mercoledì 16 maggio 2007

Dove va l'8 x 1000?

Non so se ci avete fatto caso, ma dopo un periodo di relativa calma, sono tornati a circolare in tv e sulla stampa gli appelli per la destinazione dell'8 x 1000 alla Chiesa Cattolica. Siccome io sono curioso, e la cosa mi stuzzica abbastanza già da un pò (visto che comunque lo pago anch'io), ho fatto una piccola ricerca per vedere cosa c'è dietro (come vengono utilizzati questi soldi, quanti sono, ecc...). Se l'argomento vi interessa seguitemi, alcune cose che ho trovato sono interessanti.

Dunque, per cominciare va detto che l'8 x 1000 è il meccanismo attraverso il quale lo Stato Italiano, dietro indicazione dei contribuenti, devolve appunto tale quota dell'intero gettito IRPEF (Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche) a sé stesso, alla Chiesa Cattolica, o a una delle confessioni religiose ammesse a fruire dei proventi di tale tassazione. Ecco l'elenco completo:
  • Stato
  • Chiesa Cattolica
  • Chiesa Valdese
  • Chiesa Evangelica Luterana
  • Unione delle Comunità Ebraiche
  • Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del settimo giorno
  • Assemblee di Dio in Italia
La prima cosa che probabilmente molti si chiederanno (me lo sono chiesto anch'io) riguarda l'ammontare complessivo di questo prelievo. In sostanza: quant'è il gettito totale di questa "tassa" (il termine "tassa" non è casuale: poi vi spiego)?

La risposta alla domanda non è semplice e probabilmente neanche precisa al 100% perché purtroppo sono informazioni reperibili con una certa difficoltà. Sul sito del Ministero delle Finanze, ad esempio, non c'è traccia di ciò, e questo perché il Ministero, oltre a comunicare i dati con una certa lentezza (gli ultimi disponibili risalgono addirittura al 2001), li comunica solo alle relative confessioni religiose, le quali a loro volta sono spesso altrettanto restie a diffonderli.

Quindi, per riuscire a farsi un pò l'idea, bisogna fare riferimento solo a quanto percepito dalle relative confessioni religiose fino agli anni conosciuti. Ah, dimenticavo, ho usato prima il termine tassa perché si tratta a tutti gli effetti di un versamento obbligatorio. Molti probabilmente pensano che lasciando il modulo di destinazione in bianco la somma non venga versata. Beh, non è così: non esplicando nessuna preferenza la destinazione viene decisa "da altri" al posto nostro.

Tornando alla questione delle cifre, secondo i dati reperibili in rete relativi alle ripartizioni del gettito effettuato nel 2004 a sua volta relativo alle entrate del 2000, risulta che circa l'87 per cento di tale gettito se lo prende la Chiesa Cattolica, e questa percentuale corrisponde grosso modo a una cifra che si avvicina agli 800 milioni di euro, mentre lo Stato, col suo "misero" 10 e rotti per cento, incamera poco più di 100 milioni (fonte).

L'andamento delle variazioni di gettito relativo alla sola Chiesa Cattolica riferito alle annate 1990/2000 (ultima rilevazione disponibile) è rappresentato da questo schema (che comprende anche le variazioni percentuali anno per anno):
  • 1990, 210 mln di euro
  • 1991, 210 mln di euro + 0%
  • 1992, 210 mln di euro + 0%
  • 1993, 303 mln di euro + 44%
  • 1994, 363 mln di euro + 73%
  • 1995, 449 mln di euro + 114%
  • 1996, 751 mln di euro + 258%
  • 1997, 714 mln di euro + 240%
  • 1998, 686 mln di euro + 227%
  • 1999, 755 mln di euro + 260%
  • 2000, 643 mln di euro + 206%

Ma la cosa interessante da notare è un'altra.

