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giovedì 22 gennaio 2026

Manipolazioni affascinanti


Dopo l'intervento fiume di Trump a Davos, stamattina molti quotidiani e siti fanno opera di sbufalamento delle maggiori castronerie enunciate in 72 minuti di sproloqui. Tra le bufale piu evidenti vengono menzionate: "Siamo il paese più attraente del mondo, quest'anno il PIL arriverà al 5,4%"; "Con Biden abbiamo avuto la peggiore inflazione della storia americana"; "Il Venezuela farà più soldi nei prossimi sei mesi rispetto agli ultimi 20 anni, le più grandi compagnie petrolifere del mondo adesso vogliono investire là"; "Dopo la guerra abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca, quanto siamo stati stupidi e quanto sono ingrati i danesi!"; "Washington è il posto più sicuro degli USA, prima di me era il meno sicuro"; "Gli USA pagano il 100% della Nato" e si potrebbe proseguire, queste sono solo le più marchiane. La domanda sorge spontanea: perché molte persone continuano a dare credito e fiducia a chi racconta balle? (Lo fanno da sempre politici di ogni epoca, latitudine e orientamento politico.)

La risposta ha a che fare con la psicologia e col funzionamento del nostro cervello. Questo comportamento è stato studiato e spiegato da vari studiosi. Il libro più recente che mi viene in mente, al riguardo, è di Daniel Kahneman: Pensieri lenti e veloci. In questo testo l'autore spiega in dettaglio i bias cognitivi e i motivi per cui molte persone credono a narrazioni false ma plausibili. Riassumendo all'osso: è una questione di appartenenza. 

Per alcuni milioni di anni il nostro genere (Homo) è vissuto in contesti tribali, gruppetti di esseri umani formati da poche decine di persone. Le grandi aggregazioni umane, città, imperi, stati, sono una conquista recentissima nella nostra storia evolutiva. I gruppetti tribali erano in perenne conflitto tra loro e la possibilità di prevalenza sui competitori era direttamente proporzionale al livello di coesione interna. Il nostro cervello, oggi, funziona ancora allo stesso modo, con la differenza che i gruppetti umani di quelle epoche remote si sono trasformati in fazioni politiche, ideologiche, identitarie, anch'esse in lotta le une con le altre.

Quando un politico appartiene al nostro "gruppo" le sue parole rafforzano la nostra identità e la verifica dei fatti raccontati diventa secondaria se non addirittura priva di importanza. Se Trump (o chiunque altro) "parla come me", non importa se sbaglia: sta dalla mia parte. Nel libro, Kahneman esamina anche una particolare impostazione mentale chiamata motivated reasoning. In base a questa impostazione, molte falsità funzionano perché semplificano problemi complessi, danno una spiegazione emotivamente soddisfacente, individuano un colpevole chiaro e, anche se non vere, suonano vere. Il nostro cervello preferisce una storia semplice e sbagliata a una spiegazione complessa e corretta.

In definitiva molte persone stimano politici che mentono perché la politica è diventata identitaria e la verità è secondaria rispetto all’appartenenza. Non è un bug, è il funzionamento del nostro cervello in contesti tribali, anche se a livello di specie in contesti tribali non viviamo più da svariate decine di migliaia di anni (che sono comunque un battito di ciglia rispetto alla totalità della nostra storia evolutiva).

Questo non significa giustificare i politici che mentono, significa solo imparare da dove vengono e come funzionano gli affascinanti meccanismi mentali che ci fanno stimare chi ci prende per i fondelli.

mercoledì 17 dicembre 2025

Pensioni e chiacchiere

Mentre la signora urlante inonda i suoi social di armi di distrazione di massa: contumelie contro i giudici, l'imam di Torino, la famiglia nel bosco ecc., il governo ha depositato emendamenti alla legge di bilancio che, per le pensioni anticipate, allungano gradualmente la finestra di attesa per poter andare a riposo (ad esempio passando da 3 a 6 mesi), e portano i requisiti contributivi a 43 anni e 9 mesi entro il 2035. Detto in termini più semplici: con la finanziaria il governo sta rendendo molto più difficile andare in pensione stringendo ancora di più i paletti della legge Fornero.

La riforma Fornero, che risale al 2011 e che Salvini da almeno 10 anni promette di abrogare (per i gonzi che ancora ci credono), non ha fissato solo un’età pensionabile alta: ha soprattutto introdotto meccanismi automatici che ancora oggi governano il sistema. I tre pilastri principali sono:

1. Collegamento all’aspettativa di vita. L’età pensionabile e i requisiti contributivi aumentano automaticamente se aumenta la speranza di vita.

2. Sistema contributivo (pro rata). La pensione dipende sempre più da quanto versi, non da quando vai in pensione.

3. Riduzione delle "uscite facili". Le pensioni anticipate esistono, ma con requisiti severi (molti anni di contributi).

In più, la riforma Fornero prevede che se non si interviene con una legge che blocca gli automatismi l’età pensionabile sale da sola. Negli ultimi anni è capitato che questi automatismi siano stati bloccati, ad esempio durante il covid o altri periodi di crisi. Ora si discute se lasciarli ripartire o se bloccarli di nuovo, e l'orientamento del governo è di farli ripartire.

Uno potrebbe dire che in questo progressivo innalzamento dell'età pensionabile non c'è niente di male, in fondo anche la vita si allunga sempre di più. Vero. Ma questo governo ha vinto le elezioni, nel 2022, con la promessa di abrogare ("superare") la legge Fornero. Era uno dei punti cardine del programma elettorale insieme all'impegno di bloccare gli sbarchi, abbassare le tasse e altre promesse ovviamente rimaste lettera morta.

