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giovedì 12 marzo 2009

A quattr'occhi con uno "schiachimista"

Mi dispiace, ma non potevo non segnalarvi questa vera e propria "chicca": l'incontro a tu per tu tra un sostenitore della famigerata cospirazione planetaria delle scie chimiche e un giornalista che cerca di riportarlo alla ragione.

L'incontro è avvenuto all'interno di una osteria in Svizzera, ed è stato documentato dal giornalista, Paolo Attivissimo, in un resoconto puntuale e dettagliato pubblicato sul suo blog.

Il motivo reale dell'incontro, come spiega il giornalista, non era tanto quello di convincere l'interlocutore dell'astruseria delle sue (e non solo sue) convinzioni - lì purtroppo non c'è niente da fare -, quanto capire i meccanismi psicologici che stanno alla base di tutti i cospirazionismi.

Ne è venuto fuori un incontro che definire spassoso è poco. Si è parlato del morbo di Morgellons, di meteorologia, di telemetria, di cavalli alati, di unicorni. L'articolo è un po' lungo, quindi, se avete intenzione di darci una letta, preparate birra e popcorn come se foste al cinema.

E divertitevi.

sabato 14 febbraio 2009

Tre validi motivi per preoccuparsi

Nella ridda di provvedimenti, decisioni e dichiarazioni che giornalmente vengono sfornati dai nostri allegri governanti, ce ne sono tre, proprio di questi giorni, che presi singolarmente magari non danno nell'occhio, ma che messi insieme possono generare qualche perplessità e dare adito a qualche preoccupazione. Ecco i tre "eventi".

1) Questo risale proprio a ieri, ed è nascosto (neanche tanto) in queste parole di Maurizio Gasparri:

«Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano»

Ora, a parte il fatto che "le tasche piene di soldi dei cittadini", se proprio vogliamo cercare il pelo nell'uovo, ce le ha anche la categoria a cui appartiene l'onorevole Gasparri, visto che i loro (lauti) stipendi li paghiamo noi, a me l'espressione "stanno per essere cacciati come meritano" evoca certi ricordi. Ricordi non proprio emblematici di uno stato in cui sopra a ogni cosa c'è la libera esposizione del proprio pensiero, ma probabilmente si tratta di paranoie mie.

2) Come sapete, in questi giorni si sta discutendo molto del disegno di legge a firma Giampiero D'Alia. Un provvedimento - già passato al Senato e attualmente in discussione alla Camera - che se diventasse legge imporrebbe ai provider di introdurre software tramite i quali bloccare la pubblicazione di materiale "illecito" (nell'accezione attribuita al termine da parte del legislatore e non dell'utente), che, come osserva Zambardino, sarebbe un po' come chiudere una linea ferroviaria perché in una stazione qualcuno ha disegnato dei graffiti sconvenienti.

3) Nel famigerato ddl sulle intercettazioni - tanto per cambiare - è contenuto un codicillo che qualora il tutto diventasse legge significherebbe la fine della cronaca giudiziaria. Cioè, i giornalisti sarebbero in pratica obbligati a occuparsi solo di cose tipo l'ultima collezione di intimo della Marini, del grande fratello o di come trascorrono le vacanze i vip. E tutto in virtù della norma che prevede il divieto di pubblicare, anche solo per riassunto - pena pesanti sanzioni -, intercettazioni, atti, resoconti di udienze, ascolti, anche se non più coperti da segreto, come invece autorizzava la legge a fare finora.

Giusto per fare qualche esempio, se la legge fosse stata già in vigore non sarebbe stato possibile sapere alcunché di fatti tipo lo scandalo Parmalat, calciopoli, la clinica Santa Rita, gli ultimi fatti delle tangenti a Napoli, la vicenda Del Turco e compagnia bella. La (futura) legge, infatti, prevede che non si possano riportare fatti relativi a processi o procedimenti giudiziari finché non si giunge alla conclusione delle indagini. Una norma che lo stesso ordine dei giornalisti definisce anticostituzionale, dicendosi pronto, se serve, anche a scendere in piazza e a scioperare.

I motivi sono facilmente intuibili. Ci sono processi, ad esempio, che iniziano anche alcuni anni dopo l'inizio delle indagini, anni durante i quali sarà praticamente buio assoluto. Alla faccia del diritto di cronaca e dell'articolo 21 della Costituzione ("La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure").

Bene. Come dicevo, questi tre "eventi", che presi singolarmente sembrano slegati e apparentemente senza nessuna attinenza uno con l'altro, se messi insieme a me qualche preoccupazione la danno.

venerdì 14 settembre 2007

Fatti, dubbi, perplessità... del venerdì sera

C'è da restare allibiti, o quanto meno perplessi, venendo a conoscenza delle notizie e dei fatti che capitano in giro. La perplessità, poi, spesso, davanti a certe cose si trasforma in indignazione. Ma bisogna stare attenti anche a indignarsi perché è uno di quei sentimenti che viene spesso visto come "retorico", quasi falso. Insomma ci si indigna quasi perché "fa tendenza". Se ci fate caso, infatti, oggi va molto di moda (io stesso lo faccio spesso): il problema e che a volte (spesso) ci si indigna anche per le stronzate.

Vabbè, non fateci caso, sono i pensieri che mi vengono in mente un venerdì sera in cui non so cosa scrivere e che dovrei tenermi per me. In fondo però questo è un blog, per definizione (ah, gran cosa le definizioni) un diario personale in cui mettere le cose che frullano per la testa.

