Racconta Vera Gheno, nella prefazione a Le ragioni del dubbio, che ho appena iniziato, di aver letto tanta fantascienza e tanto fantasy. Anche io ho letto tanto fantasy, e quindi so cosa sono le "aramostre" :-)
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Guadagni
Pensavo a Pedro Sánchez, il quale ha fatto imbestialire oltre misura Trump vietando agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari congiunt...
-
Nel racconto Direttissimo , di Dino Buzzati, si narra di un misterioso viaggiatore che sale su un treno, un treno potente, veloce, che scalp...
-
Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
-
È in corso da un paio di giorni una discussione fiume sul blog di Moz . Tema: cosa resterà dei blog. Tra i tanti argomenti di cui si dibatte...
Adesso però ce lo devi dire :)
RispondiEliminaTi faccio il copia-incolla della nota a pie' di pagina che lo spiega: Qualora aveste la curiosità, le aramostre sono dei mostri aragostoidi che Stephen King descrive nel romanzo La chiamata dei tre della serie della Torre nera. Chiamate in originale lobstrosity, non posso che complimentarmi con Tullio Dob ner, il traduttore, che ha inventato il termine aramostra in italiano. Il participio passato flatlineato, voce del verbo flatlineare, invece, viene usato nella traduzione italiana di Neuromante di William Gibson per indicare qualcuno a cui è stato fuso il cervello, per cui l'encefalogramma è piatto (in inglese flatlined: per quanto sono riuscita a ricostruire, Gibson prese il verbo dal gergo dei soccorritori sulle ambu lanze). Cfr. Stephen King, La chiamata dei tre, Sperling & Kupfer, Milano 2017 e William Gibson, Neuromante, Mondadori, Milano 2017.
Elimina