Ora, intendiamoci, chiunque avesse all'epoca anche solo vaga contezza della situazione in cui versa il nostro (non solo nostro) sistema previdenziale sapeva benissimo che quelle promesse erano fandonie, perché la legge Fornero è la struttura portante che regge il nostro sistema pensionistico, e lo sapevano benissimo anche Meloni, Salvini e Giorgetti. Ma sapevano altresì che all'elettore medio di destra si può promettere anche la luna e quello ci crede. 

Ecco, adesso che Salvini, Meloni e soci non solo non hanno abrogato la legge Fornero, che rimane saldamente al suo posto, ma l'hanno addirittura potenziata, a me piacerebbe andare da qualcuno di quelli che li hanno votati, credendo così di poter andare in pensione prima, e chiedere loro un commento.

domenica 14 dicembre 2025

Garlasco e la separazione delle carriere

Leggo che nel discorso di chiusura del circo Barnum di Atreju la signora urlante ha intimato ai presenti di votare sì al referendum della giustizia della prossima primavera "perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco". Bello. Peccato che la separazione delle carriere non c'entri niente col caso Garlasco, in quanto gli errori venuti alla luce, di cui si parla massicciamente da qualche mese, non dipendono dal rapporto PM–giudice.

Le principali criticità del caso Garlasco riguardano indagini iniziali lacunose (contaminazione della scena, reperti non raccolti o raccolti male), errori tecnici e scientifici (DNA, impronte, perizie contrastanti), scelte investigative discutibili (piste abbandonate, altre privilegiate), valutazioni probatorie controverse nei vari gradi di giudizio. Ma tutto questo è avvenuto a monte del processo. Se anche fosse stata in vigore la separazione delle carriere, sul piano tecnico delle indagini non sarebbe cambiato niente in quanto la separazione non avrebbe influito in alcun modo sulle modalità di preservazione di una scena del crimine, su come si esegue una perizia, su come si interpreta un dato scientifico.
 
Il leitmotiv principale dei sostenitori del sì è che un giudice totalmente separato dal PM sarebbe più "terzo", ma nel caso Garlasco ci sono state assoluzioni e condanne, ribaltamenti di sentenze e giudici che non si sono affatto allineati alle richieste dell’accusa. Insomma, se c'è un fatto di cronaca che più di altri non può essere preso come casus belli per perorare la causa della separazione delle carriere è proprio quello di Garlasco, e la signora urlante ha utilizzato proprio quello per la sua propaganda. Ma tanto l'elettore medio dei fratellini d'Italia figuriamoci se potrà mai capire questo tipo di inganno.

lunedì 23 gennaio 2023

Perché gli devo pagare lo stipendio?

 

 

Di solito non amo generalizzare. Ci sono politici e politici, tra cui molti appassionati, onesti e competenti, ma perché coi soldi delle mie tasse si deve pagare lo stipendio a chi non sa niente? Non distinguere il concetto di meteo dal concetto di clima significa non sapere l'ABC di queste tematiche. Tematiche fondamentali su cui si basa la qualità del futuro nostro e delle generazioni a venire.

E non è meno grave l'ipotesi che Malan questa differenza la sappia ma abbia voluto lo stesso scrivere una scemenza del genere, magari per lisciare il pelo ai tanti negazionisti climatici che trovano nel becerume e nell'ignoranza di questa destra il loro ambiente naturale. No, non è meno grave, anzi forse è addirittura peggio.

venerdì 4 novembre 2022

L'era della disinformazione

 

 

Se andate in edicola, allegato al numero di novembre del mensile Le scienze trovate questo libro, curato da Walter Quattrociocchi. È una interessante raccolta di scritti con cui informatici, psicologi, sociologi, esperti di comunicazione tentano di spiegare i motivi per cui oggi, nei media digitali, ma anche tradizionali, in generale nella società, impera la disinformazione, e anche i motivi che spingono tantissime persone a credere a bufale e complotti più o meno improbabili.

Gran parte della responsabilità è da addebitare a vulnerabilità cognitive proprie della nostra specie, che gli algoritmi che stanno alla base del funzionamento dei social media hanno imparato a sfruttare tendendo a mostrare a ogni utente contenuti in linea con la sua visione del mondo.

A questo c'è da aggiungere un cambio completo di paradigma, indotto dai social, nel processo di accesso alle informazioni, in particolar modo riguardo al fatto che oggi viviamo immersi in fiumi di notizie e abbiamo pochissimo tempo per elaborarle (i social sono strutturati per agevolare la velocità e i dettati ipnotici a scapito della riflessione), e questi fattori fanno sì che si tenda a soffermarsi su quelle che aderiscono alla nostra visione del mondo piuttosto che a quella avversa.

Anche per quanto riguarda la credenza nei complotti hanno una certa responsabilità le tare cognitive di cui sopra, aggravate da alcuni fattori peculiari della nostra epoca. Ad esempio l'ansia. L'autore cita numerosi studi da cui si evince che gli eventi che si stanno verificando nel mondo (pandemia, guerra, aumento di povertà e disuguaglianze, catastrofi climatiche, migrazioni ecc.) favoriscono la crescita di emozioni di fondo che rendono le persone più propense a credere all'esistenza di cospirazioni. In situazioni di forte ansia, rivelano sempre questi studi, le persone sono quindi maggiormente spinte a pensare in modi che si avvicinano di più al complottismo. Questo succede perché credere a un complotto è generalmente poco faticoso (richiede molto più tempo analizzare e approfondire le vere cause di un fenomeno), e in più credere a una cospirazine dà la (falsa) sensazione di fare sembrare il mondo più semplice e di poter meglio controllare ciò che succede.