Dicevo, i fatti. Proviamo a vederne qualcuno spulciando qua e là.


-- Calderoli, lega nord, ha messo in subbuglio il mondo politico e dell'informazione con la sua intenzione di andare a passeggio con un maiale al guinzaglio in quel di Bologna, precisamente nella zona dove l'amministrazione comunale avrebbe intenzione di costruirci una mega moschea. Qui, in verità, non è necessaria l'indignazione, sarebbe stata sufficiente l'indifferenza nei confronti di questa iniziativa del senatore leghista. Un Calderoli che, badate bene, non ha sbagliato secondo me a livello di idea, ma semplicemente di metodo, dimostrando oltretutto una discreta dose di ignoranza in materia.

Come afferma infatti Magdi Allam in questo articolo pubblicato oggi dal Corriere, nella impari lotta tra l'osservanza dei precetti coranici e i beni terreni (moschee) i secondi la spuntano (storia nota, ne sa qualcosa anche la nostra Chiesa Cattolica), tanto è vero che "se Calderoli dovesse portare non uno, ma 50 maiali per urinare su quel terreno, la moschea si costruirà ugualmente perché è sufficiente lavarlo con l'acqua". Ora, accertato che l'iniziativa di Calderoli può essere considerata eufemisticamente strampalata, è comunque per lo meno auspicabile che la costruzione di una moschea di quelle dimensioni sia assoggettata quanto meno al parere di chi lì intorno ci abita.

Insomma, se io venissi a conoscenza che nelle vicinanze di casa mia è prevista la costruzione di una cosa simile, pretenderei almeno che il comune o la provincia o la regione chiedesse almeno un parere a chi dovrà averci a che fare una volta costruita. O è troppo?


-- L'anno scorso ho scritto un post intitolato "Calci nel culo". L'avevo scritto di getto sull'onda dell'indignazione (eccola qui) alla notizia del disabile picchiato a scuola e ripreso col videofonino. Poi oggi accadono fatti come questo, che il Corriere chiama generosamente "atti di bullismo" ma che in realtà sono qualcosa di molto peggio, e viene spontaneo pensare come i calci nel culo non bastino più. La reintroduzione della legge del taglione sarebbe sicuramente più adatta.

Nei prossimi giorni, vedrete, vedremo i genitori di questa nuova generazione di baby aguzzini ergersi a difesa dei propri pargoli: "Strano, erano così bravi ragazzi, famiglie per bene, ecc...". Storie già sentite.


-- Franco Frattini, da Bruxelles (che, come osserva giustamente Mante, "mandarlo là è stata uno dei passi più incisivi del precedente governo"), torna a riproporre uno dei temi che ciclicamente fanno capolino incalzati dall'entourage politico di turno, e che è tanto caro sia agli inquilini di palazzo sia a certa informazione: la censura. Frattini non è cattivo. Certo, ogni tanto capita che si faccia qualche capodanno in montagna a spese del contribuente, ma è un peccato veniale considerando che Mastella per la stessa cifra ha accompagnato il giovane rampollo al gran premio di Monza col jet di rappresentanza dello stato (comprese le spese).

Dicevo non è cattivo, ma, come molti, moltissimi politici non conosce (o non vuol conoscere) le dinamiche della rete e di internet. Il tipo di provvedimento del quale si è fatto portavoce, la così chiamata censura selettiva - che sostanzialmente ha come scopo quello di inibire l'accesso nei motori di ricerca alle definizioni corrispondenti a determinate parole chiave -, semplicemente non ha senso. Non sta né in cielo né il terra, come si usa dire. Si potrebbe tentare di spiegare a Frattini che uno che va a cercare ad esempio "genocidio" su Google lo può fare anche per fini didattici, ma temo non capirebbe.

La cosa che più fa incazzare è che io, come molti altri blogger, sono qua che mi sbatto da anni a scrivere articoli per denunciare cosa succede nei paesi in cui internet è sottoposta a censura preventiva da parte dello stato (penso a quei paesi in cui inserendo termini tipo "democrazia" o "diritti umani" si viene gentilmente invitati a non farlo più perché non gradite), e arriva questo che vuole fare qualcosa che ne è l'anticamera proprio a casa mia.


-- Leggo che in quel di Parma alcune ragazzine si prostituivano in cambio delle ricariche dei cellulari, e non posso fare a meno di pensare che le mie figlie continuano a chiedermelo con una certa insistenza, specialmente la più grande, Michela, che fra qualche giorno inizierà la prima media. Stoicamente io e Chiara teniamo duro, ancora non glielo abbiamo comprato. Ma non so quanto durerà. Dicono bene quelli che da fuori invitano a tenere duro, a resistere. Ma a scuola ci siamo stati tutti, e tutti più o meno conosciamo il fenomeno della discriminazione e ghettizzazione sociale in ambito scolastico, specialmente in una classe in cui uno su 25 è senza telefonino. Comunque per adesso ancora non mollo.


Chiudo segnalando che un sondaggio tra 2000 giovani, riuniti a un non meglio precisato convegno di Putignano, ha stabilito che la catastrofe ambientale avverrà nel 2037. Quella ambientale.

