domenica 21 novembre 2021

Vorrei la pelle nera

Se ascoltate i dieci minuti che vanno dal minuto 27 circa in avanti, il genetista e biologo Guido Barbujani spiega perché, in generale, la fiducia nella scienza sia drasticamente calata, nell'arco di appena due anni, a cominciare dallo scoppio della pandemia a oggi. C'entra la televisione, naturalmente, ma anche gli scienziati ci hanno messo del loro.

Altre due cose interessantissime apprese da questa appassionante conferenza di Barbujani è che fino a 5-6000 anni fa tutti gli europei avevano la pelle scura e gli occhi chiari (pensate se lo sapesse Salvini); l'arrivo, tra i sei e settemila anni fa, di un'ondata migratoria, composta di persone con la pelle chiara partita dall'Anatolia e da quella parte di Medioriente, ha portato la pelle chiara in Europa. Paradossalmente, quindi, (sempre pensando a Salvini), oggi in Europa abbiamo la pelle chiara grazie agli immigrati. L'altra cosa interessante, probabilmente più nota, è che oggi si è stabilito scientificamente, con certezza, che il concetto di razza applicato agli uomini non ha senso; lo ha per i cavalli, i cani, le tartarughe ecc., per l'uomo no. Questa cosa l'aveva già capita Einstein, che pure non era un genetista, quando, fuggito in America negli anni Trenta perché in Germania cominciava a tirare una brutta aria, al doganiere che all'arrivo gli chiedeva di quale razza fosse, Einstein rispose che apparteneva alla razza umana.

Per circa due secoli, a partire da Linneo in qua, antropologi e biologi si sono accapigliati tra loro per cercare di stabilire i criteri con cui definire le razze umane senza mai riuscire a venirne a capo. Finché si è definitivamente capito che, nel caso nostro, il concetto di razza non può essere applicato; si può semmai parlare di differenze biologiche.


10 commenti:

OLga ha detto...

post molto interessante!

Andrea Sacchini ha detto...

Grazie.

chiara ha detto...

quando ero bambina, avrei voluto essere indiana. non mi rassegnavo al fatto di avere la pelle chiara, giravo per casa con un lungo velo sul capo e un bindi fra gli occhi, disegnato rubando una matita dai trucchi di mia mamma.
pelle scura e occhi chiari sarebbe stato il massimo!
davvero molto interessante, grazie.

Andrea Sacchini ha detto...

Di nulla. Se fossi nata alcune migliaia di anni prima, non avresti avuto bisogno di truccarti ;-)

UnUomo.InCammino ha detto...

La questione delle razze interessa i razzisti e i razzisti anti, un demone che agita persino più i secondi dei primi.
Un diversivo per distrarre dalla realtà delle guerre migratorie e dalle distopie multiculturali, dalle nuove società neocoloniali che implementano proprio il razzismo che vogliono negare (le vite nere contano, le altre non vengono menzionate, i neoschiavi per i lavori che i bamboccioni in reddito di *anza non vogliono più fare e altro armamentario razzista e classista).
Questo è un altro che nei propri salotti si balocca col vazzismo, tva una tavtina e il vevnissage delle diciannove.
Il kompagno Mao lo avrebbe mandato a fare il controllore su uno dei bus con capolinea alla stazione Termini dalle venti in poi.
Signor Sacchini, intuisco che voi non frequentate affatto la realtà di quei gradevoli luoghi dove esiste ciò che non dovrebbe esistere.
Ad esempio non avete figli in una di quelle classi allietate dalle esuberanze dei giovanotti di 2a generazione nel distretto della ceramica tra MO e RE, quelli che si trasferiscono a Riccione per allietare i locali con allegre scorribande del sabato sera.
È fantastico, c'è la realtà fuori dalle uni e dai templi progressisti, del laicismo fede in sé.
Credetemi, potreste esserne stupito!

Andrea Sacchini ha detto...

Signor Sacchini, intuisco che voi non frequentate affatto la realtà di quei gradevoli luoghi dove esiste ciò che non dovrebbe esistere.
Ad esempio non avete figli in una di quelle classi allietate dalle esuberanze dei giovanotti di 2a generazione nel distretto della ceramica tra MO e RE, quelli che si trasferiscono a Riccione per allietare i locali con allegre scorribande del sabato sera.
È fantastico, c'è la realtà fuori dalle uni e dai templi progressisti, del laicismo fede in sé.
Credetemi, potreste esserne stupito!


