giovedì 21 ottobre 2021

Stenografia in Dracula

Mina Harcher, una dei personaggi principali del romanzo Dracula, di Bram Stoker, che sto leggendo in questi giorni, usa la stenografia per scrivere il suo diario. La cosa mi ha colpito perché non sapevo che la stenografia esistesse già ai tempi in cui lo scrittore irlandese stendeva il romanzo, e cioè alla fine dell'Ottocento, pensavo fosse una invenzione più recente. Ho allora fatto un giretto su Wikipedia e ho scoperto con una certa sorpresa che questo modo di scrivere risale addirittura ai tempi degli antichi greci. 

Questa cosa della stenografia mi ha riportato alla mente gli anni in cui facevo le superiori. Tra le materie di ragioneria c'era anche stenografia - ai miei tempi, oggi non so - e ricordo che non me la cavavo affatto male, avevo una buona velocità sia in lettura che in scrittura e nei compiti in classe prendevo sempre buoni voti. L'insegnante, un'anziana e altera signora di cui non ricordo più il nome, era anche vicepreside e incuteva a tutti noi studenti un certo reverenziale timore per i suoi modi burberi e autoritari. Ma, come succede spesso, sotto quella scorza apparentemente dura e inscalfibile si nascondeva una certa generosità e bontà d'animo, e in genere, se vedeva l'impegno, un aiuto lo dava sempre.

Per quanto riguarda Dracula, il leggendario romanzo da cui sono stati tratti diecimila film, serie TV, fumetti ecc., devo dire che mi sta piacevolmente stupendo. È strutturato - questa cosa non me l'aspettavo - in forma di diario ed epistole e lo svolgersi delle vicende viene appunto raccontato tramite le pagine di diario che ogni personaggio scrive e tramite le lettere che gli stessi si scambiano. Altra cosa che ho scoperto è che, a differenza di quanto comunemente si crede, non è affatto un romanzo horror, o almeno l'horror non ne è sicuramente la caratteristica precipua. È un romanzo che ricalca lo stile dei classici europei di quell'epoca ed è caratterizzato da una trama avvincente e anche da una certa poesia. Se avrò voglia ci farò un post quando l'avrò terminato.

11 commenti:

  1. Ho visto che lo stavi leggendo infatti, e attendevo il tuo parere. Io l'ho letto molti anni fa, dopo l'uscita del film di Francis Ford Coppola, e mi piacque molto. Se non l'hai ancora fatto, ti consiglio di leggere anche Frankenstein di Mary Shelley, altra storia che è stata rifatta moltissime volte. Quanto alla stenografia: non l'ho mai fatta, ma da ragazzina pensavo che fosse difficilissima!

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    1. Il film di Coppola lo vidi anch'io, anni fa, e ricordo che lo trovai eccessivamente lungo e pesante. È anche per questo che, fino ad ora, non mi ero mai deciso a leggere il romanzo. Poi, come succede spesso, il libro in questione mi è capitato in mano per caso e ho voluto provare, ed è veramente bello. A questo punto leggerò sicuramente anche Frankenstein di Mary Shelley.
      Per quanto riguarda la stenografia, a me piaceva abbastanza e, una volta imparati i meccanismi, non è difficile utilizzarla. È un po' come la scrittura: per chi non sa ancora scrivere può sembrare una cosa difficilissima, poi, una volta imparato, diventa naturale.

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  2. Quello che mi preoccupa è che ancora oggi, ad esempio nel Parlamento italiano, si stenografa, anche se in maniera automatizzata. Si registra ormai ad altissima fedeltà anche il respiro ma noi dobbiamo salvaguardare i tastieristi che stenografano ascoltando e scrivendo chissà cosa. Che tristezza.

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    1. Beh, poveretti, non vorrai mica che anche loro vadano ad ingrossare le file dei disoccupati, no? :-)

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  3. Che tuffo nel passato..! Io al terzo anno di segretaria d'azienda insieme ad altri/altre ero stata mandata a Montecatini ai campionati italiani sia di stenografia che di dattilografia. Delle "gare" mi ricordo poco o niente, ma quanto ci siamo divertiti: in albergo, in giro per Montecatini... bontà dell'insegnante accompagnatrice, la sera siamo andati pure a ballare.
    Era mezzo secolo fa (anzi qualcosa di più... ;-))

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    1. Ma pensa un po'... C'erano pure dei campionati? Forse se avessi partecipato avrei fatto una bella figura pure io :-)

      Anche io ho fatto dattilografia, ma lì ero una schiappa :-)

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  4. Un po' horror "Dracula" lo è, anche se sono state le trasposizioni, più o meno fedeli, a rincarare la dose trascurando anche parecchio le parti investigative e introspettive. Resta una storia avvincente.
    Di Stoker consiglio i racconti "L'ospite di Dracula" (prequel del romanzo, poi rimosso), "La squaw" e "La casa del giudice". Leggerei volentieri qualche altra opera lunga di Stoker, ma certe cose preferisco trovarle sugli scaffali delle librerie e non sui marketplace.

    Stenografia mai avuta come materia scolastica, chissà come me la sarei cavata.

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    1. La copia che sto leggendo io l'ho trovata su una bancarella dell'usato. Ogni tanto si trovano delle ottime occasioni.

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  5. Un romanzo affascinate, letto molti anni fa. Stoker, per la figura del vampiro, si era ispirato ad un racconto pubblicato su una rivista inglese da Lord Byron. In realtà era stato scritto da John Polidori, una sera in cui lui, Byron, Shelley e la futura moglie di quest'ultimo Mary, erano chiusi nella villa del grande poeta inglese, costretti dal cattivo tempo. Decisero così di fare un gioco e di inventare dei racconti dell'orrore. E Mary Shelley scrisse la prima bozza del suo capolavoro sul mostro" di Frankestein. Devo dire che ho amato molto anche il film di Coppola, uno dei pochi che rivedo sempre volentieri. Aspetto tua "rece" quando avrai finito il libro. Buona giornata💛

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    1. Ps: ho fatto il Liceo Classico, niente stenografia per me😉

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    2. Ho letto nell'introduzione al romanzo che pure Tolstoj si cimentò in storie sui vampiri, coi suoi racconti Upyr e I Vardalak, del 1841, dove sotto l'aspetto di nobili aristocratici si celano in realtà dei crudeli Non-Morti. Mi sembra che nell'Ottocento i vampiri siano stati un genere letterario molto in voga.

      Ciao, Mariella :-)

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