Quella generale mi pare sia già qui.

domenica 8 luglio 2007

Domeniche di luglio

C'è qualcosa di bello nelle interminabili e assolate domeniche estive: la pace. Guardate questa foto:



L'ho scattata oggi pomeriggio verso le due da sotto il portico di casa mia. In una qualsiasi altra giornata della settimana, nella stessa foto si sarebbero viste macchine parcheggiate, traffico intenso, biciclette, motorini, persone che cercano inutilmente di attraversare incolumi la strada.

Oggi invece niente: traffico pressoché assente (tutti in quella specie di girone dantesco - narrato da Max Gazzé nei primi versi di questa bellissima canzone - che è il mare giù a Rimini in questo periodo) e tranquillità assoluta. Solo il silenzio e la pace a farla da padroni, assieme al caldo, comunque sopportabile grazie al soffiare di una leggera brezza.

Aspetto con ansia la prossima domenica.

martedì 5 giugno 2007

Post cattivi

Voglio aprire una nuova categoria di post, quella dei cattivi. Quella dei post scritti quando ti girano le balle (anche se mi pare di averne già scritto qualcuno così, ma ormai ne ho scritti talmente tanti che potrei anche sbagliarmi). Perché oggi è una di quelle giornate che girano, eccome se girano; una giornata che è iniziata male e probabilmente finirà peggio. Niente di irreparabile, si intende, ma avete presente quando vi fate i vostri bei programmini: oggi pomeriggio devo fare questo, questo e questo e poi quello che doveva essere un innocuo pisolino pomeridiano si trasforma in una mega ronfata che quando ti svegli non c'è più tempo di fare un cazzo?

Oggi è andata così. E adesso sono qui a sfogarmi davanti al monitor e a maledire 'sto cazzo di mestiere (mmh, due parolacce in due paragrafi: la vedo brutta) che mi trascino dietro ormai da 20 anni e che mi porta via parecchie ore della notte. Quando sento gente che lavora in ufficio - e che inizia a lavorare alle 8 di mattina - lamentarsi, li prenderei tutti a calci nel sedere. Ma poi penso che in fondo sono un cretino: sto qua a lamentarmi per queste stronzate quando sento in lontananza le campane della chiesa che suonano a morto. E allora quello, poveraccio, cosa deve dire?

E vabbé. Accendo il pc, dò un'occhiata a quello che è successo oggi nel mondo e mi viene voglia di spegnere.

Leggo che a Mike Bongiorno gli è stata data la tanto agognata laurea honoris causa in scienza della comunicazione. Finalmente! Ma vi ricordate quanto ha rotto le palle ultimamente con questa storia? Su ogni santo canale e su ogni giornale a elemosinare un pezzo di carta che nel suo caso ha lo stesso valore della carta da cesso. Sembrava quei bambini capricciosi e viziati che frignano nei centri commerciali. Una laurea in scienza della comunicazione a uno che i congiuntivi non sa neanche dove stanno di casa e che è diventato famoso per le sue papere (per la stragrande maggioranza non dovute a lapsus ma a abissale ignoranza) e i prosciutti che ha venduto. E allora la voglio anch'io! Anzi no, se la tengano. La diano a chi se la merita, piuttosto (Fiorello).

Il Corriere invece ci delizia raccontandoci la mega trombata liberatoria che si sono fatti Corona e la Moric, la prima dopo il carcere. Con lui che dice di essere diventato il leader dei detenuti, definendosi pure un "tamarro" (dal Garzanti: tamarro: "zoticone", "cafone". Contento lui...).

Bush arriva in Italia, dove incontrerà tra gli altri l'"amico Silvio". Massì, che lo incontri pure, e poi se lo porti via sul suo elicottero, magari insieme a Putin e alle porcate in cui c'è il suo zampino da quando manda avanti la Russia (vedi Litvinienko e la Politkovskaja). Poi se la prende con la Cina, rea di violare sistematicamente i diritti umani. Buona questa: il presidente di una paese che ha una delle polizie più crudeli del mondo, che non esita (quando non è inquadrata da qualche telecamera) a pestare a sangue la gente senza motivo. Il presidente di un paese in cui ci sono ancora processi sommari, la pena di morte e Guantanamo va a lamentarsi con la Cina perché non rispetta i diritti umani. Boh...

Voglio scrivere anche un post speciale, anzi un post su Roberto Speciale, il generale della finanza cacciato senza motivo dal governo, che ha rifiutato l'incarico "riparatore" alla corte dei conti per non svendere la sua dignità "per un piatto di lenticchie". Non so come questa storia andrà a finire, né chi fra Visco e l'alto ufficiale della finanza racconti balle, ma una cosa è certa: il comportamento tenuto dal generale è stato a mio parere ineccepibile, costante fino alla fine. Uno dei rari casi in cui l'orgoglio personale, l'onore, lo spirito di servizio e il rispetto per la carica e la missione prevalgono su tutto, anche su un comodo e lusinghiero posto alla corte dei conti. Un comportamento che dovrebbe essere di esempio a quella mandria scalcinata di caproni senza onore che siedono in parlamento, e che spero serva a far venire alla luce nella sua interezza una delle tante porcate di cui si macchiano i suddetti caproni spesso alle nostre spalle.

Ecco perché mi viene voglia di spegnere il pc: per non leggere tutte queste cose. Poi però capito sul blog di Romina che casualmente scrive un post in cui riporta un bellissimo articolo di Massimo Fini. Un articolo condivisibile dalla prima parola all'ultima.

