mercoledì 6 ottobre 2021

Il Rapporto Sauvé

Con un certo clamore (in Francia, qua in Italia molto meno) è stato pubblicato questa mattina il cosiddetto Rapporto Sauvé, uno studio-inchiesta durato tre anni che ha portato alla luce, documentandoli, gli abusi sessuali perpetrati su minori da appartenenti al clero della chiesa cattolica francese. Qualche numero. Dal 1950 a oggi le vittime accertate di questi abusi sono state 216.000, numero che sale a 330.000 se si considerano gli abusi perpetrati dai laici che lavorano per la chiesa (sagrestani, diaconi ecc.). L'80% delle vittime è composto di maschi con un'età compresa tra i 10 e i 13 anni. 3200 i sacerdoti, religiosi e religiose coinvolti in questo scandalo. 

Non si parli, qui, come si usa ipocritamente fare in questi casi, di mele marce, casi isolati e quant'altro. Di fronte a questi numeri (il rapporto consta di 485 pagine e più di 2000 allegati), di marcio c'è la pianta intera. 

6 commenti:

  1. Non c'è un solo mio parente (da mio padre ai miei nonni, gli zii, prozii) che non abbia incontrato un prete che non amasse allungare le mani. Pure io ne ho incontrato uno molto ambiguo e per la mia esperienza di 5 anni in un collegio cattolico potrei parlare a lungo di tutta una serie di ambiguità sul rapporto di alcuni preti con gli studenti. Ho un cugino guanelliano esorcista e una sorella comboniana ma parlare di questo argomento è quasi impossibile, anche se poi con la giusta calma escono sempre sfumature che ti fanno capire quanto sappiano...

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    1. Questi scandali avevano già investito Stati Uniti, Irlanda, Germania, Australia; adesso è toccato alla Francia. Prima o poi toccherà anche a noi, ma forse qua ci vorrà un po' più di tempo.

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  2. Mele marce che guastano tutto il cesto! Non fosse per la connivenza criminale degli alti vertici della chiesa, rimarrebbero davvero casi isolati, perché tanti dei maniaci che finiscono nel clero finirebbero per dover mantenere un basso profilo. Ma sanno di essere iperprotetti, quindi non si pongono nemmeno il problema.

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    1. D'altra parte, da sempre la politica della chiesa su questo dramma è stata quella di minimizzare, coprire, spesso depistare. È normale che poi il senso di impunità abbia aggravato la situazione.

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  3. L'ambiente ecclesiastico è un ottimo "posto di lavoro" per chi ha tendenze pedofile, perché il clero da sempre si occupa dell'educazione dei ragazzi. Ecco perché alcuni pedofili scelgono appositamente di entrare in quell'ambiente. Lo fanno apposta per esercitare le loro perversioni. L'omertà delle alte gerarchie ecclesiastiche ha fatto sì che fosse forte il senso d'impunità, causando l'incancrenirsi del fenomeno. Se viene meno l'omertà, diminuisce sensibilmente il numero di pedofili attratti dalla carriera ecclesiastica.

    Quando frequentavo le scuole medie, il sacerdote della nostra parrocchia, che era anche il direttore della scuola, "adottò" un certo Stefanino. Si diceva che il nostro prete lo volesse aiutare, perché il bimbo era orfano. Così lo si vedeva spesso insieme al povero Stefanino, che di solito aveva l'aria sconvolta e contrita. Allora non capivo cosa stesse succedendo; da adulta, invece, compresi. A volte mi chiedo che fine abbia fatto quel povero bambino.

    Ciao, Andrea.


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    1. Se Stefanino è stato vittima delle "attenzioni" di quel sacerdote, spero abbia trovato poi la forza di raccontare tutto. Tutti i casi documentati nel rapporto della commissione francese sono venuti alla luce grazie alle vittime che hanno trovato il coraggio (e ce ne vuole tanto) di uscire allo scoperto e parlare.

      Ciao, Romina.

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