Un libro veramente avvincente, che spiega in maniera chiara molte delle dinamiche sociali che regolano la società in cui viviamo.

venerdì 10 settembre 2021

Salvini e le varianti del virus


Ogni tanto qualche lettore di questo blog mi fa notare nei commenti che io parlo troppo di Salvini, che dovrei lasciarlo perdere, che non dovrei metterlo alla berlina per ogni cazzata che dice. In realtà i post in cui parlo di lui non sono tantissimi, anche perché se dovessi scriverne uno per ogni stupidaggine che dice occuperei tutto il mio tempo libero, e nella vita ho anche altre cose da fare. 

Però, santo cielo, come si fa a passare sopra a cose come questa? Il virus - tutti i virus, non solo il covid-19 - non produce varianti come reazione al vaccino. Il virus è una macchina biologica cieca, non ha intenzioni, non pianifica nulla, il virus "non fa niente per", come dice il biologo ed evoluzionista Telmo Pievani, l'unico cosa che fa è replicarsi in maniera assolutamente casuale. Stop. E quelle che noi chiamiamo varianti non sono nient'altro che "errori" di duplicazione, che nascono proprio a causa dell'elevatissimo numero delle suddette replicazioni.

Dire che il virus genera varianti per difendersi dal vaccino è un messaggio pericoloso, incosciente e stupido, proprio perché insinua nelle persone l'idea che il vaccino sia a questo punto inutile, mentre invece è l'esatto contrario: più le persone si vaccinano, meno il virus circola (quindi è minore il numero di replicazioni), minori sono le probabilità che si sviluppino errori, cioè nuove varianti.

Io non so se Salvini sia così ignorante da non sapere questa cosa o, peggio, la sappia ma faccia finta di ignorarla per calcoli politici suoi fin troppo chiari (non sono un mistero per nessuno le sue reiterate lisciate di pelo ai no-vax). Dico solo che, in un caso o nell'altro, si tratta di dichiarazioni - ripeto - stupide, incoscienti e pericolose, specie in questo periodo in cui il governo sta valutando se imporre a tutti l'obbligo vaccinale, tra l'altro in un clima sociale già abbastanza "caldo" su questo fronte.

Abbiamo bisogno di tutto, in questo periodo così delicato, tranne che di qualcuno che soffi irresponsabilmente sul fuoco.

martedì 3 agosto 2021

Complotti

L'uomo, o gran parte degli uomini, per sua natura ha la tendenza a cadere in quella che si chiama sindrome del complotto. Certo, i complotti reali esistono, sono sempre esistiti (da quello per uccidere Giulio Cesare a quelli attuali per tentare le scalate a qualche istituzione finanziaria: la storia ne è piena), ma sono infinitamente di più quelli immaginari, e qui si apre un mondo: dal complotto ordito dai Templari che avrebbe dato inizio alla Rivoluzione francese all'affondamento del Titanic ad opera dei Gesuiti; dalla cospirazione ordita dalla Cia per uccidere Kennedy a quello delle scie chimiche; dal falso allunaggio degli americani alle Torri gemelle, che sarebbero state buttate giù da Bush, e non da Bin Laden, per avere il pretesto per invadere l'Iraq e via dicendo. Per restare allo stretto presente, si può citare la teoria del complotto relativo alla pandemia in corso nel mondo, teoria che vuole che il covid 19 sia stato artatamente messo in circolazione non si sa bene da chi per permettere a BigPharma di guadagnare coi vaccini e chi più ne ha, più ne metta.

Come si distingue un complotto reale da uno immaginario? Semplice: il complotto reale, sia che abbia successo o che fallisca, viene scoperto subito, mentre i complotti immaginari attraversano i secoli. Sulla sindrome del complotto esiste una letteratura sterminata. Umberto Eco, nella sua bellissima lectio magistralis di qualche anno fa, intitolata Conclusioni sul complotto. Da Popper a Dan Brown, che ripubblico qui sotto, prende in esame la sindrome del complotto elencando e descrivendo, in una esaustiva rassegna, alcuni di quelli storicamente più noti. Eco si sofferma anche sull'aspetto psicologico della sindrome del complotto. Perché le bufale che stanno dietro alla stragrande maggioranza delle false cospirazioni hanno tanto successo? In primo luogo perché il complotto promette un sapere che è negato agli altri, cosa questa che contribuisce all'aumento della misura del proprio io, in più fa leva sull'aspetto paranoico più o meno latente nel carattere di ognuno. Diciamo che paranoia e sindrome del complotto sono intimamente legati tra loro, e più si è paranoici, più si è indotti a vedere cospirazioni e complotti in ogni dove. Molto interessante, restando alla psicologia, la distinzione tra il paranoico psichiatrico, che sostanzialmente è colui che crede che il mondo intero complotti contro di lui, e il paranoico sociale, il quale invece crede che la persecuzione da parte di particolari poteri occulti sia rivolta al proprio gruppo, alla propria nazione, alla propria religione ecc. 