E allora forse vale la pena tenere acceso ancora un pò il pc.

mercoledì 23 maggio 2007

Basta che si sbrighino

Sono sincero: non me ne frega un beneamato che stasera vinca il Milan o il Liverpool, basta che questa storia finisca.

Non se ne può più.

lunedì 21 maggio 2007

E' dura

E' dura scrivere con 38 e mezzo (purtroppo questa storia pare ben lungi dall'essere risolta: e vabbè, me ne farò una ragione). E infatti il pc oggi è rimasto spento. Stasera va un pelino meglio (37,5) e sono venuto a fare un girettino in rete a vedere cosa succede.

Oggi pomeriggio, mentre ero in coma sul divano con la fronte buona per cuocere le uova, ho fatto un pò di zapping in tv (niente libri, troppo cerchio alla testa). Mi fermo un pò su raidue, verso le 15, e trovo una simpatica trasmissione/talkshow in cui si parla tra le altre cose di esoterismo, magia, oroscopi, sensitivi, cartomanti, rabdomanti, ecc. Ciarlatani insomma.

Il conduttore snocciola alcuni dati (ve li butto lì così, non ho avuto voglia di verificare): almeno 10 milioni di italiani si rivolgono ogni anno a cartomanti e sensitivi per farsi predire il futuro. Un giro d'affari di qualcosa come 5 miliardi di euro. Beh, se a questo aggiungiamo che il 40% degli italiani l'anno scorso non ha aperto un libro e che una percentuale simile va a cercare gli approfondimenti culturali sul televideo, non stupisce più di tano che ci sia ancora gente che crede alla liquefazione del sangue di San Gennaro (con tutto il rispetto per chi ci crede, ovviamente).

Da quello che si è sentito stasera ai tiggì pare che si sia sbloccata la vertenza sugli aumenti agli statali (anche se Repubblica sembra ancora dubbiosa). Secondo me i soldi si trovano: la prossima settimana ci sono le amministrative, non vorrete mica che si vada a votare con 3/400 mila persone nelle piazze che scioperano? E poi oggi è ritornata in auge la questione del "tesoretto" (non so a voi, ma a me questo neologismo di stampo giornalistico sa un pò di presa per il culo). La novità del giorno è che ancora non si sa che fine farà (ho un brutto presentimento. Staremo a vedere).

Questa sera, Giorgio, il mio vicino con l'adsl (un giorno capirò perché lui sì e io no), mi ha portato una chiavetta usb sulla quale mi ha messo Sex, Crimes and Vatican, il video-documentario trasmesso l'anno scorso dalla BBC (i tiggì al riguardo non hanno aperto bocca, ma gira in rete) che verte intorno al discusso binomio preti-pedofilia. Non l'ho ancora visto (ci darò un'occhiata se ce la faccio appena chiudo questo post) e quindi ovviamente non posso commentare. Lo farò in uno dei prossimi post. Chi vuole darci un'occhiata intanto lo trova anche su GoogleVideo.

E vabbè, sono le 10 e mezza, forse è meglio non abusare del temporaneo abbassamento di temperatura, non si sa mai.

venerdì 18 maggio 2007

Faringite di maggio

Ma si può essere più sfigati? Uno sta bene tutto l'inverno e poi si va a beccare una bella faringite a maggio! Uff...

Per la verità mi ero accorto già da qualche giorno che mi "pizzicava" un pò la gola, ma non ci avevo dato peso più di tanto. Ieri sera invece oltre al pizzicore mi sentivo stranamente accaldato. Misuro la febbre: 37,6. Alè, il tempo di finire il post sul Norton, aspirina e poi a nanna.

Stamattina vado dal dottore, che appena mi vede mi fa: "Ohilà, chi non muore si rivede!" (come capirete ci vado molto spesso). A questa frase mi tocco in segno scaramantico e lui si mette a ridere. Vabbè, anche i medici devono divertirsi...

Mi guarda la gola e mi dice che dovrebbe essere solo un'infiammazione: niente di grave insomma. Intanto però il mio 7 e mezzo è ancora lì e pare non abbia alcuna intenzione di andarsene. Staremo a vedere come evolve la situazione. In ogni caso, almeno fino a lunedì, niente lavoro.

Il ché non è poco.

mercoledì 25 aprile 2007

Strade deserte

Questa notte ho lavorato. Mi fa sempre un certo effetto lavorare la notte del sabato contro la domenica, o comunque (come questa, appunto) ogni volta che mi capita il turno del prefestivo contro il festivo.

Traffico pressochè inesistente (tranne qualche "animale notturno" che torna a casa), strade deserte, pensieri che si affollano fino a formare quell'ingorgo che in situazioni come questa manca sulla strada.

Due istantanee catturate col telefonino:



Questo qui sopra è l'approssimarsi dell'incrocio tra la circonvallazione di Rimini e via Covignano, direzione Rimini-Riccione; una di quelle intersezioni che nei giorni normali ora che arrivi al semaforo fai tempo a leggerti un libro intero di Stephen King. Stamattina alle 6,30 era così.



Questo qui sopra invece è un tratto della superstrada Rimini-San Marino, 7/8 km prima del confine di stato. Anche questa una strada che di solito te la raccomando.

