giovedì 2 gennaio 2020

La fine dei Sapiens


Ho terminato poco fa quello che probabilmente è il libro più bello che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni e sicuramente quello che ho sottolineato di più e a cui ho fatto più orecchie. È un saggio storico-scientifico che racconta in cinquecento pagine la storia della nostra specie, gli Homo Sapiens, partendo dal loro più lontano progenitore, un essere umano che 2,5 milioni di anni fa fece la sua comparsa in un vasto territorio dell'Africa occidentale e da lì partì alla conquista del pianeta.

È soprattutto la storia di come noi Sapiens siamo riusciti a sbaragliare la "concorrenza" e tutte le altre specie di "Homo" e a divenire i padroni incontrastati del mondo, impresa che abbiamo compiuto utilizzando una facoltà apparentemente banale: l'immaginazione. Siamo stati cioè la prima specie animale capace di inventare religioni, leggi, enti giuridici ecc., tutte cose che nella realtà non esistono ma che vengono accettate da tutti e che hanno costituito il "collante" che ha permesso ai Sapiens di primeggiare.

Non è un libro noioso, come in genere si pensa dei saggi. Tutt'altro. Yuval Noah Harari ha la capacità, ricorrendo a vari espedienti retorici, di non annoiare mai il lettore anche quando affronta concetti che possono apparire complicati, e la lettura scorre quindi piacevole e fluida. Quasi un capolavoro.

5 commenti:

  1. Metterò in lista anche questo titolo. Dagli stralci che pubblichi pare davvero notevole.
    Ciao.

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    1. Mi ha entusiasmato. Poi, certo, siamo sempre nell'ambito della soggettività, ma te lo consiglio caldamente.
      Ciao Sari.

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  2. Se posso consigliarti un autore per il 2020, leggi Romain Gary.
    Buon anno.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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