I complotti piacciono, affascinano, la gente tende istintivamente a dare ad essi credito. Questa cosa l'aveva capita benissimo Silvio Berlusconi (cito lui perché è stato forse il politico che più ossessivamente e con maggiore profitto ha utilizzato questo strumento per il suo tornaconto politico). Pensate ai milioni di suoi seguaci che hanno creduto, e probabilmente credono tuttora, all'inesistente complotto dei magistrati comunisti che per anni avrebbero cospirato contro di lui per eliminarlo dalla vita politica (mi risulta che attualmente sia ancora in politica e per di più a piede libero, quindi o i magistrati cospiratori erano degli incapaci o forse non c'era alcun complotto). Oppure, per tornare a tempi più recenti, pensate al complotto della sostituzione etnica, il famoso Piano Kalergi, a cui naturalmente ha dato ampiamente credito anche Salvini e molto caro all'estrema destra, secondo cui dietro il fenomeno dell'immigrazione ci sarebbe un complotto delle élite europee per sostituire la popolazione autoctona con quella africana. Tra l'altro, questi poveretti non si rendono conto che la mutazione di cui parlano sta avvenendo già da qualche lustro sotto i loro occhi, senza bisogno di alcun complotto ma come conseguenza di un ineluttabile processo storico, ma loro come pretendete che lo capiscano?


sabato 10 luglio 2021

L'omeopatia vista come truffa

Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico noto in rete con lo pseudonimo MedBunker (qui trovate il suo blog), ha pubblicato un video in cui, in maniera succinta ma efficace, spiega cos'è l'omeopatia, come (non) funziona, quali sono le sue origini ecc. Tutte cose che più o meno sono note (tranne forse a molti di quelli che la utilizzano). L'aspetto che ho trovato interessante e a cui non avevo mai pensato, è l'idea di considerare l'omeopatia come una truffa. 

Se ad esempio io compro una scatola di spaghetti convinto che al suo interno ci siano gli spaghetti e poi mi accorgo che al suo interno non c'è niente, la prima cosa che penso è che il negoziante mi abbia truffato. Per i prodotti omeopatici dovrebbe valere lo stesso discorso. Per le leggi della chimica, infatti, se si diluisce una sostanza più di un certo numero di volte in un diluente (acqua, zucchero, alcol ecc.), di quella sostanza non rimane più traccia, neppure una molecola del presunto principio attivo, ciò che resta è solo il diluente, cioè la scatola senza gli spaghetti.


mercoledì 24 marzo 2021

Un quarto d'ora

Ieri ho utilizzato un quarto d'ora del mio tempo (in quel momento non avevo granché da fare, a dire il vero) per spiegare a uno dei miei contatti su whatsapp perché la stupidaggine detta ieri dal prete di Cesena è appunto una stupidaggine. Di solito non lo faccio; se uno crede a 'ste cose e rilancia ogni bufala gli capiti a tiro è difficile che sia recuperabile con una spiegazione. Ma ieri mi sentivo in vena, diciamo così, e ci ho provato. Oggi, ripensandoci, pensavo a quanto sarebbe urgente che nelle scuole - ne parlavo l'altro ieri in un altro post - si tornasse a dare importanza all'insegnamento della capacità di pensare.

venerdì 12 marzo 2021

AstraZeneca e la paura

Stamattina Repubblica titola a tutta pagina "AstraZeneca, paura in Europa", sulla falsa riga di altri quotidiani e in ossequio a quello che è diventato oggi il giornalismo: una corsa acchiappa-clic che sfrutta e monetizza il sensazionalismo irrazionale, le paure indotte e le bufale, forte del fatto che larghissima parte del popolo si ferma ai titoli e, per pigrizia, incapacità o tutte e due le cose insieme, non approfondisce. Se ci pensate, è lo stesso meccanismo sapientemente utilizzato in politica da Salvini e anche altri: indurre una paura infondata e irrazionale (nel suo caso i migranti) e lucrare politicamente su quella.

Per fortuna, in mezzo a questo mare di disinformazione prezzolata tipicamente italiana (nessun altro sito o quotidiano in Europa usa questi toni allarmistici), esistono ancora poche e lodevoli eccezioni che, pur nel loro piccolo, si sforzano di raccontare i fatti per quello che sono, senza sofisticazioni e adulterazioni interessate. Un ottimo esempio sono i ragazzi de Il Post, che in questo chiaro ed esauriente articolo spiegano come stanno le cose con il famoso/famigerato vaccino anti-covid AstraZeneca e perché, allo stato attuale, non abbiamo motivo di preoccuparci.

Per la cronaca, a mia moglie è stata somministrata qualche giorno fa la prima dose del pericolosissimo vaccino di cui tanto si parla e gli unici due effetti collaterali sono stati mal di testa e 37° di febbre per alcune ore. Lo so, un caso non fa testo, ma se lo si inserisce all'interno dei milioni di casi simili che non fanno testo, qualcosa alla fine significa.

mercoledì 20 gennaio 2021

Azzurrina e il CICAP

Il mio amico Maurizio mi ha segnalato via mail il video di Massimo Polidoro in cui si analizza il mistero del fantasma di Azzurrina. Dovete sapere che a dieci minuti da casa mia c'è il castello di Montebello. Come ogni castello che si rispetti, è abitato da un fantasma, che nello specifico ha le sembianze di una bambina albina, scomparsa nelle viscere del castello stesso tanti anni fa. Ogni cinque anni, nella notte del 21 giugno, il fantasma di Azzurrina rifà capolino nelle segrete del castello, e qualcuno ne avrebbe addirittura registrato le voci.