E allora, dicevo, in queste situazioni, quando le condizioni circostanti ti permettono quel minimo di rilassamento altrimenti impossibile (non c'è nessuno in strada da mandare a quel paese), comincia il turbinio di pensieri. Pensieri non legati da nessun tipo di filo conduttore: così, come vengono.

Magari alla radio passano un canzone che ti ricorda qualcosa, che ti evoca vecchi ricordi, e allora ci pensi su. Oppure guardi in giro, non vedi nessuno, le finestre delle case sono chiuse e ti viene in mente che potresti anche essere l'ultimo uomo sulla faccia della terra. Poi invece senti un clacson, torni in te, e ti accorgi che è verde, e che quello dietro ti ha mandato a cagare. E la prossima edicola si avvicina: magari l'edicolante è già lì che aspetta spazientito, e quando arrivi ti chiede dove sei stato.

E allora si corre. Ma verso dove? Corri di qua, corri di là, c'è da fare questo, c'è da fare quello, c'è sempre qualcuno che ha bisogno di qualcosa, che ti mette fretta. Ma perché poi? A che pro? Ci sbattiamo una vita: affanni, stress, per cosa? Per chi? Cosa rimane dopo? Cosa ci portiamo di là?

Forse lo facciamo per i figli. Per loro si fa tutto (troppo dice qualcuno), e magari ci dimentichiamo che probabilmente fra una decina d'anni ci manderanno a cagare, o, se va bene, si dimenticheranno di noi. Però ci pensi: i figli sono tutto: sono dolci, carini, affettuosi, invadenti, rompicoglioni, testardi, ci sono giorni che piangi per loro e giorni che li attaccheresti su a un muro. Dei giorni che benedici il giorno in cui son nati e altri che lo maledici.

Fra un pò torno a casa, ho finito. Io andrò a dormire e loro si alzeranno: "Ciao babbo, com'è andato il lavoro?" "Mah, si stava meglio a casa. Come siete messe coi compiti per domani? La mamma dorme?". Tutto pare banale routine, poi ti scappano fuori con cose come questa e rimani piacevolmente spiazzato.

E vabbé.

Poi magari scrivi un post come questo, un pò strano, un pò fuori dal normale (qualcosa tipo quei sassolini che ti trovi a volte nelle scarpe e che magari ti danno un pò fastidio) e, perché no, anche un pò... paranoico (mentre scrivo ho in sottofondo The Wall, chi lo conosce sa cosa voglio dire).

Buon 25 aprile (o quello che ormai ne resta).

lunedì 23 aprile 2007

Politica? Ripassi più tardi, grazie

E' ormai da parecchio che non scrivo di politica: sono in una fase di "scazzo-stanchezza" (non ho neanche voglia di andare a cercare uno straccio di jpg da mettere sotto al titolo di questo post). Anche perché poi cosa c'è di interessante da raccontare riguardo alla politica? Che novità ci sono? E' un anno che è andato su il centro-sinistra, è cambiato qualcosa rispetto a quando c'era quell'altro? No, perché sono la stessa cosa.

Che fine hanno fatto tutti i proclami e i programmi contenuti nel (fin troppo) corposo programma dell'Ulivo? Hanno rotto le scatole 5 anni sul conflitto di interessi del nano esportatore di democrazia, e da un anno che sono su non hanno ancora trovato il tempo di darci una guardata? Tutto dissolto al vento. Dimenticato. Come tutti si sono dimenticati che nessuno ha mai chiesto truppe in Libano e indulto, altrimenti col cavolo che andavano su.

Ma è l'ideologia che è finita; una volta si era comunisti, socialisti, clericali, fascisti, non importa, ma c'era qualcosa dietro. Quella spinta propulsiva, che portava a credere un pochino che andando a votare sarebbe cambiato qualcosa, non c'è più. La passione politica è finita. L'ideologia che ci stava dietro pure. Oggi l'unica differenza tra destra e sinistra sta nel nome, per il resto è uguale: tutti indistintamente coi loro lauti stipendi, i loro privilegi, il loro logorroico e irritante attaccamento alla poltrona. Forieri di una ignoranza bi-partisan da far drizzare i capelli. E molti pure tossici.

Cambiano i nomi, i partiti, le coalizioni, ma la sostanza (marcia) è sempre quella. Fassino e Rutelli piangono alla tre giorni che ha visto nascere l'ennesima coalizione (quando gli unici che avrebbero diritto a piangere siamo noi). Nasce il Partito Democratico (già nel nome si vede la ventata di novità), già abbreviato da tutti in PD (le stesse iniziali della p2 di Licio Gelli), un "nuovo" movimento (come si fa a fare un nuovo movimento sempre con la stessa gente?) nato all'insegna di velati litigi sulla leadership (si dice così?) e dalle defezioni dell'ala più radicale della sinistra (Mussi e Bordon). E quel che è peggio sotto la benedizione dell'unto del signore: che schifo!

Una politica fatta di fumo negli occhi, con Bersani che prova a fare due liberalizzazioni (quella delle licenze dei taxi, stroncata sul nascere, e i costi di ricarica dei cellulari, subito vanificata dall'aumento delle tariffe), e di passerelle per farsi belli in tv, con la patetica sfilata dei soliti noti da Bruno Vespa, a scambiare chiacchiere con la Marini e la Parietti (contro le quali spesso sfigurano).

