domenica 17 maggio 2026

Il re degli sciacalli

Le ambulanze dovevano ancora arrivare e quelle povere persone erano ancora a terra ricoperte di sangue che già qualcuno aveva capito tutto. Si tratta del solito sciacallo, pronto in ogni occasione a imbracciare i fidati social per fare fuoco sulle polveri del razzismo e tentare di raccattare briciole di consenso dai disagiati che ancora lo seguono. Poco importa che l'autore della tentata strage fosse nato in Italia, residente in Italia, cittadinanza italiana, laurea in economia, fedina penale immacolata, negativo ad alcol e droghe e nessun legame con ambienti o gruppi terroristici. Non è importante. Ha quel nome, Salim, che rimanda allo straniero e tanto basta per scatenare sui social e nei bar i cani anti-straniero con la bava alla bocca, cani che ovviamente si guardano bene dal dire che l'autore della tentata strage è stato bloccato anche da persone straniere

Una tentata strage che ha come unica motivazione, come del resto ha ammesso lo stesso ministro dell'Interno, il disagio psichico, nient'altro. Ci vorrebbe silenzio di fronte a fatti del genere. O al limite parole per manifestare solidarietà e vicinanza ai feriti. Nient'altro. Mentre invece, ogni volta, dobbiamo assistere impotenti allo spettacolo di queste iene, pronte a trasformare in consenso il sangue di chi è ancora a terra.

6 commenti:

  1. Anche stavolta non avresti potuto dirla meglio, caro Andrea, a proposito di quell'energumeno che ormai, oltre a far brillare per contrasto persino un Piantedosi, come un povero cane pavloviano da esperimento bava non appena sente un suono come "Salim", per di più dovendo fronteggiare la concorrenza di Vannacci. Il lato più triste della faccenda, come sempre, è che c'è ancora chi, a questi, gli va dietro.

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    1. Sempre meno, fortunatamente. Ma comunque sempre troppi.

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  2. Anche nella maggioranza sembrano aver capito che l'esasperazione del razzismo ormai non tira più. Tajani si è quasi scontrato con Salvini quando gli ha risposto stizzito che non si revoca il permesso ha chi ha la cittadinanza, ormai sono allo sbando anche loro.

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    1. Sempre stati, fin da quando hanno iniziato a governare (si fa per dire).

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  3. Occhio a non cadere nella trappola del rage baiting (l'esca da rabbia). Post politicizzati come quello dello sciacallo sono scritti male e contengono falsità deliberatamente, proprio per far imbestialire chi legge. Gli algoritmi dei social si nutrono di questa indignazione e non distinguono tra un insulto e un applauso, vedono solo ''interazioni''. Più ci arrabbiamo, commentiamo e condividiamo per smentirlo, più la macchina premia il suo post originale, considerandolo rilevante e mostrandolo a migliaia di altre persone. Questo articolo, pur con le migliori intenzioni, finisce purtroppo per fare da cassa di risonanza e alimentare lo stesso circuito algoritmico che vuole denunciare. Il modo più efficace per smontare questa retorica non è inseguire l'esca, ma ignorarla digitalmente per far crollare la sua visibilità, lasciando spazio solo alla realtà dei fatti: come il coraggio dei cittadini, anche stranieri, che hanno fermato l'aggressore in strada.

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    1. Una volta anche io pensavo che quelli di Salvini e soci fossero post esclusivamente provocatori, vergati con lo scopo di suscitare una reazione e accalappiare consenso, ma col tempo mi sono reso conto che forse non è solo questo. In alcune delle scemenze che scrivono probabilmente credono davvero.

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