Sono tutte favole, naturalmente, ma conosco persone che, pur dietro l'apparente scetticismo, si chiedono: Ma come hanno fatto allora a registrare le voci? Beh, lo spiega Massimo Polidoro. :-)


giovedì 26 novembre 2020

Televisione e scienza

Una volta, in TV, c'era Piero Angela che spiegava la scienza e la voce ufficiale della scienza in TV era Piero Angela. Stop. Oggi ho come l'impressione che tutto il suo lavoro di anni e anni di meritoria divulgazione sia stato buttato nel cesso dalla pletora di scienziati e pesudoscienziati che affollano ogni canale nell'arco delle 24 ore, un affollamento con relativo profluvio di pareri, spesso contrastanti tra loro, che è inevitabile che generino e diffondano dubbi e timori generalizzati, specie in una massa indistinta di persone che, triste realtà del nostro paese, con la scienza ha pochissimo feeling (la diffusione dei vari no-vax, terrapiattisti ecc. origina da qui).

Ora, se io mi imbatto in un dibattito televisivo sui vaccini tra, che ne so?, Roberto Burioni e Red Ronnie non ho difficoltà a capire chi dei due racconta palle, perché so che il primo è uno scienziato che li studia da quasi quarant'anni e il secondo è un disc jockey che parla di vaccini dopo dieci minuti su Google. Il problema nasce quando, sempre relativamente ai vaccini, i pareri discordi sono tra Burioni e Ilaria Capua, entrambi con alle spalle una vita dedicata alla scienza e allo studio di questi temi. Ho citato Burioni e la signora Capua solo perché rappresentano l'ultimo esempio in ordine di tempo di questa difformità di vedute tra scienziati riguardo ai suddetti temi, ma, se ricordate, solo pochi giorni fa analogo episodio successe tra Andrea Crisanti e Pierpaolo Sileri relativamente alla triade di vaccini anti-covid che a breve dovrebbero arrivare. E andando indietro nel tempo se ne trovano tanti altri simili.

Tempo fa, forse qualcuno ricorderà, girava in rete un video in cui Luc Montagnier, prestigioso biologo e virologo francese e premio Nobel per la medicina nel 2008 per i suoi studi sul virus dell'Aids, intervistato da una emittente televisiva transalpina affermava che il coronavirus era plausibilissimo che fosse stato creato in laboratorio, laddove invece la totalità della comunità scientifica sosteneva, e sostiene tuttora, l'infondatezza di questa affermazione. La diffusione di quel video, come è facile immaginare, offrì il destro alla marea di complottisti per dire: "Visto che abbiamo ragione? Il coronavirus è stato creato in lavoratorio. Lo dice pure Luc Montagnier!"

In tempi un po' più lontani fece scalpore un intervento di Carlo Rubbia, uno dei più noti fisici a livello mondiale, il quale, in una audizione nella sede del parlamento italiano affermò che non era vero che il riscaldamento globale stava aumentando con l'intensità di cui parlavano tutti gli scienziati e i climatologi, anzi secondo lui il processo era addirittura in fase regressiva. Come con Montagnier, questo intervento di Rubbia ringalluzzì la folta schiera dei negazionisti del riscaldamento globale col solito ritornello: "Lo dice anche Rubbia!"

In realtà, sia Montagnier che Rubbia non dissero due inesattezze, fecero semplicemente due affermazioni prive di riscontri. Perché? Perché in ambito scientifico è previsto che un assunto acquisti patente di veridicità e validità solo dopo la pubblicazione su apposite riviste scientifiche e la verifica della sua fondatezza da parte della comunità scientifica. Nessuno impedisce a Montagnier e Rubbia di affermare ciò che sostengono, ma se vogliono che le loro affermazioni diventino verità scientifica devono seguire un preciso modus operandi che nel loro caso non è stato seguito, dal momento che nessuno dei due ha pubblicato da nessuna parte ciò che ha affermato, sottoponendolo al vaglio della comunità scientifica.

Queste cose chi si interessa un po' di scienza le sa, ma, come scrivevo prima, la stragrande maggioranza di chi guarda la televisione e bazzica sui social, no. Qui, allora, oltre al problema della discrepanza di vedute tra scienziati si affianca quello, certo non meno grave, del livello di amplificazione mediatica che si dà a queste difformità di pareri, e non è complicato capire che se a una comunità teledipendente che di scienza non sa niente si danno in pasto giornalmente diatribe tra scienziati, poi non ci si può stupire che da tale "ecosistema" proliferino i no-vax e Red Ronnie acquisti la stessa autorità scientifica di Burioni.

Quando io ero piccolo non esisteva il problema vaccino sì e vaccino no: si facevano e basta, perché il medico di famiglia li prescriveva e Luciano Onder su Raidue ne decantava le lodi. In più internet e i social non esistevano e non esistevano neppure politici tuttologi con la felpa che dichiaravano su twitter che dieci vaccini obbligatori sono troppi e potenzialmente pericolosi. Certo, l'ignoranza generale e i dubbi su questi temi c'erano anche ai miei tempi, ma siccome non c'era modo di propalarli tramite internet e TV, i vaccini si facevano e zitti. E se facevo storie, mia mamma era pure capace che mi desse uno scapaccione.