Ecco perché è un pò che non parlo di politica: perché non c'è più niente di nuovo da dire. Le cose e i fatti sono sempre quelli, magari detti con parole diverse per dare al tutto un colore diverso. I politici stessi sono sempre quelli: le stesse facce, tutti uguali. Sarebbero da prendere e gettare tutti nel limbo, che è stato recentemente abolito da Ratzinger, così almeno spariscono anche loro e non nuociono più.

Quindi basta politica: preferisco parlare di musica, di tecnologia, di informatica e di internet. Perché qui se un programma o un sistema operativo non funzionano e non rendono al meglio li modifico, al limite li disinstallo e li reinstallo. I politici no, quelli non si possono disinstallare: sono come quei virus che saltano fuori dopo una scansione: pensi di averli eliminati ma al successivo riavvio del pc sono ancora lì. I politici sono uguali: magari escono dalla porta, ma rientrano dalla finestra, in un ininterrotto e ridicolo circolo vizioso.

Avete capito perché è un pò che non parlo di politica?

mercoledì 28 marzo 2007

Il gioco della politica

Dopo quello che è successo ieri sera in Senato, sorgono spontanei (almeno a me) alcuni interrogativi

Dunque, ricapitolando, ieri sera il Senato ha dato il via libera al rifinanziamento della nostra missione in Afghanistan. Le modalità che hanno permesso il raggiungimento del risultato sembrano però un pò strane: da una parte abbiamo il centrodestra - che ha sempre creduto nell'importanza della missione - che ha votato contro per tentare di fare cadere il governo. Dall'altra il centrosinistra - tendenzialmente propenso a far tornare a casa i nostri militari - che ha invece votato il provvedimento per non farlo cadere.

In mezzo ci siamo noi, poveri cocali, che continuiamo ad andare a votare pensando che sia nel nostro interesse.

lunedì 26 marzo 2007

Sono pronto per l'Inferno






Papa Ratzinger torna a rammentarci (in caso ce ne fossimo dimenticati) che l'"Inferno esiste ed è eterno"

Lo so, mi attirerò - come è già successo - le ire di chi non la pensa come me, ma qui sono a casa mia, e quando sento queste cose non posso fare a meno dire quello che penso. E il mio pensiero è molto semplice: possibile che nel terzo millennio si debbano ancora sentire queste cose?

Le storielle dell'inferno, del diavolo e delle eresie sono state utilizzate per più di 1500 anni dalla Chiesa come arma per il suo lavaggio del cervello di massa. Il pontefice lamenta, nell'omelia da cui sono tratte queste sue parole, come l'attuale società non dia più il giusto peso alla questione inferno, declassandolo ad argomento di serie b.

Questo, se non fosse ancora sufficientemente chiaro, è a mio parere la dimostrazione che la gente ha altre cose (più serie) a cui pensare. Una purtroppo sempre più larga fetta della popolazione, infatti, prima di preoccuparsi di una eventuale dannazione eterna, si preoccupa della dannazione di cui è già vittima qui sulla terra adesso: la dannazione di un lavoro precario che ti mette nell'impossibilità di pianificare qualsiasi progetto futuro, la dannazione di chi vive nell'indigenza, nella sofferenza, nella malattia, di chi è vittima di ingiustizie, di oppressioni e di sfruttamento, di chi non sa come fare ad arrivare alla fine del mese. Queste sono le dannazioni e l'inferno, altrochè il pistolotto di Ratzinger (che ovviamente non ha di questi problemi).

Sarà sicuramente un'impressione mia, ma le ultime prese di posizione dell'entourage papale su molti aspetti della vita sociale del nostro paese e non solo, mi danno l'idea di uno fuori dalla storia, da quello che succede tutti i giorni, totalmente privo di contatti con la vita reale. A chi si rivolge con tutti i suoi bei discorsi quando la maggior parte di questi sono ascoltati e messi in pratica solo da una piccola minoranza del suo stesso gregge?

Come è possibile che io mi debba sentire dire che mi devo pentire (qualcuno mi dovrebbe anche spiegare di cosa) altrimenti andrò incontro alla pena eterna? Non ho mai ammazzato nessuno, non delinquo, non mi drogo, non bevo, sono regolarmente sposato in Chiesa, amo profondamente mia moglie e le mie figlie, credo nell'uguaglianza e nella fratellanza universale. Dovrei pentirmi perché non vado a messa la domenica?

Beh, in tal caso sì, sono pronto per l'Inferno.

mercoledì 14 marzo 2007

Revisioni e burocrazia

Un paio di settimane fa, ricorderete, sono stato beccato dalla stradale con la revisione della mia auto scaduta. Vi racconto brevemente, partendo dall'inizio, la trafila che ho fatto per rimettermi in regola:
  • mi viene ritirato immediato (in flagranza di reato :)) il libretto da parte della Polizia
  • lo stesso viene spedito tramite raccomandata a/r alla sede della Motorizzazione Civile competente per territorio (nel mio caso Rimini)
  • attendo 4 giorni (il tempo che impiega una raccomandata per coprire il tragitto Novafeltria-Rimini)
  • la Motorizzazione riceve il libretto. Mi presento quindi in sede la mattina successiva alle 9
  • un'ora e mezza di attesa allo sportello (c'è un impiegato solo)
  • mi viene rilasciata una fotocopia del libretto con timbro della Motorizzazione
  • con la suddetta fotocopia mi presento alla mia officina di fiducia per la revisione
  • terminato il tutto mi viene rilasciato un tagliandino sul quale è incollato un piccolo adesivo che certifica l'avvenuta revisione
  • col tagliandino vado di nuovo alla motorizzazione (20 km andare e 20 tornare) e mi rimetto pazientemente in fila (c'è sempre un impiegato solo)
  • finalmente consegno il tagliandino coll'adesivo all'impiegato, il quale lo stacca e lo attacca sul mio libretto. Fine della trafila
Ora, questa sarà sicuramente la procedura standard, niente da dire, ma se la stradale una volta contestatami l'infrazione mi avesse lasciato il mio libretto con l'obbligo di ripresentarmi entro una settimana per esibire l'avvenuta revisione, non sarebbe stato più semplice e sbrigativo?

