giovedì 21 maggio 2009

La risintonizzazione dei canali digitali spiegata a mia nonna

Come scrivevo qualche giorno fa, in Piemonte, anzi in alcune zone specifiche, c'è stato il famoso switch off, ossia il passaggio dall'analogico al digitale terrestre che da qui al 2012 coinvolgerà tutto il paese.

Qualche problema tecnico, forse, qualcuno l'aveva messo in conto, ma da qui ad arrivare ad assalire l'ufficio Rai di via Verdi e, via internet, il sito de La Stampa, ce ne passa. Eh sì, perché pare che il passaggio, per buona parte degli interessati, sia stato tutt'altro che indolore, essendo spariti, oltre a Rete4 e Rai2, anche tutti gli altri canali. Riassume bene la situazione questo articolo Zeusnews:

Ciò è successo perché la Rai, oltre a spegnere il segnale analogico di Rai Due, ha riorganizzato le frequenze utilizzando quelle precedentemente usate da Rai Due in analogico per Rai Uno e Rai Tre in digitale. I decoder più "svegli" se ne sono accorti e hanno incassato il colpo senza battere ciglio, risintonizzando automaticamente i canali; i meno evoluti, invece, hanno semplicemente iniziato a non mostrare più nulla, nell'attesa che l'utente intervenisse manualmente.

La maggior parte dell'utenza, probabilmente quella più refrattaria alla tecnologia, si è evidentemente trovata spiazzata, anche perché pare che la Rai non si sia prodigata più di tanto, se non a danno ormai avvenuto, a fornire informazioni e suggerimenti. Scrive a tal proposito La Stampa sul suo sito internet:

Risintonizzare. Ecco la soluzione. Ma anche la miccia che ha scatenato tante, tantissime lamentele: «Trovo inaccettabile la mancanza di informazione della Rai - si legge in uno dei messaggi sul web -. Visto che la paghiamo, lo sforzo di avvisare gli utenti che sarebbe stato necessario risintonizzare i canali dopo lo switch off avrebbe dovuto farlo». Risintonizzando i canali come se il decoder o il televisore fosse stato appena acquistato molti hanno memorizzato finalmente i quattro canali Rai in digitale. Ma altri dubbi restano. E altre proteste. «Purtroppo - segnala Ezio Pagliarino - tutti i dvd recorder e i videoregistratori che non hanno il tuner digitale terrestre incorporato non funzioneranno più e non si potrà più registrare col timer, ma questo nessuno della Rai lo dice».

Per cercare di risolvere il problema, la Rai pare che abbia adesso cominciato a far scorrere delle strisce informative sullo schermo (ovviamente nei canali che si vedono) per cercare di spiegare agli utenti come risolvere il problema. Cosa che, come potete immaginare, ha sicuramente fatto la felicità delle massaie e delle nonne intente a fare uncinetto davanti alla tv.

Tra l'altro, riferisce sempre La Stampa, pare che i problemi con la sintonizzazione possano avere come causa anche l'antenna, cosa che nessuno, mi pare, finora ha evidenziato.

Secondo Renato Boninsegni, responsabile Installazione e Impianti della Cna, «è fuorviante sostenere che per vedere la tv digitale è sufficiente acquistare un decoder o un televisore nuovo. Molte antenne, soprattutto quelle centralizzate dei condomini più vecchi, potrebbero essere da sostituire o calibrare, ma nessuno ha raccomandato ai torinesi di chiedere una verifica del proprio impianto prima di acquistare il decodificatore e chiedersi poi magari il perché di una cattiva ricezione». La Confederazione Nazionale dell’Artigianato ha elaborato, e inviato al ministero, un prezzario per evitare possibili speculazioni degli antennisti nei prossimi giorni, e raccomanda «di rivolgersi sempre e soltanto a persone in possesso dell’abilitazione».

Insomma, l'avventura del digitale terrestre è partita, e siamo solo all'inizio.

Nessun commento:

Posta un commento

Urlare (quando si è opposizione)

Giulio Cavalli fa notare come sia facile, dai banchi dell'opposizione, strillare cose come "la pacchia è finita", l'Italia...