Come si esce da questa situazione? Non si esce. Ci vorrebbe un innalzamento culturale generale e, specie in questi tempi di pandemia in cui molte certezze tendono a crollare, bisognerebbe che la scienza parlasse con poche voci, possibilmente univoche e autorevoli, cosa che non si verificherà mai. Con buona pace di Piero Angela.

venerdì 5 giugno 2020

Il Dopo



Ho terminato poco fa questo ottimo saggio della scienziata Ilaria Capua, un saggio che è sostanzialmente una guida estremamente completa e utile oltre che per conoscere nel dettaglio il virus, la sua genesi, i "salti" che lo hanno portato ad arrivare all'uomo partendo da un pipistrello, anche per orientarsi in mezzo alla valanga di bufale e stupidaggini che sono state dette sul Sars-Cov-2 da quando è iniziata la pandemia. Corbellerie che tra l'altro continuano senza soluzione di continuità pure ora. Si va da quella che vuole la nascita del coronavirus in un laboratorio di Wuhan sponsorizzato da Geroge Soros alla sua modifica genetica per inserirvi parti del virus HIV; dalle origini spaziali alla sua creazione da parte degli americani con lo scopo di distruggere l'economia cinese, oppure creato da un gruppo di terroristi affiliati alla CIA e chi più ne ha più ne metta.

Scrive a tal proposito la scienziata: "I complottisti possono stare tranquilli: un virus non può uscire dal nulla, da qualcosa deve venire. Mentre scrivo non è stata ancora accertata al 100 per cento l'origine del Sars-Cov-2, ma è stato riconosciuto come parente di un coronavirus del pipistrello (di cui avevamo la sequenza genetica) e, pare, come parente di un coronavirus del pangolino (di cui avevamo la sequenza genetica). Quando avremo gli schemi completi sarà possibile confermare con totale certezza l'origine del virus. Se il virus è stato creato o modificato in laboratorio lo sapremo. Qualsiasi modifica genetica lascia tracce, proprio come una rosa tatuata su un polso o su una caviglia. Il corpo è sempre lo stesso, la persona anche, ma ha un segno in più. Basta un buon occhio per vederlo."

L'altra questione esaminata e approfondita da Ilaria Capua nel libro è quella relativa alla correlazione tra il virus e l'impatto distruttivo delle attività umane sul pianeta (incendi, devastazioni, inquinamento, consumo scriteriato delle risorse disponibili, riscaldamento globale e quant'altro), correlazione che tra l'altro è già stata messa in evidenza da tempo dalla totalità del mondo scientifico. Il coronavirus non è piovuto dal cielo per un colpo di sfortuna. In un mercato di animali di Wuhan, una gabbia con dei pipistrelli è stata messa vicina a una gabbia con dei pangolini, e lì vicino c'era l'uomo. Il pipistrello, il pangolino e l'uomo sono tre specie differenti che abitano tre ecosistemi differenti e che la natura non ha mai previsto che venissero a contatto tra loro, e questa convivenza forzata ha generato il disastro. L'uomo ha poi completato l'opera salendo su aerei, navi e treni e diffondendo il virus nel resto del globo a velocità altissima.

La progressiva distruzione di ecosistemi naturali da parte dell'uomo sta facendo sì che specie diverse, abitanti di ecosistemi diversi, si trovino in maniera forzata e innaturale sempre più in contatto tra loro, contatto che, in maniera esponenziale, aumenta il rischio che si verifichino disastri epidemiologici come quello che stiamo vivendo sulla nostra pelle, che non è il primo che capita né sarà l'ultimo, purtroppo, specie se non riusciremo a darci una regolata provando una volta per tutte a convivere col pianeta, o con ciò che ne resta, in maniera sostenibile. Ma i segnali in questa direzione sono tutt'altro che ottimistici, specie se si pensa che quella ragazzina, Greta Thunberg, è stata spernacchiata per mesi per il solo fatto di aver provato a sensibilizzare l'opinione pubblica su queste tematiche.

Tra l'altro oggi, 5 giugno, è anche la Giornata mondiale dell'ambiente, una delle tante ricorrenze annuali di sensibilizzazione verso temi etici che riguardano tutti e che domani sarà già nel dimenticatoio.

martedì 5 maggio 2020

Trump, il coronavirus e il laboratorio

Tra la marea di stupidaggini dette in quest'ultimo periodo da Trump c'è quella in cui afferma di avere le prove che il coronavirus sia stato creato artificialmente in un laboratorio cinese. Naturalmente, delle suddette prove non c'è traccia da nessuna parte, ma sapete com'è, tutto fa brodo pur di cercare di sviare l'attenzione dal fatto che l'America è attualmente in ginocchio di fronte alla pandemia, pandemia inizialmente sottovalutata in maniera anche un po' strafottente dallo stesso Trump.

Che il covid-19 sia un virus del tutto naturale, che è saltato all'uomo dagli animali dopo una mutazione autonoma, lo affermano convintamente la comunità scientifica tutta, i vertici dell'OMS e lo stesso Anthony Fauci, uno dei massimi virologi americani non a caso messo da Trump a capo della task force anti-pandemia negli USA. Se tutto questo non bastasse, uno dei maggiori scienziati italiani, il professor Fabrizio Pregliasco, in questa dettagliata intervista spiega scientificamente perché è impossibile che il virus sia stato manipolato artificialmente.

Con buona pace di Trump, quello che aveva proposto di tentare di sconfiggere il coronavirus iniettando disinfettante nei polmoni delle persone malate.

domenica 29 marzo 2020

Mai tante bufale come in questo periodo

Quando tutto sarà finito e si analizzerà un po' più nel dettaglio quanto successo, si scoprirà che non c'è probabilmente stato altro periodo storico come questo che potrà contemplare una così massiccia e capillare diffusione di bufale. Bufale sul coronavirus, sulla sua genesi, la sua diffusione, il suo contenimento, e bufale anche riguardo a tutto l'"indotto", se così si può dire, cioè su tutto ciò che indirettamente è collegato al coronavirus: provvedimenti politici, economici, sociali.