Mah...

domenica 11 marzo 2007

Volare, oh oh...

Secondo voi, cosa pensa chi si corica nel suo candido lettino il sabato sera sapendo che la domenica può finalmente dormire dopo una settimana in cui la sveglia ha suonato alle 2,15 della notte? Mi pare sia facilmente immaginabile. Ma l'imprevisto, purtroppo, è sempre in agguato. Guardate questa immagine:



Questo è il mio telefono com'era questa mattina alle 8,30, dopo che questa notte verso le 4,30 l'ho tirato fuori dalla porta di casa.

giovedì 8 marzo 2007

Avvicendamenti

Leggo su Repubblica che monsignor Bagnasco, colui che ha preso il posto di Ruini alla guida della CEI, è stato fino al 2006 arcivescovo ordinario militare d'Italia.

Come dire, dalla padella alla brace...

venerdì 16 febbraio 2007

(ma)Scalzone riabilitato

Mi pare che stia prendendo piede nel nostro paese una strana e pericolosa tendenza: la riabilitazione dei delinquenti. Non mi riferisco a quelli che siedono in Parlamento e legiferano tranquillamente con una condanna passata in giudicato sul groppone, ma a quelli di "importazione".

Molti giornali si sono ad esempio occupati in questi ultimi tempi - ne avrete sicuramene sentito parlare - della vicenda di Oreste Scalzone. Il simpatico e pittoresco signore, che vedete nella foto qui sopra, è appena rientrato da una lunga vacanza in Francia: una vacanza che durava da ben 26 anni. Ed è tornato non perché si sia stancato di stare dai nostri cugini d'oltralpe, ma perché i reati di cui si è macchiato sono caduti in prescrizione e non corre più il pericolo di finire dentro. E non è che fossero innocenti bravate giovanili: i 16 anni di reclusione (che non ha mai scontato in quanto la Francia ne ha sempre negato l'estradizione) a cui è stato condannato nell''81, gli sono stati inflitti per associazione sovversiva, banda armata e rapina.

Oggi Scalzone è a tutti gli effetti un uomo libero, che scrive saggi (non oso pensare agli argomenti trattati), parla nelle piazze e dice tranquillamente di essere tornato con l'intenzione di riprendere le vecchie battaglie, "disposto pure a sparare se serve" (così, giusto per non perdere l'antico vizio). Bene, quindi, a mio avviso, ha fatto oggi il rettore della facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza di Roma a chiudere le porte e a vietare l'assemblea in cui avrebbe dovuto parlare il mancato galeotto, il quale si è dovuto accontentare di parlare davanti a quattro gatti sul piazzale antistante al rettorato dell'università.

Dicevo di questa pericolosa tendenza. Che probabilmente è solo frutto della mia paranoia, ma che è supportata da alcuni fatti che sembrano denotare un certo lassismo di fondo davanti a chi delinque in modo anche piuttosto plateale. Abbiamo avuto ad esempio l'indulto, che ha di fatto abbreviato le pene anche a chi ha commesso reati di una certa gravità, abbiamo tutta l'allegra brigata - di cui parlavo prima - dei parlamentari condannati in via definitiva che siedono tranquillamente in Parlamento, abbiamo Segretario della Presidenza della Camera (una delle cariche più prestigiose dell'intero arco costituzionale) Sergio D'Elia, condannato a 25 anni di galera per omicidio e banda armata, e adesso questo signore che nonostante quello che ha combinato non si è fatto un giorno di prigione e anzi va a parlare nelle università.

Come dicevo la mia è sicuramente solo una lieve forma di paranoia, però...

mercoledì 14 febbraio 2007

S. Valentino per chi?

Ci siamo! La data attesa da milioni di innamorati (assieme ad altrettanti a cui non può fregare di meno) è dunque arrivata. E' difficile oggi, sinceramente, almeno per me, riuscire a inquadrare questa festa, e sono convinto che molti lo festeggino pur non sapendo niente sulle sue origini e sulle sue... conseguenze (specialmente a livello di portafoglio). Diciamo che la cosa in fondo non è così grave: vedere infatti gente che non sa cosa sta facendo è ormai piuttosto comune. Vabbè.

Agli occhi degli inguaribili romantici passerò come un cinico barbaro senza cuore, ma non mi sento di festeggiare questo appuntamento; per alcuni motivi. In primo luogo a causa della mia indole: sono infatti piuttosto restìo a celebrare ricorrenze di vario tipo (mia moglie mi aveva appioppato l'epiteto "orso" già quando eravamo ancora fidanzati). In più sono totalmente negato per le date e dimentico con una facilità disarmante compleanni, anniversari, appuntamenti. Ad aprile dell'anno scorso ho addirittura dimenticato l'anniversario di matrimonio (Chiara ogni tanto me lo ricorda ancora, vorrà dire che quest'anno le dedicherò un post per far pari).