Se avete ancora aperta la tabella che vi ho linkato prima, ci sono almeno due cose che vi voglio fare notare:
  1. La differenza tra i fondi attribuiti da scelte dirette dei contribuenti, e quelli derivanti dalle scelte non espresse (il famoso modulo lasciato in bianco di cui parlavo prima)
  2. I due "zeri" relativi alle confessioni religiose delle Assemblee di Dio in Italia e dei Valdesi in merito alle attribuzioni dei fondi derivati da chi non ha deliberatamente espresso la sua scelta
Per quanto riguarda il primo dei due punti è interessante notare la grossa differenza tra i due tipi di scelte. Se guardiamo ad esempio lo Stato Italiano, vediamo che la percentuale di quelli che hanno deliberatamente scelto di devolvergli l'8 x 1000 è di poco superiore al 36%. Ciò, per rapporto causa-effetto, significa che circa il 64% dei contribuenti non ha esplicitamente scelto di farlo. Certo, il fatto che una percentuale così alta abbia lasciato il modulo in bianco può dimostrare sia il fatto che il contribuente "non sa" che in questo modo la destinazione viene decisa "da altri", sia che sotto sotto non gliene frega niente. Rimane il fatto che allo Stato di questo aspetto non può fregare di meno: lui se lo incamera.

La Chiesa fa uguale (quando si tratta di soldi le eterne diatribe Chiesa/Stato passano in secondo piano): se infatti incamerasse solo i soldi di chi volontariamente ha scelto di darglieli, la quota che le spetterebbe sarebbe grosso modo il 30% rispetto al totale (in pratica 310 e rotti milioni contro i quasi 800. Ricordo sempre che questi sono dati riferiti al 2000). Ma, in virtù dello stesso meccanismo, anche la Chiesa si guarda bene dal lasciarli lì. In questo si dimostrano molto più coerenti e "serie" (passatemi il termine) le due confessioni religiose che ho citato nel punto 2: Assemblea di Dio in Italia e Valdesi. Lo "zero" che trovate (sempre nella famosa tabella) sotto la voce "scelte non espresse", relativo appunto alle due confessioni citate, ha il suo motivo di esistere in quanto queste hanno deliberatamente deciso di non appropriarsi di fondi che non siano stati loro attribuiti in maniera diretta dai contribuenti. In pratica rifiutano i soldi di chi non si è esprsso direttamente in loro favore.

Ma qual'è il meccanismo di attribuzione dei fondi non esplicitamente dichiarati dal contribuente? Questo resta un mistero. O almeno, non sono riuscito a trovare nessun documento che lo spieghi: se qualcuno è più bravo di me si accomodi pure: lo spazio commenti è a disposizione.

Altra questione. Come spendono questi soldi i due maggiori beneficiari (Stato e Chiesa) di questi introiti?

Qui il discorso sarebbe lungo e complesso. Brevemente (e teoricamente), lo Stato investe questi soldi nei seguenti campi:
  • fame nel mondo
  • calamità naturali
  • assistenza ai rifugiati
  • conservazione dei beni culturali
(fonte)

Questo, naturalmente, sempre sulla carta. In realtà è molto difficile riuscire a reperire informazioni dettagliate su come vengano utilizzati questi fondi. Un documento in cui viene piuttosto vagamente indicata la modalità di utilizzo lo trovate qui e qui. In questa pagina di Wikipedia, invece, viene genericamente indicata qualche percentuale.

Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica il discorso è più o meno analogo e le informazioni riportate non sempre collimano (quando ci sono). Per par condicio vi lascio i link a due siti che su questo tema sono contrapposti. Uno è questo, sito "sponsorizzato" proprio dalla Chiesa nel quale è possibile trovare, spulciando un pò, qualche informazione. L'altro, di visione diametralmente opposta, è invece questo.

Al di là di tutto, però, ho voluto con questo articolo solo segnalare il fatto che solo scegliendo a chi accordare la preferenza di destinazione si ha la certezza di escludere quello che non ci interessa (in pratica non dobbiamo mai lasciare in bianco). E' l'unico modo per evitare che la nostra non-preferenza venga "utilizzata" da qualcuno a proprio favore e in modo poco chiaro.

9 commenti:

  1. Ma qual'è il meccanismo di attribuzione dei fondi non esplicitamente dichiarati dal contribuente?

    Semplice vengono ripartite in proporzione alle scelte effettuate.
    dal sito Uaar
    l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.

    Per assurdo se un solo contribuente decidesse per la chiesa cattolica e tutti gli altri lasciassero la scelta in bianco, l'intero gettito dell'otto per mille andrebbe alla chiesa cattolica. La minoranza in pratica decide anche per la maggioranza. La legge è pensata proprio per favorire nel riparto la chiesa cattolica.

