Certo che è dura stare dietro a questi qui. Vediamo di ricapitolare. Il primo luglio veniamo a sapere che un emendamento contenuto in questa benedetta finanziaria prevede che dal 2016 non basteranno 40 anni di contributi per andare in pensione.
Da lì a poco, dopo le vibranti proteste di sindacati e buona parte del mondo politico, si fa vivo il ministro Sacconi, il quale dichiara che "si è trattato di un refuso". La norma viene quindi velocemente cancellata.
Arriviamo quindi a mertedì 13 luglio, cioè ieri, quando si fa vivo lo stesso Tremonti per dire che non c'era nessun refuso. L'intenzione era davvero quella di elevare l'età minima pensionabile oltre i 40 anni di contributi per "rendere ancora più rigorosa la manovra all'esame del Parlamento".
Ok, adesso siamo avvisati. In questa manovra no, ma nella prossima, che molti la prevedono già come regalino di Natale, quanto scommettete che ci ritroveremo il simpatico emendamento?
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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mi scordo sempre: loro dopo quando possono andare in pensione?? e a quanto al mese??
RispondiEliminaLo sai, lo sai... :-)
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