, contro ogni mia intenzione, ho urtato la sensibilità degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e ne chiedo scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri", ha detto in perfetto stile cerchiobottista. Prendiamo naturalmente atto. Quando uno si scusa e riconosce l'errore è sempre da ammirare. Quello che lascia perplessi (almeno a me) è come non ci si riesca a rendere conto preventivamente delle corbellerie che si stanno per dire.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Genitori o nonni?
In un ospedale di Salerno è nata una bimba, Francesca Pia. La mamma ha 59 anni e il papà 70. Non è chiaro se la fecondazione sia stata natur...
-
Nell'arena della campagna referendaria sulla riforma della giustizia è sceso in campo Alessandro Barbero, il quale ha pubblicato questo ...
-
La professoressa accoltellata da uno studente italiano e salvata da un altro studente originario del Congo, professoressa a cui va tutta la ...
-
Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. No, non preoccupatevi, non sono impazzito. Si tratta di uno dei commenti ...
Nessun commento:
Posta un commento