giovedì 2 gennaio 2020

Cellulari

Sala d'attesa del medico. Quindici persone (le ho contate), di cui quattordici, me compreso mentre scrivo questo post, con cellulare in mano. Mi viene in mente quanto lessi tempo fa in un libro di Paolo Crepet, e cioè che il cellulare è l'oggetto tecnologico maggiormente diffuso nel mondo. Nient'altro ha goduto di un successo anche lontanamente paragonabile; non la televisione, non i frigoriferi, non le automobili. E in quel libro Crepet citava un passaggio di un'intervista all'allora CEO di Apple secondo cui l'obiettivo delle maggiori aziende tecnologiche è dotare di telefonino ogni abitante del pianeta. Obiettivo inquietante, a prima vista, ma visto l'andazzo direi a portata di mano.

3 commenti:

  1. Non possiedo cellulari. Non ne ho mai avvertito la necessità. Né l’urgenza. E' un oggetto che mi darebbe fastidio. Quando devo fare o ricevere telefonate, mi servo del telefono fisso di casa. Non vedo perchè dovrei telefonare per strada, nella sala d'attesa del medico, sui mezzi pubblici, al cimitero...Tu potresti dirmi: ma chissenefrega! Giorni fa un amico mi ha detto: ma come fai a vivere senza? Ma io dico: quando il telefonino non esisteva, o meglio quando non era diffuso come oggi (solo una ventina di anni fa, mica nel medioevo) forse si viveva male? Io credo di no e forse si viveva pure meglio: eravamo meno ansiosi. Gli altri mi vedono come un soggetto strano, in via di estinzione. Se l'obiettivo di Apple è quello di dotare di telefonino ogni abitante del pianeta, caro Andrea, sappi che almeno uno sarà libero da questa schiavitù :-)
    Un saluto

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    1. Neppure io sono un fanatico del cellulare. Sì, ce l'ho, lo uso quando mi serve e chiusa lì. Non ne sono certo schiavo, sono semmai schiavo dei libri, quello sì.
      Ciao Pino ;)

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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