E non si può non constatare come questa marea di bufale e stupidaggini, compresi richiami a inesistenti complotti, sia diffusa proprio da politici di livello nazionale, quelli cioè che in virtù del ruolo che ricoprono dovrebbero essere i primi a fare uso di particolare cautela nelle loro esternazioni.

Invece niente, qualsiasi scemenza arrivi alle loro orecchie, viene rilanciata senza alcuna verifica nel mare magnum di internet, il veicolo privilegiato con cui veicolare bufale, con Salvini e la Meloni che in questo periodo si stanno particolarmente distinguendo in questo ignobile esercizio - l'ultima bufala in ordine di tempo lanciata da Salvini ha fatto scomodare anche Attivissimo.

Non c'è ponderazione, riflessione, scrupolo, e soprattutto non c'è rispetto di chi vive in questo periodo nell'apprensione e nel dolore, magari perché il virus gli ha portato via una persona cara. A chi può giovare, ad esempio, che venga rilanciato a reti unificate un servizio Rai del 2015 che sembra sostenere tesi complottiste in merito alla creazione del virus, quando invece sono sufficienti due clic del mouse per rendersi conto che col covid-19 non c'entra assolutamente nulla? A chi giova il carico ansiogeno, amplificato dalla potenza di fuoco dei social di ministri con milioni di followers, generato dalla diffusione di queste bufale?

Hanno tolto a noi, giustamente vista la situazione, la libertà di uscire di casa, di muoverci; non si potrebbe o dovrebbe togliere la libertà a certi politici di spandere stupidaggini, almeno in questo periodo di dolore in cui l'unica cosa che servirebbe sarebbe un dignitoso silenzio?

sabato 21 marzo 2020

Coronavirus, ibuprofene, Walter Pascale

No, l'ibuprofene non aggrava la patologia del coronavirus nelle persone infettate. O almeno non esistono, allo stato attuale, evidenze scientifiche in merito. Lo scrive il Ministero della salute qui riportando questo comunicato dell'Agenzia europea del farmaco. Per quanto riguarda l'appello attribuito al professor Walter Pascale dell'ospedale Galeazzi di Milano, è una bufala, e lo stesso professor Pascale ha, giustamente, già sporto denuncia per tutelare la propria immagine, dal momento che il messaggio virale che circola su whatsapp non è mai stato né vergato né diffuso da lui (dettagli qui).

Per verificare l'infondatezza di queste due bufale, arrivate anche a me tramite whatsapp, ho impiegato più o meno una trentina di secondi, grosso modo l'equivalente del tempo necessario a inoltrarle acriticamente a tutti senza prendersi la briga di verificare la loro fondatezza.

martedì 10 marzo 2020

Tra Sylvia Browne, il coronavirus e le preghiere

Forse niente come una grave epidemia ha il potere di svelare il livello di goffaggine intellettuale e deficit neuronale di una imprecisata (ma presumibilmente alta) parte delle italiche genti. Su whatsapp, ad esempio, è tutto un circolare di catene (l'ultima è quella delle 100.000 ave maria) contenenti preghiere per fermare il coronavirus, da inoltrare e far girare senza interrompere la catena, ché sennò gli effetti contro la diffusione del contagio vengono vanificati. Gira poi l'immagine di un crocifisso romano che nel 1600, dicono, ebbe il potere di fermare la peste, la famosa peste narrata anche dal Manzoni che, tra l'altro, non si capisce cosa c'entri con Roma, dal momento che rimase confinata al nord della penisola coprendo un periodo che andava dal 1600 fino al 1634.

Oltre alle preghiere, vanno forte anche i sempre affascinanti complottismi letterari, presunti richiami a libri del passato che in qualche modo avrebbero predetto l'epidemia di questi giorni. Di un paio di questi ha parlato il buon Attivissimo (che il cielo ce lo preservi) qui e qui. L'ultima predizione in questo senso fa riferimento a un libro della scrittrice e veggente (!) Sylvia Browne, che in un suo scritto del 2008 avrebbe predetto ciò che sta succedendo in questi giorni - ne parla qui Il Giornale (e chi se no?), in totale sprezzo di ogni senso del ridicolo. Naturalmente, solo in maniera molto vaga è possibile trovare dei paralleli tra ciò che scriveva la Browne e l'epidemia odierna, come spiegano quelli di bufale.net, ma tanto basta a ringalluzzire e a far partire lancia in resta schiere di complottisti affamati.

Alla fine, rimane sempre quel senso di tristezza misto a rassegnazione, di fronte a moltitudini di persone totalmente refrattarie a mettere in campo un seppur minimo barlume di senso critico e disposte a credere senza batter ciglio a qualsiasi panzana venga loro rifilata. Amen.

lunedì 16 dicembre 2019

La bufala del portachiavi col microchip

Mi è arrivato poco fa il messaggio-catena sulla bufala del portachiavi col microchip, naturalmente con preghiera di diffonderlo immediatamente a tutti i miei contatti. Non conoscevo questa storia ma mi è puzzata fin da subito, e infatti è stato sufficiente dare in pasto a Google i termini portachiavi e microchip per avere conferma dei miei sospetti.

