sabato 23 maggio 2009

L'Italia casca a pezzi?

Non so se avete letto, l'altro ieri, del cedimento improvviso di un pilone che ha provocato un paio di feriti su un viadotto della Caltanissetta-Gela, una strada inaugurata nel 2006. Inizialmente l'Anas si è affrettata a precisare che il cedimento strutturale si è verificato nella parte più vecchia del tracciato, e oggi, con altrettanta sollecitudine, ha dichiarato che ci sono buone possibilità che il cedimento sia da attribuire a un movimento impovviso del terreno sottostante alla struttura.

Nel frattempo, però, come riporta sempre il Corriere, la procura di Caltanissetta ha aperto un'inchiesta per verificare quali ditte hanno eseguito i lavori, chi ha fornito i materiali (cemento, calcestruzzo, ecc...) e altre cosette. Inchiesta quanto mai doverosa, visto che i lavori su questa strada sono rimasti fermi per una quindicina d'anni a causa di infiltrazioni mafiose nella costruzione. Insomma, alla fine il sospetto è che i materiali con cui è stata costruita questa strada non fossero proprio affidabili.

Questo episodio richiama subito alla memoria quanto venuto alla luce in Abruzzo dalle indagini post-terremoto, in particolare dagli accertamenti che hanno stabilito che per tirare su molti edifici è stata utilizzata addirittura la sabbia del mare, ovviamente per questioni di speculazione e di costi. Come dimenticare, poi, restando sempre in Abruzzo, l'incredibile vicenda dell'ospedale de L'Aquila, reso per il 90% inagibile dal terremoto e del quale si è scoperto, poi, non essere neppure in possesso del certificato stesso di agibilità?

Nella vicenda del viadotto di Caltanissetta, però, il terremoto evidentemente non c'entra, così come non c'entra nel cedimento strutturale che recentemente ha provocato il crollo di un'arcata di un ponte nei dintorni di Piacenza. Ponte, anche in questo caso, i cui lavori di ristrutturazione e consolidamento erano terminati pochi mesi prima. Scriveva Repubblica il 30 aprile scorso:

I lavori di ristrutturazione del ponte erano terminati qualche mese fa. Costruito con l'unità d'Italia, bombardato nel luglio del 1944 e ricostruito, fu inaugurato una seconda volta quattro anni dopo. Recentemente una ditta specializzata ha condotto lavori di manutenzione inziati l'anno scorso e conclusi non molto tempo fa. I tecnici incaricati dal giudice dovranno chiarire se esistono eventuali nessi causali tra i lavori e il cedimento, anche se una nota dell'Anas scioglie ogni dubbio e scrive che il crollo della campata del ponte
"è stato provocato dall'eccezionale ondata di piena del Po".

Insomma, anche in questo caso, secondo l'Anas, il disastro, come è accaduto pure per il viadotto di Caltanissetta, è da addebitare a una causa terza, in questo caso la piena del Po.

Sarà. Anche qui, però, una procura, quella di Lodi, ha aperto un'inchiesta per disastro colposo perché molte cose non sono chiare, una delle quali che una piena, seppur di una certa portata, abbia potuto provocare il crollo.

«Impossibile che il crollo sia stato causato solo dalla piena», afferma Guido De Rossi, comandante dei Vigili del fuoco di Piacenza. Della stessa opinione il presidente della Provincia di Lodi Lino Felissari: «Il crollo nell' area golenale fa pensare che non sia colpa della piena» (fonte)

Al termine delle due inchieste, relative a questi due episodi, avremo delle risposte. Sapremo cioè se i due cedimenti sono effettivamente da addebitare a cause fortuite e imprevedibili, oppure se parte della responsabilità sia anche da addebitare all'incuria e/o alla speculazione.

Chiudo ricordando l'incredibile episodio, del quale tutti si sono già dimenticati, nonostante i solenni impegni presi sul momento, del crollo del soffitto del liceo Rivoli, Torino, che nel novembre scorso ha provocato la morte di uno studente 17enne. In questo caso non c'entra né il terremoto, né la piena, né nient'altro. Un soffitto di una scuola crolla senza (apparente) motivo e uno studente muore.

Senza tirarla tanto per le lunghe, questi episodi sono il segno che in italia c'è qualcosa che non va?

3 commenti:

  1. Nooo, va tutto benissimo!

    La scorsa settimana sono transitato proprio da quel punto almeno due volte! :@

    Saluti.

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  2. Beh, anche qua vicino a casa mia, l'anno scorso, capitò qualcosa di simile.

    Come dire, siamo proprio messi bene!

    Ciao Big.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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