lunedì 27 gennaio 2020

Considerazioni sparse sulle regionali emiliano-romagnole

Come ho già scritto nel post precedente, sono ampiamente soddisfatto del risultato delle regionali di ieri qui in Emilia-Romagna, un risultato che, complice il mio innato pessimismo, francamente non mi aspettavo. Alla coalizione capitanata da Stefano Bonaccini avrei concesso, ottimisticamente, uno spettro di risultati compreso tra una sonora sconfitta e una vittoria di strettissima misura. Mi sono sbagliato e sono lieto di essermi sbagliato - otto punti percentuali di scarto non sono certo pochi. L'ultima volta che ho provato una simile soddisfazione è stato quando, alla fine del 2016, quasi venti milioni di elettori mandarono a quel paese Matteo Renzi e la sua riforma costituzionale: un momento bellissimo e liberatorio, dopo che per mesi aveva stressato con quel progetto di revisione costituzionale totalmente inutile e senza senso - io aspetto ancora un politico veramente rivoluzionario che si adoperi per l'abrogazione dell'art. 7 della Costituzione, ma temo non arriverà mai e i motivi sono facilmente intuibili. Tra l'altro, e i miei lettori di più vecchia data probabilmente lo sanno già, ho sempre considerato la cialtronaggine di Renzi uguale se non leggermente inferiore a quella di Salvini. Insomma, coi due Matteo non sono mai andato molto d'accordo.

Tornando a ieri, penso che adesso l'errore che il centrosinistra deve assolutamente evitare di commettere sia quello di adagiarsi sugli allori e pensare che l'avanzata leghista si sia arrestata. Non è così. Salvini ha perso una battaglia e l'ha persa male, ma l'onda populista/sovranista ha solo trovato un ostacolo sulla sua strada, un ostacolo facilmente aggirabile che, temo, non ne pregiudicherà significativamente l'avanzata. Quindi, occhio. Altra cosa. Salvini ha fallito la spallata al governo nazionale, obiettivo principe della sua battaglia di questi mesi (dell'Emilia-Romagna a lui non è mai fregato nulla, come del resto non gli è mai importato nulla della Calabria). Il Conte due ora potrà un po' respirare, avrà maggiore tempo per assestarsi e cercare di rimettere insieme in qualche modo i numerosi pezzi, spesso incompatibili tra loro, di cui è composto. Chi scrive si augura che riesca a trovare una qualche forma di intesa che lo porti a eleggere il successore di Mattarella, il cui mandato scade nel 2022. Forse è eccessivamente ottimistico pensare che una combriccola così raffazzonata come quella che è al governo possa durare fino a tale data ma qua lo si spera. L'idea che il prossimo Presidente della Repubblica possa essere nominato da un parlamento a maggioranza leghista dà i brividi.

Il grosso della campagna elettorale di Salvini, come sicuramente vi sarete accorti, ha avuto come tema Bibbiano, la località emiliana al centro dello scandalo dei presunti affidi illeciti di minori. Lo slogan accompagnatore era il famigerato e stupido "Parlateci di Bibbiano", che la signora Borgonzoni arrivò a mostrare stampato su una maglietta in una famosa e patetica seduta parlamentare. Sono seguiti ripetuti sciacallaggi a suon di comizi in quella località, con tanto di esposizione di mamme e bambini sul palco dei comizianti, una delle pagine più indegne della storia delle campagne elettorali nel nostro paese. Bene, quasi come una nemesi, il comune di Bibbiano è stato teatro di uno dei più marcati flop del centrodestra: 56,7% dei consensi per Bonaccini contro un misero 37,4% della coalizione a trazione leghista. Segno che i bibbianesi (ma in generale tutti gli emiliani) si sono dimostrati molto più intelligenti di quello che Salvini pensava che fossero. Sarebbe interessante chiedere a lui, adesso, di parlarci di Bibbiano.

Altra cosa che mi ha fatto molto piacere è stata l'ottimo risultato conseguito da Elly Schlein (22.098 voti personali), la ragazza volto di Emilia-Romagna Coraggiosa, movimento a cui ho dato il mio voto, che qualche giorno fa ha messo al muro Matteo Salvini contenstandogli, dati alla mano, il suo leggendario fancazzismo al Parlamento europeo. Sono contento per questa ragazza, davvero. Per quanto riguarda i miei "posti", ossia i comuni con cui per vari motivi ho più a che fare, Rimini è andata in controtendenza rispetto alla regione: Lucia Borgonzoni chiude al 47,48% rispetto al 46,53% di Bonaccini. Più ampio il margine della coalizione del centrodestra (49,46%) rispetto a quella del centrosinistra (42,96%). La Lega, a Rimini, è il primo partito col 34,42%, poi il PD col 31,71%. Vabbe', non si può avere tutto. Santarcangelo elargisce invece un buon 50,40% a Bonaccini e un 44% secco alla signora Borgonzoni.