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  2. Ciao a tutti.
    Avendo avuto occasione di lavorare presso un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) volevo aggiungere che per quanto riguarda la ripartizione dell'otto per mille, questa avviene in maniera proporzionale in base al numero di firme, cioè di scelte espresse dai contribuenti.
    Mi spiego meglio.
    Lo Stato calcola l'otto per mille sul totale delle sue entrate IRPEF (come anche nel tuo articolo hai detto) indipendentemente da chi ha firmato e chi no.
    Quindi ripartisce questa somma ai Soggetti beneficiari (Stato, Chiese, ecc.) in proporzione al numero di firme che ciascuno si è "aggiudicato".
    Ne consegue che chi esprime la scelta, apponendo la firma, contribuisce a formare quel criterio di ripartizione, "aumentando" la quota proporzionale relativa al Soggetto da lui scelto, mentre chi non esprime la scelta, si astiene.
    Per quanto riguarda i Soggetti beneficiari che hanno deciso di non avvalersi delle quote proporzionali a loro non specificatamente attribuite con la firma (Chiesa Valdese, ecc.), avviene che le quote in teoria a loro spettanti vengono devolute alla gestione statale.
    Queste informazioni si trovano, seppure in maniera non certo molto evidenziata, alla pagina 8 delle Istruzioni Ministeriali, cioè il cartaceo che accompagna il modello 730 "in bianco" per chi se lo compila da sè, reperibile presso gli Uffici Comunali (gratis) o le cartolerie specializzate (non gratis).
    Di queste istruzioni ho trovato una copia in rete presso il sito dell'Agenzia delle Entrate:

    http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb71870b6ce3596/730_istr_new.pdf

    Spero di non essere stata troppo contorta (difficile, in certi casi, non esserlo!).
    Tuttavia non conosco, onestamente, le origini o le ragioni di questo metodo.

    Ciao
    Michela

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  3. > Spero di non essere stata troppo contorta

    Per niente. Anzi, chiara ed esauriente.

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  4. Tuttavia non conosco, onestamente, le origini o le ragioni di questo metodo.

    Le origini o le ragioni del metodo sono chiare, favorire nel riparto la chiesa cattolica proprio in virtù del meccanismo assurdo delle scelte inespresse. La legge avrebbe dovuto stabilire che chi non sceglie nulla in pratica devolve allo Stato, in quanto sono soldi dello Stato.

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  5. > La legge avrebbe dovuto stabilire che chi non sceglie nulla in pratica devolve allo Stato, in quanto sono soldi dello Stato.

    Beh, mi sa che comunque cambierebbe poco lo stesso, visto quello che ho trovato qui (sto comunque verificando).

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  6. Scusate, ho sbagliato a in serire il link, quello giusto è (dovrebbe essere) questo.

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  7. Sapevo di questa storia cioè l'uso un po' disinvolto che lo Stato fa della sua quota, infatti ritengo migliore il meccanismo del 5 per mille, in quanto c'è più scelta nei soggetti destinatari (associazioni, comuni, università) e nelle finalità (ricerca, assistenza, ambiente).
    Anche qui però la parte del leone la fanno gli enti ONLUS di area cattolica (caritas, istituti religiosi di ogni tipo)

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  8. Ciao a tutti.
    quest'anno ho fatto la mia prima dichiarazione dei redditi e sono rimasta piuttosto perplessa nel vedere che in Italia sono presenti tutte queste congregazioni che noi con le nostre tasse finanziamo o meno...quindi mi sono sentita ancora peggio nel vedere che per non destinare l'8 x mille alla chiesa(una delle tante) lo devo dare allo Stato..cosa che facio regolarmente da cittadina onesta...ora io mi chiedo..ho visto che c'è una proposta di legge x destinarlo alla ricerca scientifica ma come posso sapere a che punto è questa petizione e come posso partecipare attivamente a questa causa che secondo me non è affatto secondaria ad altre??

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  9. > come posso partecipare attivamente a questa causa che secondo me non è affatto secondaria ad altre??

    Ciao Ilaria.

    Sì, in effetti c'è una proposta di legge al riguardo. Trovi maggiori info qui.

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