Ma torniamo alla ricorrenza di S. Valentino, che è per definizione la festa degli innamorati, giusto? Ma perché ci deve essere un giorno in cui si festeggia il fatto di essere innamorati? Non si è (o non si dovrebbe esserlo) tutto l'anno? Da questo punto di vista giustifico di più ad esempio l'anniversario di nozze o di fidanzamento: visto che si è innamorati e si sta intraprendendo un cammino da più o meno anni con un'altra persona, trovo più ragionevole ricordare il giorno in cui tutto ha avuto inizio. O sbaglio? Che senso ha festeggiare l'innamoramento dando l'assalto ai negozi in cerca di fiori, cioccolatini, peluches, gioielli, cellulari, profumi, abiti, accessori? A parte il fatto che questo genere di regali si fa altre svariate volte durante l'anno (Natale, Pasqua, capodanno, Epifania, compleanni, ecc...), ma i più maligni potrebbero pensare che si tratti di un tentativo di colmare con cose materiali un vuoto affettivo (naturalmente è solo un'ipotesi).

E poi penso non vada dimenticato il fatto che a qualcuno questa festa può far girare le scatole. Pensiamo ad esempio a chi magari è appena stato lasciato, a chi ha trovato la moglie intenta a spiegare all'idraulico che il principio di impenetrabilità dei corpi è una balla. Pensiamo magari a chi sta soffrendo per amore, oppure l'amore non l'ha mai conosciuto o magari ce l'ha lontano. Oggi su qualunque giornale o cartellone in cui ha la sfortuna di imbattersi trova sicuramente i cuoricini o l'immagine dei cioccolatini da regalare. Eh, insomma, un pò girano, dopo.

Di sicuro, comunque, chi apprezza incondizionatamente questo genere di feste sono i commercianti, visto che quest'anno la festa dell'amore porterà via dalle tasche degli innamorati quasi 700 milioni di euro. Certo, davanti all'amore può apparire venale e cinico parlare di soldi, e infatti l'amore è cieco, come si usa dire, proprio ad indicare che difficilmente vede i disastri che combina. Non si vorrà mica rovinare l'atmosfera della situazione? Poi se è un problema ad arrivare alla fine del mese, beh, a quello ci si penserà. Non va dimenticato poi, che, appena esaurito S. Valentino, avremo a che fare nell'ordine con: festa della donna, festa del papà, festa della mamma, festa della nonna (ah no, quella l'hanno cavata), ecc... e quindi il problema del regalo e del pensierino si ripresenterà in tutta la sua drammaticità (insieme a qualche altro centinaio di milione di euro che si volatilizzeranno).

Comunque sia, come prestabilito, oggi è la festa dell'amore. Oggi si mettono da parte i piccoli egoismi irrazionali, i piccoli rancori, i cosmi personali che ognuno si costruisce (scordando che alla fine tutti avremo sopra due metri di terra) e ci si vuole bene. Costi quello che costi. Il coltello lo riprenderemo in mano domani.

Buon S. Valentino a tutti!

mercoledì 7 febbraio 2007

Il vuoto (dell'informazione)

Uff... già è appena passata (anche se ancora non del tutto) la "bufera" provocata dalla lettera inviata a Repubblica dalla ex first lady - che non ha mandato giù il fatto che il dolce maritino abbia fatto il galletto con alcune ritoccate del sabato sera -, che già sta tenendo banco la questione della battuta sui gay dell'intraprendente ex-premier.

Naturalmente alla battuta va dato il peso che merita (e cioè quasi niente), considerando anche la levatura del personaggio che l'ha pronunciata, ma la questione è un'altra: è possibile che i media non abbiano di meglio da fare che riportare per pagine intere e per giorni qualsiasi stronzata che dicono i nostri cosiddetti "vip"? E Repubblica poi cosa è diventata? Il tramite postale ufficiale tra i due coniugi? Già io se fossi stato Ezio Mauro avrei preso la "coraggiosa" lettera della mogliettina ferita nell'orgoglio e l'avrei cestinata all'istante, invece di accettare di spiattellare il tutto ai quattro angoli del globo. Che si scrivessero in privato e non rompessero gli zebedei a noi, che abbiamo ben altro a cui pensare.

E poi, checcavolo, un pò di dignità da parte di Repubblica. Non è forse considerato uno dei più autorevoli quotidiani italiani? Ha per caso deciso di abbassarsi al rango "gossipparo" di Novella 2000? Cosa è diventato, una specie di surrogato mal riuscito di una rivista per cuori infranti? Mi meraviglio del silenzio di Scalfari, suo fondatore. Vi immaginate poi se per caso la moda prende piede? Già vedo la moglie di Prodi lamentarsi col Corriere della Sera per presunte trascuratezze del marito in favore della bicicletta.

E vabbè, cosa ci volete fare? Parafrasando un noto detto potremmo dire: "ognuno ha l'informazione che si merita".

Addio ai social (in Francia)

A me la proposta di legge francese di proibire l'uso dei social ai minori di 15 anni piace, ma le perplessità che ho sono parecchie. In...