Chiudo queste brevi considerazioni con l'immagine che vedete qui sotto: la prima pagina di Libero di questa mattina. Libero è assieme a Il Giornale e a La Verità (nome appena appena pretenzioso, non vi pare?) il maggior quotidiano espressione della destra di cui fanno parte Salvini, Meloni, Berlusconi e populisti/sovranisti vari assortiti. Ecco, col voto di ieri abbiamo evitato che la parte di elettorato che si riconosce in questa roba qua prendesse possesso dell'Emilia-Romagna. Ricordiamocelo e facciamo tesoro di questo risultato.


13 commenti:

  1. Il capitone l'ha messo nella nassa Renzi.

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    1. Sì, in parte, ma penso ci si sia messo più da solo che con l'aiuto di Renzi.

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    2. Eh beh in effetti...

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  2. Mi lascia sorpreso che a Rimini così tanti votino Lega.

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    1. Purtroppo è così. Esaminando i flussi di voto si vede che nel centro dell'Emilia Romagna ha prevalso la sinistra, agli estremi (riminese e piacentino, ad esempio) ha avuto un buon risultato la destra.

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  3. Un merito di Salvini è la capacità di tenere conto degli errori commessi e quindi la prossima volta ne farà tesoro. Ma quelli di questa consultazione elettorale non sono fatti a lui negativi, come in prima battuta parrebbero, perchè sono stati l'ariete capace di sfondare il muro del "si può" e la breccia aperta sarà da tenere ben presente.
    Bonaccini, per come la penso, non ha vinto ma semplicemente non ha perso... i suoi consensi sono stati in buona parte dovuti alla paura dell'avanzata della lega e quindi non credo si possano conteggiare come a favore. Ora il pd dovrà cambiare progetti, modi e faccia e il mio pessimismo in merito è grande... lui questo non sa farlo ma spero di sbagliare.
    Viva Emilia-Romagna coraggiosa e viva Elly Schlein!!! Il pd si iscriva globalmente a quel partito, se ne ha il coraggio. 😂

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    1. Sì, la prossima volta farà tesoro degli errori fatti. C'è da dire, però, che l'ER è una specie di maledizione per lui. Prima ha fatto cadere il Conte uno dal Papeete sicuro che si sarebbe tornati al voto e lui sarebbe andato al governo da Presidente del consiglio; poi ha dato l'assalto a Bonaccini in chiave spallata al governo Conte due. In entrambi i casi gli è andata male. L'Emilia Romagna non gli porta bene :-)

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  4. Io ero leggermente più fiduciosa di te, anche se preoccupata, perché ho calcolato che forse il senso pratico di una parte degli emiliano-romagnoli avrebbe fatto la differenza, portando a scegliere il candidato più preparato, senza farsi incantare dalle parole; e poi i vescovi della regione si erano espressi esplicitamente contro il sovranismo, cosa che peraltro non mi ha sorpresa perché in ER il clero, mediamente, non è reazionario. Insomma, l'appoggio cattolico c'era e, ripeto, in ER era ovvio. Anche per questi due motivi ho pensato che una piccola speranza ci fosse, per non parlare del fatto che, giorni fa, hanno portato qui Zaia dicendo che in Emilia, per quanto riguarda il settore agricolo, si potrebbe imparare qualcosa dal "modello" veneto. Ecco, credo che non ci sia bisogno di commentare.

    Va detto però che bisogna stare molto attenti, perché Bonaccini ha vinto grazie soprattutto alle tre roccaforti di centrosinistra, Bologna, Modena e Reggio. Qui ci sono state anche persone di centrodestra che hanno votato Bonaccini pur di non vedere la regione nelle mani di un'incapace. Perciò il centrosinistra deve mantenere i piedi per terra, evitare di esaltarsi troppo per la vittoria e ricominciare a stare sul territorio dando spazio al civismo, altrimenti, fra cinque anni, anche l'ER cadrà nelle braccia della destra. E saranno dolori amari.

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    1. Concordo. Per quanto riguarda il risultato di Bonaccini, qui è espresso graficamente il suo risultato elettorale. Si vede chiaramente, come hai evidenziato tu, che il grosso del consenso l'ha riscosso nei grandi centri della pianura. Come si esce e ci si avvia verso i margini, il suo consenso decresce. È eloquente il fatto che la Borgonzoni abbia superato Bonaccini in città come Ferrara, Rimini e Piacenza. E il centrosinistra dovrebbe riflettere parecchio sulle implicazioni di questa situazione. Speriamo lo faccia.

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  5. E poi diciamocelo: in Calabria si è capito che dietro c'era la spinta di Berlu/Meloni. Insomma, una batutta d'arresto per il Capitan Papeete ma giustamente non bisogna adagiarsi. Perché tra poco si vota altrove, tipo Puglia.

    Moz-

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  6. Io tendo a pensare, e soprattutto a sperare, che in Toscana la Lega non riesca a vincere. Non potrei sopportare di vedere la culla del Rinascimento in mano ai trogloditi. E poi in Toscana ci sono buoni servizi e la sanità pubblica è tra le migliori in Italia; mi auguro che non buttino tutto a mare per questa gente.

    Comunque non è vero che adesso Salvini molla l'ER: ha deciso, infatti, di fare una festa di ringraziamento per i suoi simpatizzanti, e a quanto pare la farà a Vignola (Modena), comune già leghista, perché lì, tra poco, ci saranno le elezioni. E chi lo schioda più? :(

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