Pensavo che per certi versi è affascinante il meccanismo psicologico tramite il quale non ci si ferma un attimo a pensare (magari perdendo cinque secondi per controllare) prima di inoltrare. No, si dà subito per scontato che ogni pseudo-allarme che circola sui nostri cellulari sia assolutamente attendibile e vero. Magari all'abbassamento delle difese contribuisce anche il fatto che il messaggio ci arriva da una persona che conosciamo, può essere. Ma è comunque sconsolante questo "abboccamento" collettivo.

sabato 9 novembre 2019

Omeopatia


Ho appena terminato di leggere questo bel saggio di Roberto Burioni, Omeopatia, bugie, leggende e verità. La prima impressione che ho avuto è che si tratta di un libro che non servirà a niente, nel senso che chi crede a questa pseudo-medicina e ne fa uso difficilmente leggerà libri come questo e, anche in caso qualcuno lo leggesse, dubito che leggerlo servirebbe non dico a fargli cambiare idea ma anche solo a insinuargli qualche tarlo. È un po' come per i vaccini, dal momento che, è noto, gli antivaccinisti non si smuovono neppure davanti alle evidenze.

Diciamo che questo saggio ha una sua validità in senso storico, perché permette di conoscere (Burioni è un ottimo divulgatore) nel dettaglio la storia di questa "medicina": il fondatore, l'epoca in cui è nata, il contesto sociale, la sua evoluzione ecc. Segnalo un paio di cose, tra le tante, che mi hanno colpito.

L'omeopatia nacque attorno al 1800 da un'intuizione del medico tedesco Samuel Hahnemann. A quell'epoca una delle malattie più letali in circolazione in vaste aree del mondo era la malaria, di cui nessuno, per lungo tempo, riuscì a capire le cause e, conseguentemente, neppure a trovare una cura. Solo nel 1880, in Algeria, un medico francese, Alphonse Laveran, scoprì e isolò il batterio responsabile delle febbri malariche, il plasmodio. In realtà, già da molto tempo prima (ma in Europa non lo sapeva nessuno) gli indigeni del Sudamerica avevano scoperto una cura facendo essiccare la corteccia dell'albero della china, la quale contiene un alcaloide, il chinino, dalle elevate proprietà "febbrifughe".

Hahnemann venne a sapere questa cosa dagli scritti di un medico scozzese, William Cullen, che spiegava in che modo il chinino contrastava efficacemente le febbri malariche. Hahnemann, però, non era convinto di quelle spiegazioni e un giorno ebbe l'idea di fare un esperimento, che consistette nell'ingurgitare grandi dosi di estratti di corteccia di chinino. Si accorse con meraviglia che l'ingestione massiccia di questa sostanza gli provocava i medesimi sintomi della malaria: febbre, brividi e spossatezza, e da qui postulò, per fantasiosa analogia, che ciò che provocava i sintomi di una malattia sarebbe stato anche in grado di elimunarla. In sostanza, il simile cura il simile (il termine omeopatia significa questo).

Proseguendo questi esperimenti, però, si imbatté inevitabilmente in altre sostanze che non erano innocue come il chinino, che al massimo provocava febbre e un po' di stanchezza, ma molto più pericolose (mercurio, arsenico, belladonna, ipecacuana ecc.), sostanze che provocavano seri problemi al paziente e in molti casi lo spedivano direttamente al creatore (sapete com'è: se si ingurgita l'arsenico...). Da qui l'idea di cominciare a diluire le sostanze progressivamente fino a renderle innocue, nella convinzione che più fossero diluite e maggiore fosse il loro potere terapeutico. Oggi queste cose fanno ridere, ma è su questo ridicolo e assurdo principio che ancora, duecento anni dopo la sua invenzione, si regge l'omeopatia odierna.

L'altra cosa degna di nota è che, paradossalmente, all'epoca di Hahnemann l'omeopatia otteneva più risultati degli altri rimedi medici. Questa cosa si spiega, in realtà, col fatto che nel periodo in cui visse il medico tedesco la medicina era a livelli infinitamente più arretrati rispetto a quelli di oggi e le poche "cure" disponibili, principalmente i famigerati salassi, uccidevano più persone di quante ne guarissero. Le cure omeopatiche, invece, non contenendo nulla non uccidevano nessuno (non guarivano neppure, naturalmente), e quindi le normali remissioni spontanee delle malattie (ogni malattia ne ha una certa percentuale) venivano attribuite alle cure omeopatiche.

Insomma, all'epoca l'omeopatia poteva avere un senso, oggi non più. Sarà per questo che il fatturato dell'omeopatia, in Italia, si aggira attualmente attorno ai 300 milioni di euro all'anno: più le cose non hanno senso e più diamo loro credito.

martedì 5 novembre 2019

Vivere 120 anni?

Al minuto 7:30 circa di questo video di Massimo Polidoro si sente la ormai anzianotta signora ammettere che no, Panzironi non è un medico ma è un bravo ragazzo e molto simpatico. La signora mi ha fatto tristezza, e anche un po' rabbia, rabbia non provocata da lei ma da chi approfitta della creduloneria e della superficialità, specie delle persone dotate di minori strumenti culturali, per fare immensi guadagni sulla loro pelle.

E questi strumenti culturali devono essere effettivamente ben scarsi se il primo guru coi capelli a pagoda che arriva, sproloquiando che con un libro e un po' di integratori si può campare 120 anni, raccoglie moltitudini di persone che ci credono senza battere ciglio. D'altra parte, però, giova ricordarlo, siamo sempre il paese dei Simoncini, dei Di Bella, dei Vannoni. Perché stupirsi, quindi?

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...