Tra i gradevoli luoghi di cui blateri, potrei menzionarti l'azienda dove lavoro. Azienda in cui, da molti anni, convivono felicemente lavoratori provenienti dalle più disparate parti del mondo. Ieri sera, ad esempio, ero di turno con un pakistano (Nasyr), un marocchino (Kaleed) e un nigeriano (Pascal) e ti posso assicurare che è sempre una compagnia graditissima. Anche perché, oltre a lavorare, si può parlare e disquisire di tante cose, compresa quella, interessantissima, di confrontarsi su differenze/analogie tra culture diversissime, e ti garantisco che c'è solo arricchimento reciproco in questo.

Per quanto riguarda le mie figlie, che sono grandi e la scuola l'hanno terminata, hanno entrambe frequentato classi, sia alle medie che alle superiori, dove c'erano studenti da ogni parte del mondo, e le migliori amicizie le hanno strette con queste persone qui. In particolare, mia figlia più grande ha stretto un'amicizia viscerale con una ragazza cinese e una moldava, e ancora adesso, pur essendosi allontanate fisicamente, continuano a tenere salda questa amicizia attraverso i social e ogni volta che hanno l'occasione si incontrano ancora di persona. Nel 2019 ha trascorso sei mesi in Austria col programma Erasmus e là ha conosciuto studenti provenienti da ogni parte del mondo: USA, Brasile, Canada, Africa, addirittura estremo oriente, e anche con molti di questi ha stretto amicizia bellissime.

Mia figlia minore, invece, ha cominciato a lavorare da qualche anno e la collega con cui ha stretto più amicizia è una ragazza indiana che è qua in Italia già da qualche anno.

Dici bene, c'è la realtà, fuori, ed è quella realtà che chi, come te, vive nella propria asfittica bolla ideologica costruita con gli editoriali di Feltri e Belpietro, difficilmente potrà riuscire a vedere. Ma forse sei ancora in tempo ad aprire gli occhi e cominciare a capire com'è fatto, che tu lo voglia o no, il mondo di oggi e quale direzione sta prendendo. Ci vuole un po' di impegno, occorre demolire i pregiudizi e provare a ricostruire le sinapsi tra mandrie di poveri neuroni spaesati e devastati da anni di campagne e propaganda fascio-leghista. È un lavoro immane, specie se si ha una certa età, ma non impossibile. Priva, se ci riesci tu si aprirà un mondo.

UnUomo.InCammino ha detto...

Sacchini, che reazione scomposta!
Ci mancava la ritrita poltiglia accennante al fascioleghismo e altre stupidaggini del genere (la Reductio ad Hitlerum e' uno dei segni inconfondibili di ottusita', quando uno inizia a tirare fuori il fassismo provo un senso di pieta').
Avete confermato la mia intuizione del vs. essere rinchiusi in una serie di teorie e bolle ideologiche ostili alla realtà. Peraltro dimostrate un pattern comune, quello di persone che si baloccano con le kulture perdendo ogni capacita' di auto osservazione e di osservazione della realta' e l'onesta' intellettuale, tipico dei semicolti (abbondano nella cosiddetta sinistra).
Avreste molti benefici da una cura omeopatica maoista, vi riporterebbe un po' nel mondo.

Andrea Sacchini ha detto...

La reazione non è scomposta, è argomentata, ma occorre capirla, cosa che tu non mi sembri in grado di fare. Studia, apri qualche libro, esci dalla bolla ideologica che ti sei costruito. Ripeto, ce la possono fare anche quelli come te, basta un po' di impegni. Stammi bene, eh?

UnUomo.InCammino ha detto...

Il tenore della vostra argomentazione e' qualcosa del genere.

Mio zio Adriano fuma come un turco, pure Agnese, mia cugina, fuma come una turca. Sono felici, stanno bene, discorriamo amevolmente, si sentono etc. etc. .
Quindi fumare come un turco va bene, non c'e' nessun problema, occorre demolire i pregiudizi e provare a ricostruire le sinapsi blablabla.

Direi un ragionamento ineccepibile!
A proposito di blaterate.
:)

Andrea Sacchini ha detto...

Sì, è ineccepibile. Spero tu abbia fatto lo screen anche di questo e l'abbia ripubblicato sul tuo blog, perché qui è l'ultimo.
Addio e grazie per tutto il pesce.

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