mercoledì 6 ottobre 2021

Le mosse della disperazione

Non è difficile vedere nelle intemperanze governative di queste ore un tentativo di Salvini di salvare il salvabile. Il grande sconfitto di queste amministrative è lui (a Milano la lega ha preso gli stessi voti del 2016 e Sala ha vinto per la seconda volta praticamente passeggiando) e la scompostezza delle mosse di queste ore certifica la disperazione di chi non vuole arrendersi all'evidenza del declino e si arrabatta come può per cercare di non essere messo all'angolo. È probabile che lo stato maggiore della lega, ovviamente refrattario a farsi trascinare nel baratro assieme a lui, non tardi a liberarsene.

Nel frattempo lui cerca di fare ciò che può, tipo attaccare Draghi sulla riforma del catasto e strillare contro l'ipotesi di un'apertura contingentata e controllata delle discoteche. Lo scopo è chiaro: cercare di recuperare qualche briciola di consenso da chi teme aumenti stellari delle tasse sugli immobili e dai mai dimenticati no-green pass e affini. Come al solito, e come ormai abbiamo imparato, non c'è una strategia precisa, una coerenza di intenti, un qualcosa che assomigli anche vagamente a un ragionamento; solo l'improvvisazione pura dettata dalla disperazione. Niente di nuovo sotto il sole.

4 commenti:

  1. A mio avviso queste elezioni non la vinte per davvero nessuno. Staremo a vedere come andranno i ballottaggi... per il resto è stato eletta la continuazione, l'usato sicuro o meno rischioso. Le persone sono stanche dei giochetti dei partiti e delle boutade di alcuni personaggi. A Bologna metà degli aventi diritto al voto sono rimasti a casa e mi pare di poter dire che non era mai accaduto.
    Le riforme vanno fatte, non c'è dubbio, ma occorre pensarle e non improvvisarle per poi farci rimpiangere le vecchie.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se si guarda l'affluenza, hai perfettamente ragione. Difficile parlare di vittorie o sconfitte quando più della metà degli aventi diritto non vota. E non solo a Bologna per questa tornata elettorale. Ormai anche alle politiche metà delle persone sta a casa. E, mi viene a volte da dire: come dare a loro torto?
      Ciao Sari.

      Elimina
  2. non so piu' che dire sul tizio mentre sulle discoteche penso anche io che sia una decisione assurda.
    In Svizzera sono aperte e se hai il certificato entri e basta. Come nel cinema dove lavoro: la capienza è completa e si entra solo col pass Covid e quando sei dentro puoi togliere la mascherina e muoverti liberamente. Nel cinema dove lavoro la capienza massima è 1000 persone e domenica scorsa ne sono arrivate quasi 3000.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella sulle discoteche penso anch'io che sia una soluzione con pochissimo senso: o le apri o le tieni chiuse, dài...

      Elimina

Il crollo dei miti

Non credo di aver mai letto niente di Alice Munro. La conosco di fama (è impossibile non conoscere una scrittrice che ha vinto anche il Nobe...