Ho colmato un'altra delle mie tante lacune sui classici, ammesso che Il buio oltre la siepe, scritto più di sessant'anni fa, si possa considerare già un classico. Devo ammettere che la prima metà del romanzo, dove la Lee racconta la vita quotidiana di Maycomb, i giochi dei bambini, i piccoli episodi di paese, le figure eccentriche della comunità, l'ho trovata a tratti piuttosto noiosa. Tutto cambia invece nella seconda parte, quando inizia il processo a Tom Robinson.
Qui la tensione cresce e il romanzo diventa politico, morale, sociale. Pur nella sua apparente semplicità il libro tratta temi enormi come l’ingiustizia, la difficoltà di diventare adulti senza perdere del tutto l’innocenza, l'avversione e la paura del diverso, il pregiudizio. Atticus Finch, con la sua dignità in un contesto sociale che ne è totalmente privo, è il personaggio del romanzo che maggiormente mi è rimasto impresso.
È il classico libro che mi sentirei di consigliare a Salvini o a qualcuno di quei miseri figuri. Ma figurarsi.

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