venerdì 10 gennaio 2020

Libri in tasca?


Non so se si riesce a leggere. Comunque, questa specie di annuncio pubblicitario compare sul retro di copertina di una collana di libri Mondadori chiamata Gli oscar settimanali, pubblicata a metà degli anni '60 del secolo scorso. Libri, recita l'annuncio, "per gli italiani che lavorano": operai, tecnici, impiegati, funzionari, dirigenti ecc. Libri tascabili da portare con sé in tram, autobus, taxi, treno, barca, transatlantico, fabbrica, ufficio, bar e così via. Leggendo questo annuncio, mi viene da pensare che negli anni '60 i libri fossero oggetti comuni, utilizzati da tutti e portati sempre con sé allo stesso modo in cui ai giorni nostri si tengono in tasca gli smartphone, e non quegli oggetti oggi anacronistici e guardati con perplessità e sospetto. In realtà non so se all'epoca fosse realmente così, ma è bello pensarlo.

11 commenti:

  1. Forse lo era in parte, oggi è tutto diverso e gli smartphone più che in tasca si tengono sempre più di fronte alla faccia, faccia incollata allo schermo a leggere spesso banalità o attratta da giochini tristi e ripetitivi.

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  2. Bè, penso che in generale si leggesse molto più di adesso. Pensa che io sono rimasta agghiacciata quando alcuni anni fa visitai la casa di una giovane coppia: nemmeno un libro. Poi magari leggono gli ebook, lo spero almeno. Per quanto mi riguarda, non riesco a rinunciare a un libro "vero".

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  3. Negli anni 70-80 fiorivano le librerie che vendevano l'usato e il nuovo (spesso fallato) a metà prezzo. Lì trovavo gli Oscar M che avevano il pregio di avere un formato tascabile per cui era semplice leggere durante il trasporto in autobus o alla fermata, mentre si aspettava. Però di lettori ne ho sempre visti pochi, neppure io leggevo in questo modo perchè il mezzo non consentiva quell'immersione di cui avevo bisogno.
    Leggo di preferenza su carta ma non disdegno la tavoletta che, secondo me, potrebbe essere definita il moderno modello di lettura tascabile.
    Con il tempo buono, nella pausa pranzo, vedo giovani, soprattutto ragazze, che leggono sulle panchine: tavoletta fra le mani e panino o contenitore di insalate sulle ginocchia. E' un gran bel vedere...
    Ciao.

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    1. Anche la tavoletta può andare bene, purché si legga qualche libro in più.
      Ma, per vari motivi, io continuo a preferire il testo cartaceo.

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    2. L'ho scritto più volte e ho anche mandato messaggi in radio sull'argomento "lettura". Chi raccoglie dati lo fa sul venduto ma ci sono tante persone che leggono dalla biblioteca, come me, e anche queste vanno considerate. Se non pago non sono una lettrice? Chiunque legga è per me un lettore, qualunque testo abbia sottomano e a qualunque genere letterario sia affezionato.
      I libri letti, che mi sono piaciuti, poi li compero di carta. Il supporto elettronico non permette di visualizzare e memorizzare pagine perchè paiono tutte uguali, senza fronte e retro... sono impersonali, per dirla in breve.

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    3. Non ho mai letto su supporto elettronico, seppure quelli che l'hanno fatto ne abbiano sempre parlato in termini positivi. Per quanto riguarda la biblioteca, io sono il classico "topo" e, guarda la coincidenza, ci ho trascorso tre gradevoli ore anche oggi pomeriggio :-)

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  4. Quegli anni li ho vissuti intensamente: le cose non stavano così. I tascabili Mondadori Oscar avevano il solo pregio di costare poco ma anche allora la lettura di un libro era cosa rara in Italia.

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  5. Negli anni '60 non ero nemmeno nato, non posso dire. A posteriori, ho recuperato autori e argomenti di quel periodo.
    Di gente che legge in autobus e nei luoghi pubblici, se ne vede pochina.

    ===

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  6. Le edizioni tascabili sono manna dal cielo per chi desidera avere sempre un libro in borsa e giustamente senza portarsi dietro libri "ingombranti".

    Peccato che effettivamente si legga sempre meno...

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  7. Era così, ne ho una bella collezione grazie a mio papà e mio zio.
    Leggo solo su carta, compro a colpo sicuro gli autori che amo, per i nuovi mi lascio incuriosire e poi li prendo in biblioteca. Se il libro mi piace poi, lo acquisto.

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  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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